Enrico VIII d'Inghilterra
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| Enrico VIII Tudor | ||
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| Enrico VIII d'Inghilterra ritratto da Hans Holbein il Giovane. | ||
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Re d'Inghilterra e Irlanda
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| Regno | 21 aprile 1509 - 28 gennaio 1547 | |
| Incoronazione | 23 giugno 1509 | |
| Predecessore | Enrico VII Tudor | |
| Successore | Edoardo VI Tudor | |
| Altri titoli | Principe di Galles, Duca di York | |
| Nascita | Greenwich, 28 giugno 1491 | |
| Morte | Londra, 28 gennaio 1547 | |
| Sepoltura | St. George's Chapel, Castello di Windsor | |
| Casa reale | Tudor | |
| Padre | Enrico VII | |
| Madre | Elisabetta di York | |
| Coniuge | 1. Caterina d'Aragona | |
| 2. Anna Bolena | ||
| 3. Jane Seymour | ||
| 4. Anna di Clèves | ||
| 5. Caterina Howard | ||
| 6. Caterina Parr | ||
| Figli | Maria Tudor |
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Enrico VIII Tudor (Greenwich, 28 giugno 1491 – Londra, 28 gennaio 1547) fu Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda (in seguito re d'Irlanda) dal 22 aprile 1509 fino alla sua morte.
Enrico VIII è il secondo monarca della dinastia Tudor, succeduto al padre Enrico VII d'Inghilterra. È il fondatore della Chiesa Anglicana, nata in seguito allo scisma religioso, cioè alla separazione dalla Chiesa cattolica di Roma.[1] Prima fiero oppositore delle teorie di Lutero e difensore della fede ed in seguito in contrasto col Papa. Sposato sei volte e detentore di un potere assoluto incontrastato, segna fortemente le vicende inglesi. Decreta lo scioglimento dei monasteri e l'unione dell'Inghilterra col Galles.
Indice |
[modifica] Biografia
[modifica] Giovinezza
Enrico nasce a Greenwich il 28 giugno 1491. È il terzogenito di Enrico VII e di Elisabetta di York. Soltanto tre dei sei fratelli di Enrico sopravvivono: Arturo, (principe di Galles), Margherita e Maria Tudor (in seguito regina consorte di Francia). Il padre, fondatore della dinastia, conquista il potere e lo consolida sposando Elisabetta, sorella di Edoardo V d'Inghilterra.
Nel 1493 il giovanissimo Enrico viene nominato Conestabile del castello di Dover e Lord Guardiano dei Cinque Porti, l'anno successivo diviene Duca di York. In seguito viene nominato Conte Maresciallo (Earl Marshal) d'Inghilterra e Lord Luogotenente d'Irlanda. Nel 1501 assiste alle nozze del fratello maggiore Arturo con Caterina d'Aragona, allora rispettivamente di quindici e sedici anni. Arturo muore per una infezione poco dopo, ed Enrico, all'età di undici anni, diviene erede al trono e nominato Principe di Galles.
Il padre Enrico VII desidera concludere un'alleanza matrimoniale fra Inghilterra e Spagna con un nuovo matrimonio fra Enrico, ora principe di Galles, e Caterina d'Aragona. Per rendere possibile tale progetto occorre ottenere una dispensa dal Papa, perché, malgrado il matrimonio precedente non sia stato consumato, inglesi e spagnoli convengono sulla necessità di una dispensa papale per la rimozione di tutti i dubbi per quanto riguarda la legittimità dell'unione. Spinto della madre di Caterina, la regina Isabella, il Papa concede la sua dispensa con una Bolla papale. Nel 1505 tuttavia Enrico VII perde interesse per l'alleanza con la Spagna e il matrimonio non viene celebrato.
