Confraternita (Chiesa cattolica)

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« Società, e adunanza di persone divote stabilite in alcune chiese, o oratorii, per celebrare alcuni esercizi di religione, e di pietà, o per onorare particolarmente un mistero, od un santo, non che per esercitare uffici caritatevoli. »
(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. XVI p. 117.)

Per confraternita si intende, ai sensi dei Canoni 298 e seguenti del vigente Codice di diritto canonico[1], un'associazione pubblica di fedeli della Chiesa cattolica che ha come scopo peculiare e caratterizzante l'incremento del culto pubblico, l'esercizio di opere di carità, di penitenza, di catechesi non disgiunta dalla cultura.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Le confraternite, esistenti fin dall'epoca romana, subirono un'evoluzione in epoca carolingia. Nel X secolo alle confraternite appartenevano solo persone di ambito ecclesiastico. Le prime confraternite erano composte dal clero della città, mentre quelle formate da laici si inizia ad avere prove sicure solo nel XII secolo, nel pieno vigore dell'epoca comunale in Italia. A seconda dell'importanza della confraternita si ritrovavano su un altare, o in una cappella, o un oratorio, per compiere le pratiche religiose, sotto la guida di un capo e di un sacerdote. Durante questi incontri spesso venivano lette le sacre scritture in lingua volgare, venivano fatte delle rappresentazioni delle scritture per il popolo. Oltre a queste pratiche religiose i confratelli avevano il compito di assistere gli infermi, il suffragio, di organizzare i funerali dei defunti, la carità verso i poveri e gli stranieri, la raccolta di somme da destinare alle elemosine per gli orfani, per le ragazze senza dote; inoltre facevano assistenza ai condannati a morte ed ai carcerati. Una pratica era quella di raccogliere fondi per poter riscattare i prigionieri di guerra, oppure coloro che venivano catturati durante le incursioni saracene e portati in Africa come schiavi. In quegli anni i confratelli, durante la processione, vivevano la Passione di Cristo in tutti gli aspetti più cruenti. È in quel periodo che si crearono le confraternite dette dei disciplinanti o flagellanti, dette anche dei battuti. Il movimento delle confraternite nacque a Perugia e si diffuse rapidamente in tutta Italia. Durante la processione oltre che a flagellarsi, invocavano anche la misericordia divina. La paura per la prossima apocalisse, del dies irae, dove solo che avesse scontato tutti i peccati si sarebbe salvato.

La diffusione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1399, per il Giubileo del 1400, molti uomini appartenenti al movimento laicale dei bianchi, con indosso una cappa bianca ed incappucciati, passarono per tutta la liguria diretti a Roma. A Genova arrivarono il 5 luglio e per il periodo che stettero nella città, furono ben accolti, ed i genovesi parteciparono alle iniziative proposte da questi. Questi portavano in testa alla processione il crocifisso. Nel XIV secolo nacquero le compagnie del Corpo di Cristo e della Misericordia, le seconde per assistere i condannati a morte; sotto l'esempio di queste, sorsero confraternite votate all'assistenza ospedaliera. L'importanza continuò ad aumentare, andando ad essere dei veri e propri centri di potere non direttamente sotto l'autorità vescovile. Le confraternite presero il nome del santo a cui sono state dedicate.

Questo sviluppo delle confraternite e della loro funzione sociale, portò al rinnovamento della vita cristiana, difatti nel XVI secolo nacquero nuove confraternite come le compagnie della carità e le compagnie del Divino Amore che fondarono ospedali e ricoveri per i bisognosi. Sempre nello stesso periodo i frati Carmelitani fondarono confraternite del Carmine ma di carattere puramente devozionale, affiancate dagli Eremitani di Sant'Agostino che fondarono quelle della Cintura, i Domenicani fondarono quelle del Rosario, diffuse anche quelle devote al Santissimo Sacramento a cui Papa Paolo III concesse numerose indulgenze e privilegi. Nelle zone rurali per combattere l'usura e poter controllare le sementi, vennero spesso fondate dei Monti di Pietà e del Grano. Originariamente i confratelli indossavano cappe bianche di materiale povero aperte sulla schiena. Solo nel XVI secolo, con l'affievolirsi del fenomeno della flagellazione, si ebbe un arricchimento delle vesti, con la creazione di tabarini di raso e tessuti preziosi, anche ricamati in oro e argento.

Riguardo ai numeri di queste confraternite, abbiamo dei dettagliati elenchi per quanto riguarda Genova: dal 1480 al 1582 le confraternite erano 134, di cui 70 ancora vive nel settecento; dal 1582 al 1811 ne furono fondate 124. Molte erano votate al Santissimo Sacramento ed al Rosario; famosa fu quella dei 72 apostoli.

