Potenza (Italia)

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Potenza
comune
Potenza – Stemma Potenza – Bandiera
Potenza – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Basilicata-Stemma.svg Basilicata
Provincia Provincia di Potenza-Stemma.png Potenza
Amministrazione
Sindaco Dario De Luca (Lista Civica De Luca Sindaco, Fratelli d'Italia, Popolari per l'Italia) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 40°38′00″N 15°48′00″E / 40.633333°N 15.8°E40.633333; 15.8 (Potenza)Coordinate: 40°38′00″N 15°48′00″E / 40.633333°N 15.8°E40.633333; 15.8 (Potenza)
Altitudine 819 m s.l.m.
Superficie 175,43[1] km²
Abitanti 67 396[2] (febbraio 2014)
Densità 384,18 ab./km²
Comuni confinanti Pignola, Tito, Picerno, Vaglio di Basilicata, Pietragalla, Avigliano, Ruoti, Brindisi di Montagna, Anzi
Altre informazioni
Cod. postale 85100
Prefisso 0971
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 076063
Cod. catastale G942
Targa PZ
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona E, 2 472 GG[3]
Nome abitanti potentini
Patrono san Gerardo di Potenza
Giorno festivo 30 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Potenza
Posizione del comune di Potenza all'interno dell'omonima provincia
Posizione del comune di Potenza all'interno dell'omonima provincia
Sito istituzionale

Potenza (IPA: [poˈtɛnʦa][4], Puténze in dialetto potentino, IPA: [pu'tenʣə]) è un comune italiano di 67.396 abitanti[2], capoluogo della provincia omonima e della Regione Basilicata.

È il primo comune della regione per popolazione[5] e il decimo per superficie[6].

Situata a 819 metri s.l.m., Potenza è il capoluogo di regione più alto d'Italia, e il secondo capoluogo di provincia più alto d'Italia, preceduta solo da Enna (931 m) e vanta di avere il sistema di scale mobili più lungo d'Europa con 1,3 km di percorso meccanizzato[7].

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Panorama notturno di Potenza dal Parco di Rossellino.

La città sorge lungo una dorsale appenninica a nord delle Dolomiti lucane nell'alta valle del Basento, attraversata dal corso del fiume omonimo e racchiusa da vari monti più alti come ad esempio i Monti Li Foj. L'antico nucleo medievale, il quartiere centro storico, è situato nella parte alta della città, mentre i moderni ed estesi quartieri sono sorti più in basso. Probabilmente, la prima collocazione della città fu a quota 1.095 di altitudine, in località oggi denominata Serra di Vaglio. In epoca successiva, l'insediamento urbano potrebbe essersi trasferito, per ragioni ignote, sul colle ove è attualmente il centro antico.

Al fine di migliorare la viabilità cittadina, il fiume Basento che attraversa la città è interessato dalla costruzione di nuovi ponti e viadotti che hanno portato all'abbattimento di alberi e piante che crescevano spontaneamente vicino alle rive del fiume. Per quanto riguarda il Rischio Sismico, nel centro urbano della città di Potenza, i progetti degli edifici in cemento armato, di cui il 70% è stato realizzato prima del 1981 e si trova quindi a fare i conti con il degrado naturale dei materiali, sono stati redatti secondo una classificazione che collocava Potenza in seconda categoria (media sismicità) mentre, attualmente, il capoluogo è considerato ricadente in zona ad alta sismicità. Il protocollo di intervento redatto dalla Protezione civile prevede un'indagine graduale su tutto il territorio, iniziando dalle zone meno conosciute che per numero di abitanti risultano di importanza strategica per il sistema urbano[8].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Potenza.

Potenza gode di un clima mediterraneo montano: freddo e nevoso d'inverno, tiepido e secco d'estate. Il mese più freddo risulta essere quello di gennaio, con temperatura media di +3,5 °C, mentre i mesi più caldi sono ovviamente luglio ed agosto, con temperatura media di +20 °C.