[modifica] Ascesa al trono e primi anni del regno con Caterina d'Aragona
Alla morte del padre Enrico sale al trono, col nome di Enrico VIII, è l'anno 1509. Circa nove settimane dopo, sotto la spinta della Spagna, Enrico sposa Caterina, già sua promessa sposa. Il Papa Giulio II e William Warham, Arcivescovo di Canterbury, avanzano dubbi sulla validità di tale unione, tuttavia la cerimonia di incoronazione dei due sovrani si celebra ugualmente, nell'Abbazia di Westminster, il 24 giugno dello stesso anno. Iniziano quasi subito i problemi di discendenza che seguiranno a lungo il regno di Enrico VIII; la prima gravidanza della regina Caterina si conclude con un figlio nato morto, nel 1510, e il secondo figlio, nato il 1° gennaio 1511 vive soltanto due mesi. Nei primi due anni del regno di Enrico il potere effettivo è esercitato da Richard Fox, Vescovo di Winchester e Lord del Sigillo Privato e da William Warham. Dal 1511 in poi è il cardinale Thomas Wolsey ad avere maggiore influenza sul sovrano, ed Enrico aderisce alla Lega Santa, un'alleanza promossa dal Papa Giulio II per arginare l'espansionismo del re francese Luigi XII. Nell'alleanza entrano anche l'imperatore Massimiliano I e Ferdinando II il Cattolico re della Spagna, con il quale Enrico aveva firmato il Trattato di Westminster. Enrico, ormai ventenne, raggiunge l'esercito inglese attraversando la Manica e partecipando attivamente alle operazioni militari. Nel 1514 Ferdinando II abbandona l'alleanza e si arriva alla pace con i Francesi. L'ascesa del re Francesco I di Francia nel 1515, porta nuovamente l'Inghilterra e la Francia su posizioni antagoniste. Sul piano dinastico, nel 1516, la regina Caterina dà alla luce una bambina, Maria, facendo sperare ad Enrico di poter ancora avere un erede maschio, che ancora, per fatalità, non ha avuto. Le vicende europee nel frattempo vedono la morte di Ferdinando II nel 1516, cui succede suo nipote (e nipote della regina Caterina) Carlo V e, nel 1519, la morte di Massimiliano I. I Principi elettori scelgono Carlo V come successore alla guida del Sacro Romano Impero, malgrado i tentativi diplomatici dell'allora cardinale Wolsey. La crescente rivalità fra Francesco I e Carlo V permette a Enrico di diventare l'ago della bilancia tra le potenze in Europa. Francia e Spagna cercano l'appoggio inglese, ma dopo il 1521, l'influenza dell'Inghilterra in Europa comincia a diminuire. Enrico si allea con Carlo V e nella guerra che segue Francesco I viene rapidamente sconfitto, e la situazione più stabile che ne fa seguito riduce il peso inglese in Europa.
Ritornando ai problemi dinastici interni, Enrico non ha ancora un erede maschio. Il popolo inglese ritiene disastroso il governo femminile ed Enrico pensa che soltanto un erede maschio avrebbe potuto mantenere il trono. Solo una femmina, la principessa Maria, era sopravvissuta all'infanzia. Enrico in precedenza ha avuto varie amanti, tra cui Maria Bolena e Elizabeth Blount, il figlio della quale però, Henry Fitzroy, muore appena diciassettenne. Nel 1526, quando diviene evidente che la regina Caterina non avrebbe potuto avere altri bambini, comincia a corteggiare la sorella di Maria Bolena, Anna Bolena.
Enrico vuole un erede maschio, e inizia a pensare al divorzio dalla regina Caterina. Il cardinale Wolsey e William Warham cominciano riservatamente un'indagine sulla validità del matrimonio, che tuttavia appare presto difficilmente impugnabile. Senza informare il cardinale Wolsey, Enrico si appella direttamente alla Santa Sede. Il suo segretario William Knight sostiene a Roma che la Bolla di Giulio II era stata ottenuta con un inganno e conseguentemente era non valida. Inoltre Enrico chiede al papa Clemente VII anche una dispensa che gli permetta di sposare Anna Bolena, visto che precedentemente aveva avuto una relazione con la sorella di lei, Maria. Clemente VII, pur non favorevole ad annullare il matrimonio, concede la dispensa voluta, probabilmente pensando che la dispensa non sarebbe servita a nulla finché Enrico fosse rimasto sposato a Caterina.
