Monarchia

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La monarchia è una forma di governo in cui la carica di capo di Stato è esercitata da una sola persona, come suggerisce l'etimologia del lemma (dal latino tardo mona°rcha(m), che è dal greco monárchis, composto di mónos (μόνος) "solo, unico" e -archìs (ἄρχω), da árchō, "governare, comandare"), per tutta la durata della sua vita o fino alla sua rinunzia (abdicazione). Tale figura è il monarca e ha la caratteristica di essere considerato un membro a parte rispetto al resto delle persone dello Stato che sono suoi sudditi.

Quando il monarca cessa le sue funzioni viene sostituito da uno nuovo, solitamente secondo un criterio ereditario nel contesto di una stessa famiglia, detta dinastia. Ciò nonostante non mancano casi di elezione, come nel Sacro Romano Impero e in Haiti o casi di adozione. Talvolta la successione dinastica avviene alla morte di un primo monarca eletto, come accadde in Svezia per l'attuale casa regnante.

██ Monarchia assoluta

██ Monarchia semi-costituzionale

██ Monarchia costituzionale

██ Reami del Commonwealth, nazioni in Unione personale con il Sovrano del Regno Unito

██ Monarchie subnazionali (parziali)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La monarchia affonda le sue radici nella remota antichità in stretta connessione con la coscienza religiosa dei vari popoli. Tra il III e il I millennio a.C. in Egitto, in Assiria e a Babilonia si realizzò un progetto di divinizzazione del monarca, passando attraverso stadi intermedi: prima re-sacerdote, poi ministro di dio, infine emanazione di dio o dio stesso. Presso gli ebrei l'avvento della monarchia coincise con l'unificazione del territorio; il monoteismo di questo popolo sbarrò la strada alla divinizzazione del monarca, che si dispiegò invece in Persia. In Grecia, la forma monarchica già presente a Micene, venne soppiantata per lungo tempo dalla struttura oligarchica o democratica delle città-stato, per tornare vitale con l'impero macedone di Filippo e Alessandro Magno. Secondo il principio aristotelico, la monarchia è una delle tre forme sane di governo, assieme a aristocrazia e politeia, mentre la sua forma degenerata è la tirannide. A Roma la monarchia fu la prima forma di governo (VII-VI a.C.), ma ebbe come contrappeso il Senato e i comizi popolari: tale situazione preparò il passaggio alla repubblica e continuò anche nella prima fase dell'impero (almeno fino a Vespasiano, 70-79 d.C., che formalizzò la successione ereditaria) dove l'Imperatore veniva, formalmente, investito del potere dal Senato dal popolo. Il principato e l'impero a Roma ebbero la forma di monarchia sia ereditaria sia elettiva, in quanto l'imperatore era o un erede del princeps defunto oppure era scelto per elezione da senato o ordine pretoriano tra gli eredi o tra chi ritenevano più opportuno (non solo chi fosse il migliore a ricoprire quel ruolo ma soprattutto chi meglio potesse soddisfare gli interessi della parte elettrice) o per acclamazione da parte gli eserciti nelle province.

La monarchia germanica e feudale[modifica | modifica wikitesto]

Per i popoli barbarici il Re era essenzialmente il capo militare e solo successivamente si trasformò in capo politico. La sua scelta avveniva per elezione e il potere restò quindi a lungo limitato dalle assemblee dei "liberi" prima e dei "grandi" poi. La forma monarchica assoluta e divinizzata lasciata in eredità dal mondo romano faticava però a conciliarsi con la forte tendenza germanica all'autonomia individuale. Definitiva stabilità fu raggiunta solo con l'incoronazione, il 25 dicembre 800, di Carlo Magno. Il potere della dinastia carolingia veniva infatti, tramite il pontefice, da Dio e non più dal popolo ed era assai più estesa che in precedenza. Poiché la base di consenso non doveva più essere ricercata nei legami tribali, divenne predominante il vincolo feudale, che poneva al vertice del sistema il Re, ma attribuiva anche grandissimo potere alla nobiltà terriera.

Monarchia assoluta e monarchia costituzionale[modifica | modifica wikitesto]

Quando, a partire dalla fine dell'XI secolo, l'omogenea struttura feudale cominciò a trasformarsi in un complesso più articolato, la monarchia venne a porsi come indispensabile strumento di mediazione tra le varie forze in campo (nobiltà e borghesia, centri cittadini e campagna feudale). Dove le forze centrifughe non prevalsero si diffuse una monarchia dalle nuove caratteristiche (Spagna, Francia, Regno Unito, etc.), centro di un'estesa burocrazia, motore di una capillare rete finanziaria, organizzatrice di un forte esercito stanziale. Tale forma di governo centralizzata fu detta "monarchia assoluta", e in essa il Re rivestì non più il ruolo di arbitro, posto in posizione di superiorità rispetto ai diversi gruppi sociali, ma quello di fonte del diritto.

Secondo Jean Bodin, il sovrano assoluto si riveste di una sovranità che appartiene originariamente al popolo, ma della quale questo può spogliarsi in modo irrevocabile, conferendola ad un principe. Ciò può avvenire per favorire l'opera di revisione e modernizzazione del diritto che il sovrano feudale, sostanzialmente custode delle tradizioni, non poteva svolgere appieno. In questo senso il sovrano assoluto, invece, è legibus solutus, cioè libero dal vincolo costituito dalla legislazione precedente. Il coinvolgimento a Corte della grande nobiltà favorirà questo processo di accentramento del potere, impedendo all'aristocrazia di ostacolare la burocratizzazione del territorio.

Negli ultimi secoli il termine monarchia viene anche impiegato, spesso nell'espressione monarchia costituzionale, per indicare forme di governo nelle quali esiste un sovrano, ma il suo potere è più o meno limitato dalla presenza di parlamenti, secondo forme che sarebbero più propriamente aristocratiche o democratiche.

Il Regno Unito fu la prima monarchia in cui il Re era limitato nei suoi poteri a causa della "Magna Charta". Attualmente in Europa l'unico stato dove vi è una monarchia assoluta è lo Stato della Città del Vaticano. Ne rimangono alcune in Asia (come l'Arabia Saudita).

Il Vaticano ha una forma di governo monarchica, nella quale la Costituzione assegna la pienezza e totalità dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) al Pontefice. Essa tuttavia è una monarchia assoluta elettiva a carattere vitalizio, cioè il Papa non ha il potere di scegliersi il successore che invece dev'essere scelto dal Sacro Collegio Cardinalizio ispirato dallo Spirito Santo. Esistono inoltre altre forme di autolimitazione del potere temporale dei pontefici. La forma monarchica più diffusa in Occidente, comunque, è attualmente la monarchia parlamentare.

Principali regni nel XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

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