Ferdinando Bertoni

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Ferdinando Bertoni

Ferdinando Gasparo Bertoni (Salò, 15 agosto 1725Desenzano del Garda, 1º dicembre 1813) è stato un compositore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ricevette i suoi primi insegnamenti musicali nella sua città natale. Dal 1740 al 1745 fu a Bologna per studiare sotto l'insegnamento di Giovanni Battista Martini. Terminati gli studi si recò a Venezia dove prese il posto di organista della Chiesa di San Moisè. Contemporaneamente lavorò come insegnante di clavicembalo e canto presso varie famiglie veneziane in vista. Sempre nel 1745 rappresentò la sua prima opera, La vedova accorta, al Teatro San Cassiano. Nello stesso anno mise in scena altre suoi lavori a Firenze e a Milano. Nel 1747 fu la volta dell'uscita a Venezia del suo primo oratorio, Il figliuol Prodigo.

Il 27 agosto 1752 fu nominato primo organista della Basilica di San Marco. A questa posizione affiancò nel 1755 quelle di maestro del coro e insegnante di musica all'Ospedale dei Mendicanti: qui compose parecchi dei suoi oratori e svariati lavori sacri, tra cui il Salve Regina per voce, archi e basso continuo ed il Miserere, concertato a quattro voci che ebbe particolare consenso e diffusione. Negli anni seguenti ricevette nuovi incarichi di musicare opere e quindi compì numerosi viaggi verso Parma, Napoli, Torino e Padova.

Nel 1771 incontrò il giovane Wolfgang Amadeus Mozart e nel 1773 diventò direttore dell'Accademia Filarmonica di Bologna. Nel 1778 ebbe l'occasione, grazie a un invito, di recarsi verso Londra, dove incontrò Johann Christian Bach. Debuttò a Londra con l'opera Demofoonte. Nel 1776 fu la volta dell'Orfeo, opera già messa in musica da Christoph Willibald Gluck su libretto di Ranieri de' Calzabigi. Nel 1784 tornò a Venezia, dove nel 1785, a seguito della morte di Baldassare Galuppi fu nominato maestro di cappella di San Marco, carica che tenne fino al 1808.

Questo periodo fu caratterizzato da una copiosa produzione: nel 1789, in occasione dell'elezione dell'ultimo doge veneziano Ludovico Manin, Bertoni compose le cantate Il vaticinio del proteo e L'unione del senno.

Il 28 gennaio 1801 scrisse un Requiem per il funerale di Domenico Cimarosa.

Terminata la sua attività di maestro di cappella si stabilì definitivamente con la sua famiglia a Desenzano del Garda, dove morì pochi anni più tardi.

Ferdinando Bertoni fu notevolissimo didatta; fra i suoi allievi vi furono, oltre al nipote Ferdinando Gasparo Turrini detto ‘Bertoncino’[1], Giovanni Battista Grazioli, Andrea Luca Luchesi, Giovanni Battista Soncini, G.Antonio Capuzzi, Antonio Calegari, Johann Simon Mayr, Gaspare Pacchierotti, Viganoni, G.B. Grazioli, Vittorio Trento, Sebastiano Nasolini.

Egli compose circa 48 opere teatrali. Scrisse anche tre opere di musica strumentale ed un Miserere.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Sono note 52 opere di Bertoni; l'anno e la città si riferiscono alla prima rappresentazione.

