Gargano

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Gargano
Stati: Bandiera dell'Italia Italia
Regioni amministrative: Bandiera della Puglia Puglia
Territorio: Provincia di Foggia, parte orientale
Capoluogo: {{{capoluogo}}}
Superficie: 2.100 km²
Abitanti: 210.000  ()
Densità:  ab./km²
Status: {{{status}}}
Lingue: italiano, garganico
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Collocazione geografica del Gargano
[{{{sito}}} Sito Internet principale]
(LA)
« Apulus Hadriacas exit Garganus in undas... »
(IT)
« Il Gargano si allunga dalle coste adriatiche della Puglia »
(Marco Anneo Lucano da Pharsalia, Libro V, v. 378)

Il Gargano, noto anche come Sperone d'Italia è una subregione dell'Italia che coincide con l'omonimo promontorio che si estende nell parte settentronale della Puglia e che corrisponde alla parte occidentale della Provincia di Foggia. È interamente circondato dal Mare Adriatico, tranne ad ovest, dove confina con il Tavoliere.

Nel suo territorio è ricompreso il Parco Nazionale del Gargano.

Gargano: il famoso "Architiello"

Indice

[modifica] Geografia Fisica

La costa garganica presso Vieste
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia della Puglia.

[modifica] Territorio

Il Promontorio Garganico, da un punto di vista puramente geografico, è separato dal resto della Puglia da una linea ideale che, dal punto più occidentale del Golfo di Manfredonia, procede in direzione Nord-Ovest fino a congiungersi con il confine del Molise.

[modifica] Storia Geologica

La formazione del promontorio garganico risale al periodo Giurassico, quando si sono depositate le rocce più antiche, oggi visibili in affioramento. Notizie di rocce ancora più antiche provengono dai pozzi esplorativi per la ricerca di idrocarburi, effettuati negli ultimi decenni in varie parti del Gargano [1] e da un noto affioramento visibile presso la Punta Pietre Nere (Marina di Lesina)[2].

La paleogeografia dell’area in cui si depositavano i sedimenti che oggi costituiscono le rocce garganiche era molto diversa da quella attuale. L’Italia meridionale era un susseguirsi di aree di mare poco profondo in cui si depositavano sabbie e fanghi carbonatici formando le piattaforme carbonatiche (nel Gargano la Piattaforma Apula), separate da stretti e a volte profondi bracci di mare denominati bacini. [3][4]. Diversa era anche la latitudine e quindi le condizioni climatiche: lo dimostra la presenza di rocce che contenenti fossili di coralli.

Queste condizioni persistettero per tutto il Giurassico e l’Eocene e, in parte, durante il Miocene. L’area garganica, insieme al resto dall’Italia meridionale, durante quel periodo era molto simile al paesaggio odierno delle Isole Bahamas (isolotti, lagune, piane di marea, scogliere coralline):proprio in questo tipo di ambiente si depositarono la maggior parte delle rocce garganiche.[5]

[modifica] Il "sollevamento" del Gargano

Le rocce che costituiscono il Promontorio del Gargano si sono formate in un ambiente marino, mentre attualmente esse si trovano a varie altezze rispetto al livello del mare odierno. La causa di questa emersione è riferibile a due meccanismi[5]:

  • Oscillazioni del livello marino causate da glaciazioni e deglaciazioni. Tali oscillazioni, però, hanno raggiunto massimo qualche centinaio di metri, mentre molte aree garganiche raggiungono quote superiori ai 800 m. Per questo motivo si è soliti pensare che solo alcune zone costiere possono essere state influenzate da questo meccanismo, mentre per tutte le altre bisogna ipotizzarne altri.
  • Tettonica delle placche e precisamente nella collisione tra la Placca Africana e la Placca Europea, iniziata nel Cretaceo superiore. L’area garganica pur non essendo una vera e propria catena montuosa (zona di avampaese), ha indirettamente subito gli effetti dei movimenti relativi tra le due placche e in particolare gli sforzi dovuti all’avvicinarsi prima della catena dinarica e successivamente di quella dell’Appennino meridionale. Dunque le rocce del Gargano sono state in parte "strizzate” e l’effetto di questa compressione sarebbe secondo alcuni la struttura stessa del Gargano (una blanda piega con asse orientato NO-SE) [6], mentre per altri le rocce garganiche si sono frantumate, dando luogo alla miriade di faglie che interessano il promontorio e che sono responsabili dei numerosi terremoti che hanno interessato l'area garganica [7][8][9][10]

Le varie faglie riscontrabili nel Gargano possono essere raggruppate in tre sistemi principali:

  • faglie ad orientamento NO-SE (appenniniche);
  • faglie ad orientamento E-0 (garganiche);
  • faglie ad orientamento NE-SO (antiappenniniche)

Queste faglie si sono mosse sia lungo il piano orizzontale (faglie trascorrenti) che lungo il piano verticale (faglie dirette e inverse) durante la loro esistenza. Tra le faglie ad orientamento E-0, molto importanti nel contesto strutturale garganico, si ricordi la “Faglia di Mattinata” (o Faglia di valle Carbonara), che divide in due il Gargano e su cui sono sorti numerosi comuni come San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo e Mattinata. Esistono pareri contrastanti sul tipo e senso di movimento di questa faglia: per alcuni si tratterebbe di una trascorrente destra [11] per altri di una trascorrente sinistra [12] e per altri di una faglia inversa [13].

Il primo sollevamento d’una certa entità del Gargano sembra essere iniziato nel Miocene[14] e proseguito con fasi alterne nel Pliocene, quando questa regione iniziò ad assumere la morfologia attuale, contemporaneamente plasmata dall’azione degli agenti atmosferici e del fenomeno carsico. I movimenti di sollevamento continuano anche nel Pleistocene, quando l’Uomo fa la sua comparsa sul promontorio, e fino ad oggi, anche se blandamente.