Qui la diplomazia segreta gioca un ruolo determinante per gli avvenimenti che seguirono. Intervengono nella contesa solo apparentemente interna della corona inglese gli interessi della cattolica Spagna. L'esito finale è l'annullamento del matrimonio da Caterina[non chiaro], la scomunica successiva di Enrico da parte del Papa e la nascita della Chiesa anglicana
[modifica] Il matrimonio con Anna Bolena e lo Scisma dalla Chiesa di Roma
Le vicende personali di Enrico VIII ed il problema dinastico si mescolano agli avvenimenti storici ed agli accordi segreti tra le diplomazie inglesi, vaticane e spagnole. Il cardinale Wolsey interviene presso la Santa Sede, per contrastare le richieste di Carlo V. Il papa Clemente VII accetta di esaminare insieme il caso. Viene presa una decisione segreta: la Bolla Papale che autorizzava il matrimonio di Enrico con Caterina potrebbe essere dichiarata nulla. Il procedimento, tuttavia, si blocca ancora una volta per l’intervento spagnolo. La stessa regina Caterina fa appello al nipote, Carlo V, per ottenere sostegno. Il cardinale Wolsey, non ottenendo quanto richiesto, cade in disgrazia e rischia il processo, ma muore prima che venga celebrato, nel 1530.
Il potere passa a Tommaso Moro, mentre Thomas Cranmer diviene Arcivescovo di Canterbury.[2] Il 25 gennaio 1533 si celebrano le nozze di Enrico e di Anna Bolena. Tommaso Moro, in seguito, sancisce l'annullamento del matrimonio di Enrico e Caterina e dichiara valido il matrimonio con Anna. La principessa Maria è dichiarata illegittima e nuovo erede al trono designato diventa la figlia della regina Anna, la Principessa Elisabetta. Caterina perde il titolo di "regina", e morirà di cancro nel 1536. Il Papa risponde con la scomunica di Enrico, emessa nel mese di luglio del 1533. Tommaso Moro nel frattempo si era dimesso dall’incarico, sostituito da Thomas Cromwell che diviene il nuovo Cancelliere dello Scacchiere.[3]
Il Parlamento approva gli atti che sanciscono la frattura con Roma nella primavera del 1534. In particolare l'Act of Supremacy (Atto di Supremazia) stabilisce che il re è "l'unico Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra" e il Treasons Act (Atto sui Tradimenti) del 1534 rende alto tradimento, punibile con la morte, il rifiuto di riconoscere il Re come tale. Al Papa vengono negate le fonti di finanziamento come l'obolo di San Pietro. L'Act of Succession (Atto di Successione), sempre del 1534, sposta la linea dinastica dalla ex sovrana alla discendenza di Anna Bolena. Tutti gli adulti vengono tenuti ad accettare le disposizioni di queste leggi e chiunque rifiuti è giudicato colpevole di alto tradimento e passibile di morte. Come conseguenza di questi atti tutta la struttura della chiesa cattolica inglese viene attaccata. Cromwell, spinto e sostenuto dal sovrano, fa approvare dal parlamento, nel 1536, una Legge che espropria i possedimenti dei monasteri minori. Questa azione porta, nel giro di alcuni anni, nelle casse dello stato ingenti quantità di denaro, ma ancora, formalmente, Enrico è un re cattolico. Solo in seguito, sotto l'influenza di Thomas Cranmer, arcivescovo di Canterbury e di Edward Seymour, Primo Duca di Somerset ed Earl di Hertford l'anglicanesimo di Enrico VIII prende un indirizzo protestante.
