Boston Celtics

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Boston Celtics
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The Franchise, C's, The Celts, The Green
Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
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Terza divisa
Colori sociali 600px Verde con bande Bianche e trifoglio.png Bianco e verde
Dati societari
Città Boston
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Campionato NBA
Conference Eastern Conference
Division Atlantic Division
Fondazione 1946
Denominazione Boston Celtics
(1946-presente)
Presidente Stati Uniti Boston Basketball Partners L.L.C.
General manager Stati Uniti Danny Ainge
Allenatore Stati Uniti Brad Stevens
Palazzetto TD Garden
(18 624 posti)
Sito web www.nba.com/celtics
Palmarès
Larry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.png
Titoli NBA 17
Titoli di Conference 21
Titoli di Division 21

I Boston Celtics sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association. Sono inseriti nella Atlantic Division dell'Eastern Conference.

Hanno sede a Boston, nel Massachusetts. Sono di proprietà della Boston Basketball Partners LLC, un consorzio di investitori guidato dal magnate della finanza Wycliffe Grousbeck, che ha rilevato la società nel 2002 da Paul Gaston. Brad Stevens è l'allenatore e Danny Ainge, già nella franchigia come giocatore, il general manager. Fondati nel 1946, sono la sola squadra, oltre ai New York Knicks, ad aver sempre partecipato alla NBA. Hanno vinto per 17 volte il titolo NBA, e dal 1959 al 1966 sono riusciti nell'impresa di vincerne otto consecutivamente, record nella lega.

La squadra gioca le proprie partite casalinghe nel TD Garden. I colori sociali sono il bianco e il verde, mentre il simbolo della squadra è un leprechaun.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

All'origine del basket professionistico statunitense, con la fondazione nel 1925 della American Basketball League, Boston era stata rappresentata da due squadre: i Boston Whirlwinds (unica stagione 1925/26) e i Boston Trojans (dal 1934).

Il 6 giugno del 1946, undici proprietari delle più grandi arene sportive degli Stati Uniti e di squadre di hockey fondarono il primo nucleo della NBA chiamato inizialmente Basketball Association of America. Tra i fondatori della nuova lega era presente Walter Brown in qualità di proprietario del Boston Garden. La leggenda vuole che il nome della franchigia scaturisse da una conversazione tra Walter Brown ed il suo collaboratore Howie McHugh, con quest'ultimo che propose nomi come Whirlwinds, Unicorns o Olympics. Brown invece impose il nome Celtics collegandolo alla folta presenza di immigrati irlandesi che vivevano a Boston e nel ricordo di una squadra newyorkese che possedeva lo stesso nome (l'odierna franchigia, comunque, non ha alcuna relazione diretta con i New York Celtics/Brooklyn Celtics attiva nella ABL degli anni venti/trenta).[1] La scelta del nome fu comunque legata anche a strategie di marketing: il fine ultimo era di accattivarsi subito le simpatie della cittadinanza e del pubblico bostoniano.

I Boston Celtics (insieme ai New York Knicks) sono l'unica squadra a far parte della NBA sin dalla sua fondazione e a non avere mai lasciato la città di origine.[2]

1946-1956: la costruzione della "Dinastia"[modifica | modifica sorgente]

Bob Cousy in palleggio.

Quando la NBA (che inizialmente si chiamava Basketball Association of America) giocò il suo primo campionato, nella stagione 1946-1947, i Celtics si presentarono al debutto con una squadra non molto competitiva. Il presidente Walter Brown, fondatore della franchigia, aveva messo insieme un gruppo di giocatori dal talento non eccelso, allenati da John "Honey" Russell, che non portarono grandi risultati nei primi anni di appartenenza nella lega. Il debutto avvenne il 5 novembre al Boston Garden davanti a 4329 tifosi[3]. I Celtics perdono la loro prima partita con i Chicago Stags per 57-55. Quella prima stagione si chiuse con un bilancio di 22 vittorie e 38 sconfitte e l'eliminazione ai playoff per 2-1 da parte dei Chicago Stags. Tra i pochi giocatori a mettersi in luce nel corso della stagione vi fu Connie Simmons. Nelle successive tre stagioni la squadra non raggiunse risultati di alto livello, con una sola apparizione ai playoff (eliminazione al primo turno) e record (rapporto vittorie sconfitte) che non consentirono di competere con le franchige più forti.

La squadra del Massachusetts non era ancora riuscita a fare il definitivo salto di qualità in modo da lottare con le migliori squadre per la conquista del titolo, perciò il proprietario Walter Brown decise di puntare, a partire dalla stagione 1950, su un nuovo allenatore, Arnold "Red" Auerbach, che aveva fino a quel giorno guidato con alterne vicende i Washington Capitols e i Tri-Cities Blackhawks. Figlio di un ebreo russo scappato negli Stati Uniti lasciando la sua lavanderia di Minsk, Auerbach fu soprannominato "Red" (il Rosso) sia per il colore dei capelli che per il temperamento caratteriale abbastanza focoso.[4]

A partire dalla stagione 1950-1951, con l'arrivo di Ed Macauley (dai St Louis Bombers) e di Bob Cousy (proveniente dal fallimento dei Chicago Stags), i Celtics riuscirono per la prima volta a chiudere il campionato con un record vincente (39-30), venendo però eliminati al primo turno dei playoff dai New York Knicks. L'abilità manageriale di Red Auerbach permise a Boston di ingaggiare per la stagione 1951-1952 Bill Sharman (acquistato dai Washington Capitols), di accrescere il potenziale di Bob Cousy, di raggiungere i primi posti nella Eastern Division e di conseguire discreti risultati nei playoff, con 5 partecipazioni consecutive e 3 finali di Division (tutte perse).

1956-1969: la "Dinastia"[modifica | modifica sorgente]

L'inizio della stagione 1956-1957 è contraddistinta da un importante scambio tra i Celtics e i St. Louis Hawks: Bill Russell, prima scelta nel draft di quell'anno, venne ceduto dagli Hawks ai Celtics in cambio di Ed Macauley e Cliff Hagan. A questo arrivo s'affianca quello di Tom Heinsohn che risulterà matricola dell'anno. La stagione si concluse con la conquista del primo titolo NBA nella storia della franchigia, sconfiggendo in finale gli St. Louis Hawks di Bob Pettit dopo due tempi supplementari nella decisiva settima gara. Fu l'inizio del periodo noto come La Dinastia, dove i Celtics vinsero undici titoli in 13 anni.