[modifica] Orografia

Monte Calvo, 1056 m s.l.m., la cima più alta del Promontorio del Gargano

Il promontorio garganico presenta un andamento territoriale notevolmente diversificato, differenziandosi notevolmente dall'andamento monotono e pianeggiante del resto della Provincia di Foggia[15],qui infatti, si riscontrano gradienti altimetrrici molto accentuati: in alcuni punti, attraverso uno spostamento di meno di dieci chilometri in linea d'aria, si passa da oltre mille metri d'altitutine al livello del mare. Con un'altitudine massima di 1056 m s.l.m. ed un'estensione di circa 2100 km2, di cui 11 sono rappresentati dal Lago di Lesina e dal Lago di Varano, il Gargano è a tutti gli effetti un massiccio montuoso isolato che si erge tra il mare Adriatico e il Tavoliere.

L'accentuata montuosità della costa risulta essere una peculiarità assoluta rispetto al resto della fascia litorale adriatica a sud di Ancona[15]. Altra peculiarità sta nei dati forestali: oltre 39.000 ettari, ovvero il 18% del territorio garganico, sono coperti da boschi e macchia mediterranea, in una regione, la Puglia la cui percentuale è la più bassa d'Italia (5%)[15].

[modifica] Pedologia

Suddivione pedologica del Gargano

Da un punto di vista pedologico, il Gargano può essere diviso in tre sottosistemi che differiscono in quanto a pendenze, quote sul livello del mare e reticolo di drenaggio [16]:

  • Rilievi Pedegarganici: la morfologia dei suoli di questo sottosistema, va da ondulata a molto ondulata, determinando un reticolo di drenaggio dendritico a densità rada o media.

Le quote sono comprese tra i 50 ed i 300 metri slm. L'uso del suolo è abbastanza diversificato: oliveti, seminativi ma anche aree a pascolo che si alternano ad aree incolte di macchia mediterranea . La presenza di calcare nel terreno varia notevolmente da zona a zona.

  • Valli Fluviali: una sequenza ripetitiva di valli fluviali strette ed incassate, i cui versanti, erosi ed incisi, hanno elevate pendenze che generano un reticolo di drenaggio dentritico ad alta densità. Le quote sono comprese tra il livello del mare ed i 700 metri.

Estremamente vario l'uso del suolo: aree incolte coperte da macchia mediterranea alta o bassa, aree boschive con prevalenza di lecci e faggi, rari seminativi, oliveti ed appezzamenti coltivati con ortaggi (specialmente in pianura).

  • Altopiani garganici: aree caratterizzate da evidenti fenomeni carsici come doline e valli inattive. La caratteristica pedologica principale è che gli altopiani sono posti in diversi livelli, con quote che variano da 300 a 1000 metri sul livello del mare, con pendenze alquanto modeste interrotte da nette scarpate. Le pendenze lievi determinano un reticolo di drenaggio pressoché assente. L'uso del suolo è alquanto omogeneo: prevalentemente pascolo con aree boschive e seminativi nelle zone più fertili. I suoli sono non calcarei o scarsamente calcarei, tranne qualche concentrazione di carbonati in profondità.

[modifica] Idrografia

Si può dire che sul Gargano non vi esista un vero e proprio reticolo idrografico superficiale. Fa eccezione una piccola area a Nord, dove si concentrano i pochi corsi d'acqua di limitata lunghezza e di portata con caratteristiche stagionali, che sfociano nell'Adriatico nei territori comunali di Vico del Gargano e Rodi Garganico, oppure che si immettono nei laghi costieri di Lesina e Varano, due lagune d'acqua salmastra con una superficie totale di circa 110 km².

L'idrografia sotterranea, invece, è molto ricca: la grande diffusione di fenomeni carsici provoca l'infiltrazione immediata del 75% delle precipitazioni ricevute dal suolo. La distribuzione di rocce a diverso grado e tipo di permeabilità, determina la presenza di due ben distinti sistemi acquiferi dei quali l'uno (falda principale) occupa l'intero promontorio e l'altro (falda secondaria) è circoscritto alla zona di Vico e Ischitella.[17]

Sul versante nord del prommontorio, sono presenti due laghi costieri:

  • il lago di Lesina, lungo 24,4 Km e largo 2.4 Km, ha un perimetro di quasi 50 Km ed è a tutti gli effetti una laguna. È diviso in due bacini: uno minore su cui si affaccia l' omonima città di Lesina e uno più lungo detto Sacca Orientale. Le sponde lagunari sono leggermente inclinate, il fondo è tendenzialmnte melmoso e regolare, conferendo una profondità media di 90 cm (è in assoluto la laguna meno profonda d'Italia)[18];
  • il lago di Varano è il più grande dell'Italia meridionale (60,5 Kmq). Di forma tendenzialmente trapezoidale, è separato dal mare da una linqua di terra lunga 10 Km l'Isola). È alimentato da numerose sorgenti subacquee di acqua dolce che scaturiscono dalle vicine montagne di Cagnano Varano. Celebre per la pesca delle anguille, anticamente il lago doveva essere un'insenatura la cui imboccatura venne chiusa da una forte bufera di mare che sommerse la città di Varano.[18]

[modifica] Geodesia e sismologia storica

L'energia energetico-vibrazionale emessa dal Vesuvio incide immediatamente sulla compressione e sull'inarcamento dell’Appennino così come la cella geodetica di base, che modella un'ampia area dell'Italia centro-meridionale, si espande dal centro collocato sul Vesuvio, fino ai due vulcani sottomarini Vavilov e Marsili, comprendendo l'intero promontorio garganico.[19].

Lo studio della moderata attività sismica della penisola garganica è stato usato per individuare il movimento antiorario dell’Adriatico rispetto all’Eurasia, contemporaneo ad uno spostamento dell'Africa verso Nord-Ovest. La compresenza di questi due movimenti ha indotto molti studiosi[20] ad ipotizzare la presenza di una zona tettonica localizzata nell'Adriatico centrale che disaccoppia la sua parte settentrionale (indipendente dai movimenti di Africa ed Eurasia) da quella meridionale (dipendente dall'Africa.

[modifica] Clima

Il clima del Gargano è tipicamente mediterraneo, cioè caratterizzato da precipitazioni in inverno e primavera e da siccità nel periodo estivo. Le temperature sono miti: nessuna media mensile scende al di sotto degli 0 °C.