[modifica] La fine di Anna Bolena, le altre mogli e gli anni della maturità
Dal 1536 Anna comincia a perdere il favore di Enrico, perché neppure lei riesce a dare alla luce un erede maschio. Dopo la nascita della principessa Elisabetta, Anna ha altre gravidanze che si concludono con aborti o con nati-morti. Enrico VIII, nel frattempo, si interessa a un'altra nobile della corte, Jane Seymour. Anna viene accusata di aver usato la stregoneria per spingere Enrico a sposarla, di avere amanti e di essere colpevole di incesto, di ingiuria verso il re e di cospirazione per ucciderlo. La corte, presieduta da Thomas Howard, giudica Anna colpevole e la condanna a morte, con gli altri quattro uomini che si presumeva fossero suoi amanti e col fratello.[4]
Il giorno dopo l'esecuzione di Anna Enrico sposa Jane Seymour. La Legge inglese di successione del 1536 dichiara che i figli di Enrico e della Regina Jane sono i primi nella linea di successione e che Lady Mary e Lady Elizabeth sono illegittime. Il re si arroga il potere di determinare la linea della successione con le sue volontà. Jane da alla luce un figlio, Principe Edoardo, nel 1537, e muore per il parto.
In quel periodo Enrico fa approvare l'Act of Union (nel 1536), che annette formalmente il Galles. Inghilterra e Galles diventano un'unica nazione. La Legge prevede l'uso del solo inglese negli atti ufficiali nel Galles, ignorando le proteste di chi usava la Lingua gallese. Sempre nel 1536, una sommossa, il Pilgrimage of Grace scoppia nell'Inghilterra del Nord. Per calmare i cattolici romani ribelli, Enrico prima cede apparentemente con alcune concessioni ma poi, con una seconda sommossa, i capi della rivolta vengono condannati a morte per tradimento e giustiziati. Nel 1538, Enrico sanziona la distruzione dei santuari dedicati ai Santi Cattolici Romani. Nel 1539 i monasteri che ancora rimanevano in Inghilterra vengono tutti aboliti e le loro proprietà trasferite alla Corona. Come ricompensa Thomas Cromwell, artefice di queste azioni, viene nominato Conte di Essex. I religiosi minori perdono i loro seggi alla Camera dei Lord, dove restano solo arcivescovi e vescovi. I Lord Spirituali (membri del clero con seggio nella Camera dei Lord) per la prima volta sono superati in numero dai Lord Temporali.
La questione dinastica non è ancora risolta. L'unico erede maschio, il principe Edoardo, non gode di buona salute, ed Enrico, su consiglio di Thomas Cromwell pensa allora ad Anna di Clèves, sorella del protestante Duca di Cleves, visto anche come importante alleato nel caso di un attacco cattolico all'Inghilterra. Dopo aver visto il ritratto di lei, dipinto da Hans Holbein il giovane, Enrico decide di sposarla, ed il matrimonio si celebra il 6 gennaio 1540. Tuttavia l'unione dura pochi mesi, sia per motivi personali che per considerazioni politiche. Il duca di Cleves è impegnato in una disputa con l'imperatore, ed Enrico non vuole esservi coinvolto. La regina Anna acconsente alla richiesta di Enrico per un annullamento e testimonia che il loro matrimonio non era mai stato consumato. Riceve così, in ricompensa, un titolo nobiliare e il castello di Hever, già appartenuto alla famiglia di Anna Bolena. Anche Thomas Cromwell quindi perde il favore del re per il suo ruolo nella vicenda.[5] Il 28 luglio del 1540 (lo stesso giorno della esecuzione di Thomas Cromwell) Enrico sposa la giovane Caterina Howard, prima cugina di Anna Bolena, ma anche questo matrimonio dura poco. La regina è sospettata di avere più di una relazione con altri due uomini e Thomas Cranmer, già in passato oppositore della potente famiglia cattolica degli Howard, porta le prove all'attenzione del re. Le indagini che seguono provano i fatti e tra il dicembre 1541 e il febbraio 1542, avviene l'esecuzione dei due amanti e della stessa Caterina, che all'epoca ha circa 18 anni. Enrico sposa la sua ultima moglie, la ricca vedova Caterina Parr, nel 1543. La Parr si scontra subito con Enrico per motivi religiosi; infatti è protestante mentre Enrico è ancora cattolico. La situazione quasi porta a una nuova separazione, ma prima si arriva ad un atto di sottomissione; inoltre, Caterina contribuisce a riconciliare Enrico con le sue prime due figlie, Mary ed Elizabeth. Nel 1544, una legge del Parlamento le reinserisce nella linea di successione dopo il principe Edward, duca di Cornovaglia (Cornwall), benché fossero ancora ritenute illegittime. La stessa legge permette a Enrico di determinare con le sue volontà l'ulteriore successione al trono.