Per le confraternite, ora come allora, il momento più importante è senza subbio quello della processione, organizzate per le feste dei propri santi, o per alcune feste particolari, o come pellegrinaggi. Durante questi eventi i confratelli portano le casse processionali i crocifissi, mazze, stendardi, candele. I libri contabili conservati negli oratori ci danno l'esatto riscontro delle spese che venivano fatte per le processioni: candele per illuminare l'oratorio, compenso per la banda musicale, un compenso per i prelati che partecipavano, ed infine un rinfresco, spesso anche molto umile, con solo pane e vino, per chi aveva partecipato alla funzione, anche per le confraternite vicine che avevano voluto unirsi ai festeggiamenti.

La controriforma[modifica | modifica sorgente]

Prima del Concilio di Trento accadeva che nelle confraternite venivano letti testi, come quello dell'Ufficio della Beata Vergine, in lingua volgare, tuttavia la loro traduzione non era sicuramente buona. Nel 1571 Papa Pio V ordinò che si dovessero leggere testi in latino da lui approvati con la bolla Quod a Nobis.

Durante il Concilio di Trento la cultura penitenziale cambiò, diventando molto più spirituale: fu richiesto di ridimensionare la pratica di flagellarsi, cosa che provocò un vuoto devozionale. Durante questo periodo, detto della riforma cattolica, o controriforma, le confraternite liguri condussero una vasta opera di difesa della Chiesa ed il suo operato. L'arcivescovo genovese Antonio Sauli 1587 impose nuove regole alle confraternite, simili a quelle emanate da San Carlo Borromeo nel 1573 ma con l'aggiunta di qualche capitolo, poiché la mancanza di regole precise per le confraternite era stata una lamentela fatta da monsignor Bossio. Venne perciò imposto alle confraternite di insegnare la catechesi soprattutto ai giovani, i parroci furono spinti a creare confraternite dove ancora non esistessero. Nel 1562, durante la sua XXII sessione del Concilio di Trento, si trattò la questione delle confraternite, riconfermando la dipendenza spirituale dai vescovi e lo ius visitando hospitalia dell'autorità diocesana. Durante il Concilio si decise inoltre che la continuità amministrativa, cioè il passaggio di consegne tra le varie amministrazioni, dovesse avvenire sotto il controllo del parroco. Vennero bandite alcune pratiche che rischiavano di portare a eccessi e deviazioni; vennero inoltre bandite le pratiche, consuete ai tempi, di organizzare pranzi e rappresentazioni teatrali negli oratori. La partecipazione della confraternita a tutte le processioni fu resa obbligatoria. Si accese però un forte dibattito proprio riguardo questa disposizione, le insegne da portare e il modo di vestire. Solo dopo alcuni anni, nel 1583, Papa Gregorio XIII decisi che il posto d'onore lo si dovesse concedere alla più antica, a quella che per prima indossò i sacchi,[2], ribadendo che la partecipazione dovesse avvenire senza ostentazione e in maniera gratuita.

Dopo il 1530 si vanno formandosi le arciconfraternite, cioè confraternite che fanno parte di una rete di confraternite, che assolvevano a più opere pie ed a più obblighi, nonché godevano di maggiori indulgenze. La maggior parte delle arciconfraternite si trovano a Roma. Solo una confraternita di un posto poteva essere collegata ad un'arciconfraternita, ci doveva essere una buona distanza tra due compagnie perché entrambe si potessero legare alla stessa arciconfraternita. Il Papa Clemente VIII comandò che per ottenere l'aggregazione si dovette presentare statuti e una lettera del vescovo provante l'erezione canonica.

Le confraternite più popolari erano quelle di devozione alla Vergine Maria, che chiedevano il suo aiuto contro la peste e gli eretici, oltre che a chiedere aiuto durante la processione per incoraggiarsi nel momento della penitenza corporale. Nel 1571 si ebbe una notevole diffusione del culto di Maria, quando Papa Pio V associò la vittoria di Lepanto da parte della Lega Santa contro i Turchi.

Dal XVII al XVIII[modifica | modifica sorgente]

Processione della casaccia di Lusignano ad inizio Novecento[3]

Come nei secoli precedenti, anche in questi due secoli si ebbe una grande fioritura delle confraternite, con alti numeri di iscritti, fondazione di alte confraternite. Si sviluppano le confraternite elitarie, quelle di più antica fondazione, mentre le nuove erano più popolari e aperte.

Nel Seicento si ebbe un notevole impegno da parte dell'autorità vescovile di aumentare il controllo sulle confraternite. Non tante confraternite furono disposte alla revisione dei propri statuti e ne chiesero l'approvazione da parte delle autorità ecclesiastiche. Esempio fu il controllo sulle nuove confraternite, difatti non si volle che venissero a crearsi troppe compagnie nella stessa zona, soprattutto se simili. Il 7 dicembre 1604 il Papa Clemente VIII emanò la bolla Quaecumque, il più forte atto di controllo episcopale: tutte le associazioni dovevano sottomettersi al controllo dell'autorità vescovile, nessuna poteva nascere senza il nulla osta dell'autorità ecclesiastica e senza sottomettersi alla disciplina, inoltre nessuna confraternita poteva unirsi ad un'arciconfraternita senza l'autorizzazione episcopale.

