Francis Turatello

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Francis Turatello - pseudonimo di Francesco Turatello - (Asiago, 1944Nuoro, 17 agosto 1981) è stato un criminale italiano, attivo nel corso degli anni settanta principalmente nella città di Milano.

[modifica] Biografia

Nato in Veneto, figlio di una sarta nubile abitante a Milano e tornata al paese natale durante la guerra; secondo molte fonti era il figlio naturale del boss mafioso italo-americano Frank Coppola detto Frank tre dita.

Trasferitosi con la madre a Milano (quartiere di Lambrate) fin dall'infanzia, pugile dilettante nella giovinezza, fa la sua comparsa nell'ambiente criminale milanese come piccolo ladro di auto, per poi passare progressivamente ad imporre la sua personalità assumendo ruoli sempre più di spicco fino a giungere a capo di una banda criminale (costituita per lo più da immigrati di provenienza catanese) dedita al controllo delle bische clandestine della città e allo sfruttamento della prostituzione (attività che nel periodo di massimo successo fattura decine di milioni di lire a sera).

Partecipa inoltre a diverse rapine e sequestri di persona, con la complicità della Banda dei Marsigliesi di Albert Bergamelli.

Turatello è celebre per la forte rivalità, nata fin dalla giovinezza, con Renato Vallanzasca, cosa che genera una sanguinosa faida con numerose vittime su entrambi i fronti. Successivamente, dopo l'arresto sia di Vallanzasca sia di Turatello ha luogo un progressivo riavvicinamento fra i due che stringeranno amicizia (Turatello sarà tra l'altro testimone di nozze di Vallanzasca nel matrimonio con Giuliana Brusa celebrato in carcere).

Si discute ancora oggi sulla posizione all'interno di Cosa Nostra di Turatello, ma si ritiene che nel corso della sua carriera criminale sia stato spesso in contatto con alti esponenti dei clan camorristici napoletani e delle famiglie siciliane. La figura di Turatello compare inoltre in molti episodi oscuri della storia d'Italia degli anni settanta, fra cui il rapimento e l'omicidio di Aldo Moro e alcune azioni criminali compiute dalla Banda della Magliana.

Dopo una lunga latitanza viene arrestato il 2 aprile 1977 in maniera piuttosto casuale in Piazza Cordusio a Milano; processato per una lunga lista di reati viene condannato ad una lunga detenzione che sconta sotto il regime di carcere duro. Nonostante questo riesce per un certo periodo di tempo a guidare la sua banda e dirigere i propri affari criminali dal carcere, fino a quando viene soppiantato del suo ex braccio destro Angelo Epaminonda, detto "il Tebano".

Turatello viene ucciso il 17 agosto 1981 nel carcere di Badd'e Carros in Sardegna da Pasquale Barra, Vincenzo Andraous, Antonino Faro, Adriano Danilo e Salvatore Maltese in modo molto efferato: verrà accoltellato e successivamente sventrato e il suo cuore estratto e morsicato. Il movente di questo omicidio è ancora misterioso, ma certamente una fine così atroce - e il conseguente scempio del cadavere - rivelano che egli avesse compiuto un'offesa assai grande. Alcune fonti fanno risalire alla Nuova Camorra Organizzata l'ordine dell'omicidio, ma non vi sussistono ancora fonti attendibili.

Turatello è citato nel libro "Senza manette" di Franco Califano in qualità di conoscente ed amico del cantante.

È sepolto al Monumentale di Monza.

[modifica] Bibliografia

  • Cristiano Armati. Italia criminale. Quella sporca dozzina. Personaggi, fatti e avvenimenti di un'Italia violenta. Roma, Newton Compton Editori s.r.l., 2006. ISBN 88-541-0726-3.