Hitoshi Imamura

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Hitoshi Imamura
Il generale Imamura
Il generale Imamura
28 giugno 1889 - 11 settembre 1962
Nato a Prefettura di Miyagi
Dati militari
Paese servito Giappone Impero giapponese
Forza armata Dai-Nippon Teikoku Rikugun
Anni di servizio 1898 - 1945
Grado generale
Guerre seconda guerra sino-giapponese, seconda guerra mondiale
Note dati tratti da http://www.generals.dk/general/Imamura/Hitoshi/Japan.html

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Hitoshi Imamura, in giapponese 今村 均 (Imamura Hitoshi?) (Sendai, Prefettura di Miyagi, 28 giugno 18894 ottobre 1968), è stato un generale giapponese, famoso per aver comandato 5ª Divisione di fanteria durante la seconda guerra sino-giapponese, la 16ª Armata durante l'invasione delle Indie Olandesi, e poi l'8ª Area Armata dell'Esercito Imperiale durante la seconda guerra mondiale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Hitoshi Imamura nasce a Sendai, nella Prefettura di Miyagi, il 28 giugno 1889, figlio di un giudice. Nel 1907 si diploma presso l'Accademia dell'Esercito Imperiale (Rikugun Shikan Gakkō) di Ishigaya, Tokio, venendo promosso sottotenente il 26 dicembre dello stesso anno. È promosso tenente nel novembre 1910, e nel 1915 frequenta l'Accademia di Guerra dell'esercito imperiale (Rikugun Daigakkō). È promosso al grado di capitano nel 1917, e l'anno successivo viene inviato in Gran Bretagna come addetto militare presso la locale ambasciata giapponese. Nell'agosto 1922 diviene maggiore, e nell'agosto 1926 tenente colonnello. Nel mese di aprile del 1927 diviene addetto militare giapponese per l'India britannica. Promosso colonnello il 1º agosto 1930, ricopre l'incarico di Capo della Sezione di reclutamento dell' Ufficio affari militari presso il Ministero della Guerra. Nel 1931 diviene Chief, 2 Section (Maneuvers), 1 Bureau, General Staff Capo della 2ª Sezione (Manovre), presso il 1° ufficio di presidenza dello Stato Maggiore Generale, passando poi alla Sezione Operazioni dello Stato Maggiore dell'Esercito imperiale giapponese.

Il 28 gennaio 1932, data dell'incidente di Shangai, viene inviato in Cina per assume il comando del 57º Reggimento di Fanteria appartenente alla 9ª Divisione. Ritornato in Giappone nel 1933 assume l'incarico di comandante della Scuola dell'Esercito di Narashino[1], mantenendo l'incarico fino al 1935. Nel marzo dello stesso anno viene promosso comandante di brigata, ed assume il comando della 40ª Brigata di fanteria con il grado di generale di divisione. Il 23 marzo 1936 diviene vicecapo di stato maggiore dell'Armata del Kwantung, nel Manciukuò. Il 1º marzo 1937 viene richiamato in Giappone per assumere l'incarico di comandante della Scuola di Fanteria dell'Esercito, a Toyama. Promosso al rango di tenente generale nel marzo 1938, il 21 novembre dello stesso anno diviene comandante della 5ª Divisione di Fanteria, con sede in Cina. Conduce questa unità dalle prime fasi della seconda guerra sino-giapponese al 9 marzo1940, quando diviene vice ispettore generale all'addestramento militare, uno dei posti più influenti dell'esercito giapponese[2]. Il 26 giugno 1941 assume il comando della 23ª Armata in Cina, per passare poi a quello della 16ª il 5 novembre dello stesso anno.

L'assunzione del comando della 16ª Armata da parte dell generale Imamura era finalizzata all'imminente entrata in guerra del Giappone a fianco delle potenze dell'Asse. Il suo obiettivo era la conquista delle Indie Orientali Olandesi, con i loro preziosi pozzi petroliferi che avrebbero garantito al Giappone il petrolio necessario alla prosecuzione della guerra. Il 23 gennaio 1942 iniziarono le operazioni contro le Indie Olandesi, aventi come primo obiettivo l'occupazione dei campi petroliferi di Palembang[3]. Il 27-28 febbraio iniziarono le operazioni di sbarco su Giava, ultima isola in mano alle forze alleate. Durante le operazioni navali nello stretto della Sonda un siluro lanciato per errore dal cacciatorpediniere giapponese Fubuki colpì la nave da transporto Ryujo-maru su cui era imbarcato il generale Imamura[4]. Egli dovette mettersi in salvo a nuoto, arrivando a riva.[5] ricoperto di nafta. Qui trovò il suo aiutante di campo che solennemente si congratulò con lui per la riuscita dello sbarco[3]. L'8 marzo 1942 il tenente generale Hitoshi Imamura, accettò la resa delle forze armate olandesi delle Indie Orientali, che fu firmata dal tenente generale Hein ter Poorten a Kalidjati, nell'isola di Giava.