Trattandosi di un territorio montuoso che si innalza anche fino a 1050 m s.l.m. e che si protende nell'Adriatico, i fenomeni climatici sono alquanto complessi. I venti settentrionali giungono carichi di umidità e avendo il percorso sbarrato dai rilievi garganici, danno luogo a precipitazioni di convenzione. Il versante meridionale è spesso investito dal vento di Scirocco che, nel frattempo, ceduta la maggior parte dell'umidità nell'Appennino Meridionale, causano alte temperature e siccità. Di conseguenza le precipitazioni sono modeste, ma non trascurabili sul litorale settentrionale, sensibilmente elevate nelle aree montane e minime nella parte meridionale. Il microclima che ne risulta, risulta essere molto favorevole per la prolificazione di vegetazione mediterranea.

Per la zona montana del Gargano il clima è efficacemente descritto dai dati della stazione meteorologica di Monte Sant'Angelo:

MONTE SANT'ANGELO
844 metri s.l.m.
(1961-1990)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,6 6,0 8,1 11,9 17,1 21,1 24,0 24,0 20,6 15,3 10,4 6,9 6,2 12,4 23 15,4 14,3
T. min. mediaC) 1,3 1,4 2,9 5,8 10,4 13,9 16,5 16,8 14,0 10,0 5,7 2,7 1,8 6,4 15,7 9,9 8,5
T. max. assolutaC) 20,4
(1962)
18,2
(1979)
21,6
(1990)
23,2
(1968)
29,0
(1969)
33,8
(1982)
35,6
(1984)
34,2
(1963)
32,4
(1975)
28,6
(1981)
20,0
(1977)
17,0
(1971)
20,4 29 35,6 32,4 35,6
T. min. assolutaC) -11,9
(1962)
-10,6
(1969)
-9,0
(1963)
-3,8
(1969)
-0,5
(1962)
4,0
(1962)
6,8
(1972)
7,2
(1969)
4,0
(1971)
-0,4
(1978)
-5,2
(1975)
-9,6
(1961)
-11,9 -9 4 -5,2 -11,9
Nuvolosità (okta al giorno) 5,0 5,0 4,8 4,4 3,8 3,1 2,1 2,2 2,9 3,8 4,5 5,0 5 4,3 2,5 3,7 3,9
Precipitazioni (mm) 58,1 44,7 48,3 48,2 37,6 46,0 43,9 38,5 67,1 52,2 62,0 66,7 169,5 134,1 128,4 181,3 613,3
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 8 7 8 7 5 5 4 5 6 6 8 9 24 20 14 20 78
Umidità relativa (%) 79 79 75 72 68 64 58 63 66 74 82 80 79,3 71,7 61,7 74 71,7

Singolarmente, secondo la Classificazione climatica dei comuni italiani, i comuni garganici rientrano nelle in classificazioni climatiche comprese tra la C e la E:

Classificazione Climatica Città
C Cagnano Varano, Carpino, Isole Tremiti, Rodi Garganico, Vieste
D Apricena, Ischitella, Lesina, Manfredonia, Mattinata, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Vico del Gargano
E Monte Sant'Angelo, Rignano Garganico

[modifica] Comuni

Territori comunali del Gargano

I comuni del Gargano sono tutti compresi nella provincia di Foggia:

  • insulari:
Isole Tremiti
  • costieri:
Mattinata, Peschici, Rodi Garganico, Manfredonia, Vieste
  • interni con importanti frazioni costiere (tra parentesi):
Ischitella (Foce Varano), Vico del Gargano (San Menaio), Lesina (Marina di Lesina)
  • interni e pedemontani:
Cagnano Varano, Carpino, Monte Sant'Angelo, Rignano Garganico, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia del Gargano.

[modifica] Paleolitico e Neolitico

Graffiti a Grotta Paglicci

Il Gargano è stato al centro di un processo evolutivo e culturale fra i più proficui dell’Europa occidentale, come dimostrato dalla diffusa presenza dell’uomo paleolitico (Grotta Paglicci, grotta Tegliacantoni, Defensola, Foce Romondato, Grotta Spagnoli). La Grotta Paglicci, in particolare, rappresenta un caposaldo per lo studio della civiltà paleolitica in Europa, per la varietà degli strati archeologici (reperti su flora, fauna e condizioni dell’uomo preistorico), che per la presenza delle più antiche pitture rupestri, rinvenute finora in Italia.

Al difficile e graduale passaggio dal Paleolitico all'Eneolitico e Neolitico è ricollegabile il ritrovamento di forme di vita e di economia dette "di transizione" (sito di "Coppa Levigata", Manfredonia, Grotta di Manaccore, Macchia di Mare a San Menaio), fra le due epoche; così come la nascita dei "villaggi trincerati" garganici, importanti nel processo di civilizzazione del Neolitico dauno.

I numerosi insediamenti neolitici del Gargano erano collegati fra di loro e con la civiltà appenninica, con il mondo egeo da una fitta rete di rapporti commerciali e culturali, dimostrati dai ritrovamenti di vasellame e ceramica nonché dalla diffusione del commercio dell’industria della selce.

[modifica] Dai dauni all'epoca romana

La presenza dei Dauni in terra garganica è testimoniata dal ritrovamento di numerose stele. La necropoli di Monte Saraceno dell’età del Ferro, con le sue 400 tombe, sarebbe uno dei primi insediamenti liburnici esistenti sulle sponde lagunari del Gargano.

Durante il periodo di massimo sviluppo della civiltà dauna, caratterizzata da un mondo religioso ricchissimo di culti e da una fiorente cultura artistica, ebbe inizio la colonizzazione greca che sostituì i propri costumi a quelli fino ad allora tramandati.

Il Gargano entra nell’ambito della civiltà romana nella seconda metà del IV secolo a.C., quando, nella lotta contro i Sanniti, le città daune appoggiarono Roma. Durante il periodo romano il Gargano si arricchirà di numerose città come Arpi e Siponto, importanti per cultura e sviluppo economico (dovuto in parte al commercio marittimo e alla posizione di ponte fra occidente e oriente), che saranno i futuri insediamenti medievali garganici.

[modifica] Cristianesimo e Medioevo

La nascita del culto micaelico
Apparizione dell'Arcangelo
Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto, fu l'artefice della fondazione del santuario di San Michele e dello sviluppo del pellegrinaggio micaelico con cui il Gargano entra nella storia della civiltà medievale occidentale, con tutto il suo patrimonio religioso e anche culturale.

