Arnoldo Mondadori
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Da sinistra, Alberto Mondadori, Nini Bompiani, Arnoldo Mondadori e Valentino Bompiani
Arnoldo Mondadori (Poggio Rusco, 2 novembre 1889 – Milano, 8 giugno 1971) è stato un editore italiano.
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[modifica] Biografia
Arnoldo smette di studiare dopo la quarta elementare (non arriva dunque alla licenza elementare) ed inizia a lavorare in una drogheria. Comincia, così, la carriera di venditore, a diretto contatto con la gente. Presta la propria opera in casa del proprietario della drogheria Ai coloniali, svegliando i figli, vestendoli e accompagnandoli a scuola. Lavora sodo per un breve periodo a Mantova, scaricando casse e facendo il venditore ambulante. Passa tuttavia ben presto a lavorare in una cartoleria come tipografo e nel 1907 realizza la sua prima pubblicazione, dando inizio all'attività che lo renderà famoso in Italia e nel mondo.
Nel 1911 conosce Tomaso Monicelli, il quale, reduce da un trionfante esordio teatrale, si era rifugiato ad Ostiglia, dove nel 1912 aveva fondato "La Sociale", embrione di quella che diventerà la casa editrice Arnoldo Mondadori Editore. Grazie all'amicizia e all'assidua collaborazione con Monicelli, conosce anche la sorella di quest'ultimo, Andreina, che sposerà nel 1913. Tomaso Monicelli aveva con sé il figlio illegittimo avuto da Elisa Severi, Giorgio, che verrà poi cresciuto dalla stessa Andreina.
[modifica] La casa editrice
La storia della Mondadori inizia, a Ostiglia, con la pubblicazione nel 1907 del periodico anarco-socialista educazionista Luce! e poi con la pubblicazione del primo libro, Aia Madama di Tomaso Monicelli (nel 1912); viene anche creata la prima collana, La Lampada, che è dedicata alla letteratura per l'infanzia. La sede della prima tipografia (Palazzina Mondadori), in Via Gramsci, è stata restaurata ed ospita la sua Biblioteca personale e privata, composta da circa 1.000 libri, aule didattiche e sale espositive.
Nel 1919 avviene il trasferimento della casa editrice a Milano. Nel 1933 esce la collana Medusa, i cui libri hanno tutti la stessa copertina profilata di verde. Diventa subito un oggetto di culto per il magro popolo dei lettori italiani. Nel 1965 la Mondadori dà vita ad una rivoluzione, quella degli oscar. Per la prima volta i libri, in formato tascabile, si compravano in edicola, ogni settimana un titolo. Fu un grande successo commerciale. Nel 1968 lascia la presidenza della casa editrice al figlio Giorgio.
[modifica] Curiosità
Il soprannome di Arnoldo Mondadori era Incantabiss (incantatore di serpenti) per la sua grande capacità persuasiva.
[modifica] Onorificenze
[modifica] Bibliografia
- Enrico Decleva, Arnoldo Mondadori, UTET, 2007
- Enrico Decleva, Arnoldo Mondadori, Mondadori (Oscar storia), 2007
[modifica] Collegamenti esterni
- Gruppo Mondadori
- Il Cummenda e l'Incantabiss - Storia di Mondadori e Rizzoli La storia siamo noi - Rai Educational