Algeri

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Algeri
città
مدينة الجزائر, Madīnat al-Jazair
Algeri – Stemma
Algeri – Veduta
Dati amministrativi
Stato Algeria Algeria
Provincia Algeri
Amministratore locale Mohamed Kebir Addou
Territorio
Coordinate 36°47′N 3°04′E / 36.783333°N 3.066667°E36.783333; 3.066667 (Algeri)Coordinate: 36°47′N 3°04′E / 36.783333°N 3.066667°E36.783333; 3.066667 (Algeri)
Altitudine 424 m s.l.m.
Superficie 865 km²
Abitanti 2 988 145[1] (stima 2008)
Densità 3 454,5 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 16000-16132
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Algeria
Algeri
Sito istituzionale

Algeri (in arabo: مدينة الجزائر, Madīnat al-Jaza'ir - le isole -, in berbero: Dzayer, in francese Alger) è la capitale dell'Algeria e della provincia omonima. È anche il più importante porto del paese.

Il nome arabo, "le isole", deriva da un gruppo di piccoli isolotti antistanti la costa della città e attualmente non più visibili in quanto inglobati nelle barriere di protezione e nelle dighe foranee del porto.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Situata sulle coste del Mar Mediterraneo nella parte occidentale di un'ampia baia sulle pendici di un ramo della catena montuosa dell'Atlante, ha circa 2.988.145 abitanti.[2] È capoluogo dell'omonimo dipartimento.

La città è divisa in tre parti con caratteristiche diverse. La parte bassa, fu costruita sulla costa dai francesi, che vi collocarono gli uffici dell'amministrazione coloniale. Lo stile architettonico è quindi tipicamente francese con ampi boulevard, teatri, cattedrali e musei.

La parte alta, o città vecchia, nota come casbah, fu costruita nel XVI secolo come forte ottomano e residenza del dey, e in decenni di progressivo declino è diventata un vero e proprio slum.

La terza area è costituita dai quartieri periferici risalenti al periodo postcoloniale.

Clima[modifica | modifica sorgente]

La temperatura media nell'anno è pari a 17,2 °C e le precipitazioni totali sono di 681 mm. Il mese più caldo è agosto mentre quello più freddo è gennaio (10,8 °C). Le precipitazioni massime si hanno a dicembre e le minime in luglio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Veduta della città

Il primo insediamento fenicio risale al 1200 a.C. circa, quando, ad una ventina di chilometri dalla città attuale, viene fondato il porto di Icosium che, in seguito alle guerre puniche, diventa romano nel 146 a.C. La città romana più importante della zona non è però Icosium bensì Caesarea (l'attuale Cherchel).

Nel 429 d.C. viene conquistata dai Vandali, nel VI secolo passa sotto il controllo bizantino e nel secolo successivo sotto quello arabo. L'attuale Algeri venne fondata dal sovrano berbero Bologhin Ibn Ziri, fondatore della dinastia Ziride, che ne modifica il nome in al-Jazâ'ir; da questo momento in poi vede aumentare progressivamente la propria importanza nell'area. Al 1159 risale la conquista da parte degli Almohadi e nel 1235 la conquista da parte del sovrano hafside Abu Zakarya. Nel 1302 l'isolotto antistante, chiamato Penon, è occupato dagli spagnoli che ne fanno la base per i traffici commerciali tra Algeria e Spagna. Nel XIV secolo vi è un breve periodo di dominazione da parte dei Merinidi, ma gli Hafsidi ne riconquistano il dominio nei primi anni del XV secolo.

Quando la presenza spagnola inizia ad essere percepita come minacciosa viene invocato, nel 1516, l'aiuto di Khair Ed-Din detto Barbarossa che inizia una lunga lotta per scacciare gli spagnoli, finché nel 1518 Algeri si dichiara parte dell'Impero ottomano e nel 1529 gli spagnoli lasciano definitivamente l'isola di Penon e la città di Algeri. Algeri diviene il centro più importante della forza ottomana nella parte occidentale del mar mediterraneo. La flotta di Algeri è, in quella epoca, molto potente. Viene costruito un porto ben protetto e nel XVII secolo la città ottiene l'indipendenza dall'Impero.