Secondo la tradizione, il santuario ha origine nel 490, anno della prima apparizione dell'Arcangelo Michele sul Gargano. A partire dal 650 l'area garganica nella quale sorgeva il santuario, entrò a far parte dei domini longobardi, direttamente soggetta al Ducato di Benevento. Il popolo germanico nutriva una particolare venerazione per l'arcangelo Michele, nel quale ritrovavano le virtù guerriere un tempo adorate nel dio germanico Odino, e già a partire dal VII secolo il pellegrinaggio determinò la conversione dei Longobardi al Cristianesimo, che da allora fecero del sacro sito garganico il loro santuario nazionale, tanto che l’Arcangelo Michele ne diventerà il santo protettore e verrà effigiato sia sulle armature e sulle monete.

Presto il santuario di San Michele Arcangelo divenne il principale centro di culto dell'arcangelo dell'intero Occidente, modello tipologico per tutti gli altri. Il culto micaelico spinse al mecenatismo monumentale sia i duchi di Benevento, sia i re installati a Pavia, che promossero numerosi interventi di ristrutturazione per facilitare l'accesso alla grotta della prima apparizione e per alloggiare i pellegrini. San Michele Arcangelo divenne così una delle principali mete di pellegrinaggio della cristianità, tappa della Via Sacra Langobardorum

Il Gargano fu particolarmente colpito durante la guerra bizantino-gotica (535 - 553), voluta dall'Imperatore d'Oriente Giustiniano per riconquistare le terre occidentali un tempo appartenute a Roma. La guerra apporterà rovine e distruzioni nei centri dauni, depauperando l'economia e evidenziando una perdita di autorità dell’amministrazione romana che permetterà l'affermazione del Cristianesimo. D'altro canto i centri garganici erano già diocesi, veri e prori centri della rinascita spirituale e civile delle città romane, ma a testimoniare il rapido diffondersi della nuova religione sono anche i numerosi complessi paleocristiani sparsi un po’ ovunque nel territorio garganico.

Nella primavera del 663 il Basileus Costante II Eraclio sbarcato a Taranto con una flotta, conquistò tutta la Puglia, fino al Gargano. Tornato l'Imperatore a Costantinopoli, i Longobardi ripresero la lotta, prima col duca Grimoaldo, e poi con il di lui figlio Garibaldo, che nel 686 riconquistò Taranto e Brindisi. Intanto i Longobardi, sebbene ad oggi non si conoscano i modi e i tempi, conquistarono il Gargano ed il Bruttium settentrionali con incursioni anche più a sud come lascia intendere l'epistolario di papa Gregorio Magno

Durante il Medioevo, il collegamento fra Benevento, sede del ducato, e il Gargano, sede del culto micaelico, rimarrà una delle costanti principali e favorirà lo sviluppo religioso ed economico dei centri garganici, specie quelli situati sulla direttrice viaria che prenderà, in seguito, la denominazione di Via Sacra Langobardorum e che conduceva in Terra Santa.[22]

La riconquista del Gargano da parte dell’impero bizantino tra il IX e il X secolo, oltre alle scorrerie dei Saraceni e degli Slavi lungo le coste, favorirà il sorgere di una vera e propria civiltà rupestre, testimoniata dalla nascita di numerosi villaggi sparsi ed evidente nei centri storici di Peschici (Rione delle Grotte), di Vico del Gargano (Rioni Casale, Civita e Terra) e di Monte Sant’Angelo (Rione Junno), caratterizzati, a livello urbanistico, da una architettura “spontanea”, le cui origini sono rintracciabili in quella che è stata l’evoluzione architettonica che si affacciava sul Mediterraneo.

Durante l’XI secolo il dominio bizantino sarà più stabile e accompagnato da processo complessivo di grecizzazione delle strutture politiche, amministrative, religiose e culturali, e, in parte, da una ripresa sociale ed economica dei centri urbani, soprattutto quelli costieri.

Già a partire da questo periodo si affermeranno, per poi svilupparsi nel XIII secolo, i germi di una nuova stagione politica caratterizzata dalla formazione di un ceto urbano più influente unito ad una ripresa di autorità dei vescovati, che porterà fra l’altro, alla costruzione o ricostruzione di numerose chiese e cattedrali.

[modifica] Periodo Normanno

Antica carta della Gargano

Avvenne proprio nel santuario di San Michele sul Gargano l’incontro fra Normanni e Melo da Bari, esponente più insigne dell’antibizantinismo pugliese, che chiese aiuto, nella sua lotta, ad un gruppo di pellegrini normanni tornati dalla Terrasanta. Da questo momento (1017) i Normanni, tornati in forze in Capitanata, sconfiggeranno i Bizantini, iniziando così la conquista normanna dell’Italia meridionale.

La relativa stabilità del loro dominio creerà le condizioni per una rinascita economica e sociale, favorita anche dall'atteggiamento normanno abbastanza elastico nei confronti delle autonomie e dei privilegi conquistati dai ceti urbani ormai in espansione. Tale spirito di autonoma volontà politica determinerà sul Gargano, alla fine del XI secolo, la nascita di un vero e proprio “Comitatus”, ad opera del conte Enrico, di cui faranno parte diversi centri garganici in una perfetta unità di intenti politici e di scambi economici e culturali. Espressione di questa età saranno le cattedrali romaniche, simbolo di rinascita spirituale ed economica. Il Gargano, con il fervore di vita che si manifesterà (soprattutto nei centri costieri), parteciperà attivamente alla rinascita culturale della Puglia, che vedrà, proprio sotto i Normanni, una grande fioritura di chiese, palazzi e castelli. Ne sono esempi emblematici le chiese di Santa Maria e di San Leonardo di Siponto, le cattedrali di Vieste, l’Abbazia di Santa Maria di Tremiti, l'Abbazia di Kalena a Peschici, il Battistero di San Giovanni in Tumba e la chiesa di Santa Maria Maggiore in Monte Sant’Angelo; tutte caratterizzate da un nuovo linguaggio artistico, autonomo ed innovativo rispetto a quello bizantino, che delineerà i caratteri dominanti dello stile romanico (come il pulpito della cattedrale di Siponto - 1039 - e quello del santuario di San Michele - 1041).