[modifica] La morte di Enrico VIII
In tarda età, Enrico è fortemente sovrappeso e soffre di gotta. Pare soffra anche di sifilide. In seguito ad un incidente si procura una ferita alla coscia che gradualmente, per complicazioni successive, lo conduce alla sua morte, che avviene il 28 gennaio 1547 nel palazzo di Whitehall. Enrico VIII viene sepolto nella Saint George's Chapel nel Castello di Windsor, vicino alla moglie Jane Seymour.
[modifica] Successione e discendenza
In conseguenza dell'Atto della successione del 1544, l'unico figlio maschio di Enrico, Edoardo, eredita la corona, diventando Edoardo VI. Edoardo è il primo monarca protestante a regnare in Inghilterra. Poiché Edoardo ha soltanto nove anni, non può esercitare un potere reale. I sedici esecutori che formano il consiglio di reggenza scelgono Edward Seymour primo duca di Somerset come Lord Protettore del regno, affiancato da Lord Hertford. Quest'ultimo aumenta lentamente il suo potere divenendo di fatto l'unico Reggente, ma viene sostituito da John Dudley, primo duca di Northumberland, e condannato a morte per tradimento. Il duca di Northumberland, tuttavia, non prende il titolo di Lord Protettore, ma invita Edoardo a dichiarare la sua maggiore età prima dei diciotto anni, quindi trasgredendo le volontà di Enrico VIII.
A norma della legge della successione del 1544 e secondo le volontà di Enrico VIII, a Edoardo (in mancanza di una sua discendenza) sarebbe succeduta la figlia di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, Maria. Se Maria non avesse avuto figli, la corona sarebbe passata alla figlia avuta da Anna Bolena, Elisabetta. Per concludere, se anche Elisabetta non avesse avuto figli, la successione sarebbe tornata ai discendenti della sorella defunta di Enrico VIII, Maria Tudor. Edoardo VI e i suoi consiglieri, tuttavia, hanno disegni diversi. Sul suo letto di morte, Edoardo esprime volontà in contraddizione alle disposizioni di Enrico. Maria ed Elisabetta sono escluse dalla linea della successione come illegittime. Anche Frances Brandon, duchessa del Suffolk (figlia di Maria Tudor, duchessa del Suffolk) viene estromessa e al loro posto è designata Lady Jane Grey, la figlia della duchessa del Suffolk e cognata del potente Duca di Northumberland. Alla morte di Edoardo, nel 1553, Lady Jane è proclamata regina. Secondo la legge, tuttavia, questo non è possibile; una Legge del Parlamento aveva specificamente consentito a Enrico di assegnare la corona con le sue volontà, ma nessuna legislazione simile era stata approvata per Edoardo. Con questa motivazione, Maria depone e fa condannare a morte Jane, prendendo la corona per sé stessa.
Quando Maria I muore senza discendenza nel 1558, le succede la sorella Elisabetta. Elisabetta I non si sposò né nominò un erede, causando una crisi di successione. Per impedire agli Scozzesi di diventare la famiglia dinastica di Europa, Elisabetta ordina l'esecuzione di Maria Stuarda per impedire ai cattolici di prendere il trono. Secondo le volontà di Enrico VIII, a Elisabetta dovrebbe succedere l'erede di Maria Tudor, (Lady Anne Stanley). In realtà il regno passa a Giacomo VI, re di Scozia, figlio di Maria Stuarda. Giacomo è sufficientemente potente e i suoi avversari non organizzati, quindi la sua successione non incontra opposizione. Giacomo VI diventa Giacomo I, il primo re d'Inghilterra del Casato degli Stuart.
* Nota: Tra i figli di Enrico VIII reputati illegittimi, solo il Duca di Richmond e Somerset fu riconosciuto formalmente dal Re. La paternità degli altri figli illegittimi non fu stabilita pienamente.