Potenza Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5,5 6,1 8,7 12,3 18,1 22,2 25,5 25,8 21,9 16,6 11,5 8,1 6,6 13,0 24,5 16,7 15,2
T. min. mediaC) 0,1 1,0 2,3 4,1 8,2 12,7 15,2 15,6 12,8 9,0 5,2 2,4 1,2 4,9 14,5 9,0 7,4
Vento (direzione-m/s) W
5,7
W
6,0
W
5,6
W
5,5
W
5,0
W
4,9
W
5,1
W
4,9
W
4,8
W
4,7
W
5,3
W.
5,5
5,7 5,4 5,0 4,9 5,2

Paesaggio urbano[modifica | modifica wikitesto]

Vista dalla località Piani del Mattino.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

[9]

Potentia.

Dall'Età Antica al Regno Normanno-Svevo[modifica | modifica wikitesto]

L'origine della città, certamente antichissima, è incerta ed oscura: la sua origine potrebbe essere stata pelasgica o sabellica o di stirpe italo-greca (Riviello).

Indubbiamente la sua posizione equidistante tra le colonie greche di Poseidonia e Metaponto deve averla esposta al soffio della civiltà greca, molto più gentile e progredita rispetto ai costumi di vita spartani che dovevano caratterizzare queste aspre e fiere popolazioni lucane.

Anche se non si ha notizia di monete potentine o altri ritrovamenti che attestino pienamente questa autonomia, essa dovette effettivamente rimanere libera fino a quando Roma non iniziò la sua politica di espansione.

L'atteggiamento delle popolazioni lucane e di Potenza nei riguardi di Roma fu sempre di aperta ostilità: nelle guerre tra Romani e Sanniti prima e tra Roma ed i Bruzi dopo, essi si schierarono sempre con i nemici di Roma. Assoggettati dalla forza delle armi, i Lucani vissero senza particolari scosse fino all'epoca della battaglia di Canne, quando passarono nel campo di Annibale, puntando sulle sue fortune. Dopo la battaglia del Metauro, nel corso della quale fu vinto ed ucciso il fratello Asdrubale Barca, Annibale oramai sconfitto si ritirava in Africa, lasciando Potenza alla vendetta di Roma che si abbatté spietata sulla città, che da municipium, fu ridotta al rango di praefectura prima e poi di colonia militare, con il mutare del nome in Potentia Romanorum.

Ma l'accortezza e la sapienza di Roma non sottovalutarono la posizione geografica e strategica della città, che fu collegata, con l'apertura di strade militari, a molti centri limitrofi: per Oppidum con Venusia e per Anxia a Grumentum. La città seguì poi le vicissitudini dell'Impero fino alla sua decadenza, e la sua fortuna peggiorò fino al rovinoso periodo delle invasioni barbariche. Vi giunsero allora i Bizantini che dettero alla regione il nome di Basilicata dai basilici o governatori che l'amministrarono ed in seguito, provenendo dalla Apulia attraverso la regione del Vulture, i Normanni sottomisero la città e tutta la Basilicata per unirla alla Calabria ed alla Sicilia e creare il forte regno che strinse in una sola unità l'Italia Meridionale.

Già in età bizantina la regione perse definitivamente il nome di Lucania per assumere quello di Basilicata; in epoca normanna le scorrerie dei Saraceni minacciarono anche una città come Potenza, lontana dalle coste e arroccata sui contrafforti dell'Appennino all'interno. Presso Potenza una località denominata Campo Saraceno conserva nel nome il ricordo delle incursioni arabe.

Il periodo normanno, comunque, fu ricco per Potenza di importanti avvenimenti: nel 1137, al tempo di Ruggero II di Sicilia, vennero accolti in città Papa Innocenzo II e l'imperatore Lotario II; più tardi nel 1149 re Ruggero II vi ricevette Luigi VII di Francia, liberato ad opera della flotta normanna dalle mani dei saraceni, mentre ritornava da una sfortunata spedizione in Terra Santa.

