José Saramago

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
« Il Maestro è uno degli ultimi titani di un genere letterario in via di estinzione »
(Harold Bloom su Saramago, Il genio, BUR, 2003)
José Saramago
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1998

José de Sousa Saramago (IPA: [ʒuˈzɛ ðɨ ˈsozɐ sɐɾɐˈmaɣu]) (Azinhaga, 16 novembre 1922Tías, 18 giugno 2010) è stato uno scrittore, giornalista, drammaturgo, poeta e critico letterario portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il padre di Saramago, José de Sousa, era un agricoltore, che si trasferì con la famiglia a Lisbona nel 1924, dove trovò lavoro come poliziotto.[1] Il fratello minore di Saramago, Francisco, morì a soli due anni, pochi mesi dopo l'arrivo a Lisbona.

A causa delle difficoltà economiche, Saramago fu costretto ad abbandonare gli studi all'Istituto Tecnico. Dopo occupazioni precarie di ogni tipo, trovò un impiego stabile nel campo dell'editoria e per dodici anni lavorò come direttore di produzione.

Saramago sposò Ida Reis nel 1944. La loro unica figlia, Violante, nacque nel 1947.[1]

Nel 1947 scrisse il suo primo romanzo Terra del peccato (che in seguito ripudiò come un figlio scapestrato), ma il dittatore del Portogallo, Salazar, a cui Saramago si era sempre opposto tenacemente e dal quale era sempre stato pesantemente censurato nella propria attività giornalistica, non l'accolse benevolmente. Dal 1955 Saramago lavorò inoltre come traduttore di Colette, Pär Lagerkvist, Jean Cassou, Maupassant, André Bonnard, Tolstoi, Baudelaire, Étienne Balibar, Nikos Poulantzas, Henri Focillon, Jacques Roumain, Hegel, Raymond Bayer per diversi editori ma nel 1966 rientrò nel mondo della produzione letteraria

S'iscrisse clandestinamente al Partito Comunista Portoghese nel 1969,[1] riuscendo sempre ad evitare di finire nelle mani della polizia politica del regime.

Durante gli anni sessanta riscosse molto successo la sua attività di critico letterario per la rivista Seara Nova. La sua prima raccolta di poesie I poemi possibili risale a quegli anni, precisamente al 1966.

Negli anni settanta diventò direttore di produzione per una casa editrice e, dal 1972 al 1973, curò l'edizione del giornale Diario de Lisbona. In quegli stessi anni pubblicò diverse poesie, Probabilmente allegria (1970), diverse cronache, come Di questo e d'altro mondo (1971), Il bagaglio del viaggiatore (1973) e Le opinioni che DL ebbe (1974), ma anche testi teatrali, romanzi e racconti.

Dal 1974 in poi, in seguito alla cosiddetta "Rivoluzione dei garofani" Saramago si dedicò completamente alla scrittura e gettò le fondamenta di quello che può essere definito un nuovo stile letterario ed una nuova generazione post-rivoluzionaria.

Saramago pubblicò qualche anno dopo, nel 1977, il romanzo Manuale di pittura e calligrafia e, nel 1980, Una terra chiamata Alentejo. Il successo arrivò, però, con Memoriale del convento (1982). Nello spazio di pochi anni videro la luce altre due opere importanti, L'anno della morte di Ricardo Reis (1984) e La zattera di pietra, che gli varranno, oltre al successo di pubblico, numerosi riconoscimenti della critica.

Il riconoscimento a livello internazionale arrivò solo negli anni novanta, con Storia dell'assedio di Lisbona, una delle più belle storie d'amore mai scritte[senza fonte], il controverso Il Vangelo secondo Gesù Cristo e Cecità. Nel 1998 gli venne assegnato il premio Nobel per la letteratura perché "con parabole, sostenute dall'immaginazione, dalla compassione e dall'ironia ci permette continuamente di conoscere realtà difficili da interpretare"[2]. Del discorso che tenne alla consegna del premio famoso è l'incipit: "l'uomo più saggio ch'io abbia mai conosciuto non era in grado né di leggere né di scrivere", disse riferendosi a suo nonno.
Sempre nel 1998 Saramago sposò, in seconde nozze, Pilar del Rio che ha tradotto le sue opere in lingua spagnola.[1]

Nel 2002 fu eletto presidente onorario dell'Associazione Luca Coscioni (associazione Radicale) per la libertà di ricerca scientifica.[3]

Saramago è morto il 18 giugno 2010 intorno alle 13,00 nella sua residenza di Tías, nelle Isole Canarie.[4]