Nella stagione seguente, la finale vide ancora contrapposti i Celtics contro gli Hawks, ma furono questi ultimi ad avere la meglio, sconfiggendo la squadra del Massachusetts in sei gare molto combattute, contraddistinte dall'infortunio del centro Bill Russell.

Nelle successive otto stagioni, i Celtics segnarono il record, ancora imbattuto negli sport professionistici nord-americani, di otto titoli consecutivi.[5] In questa striscia vincente, la franchigia incontrò per cinque volte in finale i Lakers, iniziando una delle rivalità più importanti nella storia della NBA. Nel 1964 Red Auerbach fece dei Celtics il primo team ad avere cinque afroamericani nel quintetto iniziale.[6]

Alla fine della stagione 1965-1966 lo storico coach si ritirò, preferendo diventare general manager della squadra, e il suo posto venne preso da Bill Russell, primo allenatore afroamericano della NBA,[7] con il ruolo di giocatore-allenatore. Questa lunga striscia vincente venne interrotta nella stagione 1966-1967, con la sconfitta nella finale di Eastern Division da parte dei Philadelphia 76ers di Wilt Chamberlain.

Nelle due stagioni seguenti (1967-1968 e 1968-1969) i Celtics tornarono a trionfare e a conquistare il titolo NBA, in entrambe le occasioni contro i Los Angeles Lakers: nella prima occasione la disputa si concluse in sei gare, mentre nella seconda si assistette a una delle finali più equilibrate nella storia della lega, conclusasi in sette gare e decisa negli ultimi secondi dell'ultima partita. A conferma di questo equilibrio il premio come miglior giocatore delle finali andò a Jerry West, dei Lakers (nessun altro giocatore della squadra che ha perso le finali ha ricevuto il premio). Alla fine di questa stagione Russell si ritirò, ponendo fine a quella che è stata la prima Dinastia della storia NBA.

1969-1979: la ricostruzione di una dinastia[modifica | modifica sorgente]

Nell'annata 1969/70, con il ritiro dall'attività sportiva di Bill Russell, Tom Heinsohn divenne il capo-allenatore e la squadra attraversò una inevitabile crisi, dazio da pagare nell'attesa di un ricambio generazionale che ormai sembrava inevitabile. La stagione terminò con un record negativo di 34 vittorie e 48 sconfitte non permettendo ai Celtics di approdare ai playoffs, prima volta in venti anni.

Il 1970/71 fu caratterizzato dall'arrivo dal draft di Dave Cowens come quarta scelta assoluta. La stagione venne contrassegnata da un record positivo di 44-38 che non permise per il secondo anno consecutivo ai Celtics di approdare ai playoffs. Dave Cowens, insieme a Geoff Petrie dei Portland Trail Blazers, ricevette il NBA Rookie of the Year Award. Comunque la squadra era in visibile crescita e nella stagione seguente, con un bilancio positivo di 56-26, tornò a vincere la Atlantic Division e raggiungere i playoffs. I Celtics superarono prima gli Atlanta Hawks in semifinale, per poi essere sconfitti nella finale di conference dai New York Knicks.

Nel 1972-73 i Celtics stabilirono il nuovo record assoluto di vittorie nella stagione regolare (68-14). Nei playoff sconfissero gli Atlanta Hawks in 6 partite e raggiunsero i New York Knicks in finale di Conference. Ancora una volta i Knicks sconfissero i Celtics in gara sette al Boston Garden per 94-78. John "Honey" Russell, il primo allenatore dei Boston Celtics viene inserito nella Hall of Fame.

L'anno successivo si concluse con un record nella stagione regolare di 56-26. Nei playoff sconfissero di seguito i Buffalo Braves (in sei partite) e i New York Knicks (in cinque partite). In finale si trovarono di fronte i Bucks. La finale contro i Milwaukee Bucks guidati da Kareem Abdul-Jabbar fu molto combattuta: dopo gara 5 i Celtics erano ad un passo dal titolo, ma i Bucks vinsero gara 6 al Boston Garden con un gancio di Jabbar a 3 secondi dal termine[8]. La serie tornò quindi a Milwaukee per la settima gara e i Celtics riuscirono a battere i Bucks per 102-87. John Havlicek fu eletto MVP della finale.

La nuova stagione, nonostante la perdita del centro Dave Cowens per 2 mesi a causa di un infortunio, vide i Celtics vincere facilmente l'Atlantic Division con un record di 60-22. Nei playoff vinsero rapidamente con gli Houston Rockets in 5 partite e raggiunsero la finale della Eastern Conference. Qui i Celtics vennero battuti dai Washington Bullets in 6 partite. Bill Russell venne inserito nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

Nella stagione 1975/76 i Celtics terminarono al primo posto nella loro division con un record 54-28 e, dopo aver eliminato i Buffalo Braves e i Cleveland Cavaliers, disputarono la serie finale contro i Phoenix Suns. Vinsero le prime due gare al Boston Garden, ma persero le due successive in Arizona. Vinsero gara 5 ai supplementari col punteggio finale di 128-126 e infine gara 6 per 87-80. Jo Jo White fu nominato MVP della finale.

La stagione 1976/77 si concluse con il secondo posto ed un record di 44-38. I Celtics raggiunsero i playoff battendo i San Antonio Spurs ma vennero eliminati dai Philadelphia 76ers in 7 partite.

Nel 1977-78 i Celtics attraversarono uno dei momenti più delicati della loro storia. Persero 23 partite su 34 quando coach Tom Heinsohn venne licenziato e sostituito da un altro ex giocatore bostoniano, Tom "Satch" Sanders, confermando la tradizione che favorisce quasi sempre una soluzione interna. Sanders concluse la stagione al terzo posto in Division con un deludente record di 32-50, mancando l'accesso ai playoff. Quello di Sanders fu più che altro un interregno, visto che rimase solo per due "mezze" stagioni, lasciando la squadra a Dave Cowens durante il campionato 1978-79. La stagione si concluse con un record negativo di 29-53, e l'esperienza di Cowens come giocatore-allenatore non convinse.

1979-1992: L'era Bird[modifica | modifica sorgente]

Così, per la prima volta dai tempi di Auerbach, Boston scelse un allenatore che non era cresciuto nella famiglia biancoverde, Bill Fitch. Nella stagione 1979-80 Fitch ebbe la fortuna di trovarsi fra le mani già al suo primo anno Larry Bird, proveniente dal draft del 1978. L'impatto fu immediato: la stagione regolare si concluse con un record di 61 vinte e 21 perse. Nei playoff, dopo due anni di assenza, i Celtics batterono gli Houston Rockets in 4 partite ma vennero sconfitti dai Philadelphia 76ers nella finale della Eastern Conference in 5 partite. Larry Bird fu premiato come la matricola dell'anno e Bill Fitch come allenatore dell'anno.