In questo periodo si ha il consolidarsi delle confraternite e della loro funzione sociale, difatti ricevevano beni, terreni, facevano questue, organizzavano messe in suffragio dei defunti. Tuttavia accadeva che invece di seguire i criteri di onestà ed umiltà, nonché avere un impegno continuo nell'organizzare le processioni e le feste, la situazione decadeva in disordini, risse, ubriachezza ed atti di disonestà. Difatti le casacce genovesi diventano luogo di élite sociale, diventando in molte realtà controparte ed ostacolo all'attività di guida dei parroci e dei vescovi, proprio nel momento in cui dopo la controriforma si cercava di ricentrare il potere attorno alle chiese.

I missionari fondavano spesso confraternite come opera di evangelizzazione, donando tutti i paramenti e i beni necessari perché queste potessero sorgere.

I cosiddetti principi riformatori furono tra i primi avversari delle confraternite, infatti questi decisero di intervenire nell'attività di beneficenza di cui essi gedevano a favore delle autorità statali.

Il XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1811 il governo Napoleonico decise di sopprimere tutte le confraternite con l'eccezione di quelle del Santissimo Sacramento e prescrisse l'unione dei beni confraternali alle chiese parrocchiali. Dove tali leggi furono applicate alle confraternite fu confiscato il loro patrimonio. Solo quelle che hanno un carattere prettamente di culto riescono a sopravvivere. Solo dopo il 1820 le confraternite riniziano la loro attività.

Le legislazione italiana fu contraria fin dall'inizio alle confraternite come istituzione, difatti non le considerò come possibili enti religiosi, non considerando nemmeno quelle che non avessero un patrimonio immobiliare. La legge n. 753 del 3 agosto 1862 distingueva le confraternite che avevano scopo di beneficenza da quelle che avevano scopo di culto, le confraternite che facevano opere di beneficenza vanno sotto il controllo dell'autorità statale. La legge n. 3848 del 15 agosto 1867 sopprimeva gli enti ecclesiastici risparmiando però le confraternite che vennero considerate alla pari delle opere pie, quindi associazioni laiche. La n. 6972 del 17 luglio 1890, detta legge Crispi, confiscava a tutte le confraternite aventi scopo di culto tutti i beni che producevano ricchezza lasciando solo oratori e chiese, sopprimendo gli uffici di beneficenza e la congregazione di carità.

Durante il periodo Fascista con il decreto n. 1276 del 28 giugno 1934 veniva data alle confraternite la personalità giuridica.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Le confraternite cattoliche presentano:

  • Un titolo preciso, un Santo o Mistero della fede cui la confraternita è dedicata;
  • Uno scopo definito da perseguire;
  • Uno statuto proprio che regola i rapporti interni tra i suoi iscritti;
  • Un particolare abito (detto, a seconda delle regioni, "sacco", "cappa", "veste", ecc.) di precisi foggia e colore, per i confratelli e consorelle;

Essa viene eretta con apposito decreto dell'autorità ecclesiastica competente (Pontefice, Conferenza Episcopale, Vescovo, Superiore di Istituto religioso). La confraternita può avere sede in una chiesa o in un oratorio, oppure un altare della chiesa parrocchiale o di altra chiesa (santuario, convento, ecc.) della località dove la confraternita opera.

Le norme ecclesiastiche che le regolano si trovano nel Codice di Diritto Canonico, al titolo V denominato Le Associazioni dei fedeli (CIC 298-329).

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Le confraternite sono gestite da un'amministrazione, denominata consiglio o governo formata da:

  • Un Priore;
  • Uno o due suoi vicari;
  • Diversi "assistenti" od "officiali", quali segretario, cassiere, provveditori, fiscale ecc...
  • Un gruppo di consiglieri, chiamati anche consultori il cui numero è proporzionale agli aderenti.

Tale organo, le cui deliberazioni pur non essendo imperative per il consiglio, difficilmente vengono disattese, viene convocato dal Priore o dall'Assistente spirituale con cadenza periodica per le problematiche ordinarie e saltuariamente per eventi contingenti o problemi di particolare rilevanza.

Esse devono avere un sacerdote o religioso (debitamente nominato dall'autorità ecclesiastica competente) quale Assistente Spirituale, il cui compito non è di natura amministrativa ma di seguire il sodalizio, celebrare i suoi atti di culto, guidare la vita spirituale della confraternita e dei suoi singoli iscritti.

Tra le diverse categorie di iscrizione, in base alla partecipazione alla vita associativa, si possono poi distinguere confratelli e consorelle effettivi oppure semplici aderenti, che si impegnano a sostenere moralmente e materialmente la confraternita senza essere pienamente inseriti nel suo organico.

Tutte le cariche sono esercitate in forma collegiale, non possono essere conferite a vita e possono essere ricoperte per un mandato determinato, che di solito dura per un periodo da un anno a tre anni, in cui di norma si può essere riconfermati solo una volta, ma - non mancando le eccezioni - è possibile che gli statuti prevedano la rieleggibilità senza altre condizioni.

Se diviene impossibile eleggere o rinnovare il Consiglio, l'autorità ecclesiastica competente nomina un Commissario straordinario che ha il compito di ristabilire gli organi associativi.