Nel 2011 viene pubblicato postumo un suo romanzo scritto nel 1953, Lucernario.[5]

Prese di posizione[modifica | modifica wikitesto]

Il rapporto con la religione[modifica | modifica wikitesto]

Le sue posizioni sulla religione (si è sempre dichiarato ateo) hanno suscitato notevoli controversie in Portogallo. Dopo la pubblicazione de Il Vangelo secondo Gesù Cristo, le aspre critiche rivoltegli lo indussero a lasciare il paese per vivere alle Canarie[senza fonte]. Di nuovo, nel 2009, con l'uscita del suo ultimo romanzo Caino, Saramago si trovò a polemizzare con la chiesa cattolica portoghese, criticando la Bibbia, poiché descrive un Dio «vendicativo, rancoroso, cattivo, indegno di fiducia».

Il Vangelo secondo Gesù Cristo (uscito nel 1997) non è un'opera in sé blasfema, ma si tratta in realtà di una reiscrizione della vicenda del Messia cristiano alla luce dei vangeli ritenuti dalla Chiesa apocrifi, che Saramago considera invece i soli attendibili, confrontati con i vangeli sinottici, che sarebbero stati scritti molto dopo le lettere di San Paolo (dal 70 al 110)) e quindi molti decenni dopo la vicenda di cui trattano, dando di Gesù Cristo l'interpretazione paolina e non storica. Su tale base Saramago articola la storia di Gesù a partire da alcune realtà storiche che egli ritiene attendibili, ma inaccettabili per la dottrina cristiana. Tra le altre cose, Gesù quale primogenito avrebbe avuto otto fratelli partoriti in seguito da Maria: Giacomo, Lisia, Giuseppe, Giuda, Simone, Lidia, Giusto e Samuele[6].

Le accuse di antisemitismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel commentare il conflitto israelo-palestinese, Saramago aveva affermato riguardo agli ebrei:

« Vivere nell'ombra dell'olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni »
(José Saramago)
« Quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz »
(José Saramago)

La Lega per l'Anti-Diffamazione (ADL), "associazione contro la diffamazione del popolo ebraico", ha definito queste affermazioni anti-semite. Abraham Foxman, presidente dell'ADL, ha dichiarato: «I commenti di José Saramago sono sovversivi e profondamente offensivi, oltre a dimostrare l'ignoranza relativa agli argomenti che porta a sostegno dei suoi pregiudizi nei confronti degli ebrei».[7]

Saramago fece notare che le sue critiche non erano rivolte agli ebrei ma alla politica che Stato di Israele porta avanti nei confronti dei palestinesi. Sostenne inoltre che Israele non poteva affermare di rappresentare legittimamente il giudaismo a livello mondiale e che stava usando le accuse di anti-semitismo per sminuire qualsiasi critica riguardante azioni ingiustificabili e che sarebbero considerate inaccettabili se perpetrate da qualsiasi altro Stato medio-orientale. Tutto ciò è spiegato in questa lettera scritta con altri intellettuali:

« Una lettera di John Berger, Noam Chomsky, Harold Pinter, José Saramago, Gore Vidal

Il capitolo più recente del conflitto tra Israele e Palestina è iniziato quando effettivi israeliani hanno prelevato con la forza da Gaza due civili, un medico e suo fratello. Di questo incidente non si è parlato da nessuna parte, eccetto sulla stampa turca. Il giorno dopo i palestinesi hanno catturato un soldato israeliano proponendo uno scambio con i prigionieri in mano agli israeliani: ce ne sono circa 10 mila nelle carceri di Israele.

Che questo "rapimento" sia ritenuto un'atrocità, mentre si considera un fatto deplorevole ma che fa parte della vita che le Forze di Difesa Israeliane esercitino l'illegale occupazione militare della Cisgiordania e l'appropriazione sistematica delle sue risorse naturali, in particolare dell'acqua, è tipica della doppia morale usata con ricorrenza dall'Occidente di fronte a quanto sopravvenuto ai palestinesi, negli ultimi settanta anni, nella terra assegnata loro dai trattati internazionali.

Oggi, all'atrocità segue un'altra atrocità: i razzi artigianali si incrociano con i sofisticati missili. Questi ultimi hanno il loro bersaglio dove vivono i poveri ed i diseredati che aspettano l'arrivo di quello che qualche volta si è chiamata giustizia. Entrambe le categorie di proiettili lacerano i corpi in maniera orribile; chi, salvo i comandanti in campo, può dimenticare questo per un momento?