Al primo giro del draft del 1980 venne scelto Kevin McHale, nell'ambito di un giro di scambi con i Golden State Warriors che porterà a Boston anche Robert Parish[9]. Kevin McHale, Robert Parish e Larry Bird andarono così a formare quella che, secondo molti, fu la più forte frontcourt (la linea formata dal centro e dalle due ali) della storia della NBA[10]. La stagione regolare si concluse con un record di 62-20, il migliore della NBA. Nei playoffs i Celtics non ebbero alcun problema a disfarsi dei Chicago Bulls in 4 partite e nella finale di conference s'imposero sui Philadelphia 76ers sette gare, con tiro vincente di Larry Bird nei secondi finali. I Boston Celtics affrontarono in finale NBA gli Houston Rockets vincendo la serie per 4 a 2. Cedric Maxwell fu nominato MVP delle finali.

Larry Bird effettua un tiro libero con i Celtics

I Celtics confermarono i progressi ottenuti vincendo la Atlantic Division per il terzo anno di fila con il migliore record della NBA: 63-19. Nei playoffs, dopo aver sconfitto i Washington Bullets in 5 partite (4-1), vennero fermati in finale di Conference dai Philadelphia 76ers: 3 a 4. Con il passare del tempo i rapporti tra Bill Fitch ed i giocatori si deteriorarono e nella stagione 1982/83 i Celtics raggiunsero un record di 56-26. Nei playoffs sconfissero gli Atlanta Hawks per 2 a 1, ma nella semifinale di Conference furono battuti dai Milwaukee Bucks per 0 a 4.

I difficili rapporti tra i giocatori e Fitch portarono la società a sostituire quest'ultimo con K.C. Jones[11], ex playmaker della Celtic-Dynasty. Nella stagione 1983/84 i Celtics acquistarono dai Phoenix Suns Dennis Johnson. La stagione regolare si concluse con un record di 62-20 e la prima posizione nella Eastern Conference, mentre Bird vinse il NBA Most Valuable Player Award. Nei playoffs la squadra superò i Washington Bullets (3-1), i New York Knicks (4-3) e i Milwaukee Bucks in finale di Conference per 4 a 1. Le finali furono un déjà vu: Celtics-Lakers. L'antica rivalità venne rinverdita dal duello fra Larry Bird e Magic Johnson, ma anche da quello fra Robert Parish e Kareem Abdul-Jabbar. La serie fu molto combattuta e mise a confronto lo Showtime dei Lakers contro il Celtics-Pride di Boston. Le finali si conclusero per 4 a 3 per i verdi.

La stagione 1984/85 sembrava un preludio per rivedere il remake Celtics-Lakers in finale. Boston fece registrare nella stagione regolare un record di 63-19, e Bird vinse di nuovo il Premio per il miglior giocatore dell'anno. Nei playoff la squadra superò i Cleveland Cavaliers in 4 partite, i Detroit Pistons in 6. La finale della Eastern si disputarono contro i Philadelphia 76ers, a loro volta superati in 5 partite (4-1). La serie delle Finals iniziò positivamente con una vittoria netta chiamata successivamente il "Massacro del Memorial Day"[12] (a Boston, la squadra di casa vinse di 34 punti). Ma la serie prese in seguito una direzione diversa: i Lakers finalmente riuscirono a sconfiggere i Celtics nelle finali (prima volta dopo otto sconfitte consecutive) per 4 a 2.

Nella successiva stagione regolare la franchigia del Massachusetts raggiunse il record di 67 vittorie e 15 sconfitte; Bird conquistò ancora il premio come miglior giocatore dell'anno. Nei playoff i Celtics superarono i Chicago Bulls (3-0), gli Atlanta Hawks (4-1) e nelle finali di Conference i Milwaukee Bucks (4-0). Sorpresa nella Western Conference: gli Houston Rockets dell'ex Bill Fitch batterono nettamente i favoriti Los Angeles Lakers. La serie delle Finals si concluse per 4 a 2 in favore dei Boston Celtics.

La stagione successiva si aprì sotto i peggiori auspici: la seconda scelta del Draft 1986, Len Bias, selezionato dai Celtics, morì per un'overdose di cocaina. Nonostante ciò la squadra continuò ad essere tra le migliori, vincendo la Atlantic Division con un record di 59-23. Nei playoff sconfisse i Chicago Bulls (3-0), i Milwaukee Bucks (4-3) e nelle finali di Conference i Detroit Pistons (4-3). In finale ritrovò nuovamente i Los Angeles Lakers, e, come due anni prima, la serie si concluse 4 a 2 per i giallo-viola losangelini.

L'età dei giocatori (una media di oltre 30 anni) non fu un ostacolo per i Celtics che vinsero la Atlantic Division con un record di 57-25. Nei playoff superarono i New York Knicks in 4 partite (3-1) e con molta difficoltà gli Atlanta Hawks di Dominique Wilkins: 4 a 3. Nella finale di Eastern Conference s'imbatterono nei Detroit Pistons dei bad boys Isiah Thomas e Bill Laimbeer: la serie terminò in 6 partite, 4 a 2 per i "Pistoni".

Quando K.C. Jones decise di lasciare la panchina biancoverde e passare al front office, Auerbach optò per l'ennesima soluzione interna, promuovendo Jim Rodgers, fino a quel momento il vice di Jones. La stagione trascorse con l'importante assenza di Larry Bird (giocò solo 6 partite) ed i Celtics fecero registrare un bilancio di 42 vittorie e 40 sconfitte (ottava ed ultimo risultato valido per l'ingresso nei playoff di Eastern Conference). Al primo turno dei playoff furono facile preda dei Detroit Pistons: 0 a 3.

Con il ritorno di Larry Bird a tempo pieno, i Celtics raggiunsero un record nella stagione regolare di 52-30. Nei playoff i verdi si portarono subito sul 2-0 nella serie contro i New York Knicks, ma poi crollarono perdendo le rimanenti tre partite della serie, compresa quella decisiva al Boston Garden. Jim Rodgers dopo la pesante sconfitta fu licenziato.