[modifica] Principali atti politici e legislativi sotto il suo regno
Durante il regno di Enrico VIII vengono promulgate numerose e importanti leggi e vengono redatti atti pubblici di valore politico enorme, opera dei consiglieri succedutisi nel corso della sua vita. Tra i consiglieri più seguiti nei primi anni figura Thomas Wolsey, che cura specialmente l’aspetto economico, facendo svincolare il Consiglio Privato dalla amministrazione dei beni della corona, dando più autonomia agli uffici del tesoro.[6]
- Nel 1521, quindi nei primi anni di regno, consigliato da Tommaso Moro, scrive un “Assertio Septem Sacramentorum”, che gli fa guadagnare l’appellativo di Defensor fidei da parte del Papa.
- Nel 1533, col "Buggery Act", è promulgata la prima legge contro la sodomia in Inghilterra.
- Nel 1534 Sollecitato da Thomas Cromwell, il Parlamento approva diverse Leggi che sanciscono la frattura con Roma : Lo Statute in Restraint of Appeals (Statuto per la limitazione degli appelli), che impedisce alla chiesa di emettere regole senza il consenso del re. L'Ecclesiastical Appointments Act (Atto sulle nomine ecclesiastiche), che impone al clero di scegliere vescovi nominati dal sovrano. L'Act of Supremacy (Atto di Supremazia) dichiara che il re è "l'unico Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra". Il Treasons Act (Atto sui Tradimenti) rende alto tradimento, punibile con la morte, il rifiuto di riconoscere il Re come tale. Al Papa vengono negate le fonti di finanziamento come l'obolo di San Pietro. L'Act of Succession (Atto di Successione), rigettando le decisioni del Papa, convalida l'unione fra Enrico e Anna Bolena.
- Tra il 1536 e il 1543 gli Acts of Union (Atti di Unione) uniscono l'Inghilterra ed il Galles in una nazione.[7]
- Nel 1542 il "Witchcraft Act" punisce con la morte "l'invocazione o l'evocazione dello spirito diabolico".
[modifica] La figura di Enrico VIII a teatro, al cinema, nella televisione e nella cultura popolare
Enrico è stato un uomo prestante ed energico, più noto per le sue vicende matrimoniali e dinastiche che non per i suoi atti politici, spesso conseguenza della sua vita privata.
È stato anche un uomo di grande cultura, di stampo prettamente rinascimentale. Fu anche compositore e fra i brani scritti da lui vi è sicuramente Pastime with Good Company or The Kynges Ballade, scritto attorno al 1510 ed eseguito tuttora da ensemble di musica rinascimentale.
In tempi moderni, Enrico VIII è diventato uno dei re storici più popolari della monarchia inglese, ed è diventato il soggetto di molte opere teatrali, cinematografiche e televisive. William Shakespeare scrive Enrico VIII, ma l'opera non è una di quelle più popolari del grande drammaturgo. Per uno strano destino, era l'Enrico VIII l'opera che si stava rappresentando il 29 giugno 1613 quando si incendiò il Globe Theatre.
Sono stati girati molti film su Enrico VIII e sulla la sua corte. Tra questi Le sei mogli di Enrico VIII (The Private Life of Henry VIII) del (1933), con Charles Laughton, le cui prestazioni gli hanno guadagnato un Premio Oscar come miglior attore e The Six Wives of Henry VIII, una serie televisiva prodotta dalla BBC con Keith Michell. Richard Burton ha avuto una nomination per un premio Oscar per la sua interpretazione di Enrico nel film Anne of the Thousand Days Anna dei mille giorni premio Oscar nel 1969. Un Enrico interpretato da Robert Shaw inoltre appare come uno dei personaggi principali in un film multi-premiato sulla vita di Tommaso Moro, Un uomo per tutte le stagioni (A Man for All Seasons) del (1966), basato su un'opera di Robert Bolt dello stesso titolo. Nel 1988 ne è stato girato un remake diretto da Charlton Heston.