Ogni provocazione ed il suo contraccolpo vengono impugnati e sono motivo di sermoni. Ma gli argomenti che seguono, accuse e solenni promesse, servono solo da distrazione per evitare che il mondo presti attenzione ad uno stratagemma militare, economico e geografico di lungo termine il cui obiettivo politico non è niente di meno che la liquidazione della nazione palestinese.

Questo bisogna dirlo forte e chiaro perché lo stratagemma, solo per metà manifesto, ed a volte occulto, avanza molto rapidamente nei giorni che passano e, secondo la nostra opinione, dobbiamo riconoscerlo quale è, incessantemente ed eternamente, ed opporci ad esso.

Mieussy, Francia 23 luglio 2006[8] »

La polemica sulle vignette anti-islamiche[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2007 José Saramago fu al centro di numerose critiche relative all'atteggiamento tenuto nei confronti delle reazioni verificatesi in alcuni paesi musulmani, dopo la pubblicazione da parte di un quotidiano danese di alcune vignette satiriche anti-islamiche (v. Caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten).

Saramago si pronunciò in questo modo:

« quello che mi ha davvero spiazzato è l'irresponsabilità dell'autore o degli autori di quei disegni. Alcuni ritengono che la libertà di espressione sia un diritto assoluto. Ma la cruda realtà impone dei limiti »

Vi è stato chi ha fatto notare la contraddizione di questa presa di posizione con il diverso atteggiamento successivamente assunto nei confronti di un analogo caso di satira rivolta a figure simbolo della religione cristiana[9].

Iberismo[modifica | modifica wikitesto]

Saramago è stato un convinto sostenitore dell'iberismo (cioè la necessità di avere un'unica entità politica nella penisola iberica). A luglio 2007 in una lunga intervista al Diario de Noticias (di cui è stato vice direttore[10]) affermò che tra Spagna e Portogallo vi sarebbe stata una naturale integrazione che avrebbe portato ad una futura unità.[11] In una sua opera, La zattera di pietra, lo scrittore immagina una separazione fisica della penisola dal resto d'Europa.

Critiche verso Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

(PT)
« “Até quando, ó Berlusconi, abusarás da nossa paciência?” »
(IT)
« Fino a quando, o Berlusconi, abuserai della nostra pazienza? »
(José Saramago, dal suo libro «O Caderno de Saramago» ISBN 978-85-359-1491-7)

Saramago aveva aperto un blog dove scriveva costantemente, mantenendo così il contatto diretto con i suoi lettori. Dalle sue pagine aveva contestato duramente Silvio Berlusconi per la sua politica[12]. In seguito a tale articolo, la casa editrice Einaudi (controllata dal 1994 dal Gruppo Mondadori[13] di proprietà di Berlusconi) annunciò che non avrebbe pubblicato la raccolta dei suoi scritti sul blog denominata Il quaderno, che sarà comunque edita in Italia, ma a cura di Bollati Boringhieri[14]. In seguito, tutta la produzione di Saramago passa dalla casa dello Struzzo a un'altra, la Feltrinelli.

Lo stile narrativo[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei tratti che più caratterizzano le opere di Saramago è il narrare eventi da prospettive piuttosto insolite e controverse, cercando di mettere in luce il fattore umano dietro l'evento. Sotto molti aspetti, alcune sue opere potrebbero essere definite allegoriche.

Saramago tende a scrivere frasi molto lunghe, usando la punteggiatura in un modo anticonvenzionale. Ad esempio, non usa le virgolette per delimitare i dialoghi, non segna le domande col punto interrogativo; i periodi possono essere lunghi anche più di una pagina e interrotti solo da virgole dove la maggior parte degli scrittori userebbe dei punti.

Molte delle sue opere, come Cecità, Saggio sulla lucidità e Le intermittenze della morte iniziano con un avvenimento inaspettato, surreale o impossibile, che si verifica in un luogo imprecisato. Non ci si deve domandare come sia potuto accadere: è successo, punto e basta. Da questo avvenimento scaturisce poi una storia complessa, occasione per studiare le mille forme del comportamento e del pensiero umano. I protagonisti (spesso senza nomi propri) devono cercare con le loro sole forze di uscire dalla situazione che si è venuta a creare.

È frequente l'uso dell'ironia: ai personaggi non vengono risparmiate critiche per i loro comportamenti, spesso discutibili, ma profondamente umani. Non ci sono eroi, ma semplicemente uomini, con i loro pregi ed i loro difetti. E in effetti non manca la pietà e la compassione dello scrittore per essi, piccoli rappresentanti del genere umano.