Già in tale epoca Potenza rivestiva particolare importanza come città vescovile: si vuole che il suo primo vescovo fosse Amando o Amanzio, altro pastore fu Gerardo di Piacenza, salito alla sedia vescovile nel 1111 e morto nel 1119: egli fu in seguito santificato ed è stato eletto a patrono della città. Nel Quattrocento Martino V, poi papa, mosse da Potenza a Roma per partecipare al conclave che lo elesse pontefice.

Con le nozze di Costanza d'Altavilla, ultima erede dei Normanni, con Enrico VI, figlio del Barbarossa, subentrarono nel regno del sud gli Svevi. Potenza inquieta e forse un po' ambigua come sempre. Seguì comunque l'aquila sveva di Federico II il quale, nonostante questo, sospettandola di dubbia fede la punì devastandola.

Il maestoso castello di Lagopesole, non distante dalla città, ed il rinnovato castello normanno di Melfi rimasero a monito di autorità e di potenza. Questa volta Potenza seguì la sorte di Manfredi e di Corradino e, quando il giovane e biondo re cadde decapitato in piazza del Carmine a Napoli, le città che avevano parteggiato per lui, come Potenza, furono soggette alla punizione ed all'ira del vincitore Carlo d'Angiò che, per mano dei suoi fedelissimi Conte di Belcastro e Ruggiero Sanseverino, conte di Marsico, infierì sui potentini ritenuti ribelli e sul centro abitato che per gran parte fu raso al suolo.

Ma maggiori e ancor più gravi devastazioni ed incendi distrussero la città allorquando il 18 dicembre 1273, uno dei tanti terremoti distruttivi si abbatté contro le sue stremate ed affamate popolazioni.

Il basso medioevo e il periodo spagnolo[modifica | modifica wikitesto]

Gli Angioini frazionarono le terre del sud tra vassalli francesi sotto i quali le città, tra cui Potenza, non godettero certo pace e prosperità, anzi esse furono spesso coinvolte nelle guerre dinastiche che travagliarono questo periodo storico: verso il 1390 re Ladislao, cui contestava il regno il cugino Ludovico d'Angiò, pose l'assedio alla città e ad essa però usò clemenza il 10 aprile 1399 con decreto reale scritto "in campo Felia prope Potentiam", sollevandola dalla dipendenza feudale per qualche tempo. Nel 1414 Giovanna successe al fratello Ladislao al trono degli Angiò e la città fu ancora coinvolta nelle lotte che seguirono con i vari pretendenti o predestinati al trono.

Ebbero ancora la città Francesco Sforza, che la passò a Michele Attendolo di Cotignola, e, per brevi periodi, gli Zurlo e Iacopo Caracciolo.

Sopraggiunti gli Aragonesi, il re Alfonso la sottrasse alla contea degli Attendolo e la concesse con il suo contado al suo fido Don Indico de Guevara, giunto con lui dalla Spagna; a don Indico seguirono don Antonio e quindi don Giovanni che, quale terzo conte di Potenza, partecipò dalla parte degli Aragonesi alle guerre contro Carlo VIII e Luigi XII.

Don Alfonso de Guevara, sesto conte di Potenza, maritò sua figlia Beatrice ad Enrico di Loffredo, marchese di S. Agata e di Trevico, è così la città, che costituiva la dote nuziale, passò ai Loffredo che già vi erano stati signori in epoca normanna, prima dei Sanseverino. L'antico castello di cui oggi non resta che una sbocconcellata torre, fu da don Carlo Loffredo, figlio di Beatrice Guevara e di Enrico, trasformato in monastero. Nelle lotte di predominio che seguirono tra francesi e spagnoli per la divisione del regno nella seconda metà del Seicento, Consalvo de Cordova e Luigi d'Armagnac, duca di Nemours, fatto un armistizio, convennero a Potenza per negoziare l'accordo, che non fu raggiunto tanto in breve tempo le ostilità ripresero e, cacciati i francesi da tutto il reame, questo divenne provincia spagnola. Tutto il Mezzogiorno d'Italia, oramai Vicereame spagnolo subì una degradazione politica e morale che sfociò nella rivolta di Masaniello nel 1647.