Il nuovo allenatore, dopo il rifiuto di Mike Krzyzewski, divenne Chris Ford, assistente ed ex giocatore bostoniano. I Celtics cercarono di cambiare pelle con Reggie Lewis e Brian Shaw diventando una squadra più veloce e da contropiede[11]. La stagione regolare del 1990-91 si concluse con un record di 56-26. Nei playoff la squadra superò gli Indiana Pacers (3-2), ma venne fermata in semifinale di Conference ancora dai Detroit Pistons per 4 a 2.

Nonostante la prolungata assenza di Larry Bird e Kevin McHale per gran parte della stagione, i Celtics, sostenuti da Reggie Lewis, raggiunsero il record di 51-31 nella stagione regolare del 1991-92. Nei playoff superarono gli Indiana Pacers (3-0), ma vennero eliminati in semifinale di Conference dai Cleveland Cavaliers, che vinsero la serie di sette partite per 4 a 3. A fine stagione Larry Bird annunciò il proprio ritiro dopo la partecipazione ai Giochi olimpici di Barcellona 1992 con la squadra degli Stati Uniti, il Dream Team.

1992-2007: il declino[modifica | modifica sorgente]

Con il ritiro di Larry Bird, i Celtics ebbero un inizio di campionato traumatico: persero otto partite su dieci disputate. La stagione regolare si concluse comunque positivamente con un record di 48-34. Nei playoff vennero subito sconfitti dagli Charlotte Hornets per 3 a 1. Durante i playoff a Reggie Lewis, allora stella nascente, fu diagnosticato un battito cardiaco irregolare. Nonostante gli avvertimenti del medico Lewis continuò l'attività agonistica e mentre giocava una partita di allenamento ebbe un arresto cardiaco e morì. Aveva solo 27 anni[13]. La tragica morte di Reggie Lewis ed il ritiro di Kevin McHale fecero sì che i Celtics non raggiungessero i playoff per la prima volta in 15 anni con un record negativo di 32-50. A fine stagione Robert Parish, diventato free agent, si trasferì agli Charlotte Hornets e Dino Rađa finì secondo nella graduatoria d'assegnazione del NBA Rookie of the Year Award. La stagione regolare 1994/95 si concluse con un record di 35-47, permettendo comunque alla squadra di partecipare ai playoff. I Celtics vennero sconfitti dagli Orlando Magic per 3 a 1, che quell'anno raggiunsero la finale.

Nel 1995 i Celtics cambiarono "casa" abbandonando lo storico Boston Garden per il nuovo TD Garden[14], privo della magia del vecchio palazzo (fu comunque trasferito l'originale parquet a doghe incrociate). Chris Ford lasciò la panchina a M.L. Carr, anch'esso ex giocatore di Boston. La stagione si concluse con un record negativo di 33-49. Nel 1996 i Celtics festeggiarono il 50º anniversario dalla nascita (1946). La stagione non fu altrettanto "celebrativa", con 15 partite vinte e 67 perse. La nota positiva fu la matricola Antoine Walker e l'ingaggio come allenatore di Rick Pitino per la stagione successiva.

Paul Pierce

Nel 1997 i Celtics scelsero al Draft NBA Chauncey Billups che però deluse e a metà campionato venne girato ai Toronto Raptors. Rick Pitino condusse la squadra ad un record di 36-46, fallendo per la terza volta l'accesso ai playoff. Larry Bird entrò nella Basketball Hall of Fame. I Celtics continuarono la ricostruzione ottenendo dal draft 1998 Paul Pierce. Tuttavia il cambiamento non portò effetti immediati: il record stagionale si fermò a 19-31 e i tifosi iniziarono a contestare il coach. La "cura-Pitino" continuò a non funzionare neanche l'anno successivo, attirandosi le critiche sempre più insistenti dei tifosi e dei mass media. Il record di quella stagione fu di 35 vittorie e 47 sconfitte. Kevin McHale venne inserito nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame.

L'inizio della stagione 2000/01 vide i Celtics con un record negativo di 12-22 causando le dimissioni di Rick Pitino[15] che lasciò una squadra non certo vincente, ma dal solido nucleo, al nuovo coach Jim O'Brien che portò la squadra ad un record finale di 36-46.

O'Brien portò i Celtics nella stagione 2001/02 ad un record finalmente positivo di 49-33, garantendo il terzo posto nella Eastern Conference e l'accesso ai playoff. Qui Boston al primo turno superò i Philadelphia 76ers per 3-2 e i Detroit Pistons con un netto 4-1. La finale di Eastern Conference si giocò con i New Jersey Nets. La riscossa del nuovo "Celtic Pride" si fermò qui: 4-2 per i Nets, ma con la nota positiva della crescita dell'accoppiata Paul Pierce e Antoine Walker. Pierce e Walker spinsero i Celtics al sesto posto e alla qualificazione ai playoff 2003 con un record di 44-38. Nei playoff superarono gli Indiana Pacers per 4-2. Al secondo turno furono eliminati nuovamente dai New Jersey Nets per 4-0. Robert Parish venne inserito nel Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. La stagione 2003/04 s'inaugurò con la cessione ai Dallas Mavericks di Antoine Walker. Questa e altre scelte da parte di Danny Ainge, diventato General Manager dei Celtics, produssero attriti con l'allenatore Jim O'Brien, che sfociarono nelle dimissioni di quest'ultimo dopo la cessione di Ricky Davis. Ad allenare la squadra venne chiamato John Carroll. La stagione regolare terminò con un record di 36-46 che permise ai Celtics di arrivare ai play-off. Qui vennero sconfitti dagli Indiana Pacers per 4-0.

Nel 2004 arrivò un nuovo coach, Doc Rivers, ed il campionato iniziò con un mediocre 13-16 al passivo. A metà stagione avvenne il ritorno di Antoine Walker dagli Atlanta Hawks, scambiato con Gary Payton. Gli effetti si videro subito: i Celtics vinsero 10 delle 11 partite restanti, arrivando primi nella Atlantic Division dopo 13 anni con un record di 45-37. Nei playoff, la spinta vincente si fermò al cospetto degli Indiana Pacers: 4-3 il risultato finale. Il 2005/06 fu contrassegnato dalla cessione di Antoine Walker ai Miami Heat e dallo scambio con i Minnesota Timberwolves che portarono a Boston Wally Szczerbiak, Michael Olowokandi, Dwayne Jones e una prima scelta al draft. Questo cambiamento non portò risultati significativi e la stagione si concluse con un record di 33-49. Nell'ottobre 2006 morì il patriarca ed ideatore dei "grandi" Boston Celtics, Red Auerbach, all'età di 89 anni. La stagione regolare, segnata anche dalla prematura scomparsa del playmaker degli anni '80 Dennis Johnson, risultò altalenante per gli infortuni a Paul Pierce e si concluse con un record di 24-58, tra le note positive, l'arrivo grazie ad uno scambio della ventunesima scelta assoluta dei Phoenix Suns, Rajon Rondo.