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le poesie possibili, Portugàlia (coleção "Poetas de Hoje"), Lisbona 1966, trad. di Fernanda Toriello, Os poemas possíveis in Poesie, Einaudi, Torino, 2002. ISBN 978-88-06-18979-2
  • Probabilmente allegria, Livros Horizonte (coleção "horizonte de Poesia"), Lisbona 1970, trad. di F. Toriello, Provavelmente alegria in Poesie, cit.
  • L'anno mille993, Futura, Lisbona 1975, trad. di Domenico Corradini Broussard, O Ano de 1993, Einaudi, Torino, 2001. ISBN 88-06-15484-2

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • La notte, Editorial Caminho (coleção "O Campo de Palavra"), Lisbona 1978, trad. di Rita Desti, A Noite, in Teatro, Einaudi, Torino, 1997, pp. 3–65 ISBN 88-06-14277-1
  • Cosa ne farò di questo libro?, Editorial Caminho, Lisbona 1980, trad. di R. Desti, Que Farei Com Este Livro?, in Teatro, cit. pp. 67–142
  • La seconda vita di Francesco d'Assisi, Editorial Caminho, Lisbona 1989, trad. di Giulia Lanciani, A Segunda Vida de Francisco de Assis, in Teatro, cit. pp. 143–205
  • In Nomine Dei, Editorial Caminho, Lisbona 1993, trad. di G. Lanciani, In Nomine Dei, in Teatro, cit. pp. 207–296
  • Don Giovanni, o Il dissoluto assolto, Caminho, Lisbona 2005, trad. R. Desti, Don Giovanni ou O dissoluto absolvido, Einaudi, Torino, 2005. ISBN 88-06-17302-2

Cronache[modifica | modifica wikitesto]

  • Di questo mondo e degli altri, Caminho, Lisbona 1971, trad. di G. Lanciani, Deste Mundo e do Outro, Einaudi, Torino, 2006. ISBN 978-88-06-19038-5 ISBN 88-06-18439-3
  • Il perfetto viaggio, Caminho, Lisbona 1973, trad. di G. Lanciani, A Bagagem do Viajante, Bompiani, Milano, 1994. ISBN 88-452-2196-2; poi in Di questo mondo e degli altri, cit.
  • As Opiniões que o DL teve, Seara Nova, Lisbona, 1974.
  • Os Apontamentos: cronicas politicas, Caminho, Lisbona, 1976.

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine di San Giacomo della Spada
— 24 agosto 1985
Gran Collare dell'Ordine di San Giacomo della Spada - nastrino per uniforme ordinaria Gran Collare dell'Ordine di San Giacomo della Spada
— 3 dicembre 1998

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Fernanda Eberstadt, José Saramago, the Unexpected Fantasist, The New York Times, 26 agosto 2007. URL consultato il 19 marzo 2011.
  2. ^ José Saramago - Autobiography
  3. ^ Saramago: Riconobbe la forza profetica di Luca Coscioni e divenne il nostro presidente d’onore, Associazione Luca Coscioni, 18 giugno 2010. URL consultato il 20 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2011).
  4. ^ www.corriere.it
  5. ^ http://www.avantionline.it/2012/06/lucernario-esce-nelle-librerie-il-romanzo-inedito-di-jose-saramago/ “Lucernario”: esce nelle librerie il romanzo inedito di José Saramago
  6. ^ . J.Saramago, Il Vangelo secondo Gesù Cristo, in: Romanzi e racconti 1985-1998, Milano, Mondadori 1999, pag.818
  7. ^ http://www.adl.org/PresRele/ASInt_13/4370_13.htm
  8. ^ (EN) Israel, Lebanon, and Palestine,  Noam Chomsky, 19 luglio 2006. URL consultato il 19 marzo 2011.
  9. ^ Pierluigi Battista, Quando lo scrittore diventa premio Nobel (del pensiero doppio), Corriere della Sera del 26 marzo 207
  10. ^ (PT) O director que marcou o 'verão quente' de 1975, Diário de Notícias, 19 giugno 2010. URL consultato il 19 marzo 2011.
  11. ^ (PT) Não sou profeta, mas Portugal acabará por integrar-se na Espanha, Diário de Notícias, 15 luglio 2007. URL consultato il 19 marzo 2011.
  12. ^ La cosa Berlusconi «il Quaderno di Saramago»
  13. ^ Elemond a Mondadori per 131 miliardi
  14. ^ No a Saramago "Diffama Berlusconi" - LASTAMPA.it
  15. ^ Josè Saramago Articoli