Anche Potenza agitata da fazioni contrastanti, fu teatro di moti di intolleranza popolare antispagnola che comunque vennero facilmente repressi e che portarono all'insorgenza di fenomeni di violenza nelle sue campagne, sempre più spopolate. Nel 1694 un altro violento terremoto la distrusse quasi per intero e ben poco fu fatto dai dominatori spagnoli in favore delle popolazioni e per la ricostruzione della città.

L'età borbonica[modifica | modifica wikitesto]

Con questa dinastia, che dal 1734 governò le Due Sicilie, la città divenne sede di Ripartimento, soppiantando Tricarico.

Nel 1799, epoca di tumulti sociali nei quali perse la vita anche il vescovo monsignor Serao, Potenza ebbe due anime, l'una legittimista con i feudatari Loffredo, e l'altra rivoluzionaria. Ripacificata, la vita cittadina restò placida anche nel 1806, ossia all'arrivo delle truppe di Napoleone. Anzi, di fatto, la mancata resistenza ai francesi divenne merito, per cui il capoluogo regionale fu spostato da Matera a Potenza.

Con il ritorno di Ferdinando I di Borbone nel 1815 le cose non mutarono.

Dall'Unità d'Italia al secondo conflitto mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La città partecipò al Risorgimento Italiano, ribellandosi ai Reali Borbonici nel 1860. Il protagonista assoluto della ribellione fu a Potenza Emilio Maffei, che il 5 giugno riunì in città nel palazzo Loffredo i delegati delle Provincie confinanti, i quali sottoscrissero un "memorandum" contro i Borboni.

Il terribile terremoto del 1857, distruggendo ancora una volta gran parte della città, aprì nuove tremende ferite e raffreddò notevolmente le attività e le trame dei patrioti e solo due anni dopo, nel 1859 le cospirazioni antiborboniche iniziarono a riallacciarsi in modo concreto, tanto che l'anno successivo, dopo lo sbarco di Garibaldi nel continente, cominciava la dissoluzione delle truppe borboniche, comandate da ufficiali vecchi ed incapaci e già si iniziava ad intravedere in modo tangibile un processo di inevitabile disgregazione del regno del Sud: il 16 agosto 1860 la città si sollevava in armi ed il 18 dello stesso mese veniva proclamata l'annessione al Regno d'Italia sotto lo scettro di Vittorio Emanuele II di Savoia.

Il brigantaggio meridionale, dilagato nel Sud subito dopo l'Unità d'Italia, alimentato da correnti filoborboniche nella speranza di una restaurazione e sostenuto dalle tradizionali ragioni di scompenso sociale, dalla miseria, dall'impoverimento e dall'incapacità dei nuovi governanti piemontesi a comprendere i veri problemi delle classi oppresse del meridione, insanguinò molti centri della provincia, ma tenne fuori ancora una volta la città di Potenza dagli avvenimenti più cruenti, anche se la maggior parte delle direttive operative e strategiche della repressione furono coordinate ed attuate proprio nel capoluogo della regione.

Gli anni successivi del regno d'Italia fino alla Prima guerra mondiale, furono caratterizzati da lotte politiche condotte sempre in uno spirito di rispetto e correttezza anche se appassionate ed accese in duelli polemici legati alle personalità più rappresentative degli uomini che ne furono protagonisti. Le vicende che nel primo dopoguerra tanto travagliarono non solo le città del Nord, ma anche molte città del Sud, anche di regioni limitrofe e che alla fine portarono all'avvento del fascismo al potere, videro la città di Potenza distinta in una moderazione ed in una esemplare accettazione ed assimilazione degli aspetti più esasperati del nuovo clima politico che si affermò in tali anni. Eccessi di violenza, atti di grossolana limitazione della libertà individuale o di disprezzo della personalità umana furono solo episodi isolati durante l'intero periodo della dittatura fascista a Potenza.