[modifica] Periodo Svevo, Angioino e Aragonese

Con gli Svevi il paesaggio urbano del Gargano passa, con Federico II e suo figlio Manfredi, dalla “civiltà delle cattedrali” a quella dei castelli. Manfredi, nel Gargano, consolidò il sistema dei castelli, ma soprattutto eresse nel 1256 una vera e propria città, Manfredonia, dopo che Siponto era stata distrutta da un terremoto. Sotto gli Svevi si avrà un’alta produzine artistica, come dimostra la chiesa di Santa Maria Maggiore in Monte Sant’Angelo.

In seguito, con Angioini e Aragonesi, oltre alla perdita dei caratteri di individualità culturale, sostituiti da nuove culture straniere (vedi l’arte gotica d’oltr’alpe) si completerà l'infeudamento, iniziato in età sveva. Questo processo di ruralizzazione diventerà, in seguito, un elemento caratterizzante dell’intero sviluppo economico e sociale e subordinerà ad esso qualsiasi iniziativa tendente verso una sua possibile industrializzazione. Infine l’istituzione, della Dogana delle pecore, ad opera del re Perdonando I d’Aragona, determinerà il completo abbandono delle terre dell’intera Capitanata, privata di un ricco patrimonio economico, usato ormai solo come terra di pascolo e di transito per le greggi provenienti da Molise e dagli Abruzzi. Tutto ciò produsse, fra il XIV e il XV secolo, la scomparsa di numerosi villaggi rurali e il fenomeno, ancora oggi presente, dell’accentramento della popolazione urbana. Il territorio andò segnandosi di una fittissima rete di tratturi, destinati al transito del bestiame, con presenza di poste, di masserie da campo e da pecore, nonché con i famosi e caratteristici recinti detti “jazzi”.

Durante il periodo aragonese si hanno vari tentativi di restaurazione angioina e rivolte baronali. Ferdinando I, per pacificare la regione, concesse in feudo il Gargano al principe albanese Giorgio Castriota Iskander (lo Skanderbeg), mentre le città costiere incominciarono ad essere insediate dai Turchi di cui sono ancora vivi nella memoria della gente garganica gli eccidi perpetrati prima a Vieste nel 1554, dove perirono più di 5000 abitanti, e poi a Manfredonia, nel 1620, occupata ed incendiata. Risalgono al regno di Ferdinando il Cattolico le numerosi torri di difesa, sorte lungo le coste garganiche, così come i frequenti fenomeni di brigantaggio e taglieggiamento nelle campagne

[modifica] Periodo Borbonico

La politica dei Borboni fu più attenta ai bisogni reali dei centri urbani, tendendo a frenare abusi feudali e privilegi ecclesiastici. Tra il 1806 e il 1815, con i francesi, si ha il fenomeno dell’eversione della feudalità, il frazionamento del Tavoliere e la conseguente censurazione, l’abolizione della Dogana e la revisione dei catasti. Le terre furono sottratte al pascolo e al bosco, quindi dissodate e poste a coltura. Infine si riuscì a predisporre un organico piano per la bonifica delle zone paludose, come quelle sipontine. I risultati di questa politica di rinnovamento furono minori rispetto alle attese e ai proponimenti e trovò un'accanita resistenza da parte dei nobili locali, dei latifondisti e del clero, oltre a creare le basi per un progressivo depauperamento del ricco patrimonio boschivo e forestale del Gargano.

Con l'avvento di Ferdinando II nel Gargano si evidenzia un ritorno al latifondo e alla transumanza, sorgeranno numerose masserie da campo e da pecore.

[modifica] Dopo l'Unità d'Italia

Rodi Garganico, primi del'900

La Capitanata, e il Gargano, non avranno maggiore floridezza economica dopo l’Unità. I secolari problemi agricoli e sociali rimangono sempre al centro di un processo di sviluppo che non riesce a decollare e che si mantiene sempre tra crisi e disagio, mancata realizzazione delle riforme e lente conquiste dei contadini, la cui situazione all’inizio del novecento, peraltro, è una delle peggiori di tutta l’Italia meridionale.

Si deve quindi attendere il secondo dopoguerra per il riscatto economico e sociale delle popolazioni garganiche, quando si cominciano a manifestare forme di vita rispondenti ad una società più moderna e civile. Allo stesso tempo, però, l'economia di alcune cittadine, soprattutto Rodi Garganico subirà un forte crollo a causa della guerra fredda che dall'oggi al domani ridurrà a zero i rapporti commerciali intensi e, ormai, secolari, che legavano la cittadina alle dirimpettaie coste dalmate.

[modifica] Oggi

Oggi il Gargano ha assunto una funzione trainante nell’economia della Puglia, specialmente in riferimento allo sviluppo del turismo, che è una delle voci più attive di tutte le attività emergenti del Mezzogiorno, soprattutto con i suoi centri costieri e le bellezze naturali di quelli interni.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

Abbazie

Interni Abbazia di Monte Sacro

Chiese, conventi e santuari

Basilica di San Pio (San Giovanni Rotondo)

[modifica] Architetture civili

Palazzi

[modifica] Architetture militari

Torri costiere

[modifica] Siti Archeologici

[modifica] Siti di interesse naturalistico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Parco Nazionale del Gargano e Riserva marina delle Isole Tremiti.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

[24] Demografia Gargano.jpg

[modifica] Eventi

  • il Carnevale Dauno di Manfredonia con le celebri sfilate di carri e gruppi;
  • a luglio il "Vieste Film Fest";
  • nella seconda metà di luglio a Monte Sant'Angelo c'è Festambientesud, la grande festa di Legambiente dal titolo "Pane, Olio e Meridione";
  • fra la seconda metà di luglio e la seconda metà di agosto il Tarantella Fest dedicato alle varie forme di tarantelle, strumenti e voci della tradizione popolare;
  • nei primi giorni di agosto, a Mattinata, c'è "La Notte dei Faraglioni", appuntamento annuale con protagonisti nazionali del mondo dello spettacolo, e la consegna del "Premio Ambiente Faraglioni di Puglia" alle personalità che si sono distinte per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente;
  • nella prima decade di agosto il Carpino Folk Festival attrae ogni anno migliaia di turisti in cerca delle proprie memorie;
  • dopo il 15 agosto "Suoni in Cava" ad Apricena, il jazz nelle suggestive cave di pietra;
  • tra fine novembre ed i primi giorni di dicembre, in corrispondenza con l'apertura della stagione di raccolta delle olive e di attività dei frantoi, c'è la "Festa dell'Olio Nuovo" a Mattinata.
  • la "Messa Pazza" del Giovedì Santo e Processione del Venerdì Santo a Vico del Gargano e sempre a Vico del Gargano la "Settimana Valentiniana" a cavallo di San Valentino patrono del paese.