L'organigramma sopra descritto è puramente indicativo e le denominazioni delle singole cariche - così come il loro numero e natura - variano molto da sodalizio a sodalizio, in quanto molto spesso discendono da tradizioni ultrasecolari. A puro titolo di esempio, il "presidente" dell'associazione (che il Codice di Diritto Canonico definisce "Moderatore") - oltre che col nome di "Priore" - può essere denominato "Governatore", "Camerlengo", "Rettore", "Superiore" ecc. Gli "assistenti" (consiglieri) nell'amministrazione possono essere chiamati Guardiani, Officiali, Banchieri, ecc. La stessa durata degli incarichi, come si è visto, può variare.

L'Autorità ecclesiastica competente può conferire ad un sodalizio l'ulteriore appellativo di distinzione di "Venerabile": è quindi importante chiarire che esso spetta solo se espressamente conferito e non per il solo fatto di essere una pur rispettata Confraternita.

Per il Codice di Diritto Canonico la Confraternita acquista personalità giuridica distinta da quella dei suoi singoli aderenti. Ma non è la persona giuridica secondo il diritto civile, se non è riconosciuta anche dallo Stato. La Confraternita munita di personalità giuridica ecclesiastica - ai sensi del Canone 120 § 1 del Codice di Diritto Canonico - si estingue o per soppressione da parte dell'Autorità o per scioglimento volontario, altrimenti per inattività dopo cento anni dalla morte dell'ultimo iscritto.

La Conferenza Episcopale Italiana, con proprio decreto in data 14 aprile 2000, ha eretto la Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia, associazione che oggi comprende gran parte delle Confraternite italiane. La Confederazione ha anche un proprio organo d'informazione, la rivista trimestrale Tràdere, il cui primo numero è uscito nel mese di ottobre 2007.

Rituali[modifica | modifica sorgente]

Diversi sono i rituali che caratterizzano le confraternite, tra questi quello dell'accettazione dei novizi, dell'entrata dei nuovi confratelli, del rinnovo annuale, delle messe per i confratelli, dei pellegrinaggi e delle processioni.

Il noviziato[modifica | modifica sorgente]

Chi desidera entrare in una confraternita è obbligato da statuto a fare un anno di noviziato, nel quale deve partecipare alla vita della confraternita. Se durante l'anno il comportamento è esemplare, il consiglio vota per farlo entrare a far parte della confraternita. Durante il rito con cui diviene novizio gli viene consegnato lo statuto della confraternita, e il candidato dovrà prestare giuramento. Dopo l'anno durante una messa i nuovi novizi dovranno giurare solennemente davanti a Dio ed a tutti i confratelli, vengono benedetti e gli viene consegnata la cappa consacrata che potranno indossare durante le processioni.

Raduni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Raduno delle confraternite.

Ogni anno le confraternite organizzano e partecipano a vari incontri di pellegrinaggio devozionale, detti Raduni o Cammini. Questi vanno dal locale all'internazionale.

Arciconfraternita[modifica | modifica sorgente]

Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orto alla processione in Trastevere Roma 1986. Il primo a destra è Domenico Rotella, attuale Camerlengo.

Le arciconfraternite sono confraternite che fanno parte di una rete di confraternite, che assolvevano a più opere pie ed a più obblighi, nonché godevano di maggiori indulgenze. La maggior parte delle arciconfraternite si trovano a Roma. Solo una confraternita di un posto poteva essere collegata ad un'arciconfraternita, ci doveva essere una buona distanza tra due compagnie perché entrambe si potessero legare alla stessa arciconfraternita. Il Papa Clemente VIII comandò che per ottenere l'aggregazione si dovette presentare statuti e una lettere del vescovo provante l'erezione canonica. Il titolo di Arciconfraternita viene attribuito anche per essersi distinte per pietà ed anzianità, cui veniva concessa la facoltà di aggregare a sé tutte le confraternite, ovunque erette, aventi il medesimo fine e la medesima denominazione. Fra i vari benefici di cui godevano in particolare le Arciconfraternite romane, non era infrequente la possibilità di chiedere ogni anno al Papa - in occasione della propria festa titolare - la liberazione d'un condannato a morte o di un carcerato. Alcune di queste vengono denominate Reale Confraternita o Reale Arciconfraternita nel caso in cui lo statuto venga promulgato da un regnante.

Arciconfraternita del Gonfalone[modifica | modifica sorgente]

Questa confraternita nacque nel 1246 a Roma, come riportò Papa Gregorio XIII, in un suo breve del 1579. In realtà all'epoca, la compagnia era denominata Raccomandati di Madonna S. Maria, e costituiva solo una delle altre confraternite che riunendosi, in un secondo momento (1351) avrebbero costituito la Confraternita del Gonfalone. Nel 1267 papa Clemente IV riconobbe il pio sodalizio dei Raccomandati di Madonna di S. Maria; successivamente, gli ordini Francescano, Domenicano ed Agostiniano, appoggiarono fortemente questa fratellanza, che poi diffuse quella che era la filosofia di questi ordini mendicanti.