L'immane tragedia legata al secondo conflitto mondiale richiese alla città un tributo di innumerevoli vite umane e provocò lutti, la cui memoria non è ancora spenta in tanti cittadini. Nel settembre 1943 alcuni bombardamenti aerei, non completamente richiesti da esigenze strategiche e cioè dall'intento di tagliare le comunicazioni stradali e ferroviarie che consentivano l'afflusso delle truppe tedesche alle zone dello sbarco alleato, avvenuto il 9 sulle spiagge del litorale salernitano, costarono alla città molte vittime innocenti tra la popolazione civile e portarono alla distruzione, coi pochi obiettivi militari esistenti, di molte costruzioni civili, private e pubbliche, tra le quali l'ospedale San Carlo e la Cattedrale.

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Nel dopoguerra con la ricostruzione delle devastazioni apportate dal conflitto e la comparsa all'orizzonte della Nazione di nuovi obiettivi, iniziava per Potenza la espansione urbana e la crescita di tanti nuovi poli di sviluppo civile e sociale, anche se questa crescita avviava la progressiva scomparsa di molte testimonianze del passato di questa città.

Il terremoto del 23 novembre 1980, di magnitudo 6.9, provocò notevoli danni con un bilancio di 11 morti, 50 feriti e 4.000 sfollati. Gli anni successivi al terremoto furono caratterizzati da una lenta e difficile ricostruzione.

Lo Stemma di Potenza
Lo Stemma della Città di Potenza

Leone coronato gradiente su di una scala. Leone e corona color oro, scala legno, campo cielo. La corona è da Conte. Nel basso rilievo in pietra calcarea che trovasi sull'alto della porta Municipale evvi in aggiunta una stella. - (Michele Lacava, Opuscolo sugli Stemmi comunali della Provincia di Potenza, 1884)[10]

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

D'azzurro alla banda, cucito di rosso, attraversato dal leone d'oro, coronato dal medesimo e sormontato da tre stelle d'argento ordinate in fascia

Secondo una tradizione non autentica, il leone dello stemma della città di Potenza sarebbe "gradiente su una scala", il che è una convinzione falsa, e deriva verosimilmente dall'uso dei maestri scalpellini di riprodurre convenzionalmente sul marmo il colore rosso incidendo dei solchi paralleli e verticali (altri colori, come ad esempio l'azzurro, venivano resi tracciando striature oblique), il che ha fatto pensare in epoca tarda che la banda rossa fosse, appunto, una scala. L'equivoco, per quanto risalente e riprodotto anche su grafiche istituzionali di enti controllati del Comune di Potenza (ad es. l'ex Azienda Municipalizzata di Igiene Urbana), non è stato però mai validato in forma ufficiale, come dimostra l'assenza della scala dallo stemma conservato negli uffici del Sindaco.

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Il Gonfalone della città di Potenza.

Drappo di colore giallo, caricato dello stemma con l'iscrizione centrata in oro: Città di Potenza. La parte di metallo ed i cordoni sono dorati. L'asta verticale è ricoperta di velluto giallo con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della Città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

La città di Potenza è la XII tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i motti insurrezionali del 1848 e la fine della prima Guerra Mondiale nel 1918. Tale medaglia fu conferita l'11 dicembre 1898, come ricompensa per essere stata, il 18 agosto 1860 (giorno dello sbarco di Garibaldi in Calabria) la prima città meridionale a ribellarsi contro i Borbone. Il Comune è stato anche insignito della Medaglia d'oro al merito civile.fonte: Comuni Italiani

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale
«In ricompensa del valore dimostrato dalla cittadinanza nel glorioso episodio del 18 agosto 1860. Lo stesso giorno dello sbarco di Garibaldi in Calabria, Potenza fu la prima città del Mezzogiorno a insorgere contro il governo borbonico.»
Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del proprio tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, economico e produttivo. Mirabile esempio di valore civico ed altissimo senso di abnegazione.»
— 23 novembre 1980

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro storico di Potenza.
Veduta di Piazza Duomo.