2007-2013: I Big 3 (+1) e 17º titolo[modifica | modifica sorgente]

Nella stagione 2007/08 i Celtics operano due grandi acquisti: Ray Allen e Kevin Garnett. Il General Manager Danny Ainge architetta infatti un ennesimo scambio: manda ai Seattle SuperSonics Delonte West, Wally Szczerbiak e Jeff Green in cambio di Ray Allen e Glen Davis[16]. Con l'ex bostoniano Kevin McHale GM dei Minnesota Timberwolves pianifica il passaggio di Kevin Garnett in maglia biancoverde cedendo Al Jefferson, Ryan Gomes, Sebastian Telfair, Gerald Green e Theo Ratliff[17]. Ray Allen, Kevin Garnett e Paul Pierce vengono annunciati nella pre-season come i "big three". La stagione regolare finisce con un record di 66-16 (la migliore della lega) e l'accesso ai playoff dove i Celtics superano Atlanta Hawks (4-3) e i Cleveland Cavaliers (4-3). Il 30 maggio 2008, vincendo per 4-2 la finale della Eastern Conference contro i Detroit Pistons, i Celtics raggiungono le NBA Finals 2008, in cui affrontano ancora una volta i Lakers.

Per i Celtics si tratta del ritorno alle finali NBA dopo ventuno anni di assenza. Si rinnova quindi il duello storico della NBA, le finali che furono scenari di battaglie tra Bill Russell, Elgin Baylor, Jerry West, Bob Cousy, Larry Bird, Magic Johnson, Robert Parish e Kareem Abdul-Jabbar oggi appartengono a Paul Pierce e Kobe Bryant. La finale NBA Celtics-Lakers mancava ormai dal 1987. Il 17 giugno 2008, i Celtics vincono il loro diciassettesimo titolo NBA battendo i Lakers in gara 6 con il risultato di 131-92, che rappresenta la vittoria con più largo margine in una gara decisiva per il titolo. Il record precedente era il 129-96 stabilito da Boston sempre contro i Lakers, in gara 5 delle finali del 1965. Protagonisti assoluti di questo successo sono stati Ray Allen, Kevin Garnett e Paul Pierce, nominato anche MVP delle finali.

Nella stagione successiva i Celtics, seppur penalizzati dall'infortunio del leader Kevin Garnett, chiudono la Regular Season con 60 vittorie e 22 sconfitte, al secondo posto nella Eastern Conference e terzo nell'intera NBA. Ai playoff la squadra incontra al primo turno i Chicago Bulls; la serie è molto equilibrata e anche se i Celtics vanno sotto più volte, alla fine riescono a vincere la serie a gara 7. Al secondo turno affrontano gli Orlando Magic, capitanati da Dwight Howard, e anche questa serie si rivela molto equilibrata; i Celtics, dopo aver condotto per 3 a 2, vengono sconfitti in gara 7 al TD Garden. Si segnala comunque Rajon Rondo che nella postseason va vicino a sfiorare la tripla doppia di media.

Durante l'estate 2009 i Celtics ingaggiano dai Detroit Pistons l'ala/centro Rasheed Wallace. La stagione regolare però risulta deludente, con la squadra che si piazza al 4º posto della Eastern Conference. Unica nota positiva risulta Rajon Rondo: il giovane play preso al draft 2006 che si era dimostrato una buona promessa nelle due stagioni precedenti (11.9 ppg e 8.2 apg nel 2009) compie il definitivo salto di qualità già intravisto agli ultimi playoff, diventando All-Star e andando a formare il Fantastic Four dei Celtics. Ai playoff invece i Celtics mostrano il gioco e l'intensità, specialmente difensiva, che avevano dimostrato nell'anno del 17º titolo e dopo aver battuto i Miami Heat al primo turno, in semifinale di Conference trovano i super favoriti Cleveland Cavaliers del 2 volte MVP LeBron James; i verdi, dopo essere andati due volte sotto nella serie, da gara 4 in poi sconfiggono i Cavs e accedono dopo 2 anni alla finale della Eastern Conference, contro Orlando. Qui i Celtics hanno la meglio in ogni gara della serie, mostrando più voglia di vincere e determinazione; emblematico il gesto di Rondo in gara 3 quando da una palla persa, la ruba da sotto le gambe di Jason Williams e va a segnare in layup sul tabellone; la serie si concluderà col punteggio di 4 a 2 e segna il ritorno in finale dei Celtics, contro i Lakers, come nel 2008.

La serie è bellissima ed evoca i ricordi degli anni della dinastia e della grande rivalità. Boston va sotto anche in questa serie. Sul 2 a 1 in favore dei rivali, i Celtics si aggiudicano gara 4 grazie anche a un'eccellente prestazione della panchina; Boston vince anche gara 5. Per gara 6 si torna a Los Angeles, qui Kendrick Perkins è costretto ad uscire dal campo per infortunio e i Celtics vengono sconfitti. Boston si presenta quindi alla decisiva gara 7 con l'assenza del centro titolare e la partita vedrà prevalere, col punteggio di 83-79, i Los Angeles Lakers che si aggiudicano l'anello.

Per la stagione successiva il team di Doc Rivers continua a puntare sul Fantastic Four (rinnovi per Pierce e Allen) e per impreziosire il quintetto si affida a due pivot di esperienza in cerca dell'anello: Shaquille O'Neal e Jermaine O'Neal. Nonostante un ottimo record, pur con diversi infortuni, a metà stagione il centro titolare Perkins viene sorprendentemente mandato agli Oklahoma City Thunder in cambio di Jeff Green e Nenad Krstić. Il resto della regular season vede un rallentamento dei Celtics, che chiudono al terzo posto nella Eastern Conference. Dopo aver superato i Knicks al primo turno dei playoff per 4-0, i "verdi" vengono eliminati per 4-1 dai Miami Heat.