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

Biblioteche

La storia della Biblioteca "Padre Antonio Fania"
Convento di S. Matteo (sede)
Fondata nel 1905 dai cappuccini tornati nel Convento di San Matteo dopo la lontananza "forzata" dovuta alle vicende risorgimentali. Nato con un indirizzo prevalentemente teologico, il patrimonio librario della Biblioteca sanmarchese venne notevolmente arricchito grazie al lavoro di Padre Diomede Scaramuzzi, autore di pregievoli opere di teologia, portandolo a 7.000 libri nel 1937 e addirittura ad oltre 15.000 nel 1939, a cui si aggiunse anche un terzo dei fondi librari dimenticati nei vari conventi soppressi[25]. Intorno al 1965 si decise di estendere il patrimonio librario anche all'ambito laico e a questa idea collaborarono intellettuali di grande valore tra cui il professor Ciavarella, Direttore della Biblioteca Palatina di Parma, il professor Quacquarelli dell'Università di Bari, il professor Caterino, sovrintendente ai beni librari della Puglia. Con il 100° anniversario della morte di San Bonaventura (1974) e con l'800° anniversario della nascita di San Francesco (1981), la biblioteca divenne un vero e proprio cenacolo culturale ancor'oggi molto attivo.[25]. Nello stesso anno fu inaugurata l'esposizione archeologica e le prime mostre della Bibbia, oltre che all'aggiunta dei restanti fondi librari antichi dei conventi di Ascoli Satriano e Manfredonia e generose donazioni di molte famiglie della Capitanata[25].Dal 1980 in poi vennero portati nella biblioteca sanmarchese un gran numero di dipinti, statue e reliquiari di chiese e monasteri dove non era più possibile garantirne l'adeguata conservazione e sicurezza[25].
  • Biblioteca Padre Antonio Fania (San Marco in Lamis) - Dall'anno della sua fondazione, il 1905, ha visto accrescere il suo patrimonio librario fino a raggiungre i 70.000 volumi, di cui quasi la metà sono libri stampati tra la fine del XV secolo e il 1830 a cui si aggiungono 10 incunaboli, 200 cinquecentine e circa 1000 seicentine[25].È dotata di una sala di consultazione, di notevole pregio architettonico, da cui si accede alla Galleria dei Benedettini, dove è ospitata la preziosa raccolta archeologica, e alla Galleria dei Pastori[25]. Dal corridoio d'ingresso, che ospita una collezione di antichi paramenti, si accede alla Sala Manicone e al Lapidarium medievale dove sono conservati i frammenti architettonici dell'antica abbazia benedettina di San Giovanni in Lamis, che sorgeva dove oggi sorge, appunto, il Convento di San Matteo[25]. L'emeroteca è di circa 300 testate fra quotidiani e riviste[25].La Biblioteca, aperta al pubblico ed agli studiosi, offre, inoltre, un eccellente servizio di assistenza che comprende anche una guida alla lettura dei documenti e l'aiuto per stabilire contatti con altri studiosi ed istituti di ricerca[25].
  • Biblioteca Nicola Pitta (Apricena) - Fondata nel 1967, il patrimonio librario consta di 7500 volumi prevalentemente di narrativa[26]
  • Biblioteca Giuseppe Stoico (Lesina) - Fondata nel 1970, custodisce all'interno delle sue sale gli abiti elaborati risalenti alle antiche tradizioni sartoriali medievali, ricordando la permanenza a Lesina della contessa Matilde di Canossa[27]. Il patrimonio librario si aggira intorno a 6000 volumi, a cui si aggiungono di anno in anno varie dotazioni librarie in corso di catalogazione ed una serie di nuovi testi aggiornati di saggistica e narrativa[27]. A tale dotazione libraria, si aggiungono riviste specializzate per settori, quotidiani, dalla Gazzetta Ufficiale (serie Speciale Concorsi), periodici per i ragazzi, oltre cheopuscoli e riviste provenienti dal Parco Nazionale del Gargano[27]. Accanto ai volumi che costituiscono il corredo librario della biblioteca, si aggiunge anche una serie di testi donati alla biblioteca da scrittori locali che spaziano tra vari generi[27].
  • Biblioteche Civiche Unificate di Manfredonia, che dispone di un'Emeroteca, per la consultazione della Gazzetta Ufficiale, dei quotidiani e delle riviste in abbonamento, due sale per la consultazione e lo studio, e una per la mediateca[28]. Dall primo fondo librario del 1910 (di circa 600 volumi) proveniente dal soppresso Convento dei Frati Minori della Curia Provincializia "S. Michele Arcangelo in Puglia", si è giunti all'attuale patrimonio librario di 27000 volumi prevalentemente di materia umanistica, con ampio spazio alla storia e alla cultura Sipontina e meridionale, ma con altre sezioni come: letteratura, storia, psicologia (aggiornato di recente), scienza, filosofia e sociologia attualmente in via di rinnovamento[28]. In questa biblioteca verranno esposte le monete della recuperata raccolta numismatica della Biblioteca Pascale , Fondo Bellucci, oltre che dell'importante manoscritto: "Il Cabreo di S. Leonardo", che tratta della storia del patrimonio dell'abbazia di S. Leonardo della Matina, antico monastero dei Templari[28].

