Brigata motorizzata "Cremona"

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Brigata motorizzata "Cremona"
CoA mil ITA inf bde Cremona.jpg
Scudetto della Brigata motorizzata “Cremona”
Descrizione generale
Attiva 29 agosto, 1859 – 15 novembre, 1996
Nazione Flag of Kingdom of Sardinia (1848).svg Regno di Sardegna
bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Alleanza Flag of NATO.svg N.A.T.O.
Servizio Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Armata Sarda
Flag of Italy (1860).svg Regio Esercito
CoA Esercito Italiano.svg Esercito Italiano
Tipo Fanteria
Ruolo Fanteria motorizzata
Dimensione Brigata di circa 3.000 uomini
Guarnigione/QG Pinerolo, Torino, Fossano, Novi Ligure e Alessandria
Battaglie/guerre brigantaggio postunitario
terza guerra di indipendenza
prima guerra mondiale
seconda guerra mondiale
Parte di
Reparti dipendenti

Reparto Comando e Trasmissioni Torino

  • 21º Battaglione motorizzato “Alfonsine” stanziato a Alessandria
  • 22º Battaglione motorizzato “Primaro” stanziato a Fossano
  • 50º Battaglione motorizzato “Parma”(Quadro) stanziato a Fossano
  • 157º Battaglione motorizzato “Liguria” stanziato a Novi Ligure
  • 1º Gruppo squadroni corazzato “Nizza Cavalleria” stanziato a Pinerolo
  • 7º Gruppo artiglieria da campagna “Adria” stanziato a Torino
  • Battaglione logistico “Cremona” stanziato a Torino
  • Compagnia genio pionieri “Cremona” stanziata a Pinerolo

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La brigata motorizzata "Cremona" è stata una delle grandi unità dell'Esercito italiano. Fondata nel 1859, attraversò tutta la storia del Regno d'Italia. Nel 1975 fu ristrutturata e inserita nel 3º corpo d'armata di Milano, con comando generale a Torino. L'unità era schierata con tutti i suoi reparti in Piemonte e, nel periodo della guerra fredda, in caso di un ipotetico conflitto con il patto di Varsavia aveva il compito di proteggere la zone industriali di Torino e del Piemonte. Fu sciolta nel 1996 a seguito dell'emanazione del nuovo modello di difesa delle forze armate italiane dovuto allo scioglimento del patto di Varsavia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Le origini della brigata "Cremona" risalgono al 1859 allorché, in occasione dell'annessione della Lombardia al Regno Sardo, viene decretata la costituzione di sei nuove brigate. Il 29 agosto di quell'anno, con Decreto Reale vengono ricostituiti i quattro reggimenti, sciolti nel 1849 (19º, 20º, 21º, 22º). Le unità ordinate in brigata, secondo le tradizioni dell'Esercito piemontese, assumono i nomi di due città italiane. Cremona, che il 19 marzo 1849 aveva dimostrato il suo anelito alla libertà insorgendo in armi contro gli austriaci, dà il nome alla nuova brigata formata dal 21º e 22º reggimento fanteria.

La "Cremona" ufficialmente viene costituita il 1º novembre 1859 con sede in Genova, dove verranno benedette e consegnate ai due reggimenti le bandiere di guerra. Partecipò alla campagna di repressione del brigantaggio postunitario dal 1860 per un decennio e combatté nella terza guerra d'indipendenza nel (1866). Sciolta nel 1871, come tutte le unità permanenti, è ricostituita nel 1881 con gli stessi reggimenti 21º e 22º.

Nella prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Fra il 1915 ed il 1916 fu in linea fra Monfalcone e Gorizia inquadrata nella 3ª armata italiana. Il 10 novembre 1917 durante il ripiegamento verso il Piave si fuse con la Brigata "Tortona" ma il 22 dello stesso mese all'unità venne riassegnato il nome di "Cremona". La brigata partecipò nel 1918 ai combattimenti vittoriosi sul Monte Grappa.

Con la legge del 2 marzo 1926 si trasformò in 20ª brigata fanteria di linea e assume l'88º "Friuli" nell'organico; nel 1926 la Brigata, unitamente al 7º reggimento Artiglieria, entrò a far parte della 28ª divisione militare territoriale di Livorno; l'unità si riordinò nel 1934 e con il 7º artiglieria diventò 20ª divisione di fanteria "Curtatone e Montanara".