L'anno 1486 fu una pietra miliare per la sua storia, Innocenzo VIII riconobbe l'unione delle società dei Raccomandati e la eresse in una, col nome di Confraternita del Gonfalone, in più le fu concessa una nuova chiesa, quella di S. Lucia Nuova in Parione sita nell'omonimo rione.

L'incorporazione di più società apportò una notevole ricchezza al Gonfalone, che col passare degli anni assumeva maggiore influenza.

Il XVI secolo fu un periodo molto florido per le confraternite italiane; i papi elargirono molte indulgenze e privilegi alle Arciconfraternite. Queste erano confraternite che venivano elevate tramite bolla o breve papale; chiamate anche confraternite madri, avevano, ed hanno tuttora, il diritto di aggregare a sé le compagnie locali, le quali ricevono tutte le indulgenze ed i privilegi concessi all'Arciconfraternita madre di riferimento. Il momento della elevazione ad Arciconfraternita per il Gonfalone, arrivò nel 1579 grazie a papa Gregorio XIII.

A questo punto numerosissime compagnie d'Italia chiesero ed ottennero di essere aggregate all'Arciconfraternita del Gonfalone. Quando esse giungevano a Roma, in particolar modo durante gli anni giubilari, l'Arciconfraternita si occupava degli alloggi per i confratelli pellegrini. L'attività del Gonfalone fu indirizzata fino al XVIII secolo alla liberazione ed affrancazione degli schiavi, nonché ad un continuo percorso caritatevole.

Gli inizi del 1800 sono anni bui per le confraternite e gli ordini religiosi in Italia. Napoleone Bonaparte, con la sua Francia illuminista e relativista, chiude le porte alle istituzioni religiose; solo quelle che hanno un carattere prettamente di culto riesco a stento a sopravvivere. Il Gonfalone di Roma riprende le sue attività nel 1823, ma ormai è segnato dal passo dei tempi e piano piano si ridimensiona fino a divenire dormiente e a essere ricordata solo dallo splendido oratorio a Via Giulia. Solo nel dicembre 2010, dopo anni di inattività, l'Arciconfraternita romana torna all'attività, su decreto del Cardinale Vicario, aggiornando gli antichi statuti e ricominciando da dodici confratelli fondatori, in memoria della fondazione originaria.

In Italia, a tutt'oggi, vi sono numerosissime Confraternite che incorporandosi con l'Arciconfraternita del Gonfalone, ne portano ancora il nome e continuano la tradizione di carità e di culto.

Arciconfraternita dei Cinturati di Santa Monica e Sant'Agostino[modifica | modifica sorgente]

Tutto nacque a Bologna, nel 1318, quando fu istituita la Confraternita di S. Maria madre di Consolazione. Tale Compagnia era ospitata nella Chiesa di S. Giacomo, li dove era l'Ordine Agostiniano, di cui la Confraternita ne farà parte integrante. In seguito, il 14 agosto 1439, con il decreto Solet pastoralis sedes, il vicario generale di papa Eugenio IV, approvava la fondazione della Confraternita della Cintura, movimento che comunque già era in atto in Italia e promosso dai conventi agostiniani. In quella data fu fondata la Compagnia della Centura, sempre a Bologna, sempre nella chiesa di S. Giacomo Maggiore.

Per comprendere il significato della "cintura" e perché essa fu associata al culto della Madonna della Consolazione, bisogna far cenno ad una tradizione agostiniana. Essa vuole che la Beata Vergine, per consolare e sostenere le ansie di Santa Monica a causa della vita piena di tribolazioni di Sant'Agostino, suo figlio, le donò una Cintura, simbolo di forza e costanza nella fede.

Le Compagnie che si rifacevano alle figure dell'Ordine, cioè a quelle di S. Agostino, Santa Monica e della Madonna della Consolazione, dopo il decreto del 1439, entrarono numerose nell'Associazione dei cinturati che rappresentavano il Quart'ordine agostiniano, ben distino dal terz'ordine. Queste Compagnie del quart'ordine assunsero spesso, in tutto il Paese, il nome di Società di Santa Monica; necessita ricordare che le Confraternite vennero denominate anche Societas, Compagnie, Fraternità o Scholae.

La diffusione delle Confraternite dei Cinturati di Santa Monica fu notevole, soprattutto grazie alla capillare presenza agostiniana nella penisola.

Nel XVI secolo, precisamente nel 1575 papa Gregorio XIII approvò l'unione e l'incorporazione delle due Confraternite agostiniane presenti nella Chiesa di S. Giacomo a Bologna, elevandola poi ad Arciconfraternita, nacque così l'Arciconfraternita dei Cinturati di S. Agostino e di S. Monica sotto l'invocazione di Nostra Signora della Consolazione. Nel 1576 lo stesso papa concesse all'Arciconfraternita il diritto di aggregare a sé qualsiasi Compagnia o Confraternita che lo volesse, concedendole quindi tutte le indulgenze, i privilegi e le prerogative.