In un episodio della sitcom americana degli anni sessanta Vita da strega (Bewitched) Samantha Stevens cercava di evitare le attenzioni di Enrico desideroso di renderla la sua moglie seguente. Sid James ha interpretato Enrico nel film Carry On Henry (1970), che ha ritratto il rapporto fra il re e due mogli fittizie ("Marie di Normandia "e" Bettina ", una cortigiana). Nel 1973, Rick Wakeman ha pubblicato un famoso concept album di musica progressive rock dal titolo The Six Wives of Henry VIII, interamente strumentale. La vita di Enrico è stato l'argomento di un famoso ma inesatto episodio dei Simpsons 2007, in cui Homer Simpson interpreta il ruolo del re. Nel 2007 ha avuto inizio una serie televisiva del network statunitense "Showtime" intitolata "The Tudors". Narra la vita di un giovane Enrico VIII e degli avvenimenti alla sua corte. Attualmente alla sua terza stagione. Nel 2008 esce il film L'altra donna del re che ci illustra la vita di Enrico VIII (Eric Bana) durante la permanenza a corte delle due sorelle Bolena (Scarlett Johansson nel ruolo di Maria Bolena e Natalie Portman in quello di Anna Bolena). Il film, però, presenta alcune inesattezze storiche.
[modifica] Titoli reali e araldica
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Enrico VIII fu il primo monarca inglese a usare regolarmente il titolo di "Majesty", benché anche le alternative "Highness" e "Grace" fossero usate di tanto in tanto.
Parecchi cambiamenti sono stati fatti ai titoli reali durante il suo regno. Enrico originalmente ha usato il titolo di "Enrico ottavo, per grazia di Dio, Re dell'Inghilterra, Francia e Lord d'Irlanda". Nel 1521, per una concessione di Papa Leone X, espressa come ricompensa del libro di Enrico che attaccava Martin Lutero e difendeva la Chiesa cattolica, il titolo reale si è trasformato in "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra e di Francia, protettore della fede e Lord d'Irlanda". Dopo la frattura con Roma, Papa Paolo III annullò la concessione del titolo "protettore della fede," ma una Legge del Parlamento dichiarò che essa rimaneva valida.
Nel 1535, Enrico aggiunse la "frase delle supremazia" al titolo reale, che si trasformò "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra e Francia, difensore della fede, Lord d'Irlanda e Capo supremo in terra della Chiesa d'Inghilterra." Il 1536, la frase "della Chiesa d'Inghilterra" fu cambiata in "della Chiesa d'Inghilterra e anche d'Irlanda".
Il 1542, Enrico cambiò il titolo di "Lord d'Irlanda" in "Re d'Irlanda" dopo che gli fu fatto notare che molti irlandesi guardavano al Papa come al vero capo del loro paese, con il Lord d'Irlanda che fungeva da mero rappresentante. Il titolo "Enrico ottavo, per grazia di Dio, re d'Inghilterra, di Francia e d'Irlanda, protettore della fede e Capo Supremo in terra della chiesa d'Inghilterra e anche d'Irlanda" è rimasto in uso fino alla fine del regno di Enrico.
Le armi di Enrico VIII furono uguali a quelle usate dai suoi predecessori a partire da Enrico IV: Inquartato, Azzurro, tre gigli (fleurs-de-lys) d'Oro (per la Francia) e Rosso, tre leoni guardanti e passanti in Oro pallido (per l'Inghilterra).
Tra gli altri titoli ed onorificenze ricevette anche il nastro da Gran Maestro dell'Ordine della Giarrettiera.
[modifica] Note
- ^ L'Enciclopedia, la Biblioteca di Repubblica, volume 7, p. 271
- ^ L'Enciclopedia, la Biblioteca di Repubblica, volume 7, p. 271
- ^ Tommaso Moro, in seguito alle sue dimissioni ed al rifiuto di prestare giuramento al sovrano viene incarcerato nella Torre di Londra e quindi giustiziato. L'Enciclopedia, la Biblioteca di Repubblica, volume 19, p. 755,756
- ^ Il suo matrimonio con Enrico viene annullato poco prima della sua esecuzione. Quindi, poiché Anna ufficialmente non era stata sposata con Enrico, né lei né i cinque uomini già uccisi avrebbero potuto commettere adulterio. Questo punto, tuttavia, fu convenientemente ignorato.