  • La vedova accorta (libretto di Antonio Borghese, 1745, Venezia)
  • Il Cajetto (libretto di Antonio Gori, 1746 Venezia)
  • Orazio e Curiazio (libretto di Antonio Simeone Sografi, 1746, Venezia)
  • Armida (libretto di Bartolomeo Vitturi, 1747, Venezia)
  • Didone abbandonata (libretto di Pietro Metastasio, 1748, Venezia)
  • Ipermestra (libretto di Pietro Metastasio, 1748, Genova)
  • Le pescatrici (libretto di Carlo Goldoni, 1751, Venezia)
  • L'Antigono (libretto Pietro Metastasio, 1752, Venezia)
  • I bagni d'Abano (composto in collaborazione con Baldassare Galuppi, libretto di Carlo Goldoni, 1752, Venezia)
  • Ginevra (libretto di Antonio Salvi, 1753, Venezia)
  • La moda (libretto di Domenico Benedetti, 1754, Venezia)
  • Sesostri (libretto di Apostolo Zeno/Pietro Pariati, 1755, Torino)
  • Antigona (libretto di Gaetano Roccaforte, 1756, Genova)
  • Lucio Vero (libretto di Apostolo Zeno, 1757, Torino)
  • Il Vologeso (libretto di Apostolo Zeno, 1759, Padova)
  • Le vicende amorose (libretto di Pastor Arcade Timido, 1760, Venezia)
  • La bella Girometta (libretto di Pietro Chiari, 1761, Venezia)
  • Ifigenia in Aulide (libretto di Vittorio Amedeo Cigna-Santi, 1762, Torino)
  • Cleonice regina in Siria (1763, Londra)
  • L'ingannatore ingannato (libretto di Pietro Chiari, 1764, Venezia)
  • Il Bajazetto (libretto di Jacopo Antonio Sanvitale, 1765, Parma)
  • L'Olimpiade (libretto di Pietro Metastasio, 1765, Venezia)
  • Tancredi (libretto di Silvio Saverio Balbis, 1766, Torino)
  • Ezio (libretto di Pietro Metastasio, 1767, Venezia)
  • Semiramide riconosciuta (libretto di Pietro Metastasio, 1767, Napoli)
  • Scipione nelle Spagne (libretto di Agostino Piovene, 1768, Milano)
  • Alessandro nelle Indie (libretto di Pietro Metastasio, 1769, Genova)
  • Il trionfo di Clelia (libretto di Pietro Metastasio, 1769, Padova)
  • Deccebalo (libretto di Antonio Papi, 1770, Treviso)
  • Eurione (libretto di Antonio Papi, 1770, Udine)
  • L'anello incantato (libretto di Giovanni Bertati, 1771, Venezia)
  • Andromaca (libretto di Antonio Salvi, 1772, Venezia)
  • Narbale (libretto di Pietro Metastasio, 1774, Venezia)
  • L'orfane svizzere (libretto di Giovanni Bertati, 1774, Venezia)
  • Artaserse (libretto di Pietro Metastasio, 1776, Forlì)
  • Creonte (libretto di Gaetano Roccaforte, 1776, Modena)
  • Orfeo ed Euridice (libretto di Ranieri de' Calzabigi, 1776, Venezia)
  • Telemaco ed Eurice nell'isola di Calipso (libretto di Pastor Arcade Echillo Acanzio, 1776, Venezia)
  • Medonte re d'Epiro (libretto di Giovanni De Gamerra, 1777, Torino)
  • Demofoonte (libretto di Pietro Metastasio, 1778, Londra)
  • Quinto Fabio (libretto di Apostolo Zeno, 1778, Milano)
  • La governante (libretto di Carlo Francesco Badini, 1779, Londra)
  • Il soldano generoso (1779, Londra)
  • Il duca di Atene (libreto di Carlo Francesco Badini, 1780, Londra)
  • Armida abbandonata (libretto di Bartolomeo Vitturi, 1781, Venezia)
  • Cajo Mario (libretto di Gaetano Roccaforte, 1781, Venezia)
  • Il convito (libretto di Antonio Andrei, 1782, Londra)
  • Giunio Bruto (1782, Londra)
  • Cimene (1783, Londra)
  • Eumene (libretto di Apostolo Zeno, 1784, Venezia)
  • Nitteti (libretto di Pietro Metastasio, 1789, Venezia)
  • Angelica Medoro (libretto di Gaetano Sertor, 1791, Venezia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Turrini utilizzò anche il cognome dello zio, Bertoni. Per evitare confusione venne soprannominato Bertoncino (più tardi anche Bertoni l’orbo); tuttavia, ancora oggi vengono talvolta confusi lo zio Ferdinando Giuseppe Bertoni ed il nipote Ferdindo Gasparo (Turrini) Bertoni.
Predecessore Maestro direttore della Serenissima Cappella Ducale di San Marco Successore
Baldassare Galuppi 1785-1808 Bonaventura Furlanetto

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