Nei due anni successivi ben 12 Confraternite furono aggregate, negli anni successivi furono moltissime ancora quelle che lo fecero. Nel corso del XVI e XVII secolo furono elargite tante indulgenze a questa corrente confraternale che essa arrivò ad essere una delle più influenti, e con il maggior numero di privilegi. Fu tale la diffusione dell'incorporazione a Bologna delle Compagnie del Quart'ordine che quest'ultimo fu considerato un tutt'uno con l'Arciconfraternita dei Cinturati.

Nel 1800 anche l'Arciconfraternita bolognese fu vittima delle leggi napoleoniche e così fu molto ridimensionata, ma le sue aggregate in Italia continuarono ad esistere e sono tuttora numerose nel continuare il culto della Madonna della Cintura, e nel diffondere il messaggio di pace di Sant'Agostino.

Arciconfraternita del SS Sacramento[modifica | modifica sorgente]

Con il nome di Arciconfraternita del Santissimo Sacramento (o venerabile Arciconfraternita del Santissimo Sacramento) si indicano un tipo di confraternite cattoliche esplicitamente dedicate alla venerazione e alla preservazione del culto eucaristico. Le confraternite legate al culto eucaristico furono molto diffuse ed ebbero un forte riscontro nel popolo, soprattutto nel Meridione d'Italia (Sicilia e Puglia).

Arciconfraternita del SS Crocifisso[modifica | modifica sorgente]

Arciconfraternita della Morte ed Orazione[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di S. Maria dell'Orazione e Morte, a Via Giulia

Le radici di questa Confraternita presero nutrimento dalla scarsità di servizi "funebri", dal fatto che i morti venivano seppelliti dai familiari benestanti, oppure dalle confraternite nel caso in cui essi ne facevano parte. In questo spaccato sociale, nel 1527, i Lanzichenecchi, al soldo di Carlo V di Borbone, attaccarono Roma e la saccheggiarono. Gli scontri furono violentissimi, e sul selciato e nei campi dell'Urbe giacquero una moltitudine di cadaveri. Già in quest'occasione vi furono alcuni laici che, di loro volontà, cominciarono a raccogliere i corpi dei combattenti, dando loro cristiana sepoltura. Fu nel 1538 tuttavia, che, secondo una tradizione tramandata dagli statuti confraternali priva tuttavia di prove documentali, tali iniziative caritatevoli cominciarono ad assumere caratteri organizzativi più definiti. Ciò avveniva nel corso di una grave carestia che, nell'inverno 1538-39, unitamente ad un abbassamento delle temperature inusitato per la città, mieteva vittime specie nelle fasce più disagiate della popolazione. L'attenzione della neonata "compagnia della Morte" era indirizzata prevalentemente ai cadaveri rimasti insepolti, ricercati e raccolti a Roma e nelle campagne circostanti. Si trattava di vagabondi e di pellegrini che spesso rimanevano senza identità, ma anche rappresentanti di quel largo strato di popolazione urbana e rurale che pur lavorando viveva ai limiti della sussistenza, le cui famiglie non erano pertanto in grado di pagare le spese del servizio funerario offerto dal clero. Tale benemerenza, arrivò all'attenzione del soglio pontificio, e nel 1552, Papa Giulio III ne approvò ufficialmente la costituzione, concedendole molti privilegi, ma obbligandola ad affiancare al proprio titolo originale quello dell'Orazione, probabilmente perché oltre a seppellire i morti, attorno al 1551 la confraternita aveva introdotto in Roma, su impulso della predicazione cappuccina, la celebrazione pubblica della devota pratica delle Quarantore. Dopo vari cambi di sede, nel 1575 l'arciconfraternita edificò la chiesa di Santa Maria dell'Orazione e Morte, che nel 1733, divenuta troppo angusta in ragione dell'accrescersi del numero dei fratelli, fu ricostruita su disegno del celebre architetto - e confratello - Ferdinando Fuga. Ancora oggi, nella sacrestia di questa chiesa, si possono ammirare arredi e manufatti, la cui materia prima consta di ossa di cadaveri. Il 17 novembre del 1560, inoltre, papa Pio IV, con bolla Divina providente clementia elevò la compagnia ad arciconfraternita. Già dagli anni Sessanta del XVI secolo cominciarono dunque le aggregazioni di varie confraternite italiane all'Arciconfraternita della Morte romana. Dallo statuto del 1590 si legge: "Item detta Archiconfraternita & suoi offitiali hanno facoltà di aggregare a essa Archiconfraternita qualsivoglia Compagnia & concedergli la partecipazione, & communicatione di tutte le indulgenze concesse all' Archiconfraternita." Lo svilupparsi delle Compagnie della Morte in Italia fu impetuoso, tant'è che oggi sono ancora presenti ed attive decine di Confraternite che furono aggregate all'arciconfraternita di Santa Maria dell'Orazione e Morte di Roma.

Arciconfraternita del SS Rosario[modifica | modifica sorgente]

La Confraternita del Santo Rosario è un'associazione di fedeli della Chiesa cattolica, uniti nello scopo della recita di quell'insieme di preghiere detto appunto Rosario. Questo tipo di confraternita nacque sotto la spinta dei Domenicani.