- ^ In seguito Thomas Cromwell viene privato dei suoi poteri e decapitato. L'ufficio di "Viceregent in Spirituals", che era stato creato specificamente per lui, non fu occupato ed è ancora vacante
- ^ La Storia, vol. 7, (Il cinquecento: la nascita del mondo moderno) La Biblioteca di Repubblica, p. 518
- ^ Atlante storico, vol. 31, L’Enciclopedia, La Biblioteca di Repubblica, p. 654
[modifica] Bibliografia
- Bowle, John. (1964). Henry VIII: A Study of Power in Action Boston: Little, Brown.
- Eakins, L. E. (2004). "The Six Wives of Henry VIII."
- "Henry VIII." (1911). Encyclopædia Britannica, 11th ed. London: Cambridge University Press.
- Jokinen, A. (2004). "Henry VIII (1491–1547)."
- Public Broadcasting Service. (2003). "The Six Wives of Henry VIII."
- Thurston, H. (1910). "Henry VIII." The Catholic Encyclopedia. (Vol. VII). New York: Robert Appleton Company.
- Vallieres, S. (1999). "Tudor Succession Problems"
- Weir, Alison; The Six Wives of Henry VIII (Bodley Head, London, 1991)
[modifica] Voci correlate
- Tommaso Moro
- Thomas Cromwell
- Thomas Cranmer
- Thomas Wolsey
- Caterina d'Aragona
- Anna Bolena
- Maria I di Scozia - Maria Stuarda
- Elenco di monarchi britannici
- Riforma protestante
- Chiesa anglicana
- Dissoluzione dei monasteri in Inghilterra
- Dichiarazione di nullità del sacramento del matrimonio
- Divorzio
- Scomunica
- Dinastia Tudor
- I Tudors- Serie televisiva.
- Elisabetta I d'Inghilterra
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Enrico VIII d'Inghilterra
[modifica] Collegamenti esterni
- Buehler, Edward. (2004). "Tudor and Elizabethan Portraits."
- Castelli, Jorge H. (2004). "Henry VIII."
- Stevens, Garry. (2003). "Henry VIII: Intrigue in the Tudor Court."
- Perrott, Terry. (2004). "Sir John Perrott."
- Anglicani Online - Il Portale dell'Anglicanesimo in Italia
- Sito ufficiale della serie "The Tudors" su Showtime Network
| Predecessore: | Re d'Inghilterra | Successore: |
|---|---|---|
| Enrico VII | 1509-1547 | Edoardo VI |
| Predecessore: | Duca di York | Successore: |
|---|---|---|
| Nuova creazione | 1494-1509 | Unito ai possedimenti della Corona |
| Re d'Inghilterra | ||
|---|---|---|
| Monarchi pre-conquista (878 - 1066) |
Alfredo il Grande · Edoardo il Vecchio · Ethelweard · Atelstano · Edmondo I · Edredo · Edwing · Edgar · Edoardo il Martire · Etelredo II · Sweyn · Edmondo II · Canuto il Grande · Aroldo I · Canuto II · Edoardo il Confessore · Aroldo II | |
| Normanni (1066 - 1154) |
Guglielmo I · Guglielmo II · Enrico I · Stefano · Matilde | |
| Plantageneti (1154 - 1485) |
Enrico II · Riccardo I · Giovanni · Enrico III · Edoardo I · Edoardo II · Edoardo III · Riccardo II · Enrico IV · Enrico V · Enrico VI · Edoardo IV · Edoardo V · Riccardo III | |
| Tudor (1485 - 1603) |
Enrico VII · Enrico VIII · Edoardo VI · Jane Grey · Maria I · Elisabetta I | |
| Stuart (1603 - 1649) (1660 - 1707) |
Giacomo I · Carlo I · Commonwealth · Carlo II · Giacomo II · Guglielmo III e Maria II · Anna | |
| Con l'Atto di Unione del 1707 i regni di Inghilterra e Scozia furono uniti nel Regno Unito di Gran Bretagna | ||
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