Nella seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Il 24 agosto del 1939 assunse la denominazione di 44ª divisione di fanteria "Cremona", inquadrando i reggimenti 21º e 22º di fanteria, il 7º di artiglieria e 90ª Legione d'assalto della MVSN. Inquadrata nel XV Corpo d'armata è impiegata nei pressi di Ventimiglia sul fronte francese nel 1940. Si spostò in Sardegna nel 1941 con compiti di difesa mobile dell'isola a causa dello sbarco alleato in Algeria e Tunisia e nel mese di novembre del 1942 si spostò in Corsica con compiti di presidio e difesa del territorio. A seguito dell'armistizio di Cassibile la divisione si oppose vittoriosamente contro le truppe tedesche stanziate nell'isola combattendo a Zonza, nella stretta di S. Polo, a Quenza, Levie, Ponte Sorbolo e in Val di Golo.

Trasferita di nuovo in Sardegna, trasformata la 90ª Legione in 321º reggimento fanteria "Cremona", nel settembre del 1944, nuovamente ridotta a due reggimenti di fanteria ed uno d'artiglieria viene trasportata sul continente inquadrando anche il 144º battaglione misto genio pionieri e trasmettitori, riarmata ed equipaggiata con materiale britannico, si trasformò in gruppo di combattimento "Cremona", al comando del generale Clemente Primieri. In linea dal 12 gennaio inquadrata nell'8ª armata britannica a fianco di unità canadesi e partigiane (la 28ª brigata Garibaldi "Mario Gordini"), essa stessa integrata negli organici con combattenti provenienti da disciolte formazioni partigiane, combatté sul fronte del Po, legando il suo nome alla liberazione di Torre di Primaro, Alfonsine, Adria e Mestre, giungendo alla fine della guerra sino a Venezia. Su questo fronte si distinse per valore e audacia il capitano Luigi Giorgi, due volte decorato con la medaglia d'oro al valor militare.

Il riordinamento e la storia recente[modifica | modifica sorgente]

Il 15 ottobre del 1945 riassunse il nome di divisione di fanteria "Cremona". Il 1º gennaio 1951 un altro reggimento di fanteria, il 157º "Liguria", amplia gli organici della divisione e negli anni successivi, si uniscono ad essa il XIV battaglione carri (1º novembre 1962), il 1º gruppo esplorante dragoni (Nizza) (1º ottobre 1963), ed il 6º battaglione bersaglieri (1º ottobre 1969).

In seguito alla ristrutturazione delle unità dell'Esercito, il 30 ottobre 1975, la divisione si trasforma in brigata motorizzata articolata su tre battaglioni di fanteria, un gruppo di artiglieria, un gruppo squadrone corazzato, un battaglione logistico, un reparto comando e trasmissioni, una compagnia controcarri ed una compagnia genio. Il 1º dicembre 1989 la Brigata "Cremona" perde il 22º btg. fanteria "Primaro", che viene sciolto, nel quadro di ulteriore ristrutturazione dell'Esercito. Il 1º novembre 1990 la Brigata cessa di essere alle dipendenze del 3º corpo d'armata passa alle dipendenze della Regione Militare Nord-Ovest e acquisisce il 4º battaglione fanteria "Guastalla".

Nel 1991, a seguito della riduzione in atto dell'Esercito, il 4º battaglione viene sciolto (30 aprile) ed alla brigata viene assegnato il 26º battaglione fanteria "Bergamo". Il 12 settembre anche il 1° gr. sqd. cor. "Nizza Cavalleria" esce dai ranghi della brigata che, nel frattempo, è divenuta meccanizzata. Nello stesso periodo i reparti della brigata riacquisiscono il rango di reggimento e la denominazione originaria di "Cremona" per il 21º btg. fanteria e per il 7º gruppo artiglieria. Nel 1992 la compagnia controcarri viene soppressa; viene inserita la compagnia genio guastatori, prima autonoma, nel reparto Comando e trasmissioni che assume la denominazione di Comando e supporti tattici "Cremona".

Nel 1993 la brigata meccanizzata "Cremona" si componeva del comando e supporti tattici "Cremona", 21º reggimento fanteria "Cremona", del 157º reggimento fanteria "Liguria", del 26º reggimento fanteria "Bergamo", del 7º reggimento artiglieria "Cremona" e del battaglione logistico "Cremona". Ridistribuiti ad altri enti i reparti, la brigata venne sciolta il 15 novembre del 1996.

I suoi soldati caduti durante la seconda guerra mondiale sono sepolti nel cimitero della Camerlona a Ravenna.

I reparti[modifica | modifica sorgente]

Stemmi araldici dei reparti della brigata motorizzata "Cremona"[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roberta Zoli, Il gruppo di combattimento 'Cremona' 1943-1945, Bacchilega, Faenza, 2008.
  • Circolo filatelico (a cura di), Diario storico militare del gruppo di combattimento 'Cremona', Bacchilega, Faenza, 2009.
  • Franco Dell'Uomo - Roberto Di Rosa - Amedeo Chiusano, L'Esercito italiano verso il 2000, Volume 2, Parte 1, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]