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Seixo, Maria Alzira,O essencial sobre José Saramago, Impresa National-Casa Moeda, Lisboa 1987.
  • Silvia, Teresa Cristina Cerdeira da, José Saramago entre a Historía e a Ficção. Una Saga de Portugueses, Publicações Dom Quixote, Lisboa 1989
  • Fernandes, Ceres Costa, O narrador Plural na Obra de José Saramago, Imprensa Universitàde Federaldo Maranhão, Sâo Luís 1990
  • AA. VV., Viaggio intorno al convento di Mafra, a cura di P. Ceccucci, Guerini Studio, Milano 1991
  • Lourenço, Eduardo, Sobre Saramago, in O Canto do Signo. Exisência e Literatura (1957-1993), editorial Presença, Lisboa 1993
  • Oliveira Filho, Odil José de, Carnaval no Convento. Interxtualidade e paródia em José Saramago, UNESP, SãoPaulo 1993
  • Martins, Adriana Alves de Paula, História e Ficção: um dialogo Fim de Século Ediçoes, Lisboa 1994
  • AA.VV., José Saramago, in "Espacio/ Espaço escrito", numeri 9 e 10, inverno 1993 - 1994
  • Real,Miguel, Narração, Maravilboso, Trãgico e Sagrado em Memorial do Convento de José Saramago, Editorial Caminho, Lisboa 1995
  • Rio, Pilar del (a cura di) José Saramago, Ediciones de Cultura Hispãnica, Madrid 1995
  • Batista-Baston, José Saramago, Aproximação a um Retrato, Publicações Dom Quixote, Lisboa 1996
  • Giulia Lanciani (a cura di), José Saramago. Il bagaglio dello scrittore, Roma, Bulzoni, 1996. ISBN 88-7119-933-2
  • Stegagno Picchio, Luciana, Tipologia e spiritualità dei "Vangeli laici" da Pasolini a Saramago in Lezioni su Pasolini, a cura di T.De Mauro e F. Ferri, Edizione Sestante, Ripatransone 1997
  • Costa, Horacio, José Saramago. O Periodo Formativo, Editorial Caminho, Lisboa 1997
  • Berrini Beatriz, Les Saramago o Romance, Editorial Caminho, Lisboa 1998
  • Medeiros, Paulo de e Ornelas (a cura di), Actas do 1° Colóquio Internacional Josè Saramago, Amherst, Univ. of Massachusetts, 1996, ed Editorial Caminho, Lisboa 1998
  • Reis, Carlos, Diálagos com José Saramago, Editorial Caminho, Lisboa 1998
  • Madruga, Maria da Conceiçâo, A Paisxão segundo José Saramago. A Paixão de Verbo e o Verbo da Paixado, Campos dal Letras, Porto 1998
  • Viegas, Francisco José (a cura di) José Saramago. Uma Voz contra o silêncio, Editorial Caminho, Lisboa 1998
  • Grossegesse, Orlando, Saramago lesen, edition tranvìa-Verlag Walter Frey, Berlin 1999
  • Igino Creati e Massimo Pamio (a cura di), Saramago. Un Nobel per il Portogallo. Atti del convegno internazionale. Penne, novembre 1998, Chieti, NoUbs, 1999.
  • Juan Arias, José Saramago. L'amore possibile, Milano, Frassinelli, 1999. ISBN 88-7684-574-7
  • Luciana Stegagno Picchio, José Saramago. Istantanee per un ritratto, Firenze-Antella, Passigli, 2000. ISBN 88-368-0597-3
  • Francesca Borrelli, Biografi del possibile. Incontri con Wilson Harris, José Saramago, Alain Robbe-Grillet, Kurt Vonnegut, Alvaro Mutis, Günter Grass, Derek Walcott, Toni Morrison, Vidiadhar Surajprasad Naipaul, Susan Sontag, Wole Soyinka, Kenzaburo Oe, Agota Kristof, Abraham B. Yehoshua, Don DeLillo, Antonia Susan Byatt, Seamus Heaney, John Banville, Tobias Wolff, Julian Barnes, Paul Auster, Ian McEwan, Javier Marías, Michael Cunningham, Kazuo Ishiguro, Jonathan Franzen, Torino, Bollati Boringhieri, 2005. ISBN 88-339-1581-6
  • Venanzio Nocchi, Breve storia del capovolgimento del Mito di Don Giovanni, da Tirso de Molina a José Saramago, Città di Castello, Libreria editrice "La Tifernate", 2005.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 114473675 LCCN: n85130797