[modifica] Università

[modifica] Musei

  • Museo Grotta Paglicci[30] con alcuni dei 45.000 reperti ritrovati nellla grotta abitata dall'uomo preistorico tra 200.000 e 10.000 anni fa (Paleolitico). Nella mostra-museo sono presenti calchi, tra cui quello della sepoltura della donna di Paglicci, ed è possibile partecipare ad interessanti laboratori didattici.[31]
  • Museo naturalistico del Lago di Lesina, con un acquario composto da 14 vasche in cui è possibile vedere numerose specie ittiche del Lago di Lesina e una mostra sugli antichi attrezzi per la pesca e arredi tradizionali locali[32]. NellaSala museo Raffaele Centonza, sono esposti reperti (recuperati grazie ad uno scavo archeologico effettuato in seguito ad una bonifica algale) sepolti da sedimenti limosi del fondale lagunare, che appartengono a sette tombe a fossa, scavate nella roccia calcarea, contenenti corredi funerari databili tra l'VIII ed il IV secolo a. C.[27]
  • Museo Nazionale di Manfredonia presso l'imponente Castello Svevo, nato nel 1980, mostra reperti risalenti all'antica civiltà Dauna (VI e VII secolo a.C.). Oltre alla ceramica impressa e le selci risalenti al Neolitico, molto interessante è la mostra delle stele daune (oltre 1500)
  • Museo Civico di Mattinata che raccoglie repeti di corredi tombali e circa 20 teste scolpite rinvenute sul monte Saraceno,risalenti all'antica civiltà dauna
  • Museo Devozionale della Basilica di S. Michele che raccoglie oggetti devozionali legati alla storia del Santuario e oggetti di arte bizantina e longobarda.
  • Museo delle Arti e Tradizioni Popolari G. Tancredi, situato nel convento francescano, conserva materiale demologico, raccolto da Giovanni Tancredi, etnologo e filologo, della cultura e delle tradizioni garganiche dal ’600 fino al ‘900[33]. Ospita una mostra intitolata Gli antichi abitanti del Gargano ed espone i reperti archeologici e corredi tombali provenienti dalla località Ciminiera[33].
  • Museo Civico di Vico del Gargano, che ospita reperti archeologici provenienti dalla necropoli di Monte Tabor di età che vanno dal paleolitico inferiore, al neolitico ed all'età del ferro.
  • Museo Civico archeologico di Vieste con reperti tra cui corredi tombali completi risalenti a circa 10.000 anni fa, tra cui punte di lance e frecce ed iscrizioni daunie su pietra dal IV al I secolo a. C.
  • Raccolta etnografica del Centro Studi Pugliesi, con una interessante raccolta delle voci dialettali pugliesi, riguardanti aneddoti di vita quotidiana e della saggezza popolare e una mostra di attrezzi e oggetti delle arti e mestieri dei primi del '900[34]

[modifica] Media

[modifica] Radio

[modifica] Informazione

[modifica] Enogastronomia

[modifica] Piatti tipici

La gastronomia garganica propone piatti ricchi e gustosi, ma al contempo semplici e genuini. Ingrediente fondamentale di molte portate è il pane, gustato soprattutto sotto forma di bruschetta, cioè abbrustolito, condito con olio d’oliva e arricchito con pomodori, cipolla ed origano. Gli antipasti guardano al mare: tra le specialità va annoverato il fragagghiamme, a base di piccoli pesci crudi.

Le verdure, preparate con grande maestria, sono la base per squisite minestre. Il pane è protagonista delle minestre con il pancotto, condito con olio ed accompagnato da verdure selvatiche ed ortaggi, come rucola e patate. Gustosissime sono anche la minestra di cicorie selvatiche, condite con purea di fave, e la minestra maritata a base di scarola, cicoria e sedano, cotti in brodo di carne. A base di verdure è anche la tiella, composta da patate arricchite con pecorino e pangrattato.

I primi piatti, semplici ma gustosi, portano in tavola colori e profumi della tradizione mediterranea. Squisita la pasta fatta a mano come i cecatelli, conditi con pomodoro fresco, o le strascinate, variante delle orecchiette, che vanno insaporite con finocchietto, patate e rucola; ed ancora, ottimi sono fusilli, tagliolini e laganelle. Prelibati anche i primi a base di legumi, come l’immancabile pasta e fagioli.

Tra i secondi tipici del territorio garganico ci sono anche portate più robuste come le salsicce, i capocolli, le soppressate e i torcinelli. Tradizionali del menu pasquale sono il beneditte, a base di uova sode, salame, formaggio ed arance affettate, ed i cardoncelli con agnello e uova. Immancabile su ogni mensa, infine, è il prelibatissimo olio d’oliva prodotto da olivicoltori locali

[modifica] Vini

Nella zona garganica, caratterizzata da una marcata bio-diversità mediterranea non può mancare la vite, anche se la vitivinicoltura garganica rappresenta solo una nicchia tra le attività agricole del territorio. Negli anni passati questi vitigni rappresentavano un'importante risorsa economica: il più pregiato dei vini del Gargano era il Moscato, servito alla tavola dei Borboni. Tra i vitigni sono da ricordare i cosiddetti "Vini di Vico" (a bacca rossa il Macchiateli, il vino d'Aneli, il vino di Mastrociani, il Pampanone; a bacca bianca il Nardobello), altri ancora sono i "Vini di Monte Sant'Angelo" (il rosso Neretto, uno dei più antichi, sicuramente autoctono).