Il 9 novembre 1942 assunse il commando della neocostituita 8ª Armata d'Area dell'Esercito Imperiale[6]. Egli era responsabile delle operazioni della 17ª Armata operante nelle Isole Salomone e della 18ª Armata impegnata nella campagna di conquista della Nuova Guinea. Il 2 dicembre Imamura istituì il suo Quartier Generale a Rabaul, Nuova Britannia[7], adottando una politica particolarmente indulgente nei confronti della popolazione locale delle ex Indie Orientali Olandesi, ed entrando spesso in conflitto con gli ufficiali più anziani del Quartier Generale Imperiale. Tuttavia le sue politiche diedero un po' di sostegno alla popolazione civile, e ridussero le difficoltà dell'occupazione militare[8]. Il 19 dicembre 1942, visti gli insuccessi nel settore appoggiò la richiesta di ritiro delle forze giapponesi dall'isola di Guadalcanal, sancita formalmente il 26 dicembre[9]. Mentre era a Rabaul, Imamura tentò senza successo di convincere l'ammiraglio Isoroku Yamamoto a non effettuare la prevista ispezione, in cui perse la vita il 18 aprile 1943. Nello stesso anno fu promosso generale d'armata. Rimase a Rabaul fino alla fine della guerra, dirigendo le operazioni belliche nelle Salomone ed in Nuova Guinea. Il 6 settembre 1945 firmò il documento di resa delle forze giapponesi presenti nell'aerea del sud-est dell'Pacifico. La firma avvenne a bordo della portaerei inglese HMS Glory, ancorata nella baia di Rabaul, alla presenza del vice ammiraglio Junichi Kusaka e del tenente generale australiano Vernon Sturdee.

Subito dopo la resa venne arrestato dalla polizia militare australiana. Lui e le truppe sotto il suo comando furono accusate di crimini di guerra, compresa l'esecuzione di prigionieri di guerra alleati, e messi a disposizione di un tribunale militare. Nell'aprile 1946 scrisse al comandante australiano di Rabaul chiedendo che il suo processo per crimini di guerra fosse accelerato al fine di perseguire gli eventuali criminali di guerra operanti sotto il suo comando.[10]. Egli venne accusato di unlawfully [disregarding and failing] to discharge his duty...to control the members of his command, whereby they committed brutal atrocities and other high crimes...[11]. Fu processato da un tribunale militare australiano a Rabaul tra il 1° ed il 16 maggio 1947. Dichiarato colpevole venne condannato a dieci anni di carcere, che scontò nella prigione di Sugamo, a Tokyo. Rilasciato nel 1954 si rititò a vita privata, spegnendosi il 4 ottobre 1968

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ammenthorp, The Generals of World War II
  2. ^ Questa era una posizione estremamente potente nella gerarchia militare giapponese, perché tale ufficio approvava i trasferimenti e i comandi di tutti ufficiali, fino alla scelta del comandante dell'Esercito Imperiale
  3. ^ a b Da Fré, Giuliano. La battaglia del Mar di Giava. Rivista Italiana Difesa, Anno XXII, n.11, novembre 2003 pag.86
  4. ^ Il comandante della 16ª Armata ignorò per molto tempo la causa precisa della sua disavventura, in quanto i suoi subordinati gli nascosero la verità per salvaguardare la vita del comandante del cacciatorpediniere che altrimenti avrebbe letteralmente rischiato la testa. Millot, Bernard. La guerra nel Pacifico, SuperBur Saggi, Rizzoli Editore, Milano, 2002
  5. ^ Chen, WW2 Database
  6. ^ Tale Area Armata fu costituita ufficialmente il 16 novembre 1942, all'interno del Gruppo di Armate del Sud-Est asiatico, ed aveva il compito specifico di opporsi agli sbarchi alleati nelle Isole Salomone e nelle zone della Nuova Guinea orientale occupate dai Giapponesi. Madej, Victor. Japanese Armed Forces Order of Battle, 1937-1945, Game Publishing Company, 1981. ASIN B000L4CYWW
  7. ^ Suo capo di Stato maggiore fu sempre il maggior generale Rimpei Katō
  8. ^ Budge, Pacific War Online Encyclopedia
  9. ^ Hayashi, Saburo. Kogun: The Japanese Army in the Pacific War, Marine Corps. Association, 1959. ASIN B000ID3YRK
  10. ^ Australian War Memorial - AJRP
  11. ^ violazione della legge [trascurando e in mancanza di] adempimento al suo dovere ... per non aver controllato i membri del suo comando, per cui essi hanno commesso atrocità brutali e di altri alti crimini...) Trial of Tomoyuki Yamashita. Law Reports, UNWCC, 1948. Part VI

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dupuy, Trevor N.; Johnson, Curt; and Bongard, David L. The Harper Encyclopedia of Military Biography. HarperCollins Publishers, 1992.
  • Fuller, Richard. Shokan: Hirohito's Samurai. Arms and Armor, London, 1992. ISBN 1-85409-151-4
  • Gailey, Harry A. Bougainville, 1943-1945: The Forgotten Campaign. University Press of Kentucky, Lexington, Kentucky, USA, 1991. ISBN 0-8131-9047-9.
  • Hayashi, Saburo . Kogun: The Japanese Army in the Pacific War. Marine Corps. Association, 1959. ASIN B000ID3YRK.
  • Millot, Bernard. La guerra nel Pacifico, SuperBur Saggi, Rizzoli Editore, Milano, 2002
  • Pettibone, Charles D. The Organization and Order of Battle of Militaries in World War II. Volume 4: Japan. Trafford Publishing, 2007. ISBN 1-4251-2422-4.
  • Romein, Jan Marius. Il secolo dell'Asia, Einaudi Editore, Torino, 1969.

Giornali e riviste[modifica | modifica wikitesto]

  • Da Fré, Giuliano. La battaglia del Mar di Giava. Rivista Italiana Difesa, Anno XXII, n.11, novembre 2003

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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