Nel 1815 la marina statunitense chiede formalmente al governatore della città di interrompere gli attacchi ai vascelli statunitensi, l'anno seguente navi inglesi e olandesi distruggono parzialmente la flotta algerina ma gli attacchi continuano. Nel 1827, la flotta algerina è totalmente distrutta nella battaglia di Navarino, quando gli algerini hanno sostenuto l'Impero ottomano contro navi di guerra francesi, inglesi e russe. Nel 1830 per porre fine alle scorrerie dei pirati barbareschi la Francia attaccò la città. Iniziano i 132 anni di dominazione coloniale francese.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio di Compiègne del 22 giugno 1940 Algeri è affidata al governo di Vichy. Nel novembre 1942 viene occupata dalle truppe alleate nel corso dell'operazione Torch e nel 1943 diventa sede del governo francese in esilio guidato da Charles de Gaulle. Nel 1957 diviene il cuore della guerra algerina di indipendenza e nel 1962 diventa la capitale dell'Algeria indipendente. La gran parte dei cittadini francesi abbandona allora la città.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Algeri di notte
La Grande Poste
La moschea nuova intorno al 1900

Le attività prevalenti della città sono quelle derivanti dal governo e dall'amministrazione del paese. Il porto è un importante nodo per il commercio internazionale, da esso partono le esportazioni di grano, ferro, fosfati, agrumi e verdure così come il petrolio estratto nelle aree centrali del paese.

Le industrie principali sono la raffinazione di petrolio e derivati, la lavorazione dei metalli e quella alimentare.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Il porto, ampliato negli ultimi decenni, è il principale del paese e uno dei più attivi e attrezzati del Nord Africa. Un regolare servizio di traghetti collega Algeri con Marsiglia in Francia.

Un'ampia rete stradale la collega agli altri principali centri urbani del paese. Per mezzo della ferrovia è collegata con Costantina situata 430 km a est e Orano 440 km a ovest.

L'aeroporto internazionale Houari Boumedienne la collega con il mondo.

Nel 2011 sono state inaugurate una rete metropolitana e una linea tranviaria.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

In città[modifica | modifica sorgente]

  • La città vecchia e la fortezza araba (casbah) con viuzze strette e ripide scalinate. Nel 1992 la casbah di Algeri è stata inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.[3]
  • La moschea grande (Jamaa-el-Kebir الجامع الكبير), tradizionalmente ritenuta la moschea più antica di Algeri. Sul pulpito (minbar منبر) vi è un'iscrizione che attesta l'esistenza dell'edificio nel 1018. Il minareto fu costruito da Abu Tachfin, sultano di Tlemcen, nel 1324. L'interno della moschea è a pianta quadra e diviso in navate da colonne unite con archi moreschi. È sede di un'importante scuola di teologia sunnita.
  • la moschea Ketchaoua, Djama' Ketchawa in arabo, costruita verso la fine del 700, dal Dey Baba Hassan. Il nome di questa moschea deriva del turco "keçi ova",che vuol dire "vassoio delle capre". Nel 1848, la moschea fu trasformata in cattedrale di Saint Philippe (San Filippo) dai francesi. La sua architettura originale fu un po' sfigurata dai francesi. Nel 1962, torna a essere una moschea, quando l'Algeria ottiene la sua indipendenza.
  • Bastion 23( Qasr Ar-riyyas in arabo): è una fortezza turca, e residenza degli ammiragli algerini durante l'epoca ottomana.
  • La moschea nuova (Jamaa-el-Jedid الجامع الجديد), chiamata anche moschea del mercato del pesce, risalente al XVII secolo con pianta a croce greca con un'ampia cupola bianca, quattro cupole minori negli angoli e un minareto alto 90 m. L'interno somiglia a quello della moschea grande.
  • Notre Dame d'Afrique: chiesa cattolica completata nel 1872.
  • Jardin d'Essai: un parco e giardino botanico di circa 80 ettari creato su un terreno paludoso la cui umidità favorisce la crescita di piante tropicali che costeggiano gli ampi viali. Ospita anche un piccolo giardino zoologico.
  • Villa Abd-el-Tif, nelle altezze del Jardin d'Essai, una volta residenza del bey e durante il periodo francese riservata agli artisti titolari del premio della villa Abd-el-Tif, tra i quali Maurice Boitel.

Nei dintorni[modifica | modifica sorgente]

  • Le rovine romane di Tipasa, ex-colonia fenicia passata in seguito ai Romani.
  • Il sito archeologico di Thamugadi, ora chiamata Timgad, fondata da Traiano nel II secolo; nel museo sono conservati mosaici e statue originali.

Algeri è sede di un'importante università fondata nel 1879.

Personaggi celebri[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Algeri è gemellata con diverse città di ogni parte del mondo:

Inoltre, molti distretti di Algeri mantengono relazioni di gemellaggio con altre città straniere.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) World Gazetteer: Alger - profil de l'entité geographique. URL consultato il 14 maggio 2013.
  2. ^ (FR) World Gazetteer: Alger - profil de l'entité geographique. URL consultato il 14 maggio 2013.
  3. ^ Kasbah of Algiers - UNESCO World Heritage Centre

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Nacéra Benseddik, Chronique d'une cité antique, dans Alger. Lumières sur la ville, Atti del colloquio dell'EPAU, 4-6 maggio 2001, Algeri 2004, p. 29-34.
  • Amar Amoura, Résumé de l'histoire de l'Algérie, éditions Raihana
  • Mouloud Gaid, L'Algérie sous les Turcs, éditions Mimouni

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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