[modifica] Sport

  • Ciclismo: Il Giro d'italia ha attraversato il Promontorio del Gargano numerose volte.
Il 19 maggio 1981 la 5^ tappa del Giro d'Italia 1981, partita da Marina di San Vito si è conclusa a Rodi Garganico con la vittoria di Giuseppe Saronni. Il giorno seguente la cittadina è stata sede della partenza della 6^ tappa conclusasi a Bari.
Il 26 maggio 1988, Rodi Garganico ha ospitato l' arrivo della prima semifrazione della 4^ tappa del Giro d'Italia 1988, conclusasi con la vittoria di Massimo Podenzana, in seguto divenuto maglia rosa.
Il 18 maggio 2000 la 5^ tappa del Giro d'Italia 2000 si è conclusa a Peschici con la vittoria di Danilo Di Luca.
Il 16 maggio 2006 la 6^ tappa del Giro d'Italia 2006 si è conclusa a Peschici con la vittoria di Franco Pellizotti.
Il 15 maggio 2008 la 6^ tappa del Giro d'Italia 2008 si è conclusa a Peschici con la vittoria di Matteo Priamo.
Numerosi sentieri, inoltre, propongono interessanti percorsi naturalistici da scoprire con la propria mountain-bike.
  • Orientering: il territorio garganico è molto adatto allo sport scandinavo. Il Gargano è arrivato 2° classificato nella graduatoria delle location dei mondiali di Orientering 2010.
  • Ippica: escursione a cavallo che offre uno spaccato profondo del paesaggio garganico, tra borghi medievali, valloni e laghi carsici, masserie e antiche rovine archeologiche.[36]
  • Trekking, escursioni tematiche (delle castagne, dei funghi, con luna piena, sulla neve, con percorsi anche di circa 480 chilometri)[36]

[modifica] Etimologia

Il termine "Gargano" deriva da "Gargaros" che sta per montagna di pietra.

[modifica] Galleria Fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Morsilli, 1998
  2. ^ Bigazzi et al., 1996
  3. ^ D’Argenio, 1970
  4. ^ Zappaterra, 1990-1994
  5. ^ a b Cenni geologici sul Prontorio del Gargano estratto da: "La geologia del pantano di S.Egidio", Michele Morsilli
  6. ^ Ortolani & Pagliuca, 1989
  7. ^ Finetti el al., 1989
  8. ^ Tozzi el al., 1989
  9. ^ Funiciello e al., 1992
  10. ^ Ricchetti el al., 1992
  11. ^ Guerricchio, 1983, 1986; De Dominicis & Mazzoldi, 1989; Favali et al., 1992; Finetti et al., 1989; Ricchetti et al., 1992)
  12. ^ Tozzi et al., 1989; Funiciello et al., 1992; Mele et al., 1992
  13. ^ Ortolani & Pagliuca (1989)
  14. ^ Bertotti e al.
  15. ^ a b c Regione Puglia, piani di sviluppo locale (descrizioni)
  16. ^ Il promontorio del Gargano, Bio Puglia, Agroecologia
  17. ^ N. Angelicchio - N. Biscotti, Parco Nazionale del Gargano. Gerni Editore, Foggia, 1992
  18. ^ a b Area, profondità ed altri elementi dei laghi italiani (Marinelli O.). Ed. Dante Allighieri, Roma, 1995
  19. ^ Griglia energetico vibrazionale “Armonica sei”, di Marisa Grande
  20. ^ Westaway, 1990; Console et al., 1993; Favali et al., 1993; Oldow et al., 2002
  21. ^ Dati Ilmeteo.it (media fra tutti i paesi del Gargano)
  22. ^ Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.). La descrizione dei siti. URL consultato il 03-10-2008.
  23. ^ a b Redazione Biblioteca "Magna Capitanata", 2008
  24. ^ Dati ISTAT, sommatoria di tutti i comuni del Gargano
  25. ^ a b c d e f g h i Biblioteca storica "P. A. Fania", Biblioteca Provinciale di Foggia
  26. ^ Biblioteca Nicola Pitta, Biblioteca provinciale di Foggia
  27. ^ a b c d e Biblioteca Mons. G. Stoico, Biblioteca Provinciale di Foggia
  28. ^ a b c Civiche Unificate di Manfredonia Biblioteca Provinciale di Foggia
  29. ^ a b da Università degli Studi di Foggia, sito ufficiale
  30. ^ Museo "Grotta Paglicci", sito ufficiale
  31. ^ Museo "Grotta Paglicci" Viaggiare in Puglia, 2009
  32. ^ Museo Naturalistico di Lesina, Viaggiare in Puglia, 2009
  33. ^ a b Museo delle Arti e Tradizioni popolari "G. Tancredi" su Viaggiare in Puglia
  34. ^ Raccolta etnografica del Centro Studi Pugliesi, Viaggiare in Puglia, 2009.
  35. ^ Radio Smash Gargano, la storia
  36. ^ a b Itinerari del Parco, sul sito istituzionale, per maggiori informazioni

[modifica] Bibliografia

  • Filippo Fiorentino, La memoria abitata, Napoli, 1998, Alfredo Guida Editore, pp. 128
  • Giuseppe D'Addetta, San Menaio e dintorni, Foggia, 1947, Santa Croce
  • Giuseppe de Leonardis, Monografia generale del promontorio Gargano, Napoli, 1858, Stab. poligrafico Pansini
  • Michelangelo De Grazia, Memorie Storiche di Rodi Garganico, (XIX sec.)
  • Michelangelo Manicone, Fisica Daunica, Vol. 2 Gargano, A cura di Lunetta L., Damiani I. Roma, 2005; pp. XXVI-194 (manoscritto originale: Vico del Gargano, 1809, Biblioteca Della Bella)
  • Michelangelo Manicone, Fisica Appula (XVIII sec.)
  • Nicola Serena di Lapigio, Panorami Garganici, Città di Castello, II Solco, 1934, pp. 296
  • Michele Morsilli, La geologia del pantano di S.Egidio, Università di Ferrara Cenni geologici sul Prontorio del Gargano
  • APT, Guida al trekking sul Gargano, Paolo Bresci Editore, 2008 [1]
  • Carmine de Leo "Gargano... scrigno di tesori, arte, storia e folclore", Foggia, 1993
  • Carmine de Leo "Gargano.Storia, arte, ambiente e leggende", Foggia, 2009. Testi consultabili gratuitamente presso tutte le maggiori biblioteche locali di Foggia e provincia.
  • Carmine de Leo e Lemme Mario, "Telai e panni del Gargano. Storia e tradizione", Foggia, 2001
  • Carmine de Leo "La Società economica di Capitanata e la storia di Vico del Gargano", Foggia, 1998
  • Gargano, Tremiti, Monti Dauni, Touring Club Italiano (2009)
  • Paola Maria Fiocco, Il Gargano: un'inchiesta fra due millenni, FrancoAngeli Editore (1999)[2]
  • Domenico Capece Tomacelli (1840), Storia del reame di Napoli dal 1458 al 1464[3]

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

  • Puglia Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Puglia