Léon Gustave Dehon

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Padre Léon Dehon in una fotografia del 1908.

Léon Gustave Dehon (La Capelle, 14 marzo 1843Bruxelles, 12 agosto 1925) è stato un presbitero francese, fondatore della congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù (detti comunemente Dehoniani).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la laurea in diritto civile conseguita a Parigi, nel 1865 si trasferisce a Roma per studiare filosofia e teologia presso il seminario francese di Santa Chiara ed il 19 dicembre 1868 viene ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano: partecipa anche come stenografo ai lavori del Concilio Vaticano I e nel 1871 consegue i dottorati in teologia morale, in teologia dogmatica e diritto canonico presso il Collegio Romano.

Tornato in patria nel 1871, venne nominato cappellano della basilica di Saint-Quentin e fondò un collegio per orfani ed il giornale Le Conservateur de l’Aisne. Dopo un pellegrinaggio a Loreto, il 28 giugno 1878 decise di fondare l'istituto degli Oblati del Cuore di Gesù, di cui divenne membro assumendo il nome religioso di "Giovanni del Sacro Cuore": nel 1883 il Santo Uffizio decise di sopprimere il nuovo istituto, che venne poi approvato da papa Pio X il 4 luglio del 1906 come Congregazione dei Sacerdoti del Sacro Cuore di Gesù.

È sepolto nella chiesa di San Martino, a Saint-Quentin, della quale egli stesso aveva posto la prima pietra.

Riconoscimenti e polemiche[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 papa Giovanni Paolo II lo ha dichiarato Venerabile. Presso la Congregazione per le Cause dei Santi il processo di beatificazione si è concluso il 19 aprile 2004: la cerimonia di beatificazione, prevista per il 24 aprile 2005, è stata rinviata prima a causa della morte del pontefice (2 aprile 2005), poi a causa delle accuse di antisemitismo mosse ad alcuni dei suoi scritti[1]

Dehon, infatti, pubblicò sul quotidiano cattolico La Croix articoli nei quali sostenne che gli ebrei erano «assetati di denaro [ ... ] la bramosia del denaro è un istinto della loro razza», definendo il Talmud «un manuale banditesco, corruttore e distruttore della società», e suggerendo di rendere gli ebrei riconoscibili con particolari contrassegni, di mantenerli chiusi nei ghetti, di escluderli dalla proprietà terriera, dalla magistratura e dall’insegnamento. Nel leggere in prospettiva storica l'opera di Dehon bisogna considerare anche il contesto storico caratterizzato dall'antisemitismo diffuso, che permeava anche gli ambienti cattolici[2]. Le indagini sull'antisemitismo francese in quegli anni sviluppate in particolare dagli storici Pierre Pierrad, Paul Airiau e J.M. Mayeur sono concordi nel collocare p. Dehon fra i ripetitori piuttosto che fra gli ispiratori dell'antigiudaismo, fra i moderatori piuttosto che fra i promotori.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Polemiche: Dehon antisemita? articolo apparso su il Regno-att. n.12, 2005, p.370
  2. ^ Dehon e gli ebrei: liberalismo, cattolicesimo e antisemitismo articolo apparso sul il Regno-att. n.16, 2005, p.515, con gli interventi degli storici Giovanni Miccoli, Daniele Menozzi e Gadi Luzzatto Voghera
  3. ^ Polemiche: Dehon antisemita? da: Il Regno art. cit.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Yves Ledure (curatore), Antisemitismo cristiano? Il caso di Leone Dehon, EDB, 2009
  • Yves Ledure, Un prete con la penna in mano. Leone Dehon, EDB, 2005
  • Yves Ledure, Leone Dehon. Spiritualità di una vita, EDB, 2004

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 24698602 LCCN: n81131937