Il Cardinale Alessandro Nanni Malatesta, legato pontificio e vescovo di Forlì è il primo ad approvare, a nome del Pontefice, una Confraternita del Rosario nel 1476. Lo stesso Cardinale Nanni si iscrisse alla confraternita. Per questo, il Cardinale è spesso associato a Papa Sisto IV nell'opera di diffusione del movimento del rosario. Un esempio è nella tela di Pier Paolo Menzocchi, raffigurante la Madonna del Rosario (1593)[1]: tra i personaggi compaiono infatti: San Domenico, Santa Caterina, Sisto IV e il Cardinal Nanni.

Arciconfraternita della SS Trinità dei Pellegrini e Convalescenti[modifica | modifica sorgente]

Arciconfraternita della SS Immacolata[modifica | modifica sorgente]

Nacquero sotto la spinta dei Francescani primissimi sostenitori del dogma dell'Immacolata Concezione. Generalmente le insegne dei sodalizi intitolati all'Immacolata sono azzurre o celesti.Nel comune di Martina Franca-Taranto- dal 1570-esiste l'Arciconfraternita Immacolata degli Artieri. La sede è annessa all'interno di un suggestivo chiostro della Chiesa di Sant'Antonio da Padova.- A Casarano la Confraternita dell'Immacolata esiste dal 1619 ed era chiamata "confraternita dei nobili". A Trani l'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione fu autorizzata con Regio Decreto da Ferdinando II, re delle De Siclie, nel 1774, ma verosimilmente era preesistente da circa un secolo. Ha sede nella Chiesa di S. Francesco ed è formata da professionisti.

Arciconfraternita di Santa Maria del Carmine[modifica | modifica sorgente]

Arciconfraternita Santa Maria Maggiore[modifica | modifica sorgente]

Arciconfraternita Santa Maria Maggiore di Ispica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arciconfraternita Santa Maria Maggiore di Ispica.
Particolare del simulacro SS. Cristo Flagellato Alla Colonna

L'Arciconfraternita Santa Maria Maggiore di Ispica viene fondata nel XIV secolo nella città di Ispica, in Provincia di Ragusa, sotto la Diocesi di Noto. È devota a Santa Maria Maggiore e si occupa delle feste e della celebrazione del Giovedì santo, con devozione al Simulacro del SS. Cristo Flagellato Alla Colonna, tradizionalmente chiamato U Patri a Culonna, traducibile come Il Padre alla Colonna. L'Arciconfraternita ha scopo di culto, formazione cristiana, assistenza e carità. Si propone di promuovere nei confratelli una vita cristiana autentica, con la catechesi, gli esercizi di pietà, la frequenza ai sacramenti e all'eucaristia domenicale. Collabora validamente per il decoro del culto liturgico e la celebrazione delle feste religiose; promuove lo scambievole aiuto spirituale e materiale dei confratelli secondo lo spirito della carità evangelica. Provvede all’organizzazione della Festa del Giovedì santo e di Maria SS. Assunta in Cielo, custodisce le antiche tradizioni, la loro osservanza e si impegna nel tramandarle intatte alle future generazioni

Altre confraternite[modifica | modifica sorgente]

Confraternita dei Disciplinanti e dei Battenti[modifica | modifica sorgente]

Le prime manifestazioni si trovano verso il 1230, ma il movimento vero e proprio sorse verso il 1260, per impulso di Ranieri Fasani. Ebbe grande successo a Perugia, da lì si diffuse a Spoleto, a Roma, in Toscana e in Emilia, mentre fu proibito a Milano, Cremona, Venezia e in Sicilia. I confratelli si flagellavano durante le cerimonie pubbliche e le processioni in segno di penitenza. Nelle confraternite di disciplinati furono messe insieme grandi raccolte di laudi, specialmente nel Trecento. A Genova giunsero poco prima del Natale del 1260, provenienti da Tortona al seguito di Sigembaldo degli Opizzoni, questa turba di gente, giunta davanti alla Chiesa di S. Francesco, iniziò a flagellarsi al grido di "pace" "misericordia", dapprima derisi, ma non passarono pochi anni che molti genovesi si unirono alla Compagnia spargendosi nelle riviere.

Confraternita dei Bianchi[modifica | modifica sorgente]

La prima notizia della Confraternita dei Bianchi si ha nel 1399, quando, il 5 marzo, a Chieri vicino Torino, una moltitudine di donne ed uomini, assaccati di bianco, con una croce rossa sul petto, ed il volto coperto dal cappuccio, si flagellarono in segno di penitenza. In realtà tale movimento nasce da quello precedente dei Battenti e Disciplinati, tantevvero che spesso furono chiamati Bianchi Disciplinati, quindi le loro origini si intrecciano con quelli dei battenti. A poco alla volta la Confraternita si espanse fino al Sud, coinvolgendo migliaia di persone; a quel punto papa Bonifacio IX, concesse indulgenze e perdoni dei peccati a chi facesse attivamente parte di questa corrente penitenziale. Se da un lato i Bianchi furono catalizzatori di un diffuso sentimento di penitenza, dall'altro il loro contributo durò molto poco, in quanto la peste del 1399, ne decimò i confratelli a tal punto che la confraternita stessa morì. Sebbene la sua vita fu estremamente breve, il segno lasciato da questo movimento è tuttora ben visibile, infatti ancora oggi, molte confraternite affiancano al loro nome quello de "i Bianchi", per sottolineare il loro legame a quell'antica compagnia.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Nelle vesti è talvolta presente un foro sulla schiena dove si poteva vedere la carne sulla schiena martoriata per penitenza dallo stesso confratello.