Nella stagione 2011-2012, partita solo il 25 dicembre a causa del Lockout NBA, i Celtics non operano grandi colpi di mercato, ma riescono comunque a ottenere Brandon Bass dagli Orlando Magic in cambio di Glen Davis. Durante questa stagione i Celtics sono afflitti da numerosi infortuni, anche gravi: la squadra perde infatti Jeff Green e Chris Wilcox per tutta la stagione per problemi cardiaci, Mickaël Piétrus per commozione cerebrale e Jermaine O'Neal per un infortunio al ginocchio. La partenza è la peggiore negli ultimi anni: i Celtics partono con un bilancio di 15-17 rischiando addirittura di non qualificarsi ai playoff. Tuttavia, dopo l'All-Star Game, la squadra inizia una lunga serie positiva scalando così la Eastern Conference; i motivi di questa risalita possono essere sintetizzati nello spostamento di Garnett da ala grande a centro in seguito all'infortunio di O'Neal e allo spostamento della matricola Avery Bradley al ruolo di guardia titolare spostando Allen al ruolo di sesto uomo. Riescono ad entrare nei playoff ed incontrano al primo turno gli Hawks. La squadra di Atlanta oppone una notevole resistenza, ma i Celtics li sconfiggono per 4-2. Al secondo turno trovano i Philadelphia 76ers, ed inizia una serie di combattutissime partite, che si protraggono fino a gara sette. Alternando una vittoria ad un sconfitta, alla fine i Celtics hanno la meglio e passano in finale di conference contro i Miami Heat. Rondo si dimostra più volte un elemento fondamentale, dal gioco più dinamico del resto della squadra. Nelle partite contro gli Heat vengono sconfitti a Miami entrambe le volte. I Celtics tuttavia vincono sia le partite al TD Garden sia alla quinta, a Miami. La sesta, di nuovo a Boston, viene conquistata dagli Heat: il risultato rimane così in stallo sul 3-3. Nella decisiva gara 7 i Boston Celtics vengono sconfitti dai Miami Heat 101-88, che con questa vittoria si laureano per la seconda volta consecutiva campioni della Eastern Conference guadagnandosi il diritto a giocare la serie finale per il titolo con gli Oklahoma City Thunder.

Conclusa la stagione 2011-2012 Allen diventa free agent. Nonostante Boston gli avesse offerto un rinnovo biennale, Allen preferisce accettare la proposta triennale dei Miami Heat: si chiude così idealmente l'era dei Big Three. Per sostituirlo i Celtics ingaggiano il veterano Jason Terry (Sesto uomo dell' anno nel 2009). In seguito viene ingaggiato nello stesso ruolo Courtney Lee, spostando così Terry a sesto uomo (ruolo da lui preferito). A completare il reparto guardie, viene ingaggiato anche Leandro Barbosa. Torna tra le fila dei Celtics Jeff Green, fermato per tutta la stagione 2011/2012 per un problema all'aorta, per il quale era stato necessario intervento chirurgico correttivo. Anche Chris Wilcox era stato fermato lo scorso anno per un'irregolarità cardiaca; risolta in estate, è stato nuovamente aggregato al roster con un contratto annuale. A completare il reparto dei lunghi è arrivato Brandon Bass, anche lui di ritorno dopo una buona prima stagione in maglia biancoverde (arrivato nell'estate del 2011 nello scambio con Glen Davis) e Darko Miličić, eterna promessa mai del tutto sbocciata. Dopo sole 11 partite in stagione (6-5 il record per i Celtics), dove non aveva mai messo piede in campo, Miličić viene tagliato, assecondando così il suo desiderio di restare vicino alla madre malata. La stagione comincia in modo altalenante con la squadra che alterna serie di vittorie a serie di sconfitte e rimane però lontana dalle posizioni di vertice della Eastern Conference. A febbraio poi Rondo è costretto ad interrompere anzitempo la sua stagione per la rottura del legamento crociato del ginocchio. Poche settimane dopo sono vittime di infortunio anche l'unico playmaker rimasto, Barbosa e la promettente matricola Jared Sullinger. Nonostante le numerose incertezze derivanti dall'andamento imprevedibile del gioco della squadra, i Celtics riescono, con il modesto bilancio di 41 vittorie e 40 sconfitte, a classificarsi settimi ed ad accedere ai playoff. Lì incontrano i New York Knicks, dati decisamente per favoriti; dopo un iniziale e disastroso bilancio di 3-0 a sfavore dei "verdi", i Boston cercano di rialzarsi portando il risultato sul 3-2 e riaccendendo qualche speranza, ma in gara 6 devono arrendersi agli avversari che così passano col risultato di 4-2.

2013-: La fine dell'era dei "Big Three" ed il New Deal[modifica | modifica sorgente]

In vista della stagione successiva i Celtics decidono di attuare una rivoluzione totale; il primo passo è il licenziamento dopo 9 anni di Rivers, ottenendo però una prima scelta al draft 2015 dai Los Angeles Clippers per liberarlo. Il 28 giugno 2013, giorno del draft, si accordano con i Brooklyn Nets per la cessione di Garnett, Pierce e Jason Terry in cambio di Gerald Wallace, Kris Humphries (in scadenza di contratto), MarShon Brooks, Kris Joseph, Keith Bogans e alcune prime scelte a draft futuri. La trattativa verrà ufficializzata il 10 luglio. L'obbiettivo della dirigenza, come dichiarato dal DG Danny Ainge, è di ricostruire da capo la rosa, costruendo la squadra intorno a Rondo, considerato il futuro dei Celtics. Il 3 luglio 2013 Brad Stevens (finalista con la Butler University in NCAA nel 2010 e 2011) è stato nominato capo-allenatore[18].

Rivalità[modifica | modifica sorgente]

Dura da tempo la rivalità tra i Boston Celtics e i Los Angeles Lakers, al punto da essere considerata la più intensa della lega[19]; le due squadre si sono affrontate 12 volte nelle Finali NBA, l'ultima nel 2010. Celtics e Lakers hanno vinto, in totale, 33 dei 66 campionati NBA disputati. Negli anni '60 i Celtics hanno affrontato e sconfitto i Lakers 6 volte nelle finali NBA, nonostante l'impegno di Jerry West e Elgin Baylor. Questa rivalità è stata rinnovata negli anni '80, quando i Lakers e i Celtics hanno vinto 8 dei 9 titoli assegnati tra il 1980 e il 1988 (5 per i Lakers e 3 per i Celtics), e si sono incontrati nelle Finali 3 volte. La rivalità è andata raffreddandosi quando i Celtics sono scivolati nella fascia medio-bassa dell'NBA, cioè dalla metà degli anni '90, riaccendendosi in occasione delle finali del 2008.

