Claudio Rocchi

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Claudio Rocchi
Nazionalità Italia Italia
Genere Rock psichedelico
Rock progressivo
Periodo di attività 1969 – 2013
Etichetta Ariston, Cramps, Mercury Records, Vinyl Magic, Psych Out
Album pubblicati 23
Studio 22
Live 1
Sito web
« 8 gennaio 1951 / Capricorno sono nato e qualcosa già finiva, / devo aver pianto come un matto... »
(Claudio Rocchi, 8 gennaio 1951)

Claudio Rocchi (Milano, 8 gennaio 1951Roma, 18 giugno 2013) è stato un cantautore, bassista e conduttore radiofonico italiano. È stato uno dei protagonisti del rock psichedelico e rock progressivo italiano[1][2]. È stato definito come "il più originale dei cantautori italiani e il più intransigente verso le sue convinzioni musicali"[3], "un artista intelligente e originale, un caso raro in Italia, un instancabile “agitatore culturale” figlio in tutto e per tutto degli anni Settanta, dei quali è stato grande protagonista"[4].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Claudio Rocchi inizia la carriera giovanissimo e, dopo aver suonato in alcuni gruppi beat studenteschi, entra come bassista negli Stormy Six, con cui realizza il loro primo album nel 1969, Le idee di oggi per la musica di domani.

Successivamente sceglie la carriera solista, firmando un contratto con la Ariston con cui debutta nel 1970 con il 45 giri Indiscutibilmente/La televisione accesa; nello stesso anno pubblica anche il primo LP, Viaggio, album totalmente acustico, che vede la partecipazione di Mauro Pagani al flauto e al violino: l'album ottiene il premio della critica discografica oltre a buoni riscontri di vendite, grazie anche agli spazi radiofonici che il cantautore trova nella trasmissione Per voi giovani, ideata da Renzo Arbore e condotta da Paolo Giaccio, Mario Luzzatto Fegiz e Carlo Massarini.

Il disco d'esordio contiene già una canzone di alto livello compositivo e poetico, La tua prima luna, destinata, come scrive Walter Gatti nell'antologia dedicata alle migliori canzoni italiane Cosa sarà (Itaca ed.) "ad entrare nel novero delle più autentiche canzoni generazionali degli anni settanta, per quel suo racconto di spaesamento e ricerca di identità che era di gran parte della gioventù italiana di quel decennio". Dello stesso anno è la sua partecipazione a una esibizione collettiva organizzata dal "Teatro Giovani" di Cino Tortorella al Teatro dell'Arte di Milano: "Il fatto è".

Nel 1971 pubblica un secondo 45 giri, Cerchi/Grazie, scrive (in collaborazione con Gerardo Carmine Gargiulo) il testo di Io volevo diventare per Giovanna e partecipa a Controcanzonissima e vari festival musicali, tra cui quello di Ballabio[5]

Sempre nello stesso anno pubblica il secondo album, Volo magico n. 1, che è considerato dalla critica il suo migliore[2], realizzato con un valido gruppo di musicisti tra cui spicca alla chitarra elettrica un giovanissimo Alberto Camerini, allora semplice session-man.

L'album contiene una suite che occupa l'intero lato A, caratterizzata da un ipnotico crescendo, mentre la seconda facciata contiene tra gli altri forse il suo brano-manifesto, La realtà non esiste; il disco nel 2013 viene scelto dal giornalista musicale Franco Brizi per dare il titolo al suo volume sulla storia illustrata dal rock progressivo italiano, pubblicato da Arcana Editrice, con un'introduzione scritta dallo stesos Rocchi[6].

L'anno successivo pubblica La norma del cielo, Volo Magico n. 2 un altro bel lavoro, per metà tratto dalle stesse session del disco precedente e tre nuovi brani: Lascia Gesù, L'arancia è un frutto d'acqua e La norma del cielo.

Sempre nel 1972 traduce White Mountain (dall'album Trespass dei Genesis) con il titolo Un gioco senza età per Ornella Vanoni che la include nell'omonimo album.

In quello stesso anno la Premiata Forneria Marconi incide l'album Per un amico: il testo della title track, scritto da Mauro Pagani, è rivolto a Claudio Rocchi[7].

L'album del 1973, Essenza, viene realizzato in larga parte improvvisando in studio, sull'onda delle emozioni ed esperienze riportate dal viaggio in India dell'anno precedente. Da notare la partecipazione all'album di Elio D'Anna (Osanna) al flauto e Mino Di Martino (ex Giganti) alla chitarra acustica.

Nel 1974 pubblica Il miele dei pianeti, le isole, le api, realizzato con i membri del gruppo Aktuala e il percussionista indiano Trilok Gurtu; nello stesso anno partecipa alla prima edizione del Club Tenco, presentandosi sul palco con alcune candele accese, la sua compagna dell'epoca Manuela Mantegazza[8] e un cagnolino che si aggira tra gli amplificatori e i microfoni[9].

Nella seconda metà degli anni settanta, con album quali Rocchi e Suoni di frontiera, viene abbandonata la dimensione canzone, per avvicinarsi all'uso dell'elettronica e della sperimentazione. La sua performance dei tempi era Mirage (7 vie per un traffico di informazioni). Sul finire del decennio ritorna alla forma canzone con A fuoco del 1977 (in cui tra i musicisti vi è il contrabbassista jazz Marco Ratti) e Non ce n'è per nessuno del 1979, coprodotto da Paolo Tofani (Area).