A Civitanova Marche esiste la Confraternita del Santissimo Sacramento di Civitanova Marche Alta (MC), è stata istituita con Bolla del Papa Gregorio XIII il 14 aprile 1575, il patrono della stessa Confraternita è San Pasquale Baylon. È stata riconosciuta ufficialmente dallo Stato come Ente ecclesiastico già dal 1939: fra i suoi scopi il culto, l’impegno religioso,l’assistenza ai bisognosi e le opere di servizio alla comunità .

A Catanzaro esiste la Reale Arciconfraternita dei Santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista, i cui membri, per sovrana disposizione del Re Carlo VII di Sicilia, possono fregiarsi del titolo di Cavalieri di Malta ad honorem.

A Roma il più antico sodalizio di ispirazione mariana ancora in attività è l'Arciconfraternita di Santa Maria dell'Orto, istituita da papa Alessandro VI nel 1492.

A Trani esistono una quindicina di Confraternite, fra cui l'Arcinconfraternita del SS.mo Sacramento o dei Bianchi (formata da discendenti di famiglie nobili) risalente al XV secolo, con sede nella cattedrale, e l'Arciconfraternita dell'Immacolata Concezione, autorizzata con regio decreto del 1774 da Ferdinando II Re delle due Sicilie, ma preesistente forse da un secolo, con sede nella chiesa di San Francesco. È formata da professionisti. Ciascuna di esse attua una processione nel giorno della festa "esterna" del proprio Titolare, che non sempre coincide con quella liturgica, e tutte insieme (o loro rappresentanze) partecipano alle grandi Processioni cittadine della Festa Patronale di S. Nicola Pellegrino (ultima settimana di luglio), del Corpus Domini e, ciascuna con un Mistero, alla Processione dei Misteri della sera del Venerdi Santo. Quindi Trani può essere definita a buona ragione una piccola Siviglia. Del resto tali usanze sono state importate dalla dominazione spagnola.

Le più antiche[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle confraternite sono state fondate tra il XIII e XVI secolo. Vale la pena citarne alcune:

Casacce[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Casacce.
Processione del santuario dell'Acqua Santa di Genova

Casacce o Casacce de' disciplinanti è il nome dato alle antiche e radicate confraternite della Liguria o nei territori sotto l'influenza della Repubblica di Genova. Tali associazioni nascono come confraternite cattoliche, come prassi normale hanno sede fisse in un oratorio dedicato ad un Santo a cui è dedicata anche la confraternita. Nate dai battuti per rivivere la Passione di Cristo, si è introdotto e consolidato nel corso dei secoli la tradizione del cristezante, cioè coloro che sono atti a portare il crocifisso durante le processioni a cui la confraternita partecipa.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Codice di diritto canonico
  2. ^ Bolla Exposcit Pastorialis Officii, 25 luglio 1583
  3. ^ Processione di Santa Margherita. URL consultato il 17 giugno 2013.
  4. ^ Maurizio Ulino, Una confraternita viva dal XIII secolo. S. Maria della Neve della città di Campagna (13 dicembre 1258), Studi & Ricerche, Campagna (Sa), 2010
  5. ^ Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - vol. XLII Marino.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Federico Alizeri, Guida artistica per la città di Genova (vedi Fosca.unige.it)
  • AA.VV., La Liguria delle Casacce. Devozione, Arte, Storia delle Confraternite liguri, catalogo della mostra tenuta dall'8 maggio al 27 giugno 1982, due volumi a cura della Provincia di Genova, Genova, Prima Cooperativa Grafica Genovese, 1982 (testi di Giuliana Biavati, Cecilia Chilosi, Rosalina Collu, Norma Dallai Belgrano, Rosalia Di Campo Berriola, Donatella Failla, Fausta Franchini Guelfi, Eliana Mattiauda, Elena Parma Armani, Laura Secchi, Magda Tassinari, Angelo Terenzoni)
  • Edoardo Grendi, Osvaldo Raggio, Angelo Torre, "Le Confraternite urbane nell'età moderna" - Books.google.it
  • Luca Zennaro, Portatori di Cristo, Genova, Erga Edizioni, 2004.
  • Gennaro Maria Monti - Le confraternite medievali dell'Alta e Media Italia - 1907
  • Alessandro Marinelli, Pietra Ligure ...Confraternite e Oratori', 2002.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]