Nella Eastern Conference, i Celtics sono da tempo contrapposti ai Philadelphia 76ers,[20] guidati da Wilt Chamberlain negli anni '60, e da Julius Erving e Moses Malone negli anni '70 e '80. La rivalità tra Celtics e 76ers è stata segnata da intensi litigi tra Larry Bird e Julius Erving.[21] Lo scontro più recente durante i playoff risale al 2002, quando si incontrarono Allen Iverson e Paul Pierce.[22] Un'altra forte rivalità è nata negli anni '80 tra i Celtics e i Detroit Pistons. Le due franchigie si sono affrontate nei playoff 5 volte tra il 1985 e il 1991 e più di una volta ci sono state divergenze tra un giocatore dei Celtics e Bill Laimbeer, dei Pistons.[23] Questa rivalità, come quella con i Lakers, si è affievolita negli anni '90, quando i Celtics hanno attraversato una fase di declino, anche se è tornata attuale quando le due squadre si sono scontrate nei Playoffs del 2008 e del 2010.

Altre forti rivalità sono con gli Atlanta Hawks, risalente alla fine degli anni '50, che ricomparve durante l'era di Larry Bird e Dominique Wilkins, e successivamente nei Playoff del 2008; con i Milwaukee Bucks durante la metà degli anni '80; con gli Indiana Pacers (1991–92 e 2003–05; entrambe coinvolsero Larry Bird come giocatore o come manager); con i New York Knicks (l'unica altra squadra a non essersi mai spostata in un'altra città e non aver mai cambiato nome). Inoltre, le partite con i San Antonio Spurs sono state combattute da quando è arrivato Tim Duncan nel draft del 1997. Da allora, gli Spurs hanno battuto Boston 18 volte di fila, e la striscia si è conclusa solo il 17 marzo 2007.[24]

Individualmente, Paul Pierce ha avuto contrasti con LeBron James e Ron Artest. Durante le partite tra i Celtics e gli Heat, Pierce e James spesso combinano esplosività offensiva con un'intensa difesa.[25]

Palmarès e record[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palmarès e record dei Boston Celtics.
Le bandiere dei titoli

I Boston Celtics sono la squadra più titolata della NBA[26]: nel loro palmarès ci sono 17 titoli NBA, 21 titoli di Conference e 21 titoli di Division. Detengono il record per il maggior numero di successi consecutivi, otto, dal 1959 al 1966. È la squadra che ha annoverato tra le proprie fila il maggior numero di Hall of Famers, ben trentatré, molti dei quali hanno ricevuto questo onore proprio per gli anni passati nella franchigia biancoverde.


Titoli Anni
NBA Larry O'brien Trophy.jpg Titoli NBA 17 1957, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1965, 1966, 1968, 1969, 1974, 1976, 1981, 1984, 1986, 2008
Titoli di Conference 21 1957, 1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1965, 1966, 1968, 1969, 1974, 1976, 1981, 1984, 1985, 1986, 1987, 2008, 2010
Titoli di Division 21 1971-1972, 1972-1973, 1973-1974, 1974-1975, 1975-1976, 1979-1980, 1980-1981, 1981-1982, 1983-1984, 1984-1985, 1985-1986, 1986-1987, 1987-1988, 1990-1991, 1991-1992, 2004-2005, 2007-2008, 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Di squadra[modifica | modifica sorgente]

Boston Celtics logo.png
Statistiche generali

Regular season

  • Stagioni in NBA: 65
  • Partite disputate: 5.085
  • Partite vinte: 3.028
  • Partite perse: 2.057
  • Percentuale di vittorie: 59,5

Playoff

  • Edizioni playoff: 49
  • Partite disputate: 571
  • Partite vinte: 331
  • Partite perse: 240
  • Percentuale di vittorie: 57,96

Statistiche aggiornate alla stagione 2010-2011

Boston Celtics logo.png
Record
  • Vittorie in regular season: 68 (1972/73)
  • Vittorie consecutive: 19 (2008/09)
  • Massimo punteggio realizzato: 173 vs Minneapolis 27/02/1959
  • Minimo punteggio realizzato: 43 vs Filadelfia 27/01/1947
  • Massimo punteggio subito: 160 vs Detroit 09/03/1979
  • Minimo punteggio subito: 38 vs Washington 16/01/1947

Statistiche aggiornate al 5/08/2011


Individuali[modifica | modifica sorgente]

Partite
Punti
Rimbalzi
Assist
Palle rubate
Stoppate


^ Statistiche[27] aggiornate al 13 dicembre 2012.

Logo ed uniformi[modifica | modifica sorgente]

Logo alternativo

Il logo dei Boston Celtics raffigura un Leprechaun che rotea un pallone ed è stato in uso fin dai primi anni cinquanta, anche se nel tempo ha subito numerose modifiche. È stato disegnato da Zang Auerbach, fratello del pluridecorato allenatore Red Auerbach. I Celtics hanno diversi loghi alternativi, il più popolare è quello con un trifoglio bianco (lo Shamrock, simbolo molto diffuso ma non ufficiale dell'Irlanda e di Boston) sovrastato dalla scritta Celtics racchiuso in un cerchio verde, usato a partire dalla stagione 1998–99. Questo logo è molto simile al primo in uso alla fine degli anni quaranta[28].

Le canotte sono state bianche in casa e verdi in trasferta sin dalla fondazione della squadra avvenuta nel 1946, e con l'eccezione di piccole modifiche sono rimaste inalterate nel corso degli anni. Dalla stagione 2005–06, sono state usate delle divise da trasferta alternative con inserti neri anziché bianchi e la scritta "Boston" sulla parte anteriore della maglia. Nel 2005–06, è partita la tradizione che vede le canotte verdi con gli inserti dorati in occasione delle celebrazioni del giorno di San Patrizio.

Per la maggior parte della loro storia i Celtics hanno usato scarpe da ginnastica nere con l'eccezione dei primi anni ottanta quando erano colorate di verde. Dal 2003 hanno cominciato ad usare calzature bianche durante le partite casalinghe.

Arene[modifica | modifica sorgente]

  • Boston Arena (1946), sede della prima partita dei Celtics. Usata come sede secondaria durante i primi anni. Ora è nota come Northeastern University's Matthews Arena.
  • Boston Garden (1946–1995).
  • Hartford Civic Center (1975–1995), utilizzato occasionalmente.
  • TD Garden (1995–presente), noto fino al 2005 come Fleet Center.