Rocchi, oltre che musicista, è stato spesso conduttore radiofonico in programmi Radio Rai: oltre al già citato Per voi giovani (Rai Radio 2), Pop Off (Radio 2), Radio Starship (Radio 2), Ognidove (Rai Radio 1), Margherite, storia e sogni (Radio 2), Chi, cosa, dove, quando (Radio 1/Sardegna).

È stato inoltre un attivo pacifista e ha aderito nel 1979 all'Associazione internazionale per la coscienza di Krishna, collaborando con Paolo Tofani e conducendo programmi radiofonici vaishnava, fondando e dirigendo il network nazionale RKC (Radio Krishna Centrale).

Uscitone nei primi anni novanta, ha partecipato attivamente alla rifondazione della rivista underground Re Nudo, ha pubblicato la raccolta di poesie visionarie Le sorprese non amano annunciarsi: sono un gruppo rock di fanciulle, suonano nude e sono bellissime, e partecipato al film di Franco Battiato Musikanten.

Nel 1994 pubblica l'album Claudio Rocchi (Lo scopo della Luna), con quasi tutti gli antichi amici del giro milanese - Fabbri, Tofani, Pagani, Calloni, Belloni, Camerini, Bardi -, duettando con Alice nella canzone L'umana nostalgia. Successivamente, produce I think you heard me right, collezione di outtakes inediti che attraversano la sua lunga carriera e le diverse fasi di linguaggio dal 1969 al 1997. Ancora successive le riedizioni elettroacustiche di Sulla soglia dove rivisita con Francesco Casarini e Stefano Tamiazzo suoi masterpieces.

L'unica vera raccolta ufficiale è Visioni Prima (BMG 1998). È del 1997 la compilation Sacred Planet (Amiata 1997), viaggio trasversale nel sacro/magico/sciamanico musicale planetario. Nel 1999 fonda e dirige per tre anni, in Nepal, a Katmandu, la prima radio indipendente nazionale "The Himalayan Broadcasting Company" (HBC).

Nel 2003 scrive e dirige il film Pedra Mendalza. (DVD 94 min. - AMF/BTF).

Il CD con la colonna sonora del film contiene soprattutto composizioni di Rocchi ma anche collaborazioni come La superficie delle cose di Fabrizio Coppola brani di Terje Nordgarden, Roberto Dellera, Sandro Mussida. (CD 2008 BTF).
Ha prodotto vari cortometraggi ("Blog on Rimbaud", "Psychodoors & Flowers", "Per motivi tecnici le trasmissioni sono sospese") e, per RaiSat, la serie televisiva Milano Music Magazine.

Nel 2011, due nuove uscite: Claudio Rocchi & Effervescent Elephants (CD/LP, Psych-out), nato dalla collaborazione con la band psichedelica vercellese, e il suo 19º album solista, In alto, pubblicato dalla storica etichetta Cramps. Ha anche ripreso l'attività concertistica.

L'anno successivo ottiene un riconoscimento alla carriera, con il Premio Amilcare Rambaldi[10], consegnato il 30 marzo 2012[11].

È scomparso nel 2013 all'età di 62 anni a causa di una malattia degenerativa[12]; la morte è stata annunciata dalla sua compagna, la giornalista e astrologa Susanna Schimperna[1], e Rocchi, secondo le sue volontà, è stato cremato[13].

Claudio Rocchi è il padre della videomaker Ciaj Rocchi[14]

Le canzoni scritte da Claudio Rocchi per altri artisti[modifica | modifica sorgente]

Anno Titolo Autori del testo Autori della musica Interpreti
1970 Lodi Claudio Rocchi John Fogerty Stormy Six
Aprile 1971 Io volevo diventare Gerardo Carmine Gargiulo e Claudio Rocchi Gerardo Carmine Gargiulo Giovanna (incisa l'anno successivo da Ornella Vanoni)
1970 Un pezzo di terra Claudio Rocchi e Milena Cantù James Taylor Fausto Leali
1972 Un gioco senza età Claudio Rocchi Tony Banks, Mike Rutherford e Anthony Phillips Ornella Vanoni
1975 La storia della mente Claudio Rocchi Eugenio Finardi Eugenio Finardi

Discografia[15][modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alle voci Rocchi Claudio, di Luciano Ceri, pagg. 1479-1480 e Stormy Six di Felice Liperi, pagg. 1620-1624
  • Gianluca Testani (a cura di), , Enciclopedia del Rock Italiano, Arcana Editrice, 2006; alle voci Claudio Rocchi, pagg. 346-347, e Stormy Six pagg. 377-378
  • Paolo Barotto,Il ritorno del pop italiano, editore Stilgraf, Luserna San Giovanni, 1989; alle voci Rocchi Claudio, pagg. 139-140, e Stormy Six, pag. 176
  • Redazione di Gong (a cura di), Top Music '77, edizioni Arcana, Roma, 1977, alla scheda Claudio Rocchi, di Roberto Brunelli, pag.198
  • Maria Laura Giulietti, Claudio Rocchi. Un uomo in un mondo di uomini, articolo pubblicato su Ciao 2001 nº 8 del 24 febbraio 1974
  • Claudio Rocchi. Guardando una fotografia a fuoco, articolo pubblicato su Ciao 2001 del 19 marzo 1978
  • Alessio Marino, "BEATi voi!", vol.1, editrice Beat Boutique 67, 2007 (intervista agli Stormy Six)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]