Squadra attuale[modifica | modifica sorgente]

Roster[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei Boston Celtics.
N. Naz.   Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso 600px Verde con bande Bianche e trifoglio.png
0 Stati Uniti   G Avery Bradley 1990 191 82
4 Stati Uniti   G Keith Bogans 1980 196 97
7 Stati Uniti   AG Jared Sullinger 1992 206 118
8 Stati Uniti   AP Jeff Green 1986 206 103
9 Stati Uniti   P Rajon Rondo 1986 185 78
11 Stati Uniti   G Jerryd Bayless 1988 191 91
12 Stati Uniti   G Chris Johnson 1990 198 91
26 Stati Uniti   P Phil Pressey 1991 180 79
30 Stati Uniti   AG Brandon Bass 1985 203 109
38 Brasile   C Vitor Faverani 1988 210 118
41 Canada   AG Kelly Olynyk 1991 213 106
43 Stati Uniti   AG Kris Humphries 1985 206 106
45 Stati Uniti   AP Gerald Wallace 1982 201 99
50 Stati Uniti   C Joel Anthony 1982 206 111
52 Stati Uniti   G Chris Babb 1990 196 102
36 Stati Uniti   G Marcus Smart 1994 191 103
13 Stati Uniti   AP James Young 1995 198 98

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

Stagioni passate[modifica | modifica sorgente]

Numeri ritirati[modifica | modifica sorgente]

I Boston Celtics hanno ritirato, nel corso della loro gloriosa storia, ben 21 numeri, il massimo per lo sport professionistico del Nord-America.

Celtics00.png
Robert
Parish

Centro

Ritirato nel 1998
Celtics1.png
Walter
Brown

Fondatore,
Proprietario
Ritirato nel 1964
Celtics2.png
Red
Auerbach

Allenatore,
Presidente
Ritirato nel 1985
Celtics3.png
Dennis
Johnson

Guardia

Ritirato nel 1991
Celtics6.png
Bill
Russell

Centro,
Allenatore
Ritirato nel 1972
Celtics10.png
Jo Jo
White

Guardia

Ritirato nel 1982
Celtics14.png
Bob
Cousy

Guardia,
Telecronista

Ritirato nel 1963
Celtics15.png
Tom
Heinsohn

Ala,
Allenatore,
Telecronista
Ritirato nel 1966
Celtics16.png
Tom
Sanders

Ala


Ritirato nel 1973
Celtics17.png
John
Havlicek

Ala


Ritirato nel 1978
Celtics18.png
Dave
Cowens

Centro,
Allenatore

Ritirato nel 1981
CelticsLOSCY.png
Jim
Loscutoff
*
Ala



Celtics19.png
Don
Nelson

Ala

Ritirato nel 1978
Celtics21.png
Bill
Sharman

Guardia

Ritirato nel 1966
Celtics22.png
Ed
Macauley

Centro

Ritirato nel 1963
Celtics23.png
Frank
Ramsey

Ala


Celtics24.png
Sam
Jones

Guardia

Ritirato nel 1969
Celtics25.png
K.C.
Jones

Guardia,
Allenatore
Ritirato nel 1967
Celtics31.png
Cedric
Maxwell

Ala

Ritirato nel 2003
Celtics32.png
Kevin
McHale

Ala

Ritirato nel 1994
Celtics33.png
Larry
Bird

Ala

Ritirato nel 1993
Celtics35.png
Reggie
Lewis

Ala

Ritirato nel 1995
CelticsMike.png
Johnny
Most

Telecronista


* Loscutoff, che indossava il 18, chiese che la sua leggenda fosse onorata permettendo ad altri Celtics di indossare il suo numero, che successivamente fu ritirato in onore di Dawe Cowens. Tra i banner celebrativi appesi al soffitto del TD Banknorth Garden, quello che lo onora ha impresso il suo soprannome: "LOSCY".

Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei Boston Celtics.
Boston Celtics logo.png
Allenatori dei Boston Celtics


Società[modifica | modifica sorgente]

Boston Celtics logo.png
Proprietari
Boston Celtics logo.png
Presidenti
Boston Celtics logo.png
General manager


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) What's in a Name?. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  2. ^ (EN) Team index. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  3. ^ (EN) Historical Moments. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  4. ^ Massimo Oriani, Le squadre leggendarie n° 8 - Boston Celtics, Conti editore, 1992
  5. ^ (EN) "Unbreakable" Sports Records. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  6. ^ (EN) Celtics HighFive. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  7. ^ (EN) Bill Russell. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  8. ^ (EN) Abdul-Jabbar's Heroics. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  9. ^ (EN) Celtics take McHale. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  10. ^ (EN) Legends of basketball. URL consultato l'11 dicembre 2008.
  11. ^ a b (EN) Celtics history. URL consultato l'11 dicembre 2008.
  12. ^ Storia delle finali fra Celtics e Lakers. URL consultato l'11 dicembre 2008.
  13. ^ (EN) Time magazine. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  14. ^ (EN) Garden history. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  15. ^ (EN) Pitino pays price. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  16. ^ (EN) Celtics land Ray Allen. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  17. ^ (EN) Five players for Garnett. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  18. ^ (EN) Celtics Hire Brad Stevens as Head Coach, nba.com, 3 luglio 2013. URL consultato il 4 luglio 2013.
  19. ^ (EN) Brett Mullin, Celtics vs. Lakers Rivalry. URL consultato il 16 febbraio 2009.
  20. ^ (EN) Associated Press, Celtics continue strong play, handle 76ers for ninth straight win. URL consultato il 14 febbraio 2009.
  21. ^ (EN) NBA.com, Bird-Erving 'altercation' remembered. URL consultato il 16 febbraio 2009.
  22. ^ (EN) NBA.com, Pierce Leads Barrage Downtown in Beantown. URL consultato il 15 febbraio 2009.
  23. ^ (EN) NBA.com, Reliving the Pistons-Celtics Rivalry. URL consultato il 16 febbraio 2009.
  24. ^ (EN) Associated Press, Celtics come out on top at Spurs for first time in 17 years. URL consultato il 14 febbraio 2009.
  25. ^ (EN) Brian Windhorst, James, Pierce Resume Rivalry: Cavaliers Standout Set to Go Head-to-Head, The Akron Beacon Journal. URL consultato il 14 febbraio 2009.
  26. ^ (EN) NBA Finals. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  27. ^ (EN) Boston Celtics Career Leaders. URL consultato il 30-11-2009.
  28. ^ (EN) Celtics logos. URL consultato il 20 dicembre 2008.
  29. ^ (EN) Boston Celtics Coach Register, www.basketball-reference.com. URL consultato il 14 dicembre 2008.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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