Il centro della città è in piazza Matteotti, sulla quale si affaccia il Palazzo del Comune, attraversata dalla via Pretoria, animata via cittadina del centro che si allarga nella centrale piazza Mario Pagano, detta dai potentini Piazza Prefettura poiché ospita l'ottocentesco palazzo della prefettura, oggi dimora del Prefetto e sede degli uffici provinciali. Nella stessa piazza è presente il noto Teatro Stabile, costruito nel 1856 e inaugurato nel 1865 a causa di un'interruzione dei lavori dovuta a terremoti, frequenti nella zona. Nelle zone più a valle del colle sul quale sorge la città, invece, si sono venuti a formare svariati quartieri residenziali, zone popolari e commerciali che hanno reso la città più importante nel suo ruolo di capoluogo, contribuendo enormemente al suo sviluppo.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di San Gerardo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cattedrale di San Gerardo.

Situata nell'omonima piazza, nel cuore del centro storico, è originaria del XIII secolo, dapprima dedicata alla Vergine Assunta, e poi a Gerardo della Porta che divenne patrono della città. Durante gli scavi archeologici condotti negli anni 60 sono stati scoperti dei resti sotterranei di frammenti musivi di pavimento policromo risalenti al IV o V secolo a.C. Ricostruito da un allievo del Vanvitelli alla fine del XVIII secolo per volere del vescovo Andrea Serrao, cambiò radicalmente, passando da basilica romanica ad edificio di chiaro gusto neoclassico. Elementi di rilievo sono la facciata in pietra del 1200 (fatta riedificare tra il 1197 e il 1220 dal vescovo Bartolomeo), l'altare maggiore in marmo con intarsi policromi del 1700 e un crocifisso in legno del 1400. Inoltre è presente una cappella in marmo dedicata al Santo Padre edificata nel XVII secolo. La chiesa conserva le spoglie del santo patrono, un'urna in argento e cristallo con le reliquie del santo, la statua del santo in legno del XV secolo e una vasta collezione di affreschi e statue raffiguranti vari santi ai quali la popolazione potentina è devota.

Chiesa di San Francesco e convento[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Francesco.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Francesco e convento.

Nel retro di Piazza Mario Pagano è situata la chiesa di S. Francesco, fondata nel 1274, con portale contenente imposte lignee trecentesche intagliate, e campanile del '400. Nell'interno vi è il sepolcro rinascimentale De Grasis, che ha accanto una Madonna di stile bizantineggiante del '200. La chiesa conserva anche La Pietà del Pietrafesa.

Chiesa di San Michele Arcangelo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Michele Arcangelo.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Michele Arcangelo (Potenza).

Proseguendo in Via Pretoria verso ovest si incontra la chiesa romanica di S. Michele (XI-XII secolo), con tozzo campanile;Presenta una struttura a tre navate. Al suo interno è conservato il dipinto dell'Annunciazione realizzato dal Pietrafesa e altri ritratti come un affresco che rappresenta la Madonna sul trono col bambino tra i santi vescovi risalente al Cinquecento. Di pregevole fattura anche un crocifisso ligneo del 1600.

Chiesa e convento di Santa Maria del Sepolcro[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Maria del Sepolcro.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa e convento di Santa Maria del Sepolcro.

Nel rione Santa Maria ha sede la chiesa di S. Maria del Sepolcro, secolo XIII, XV e XVII. Rappresenta uno dei monumenti più interessanti della città; costruita ad opera dei Cavalieri dell'ordine dei Templari, su iniziativa del Conte di Santasofia, al ritorno della III crociata, 1191. Il casale del Santo Sepolcro venne costruito a Nord della città, all'incrocio della vie Erculea e la via Appia Nuova; vie di passaggio dei pellegrini diretti in Terrasanta. Da documenti di archivio della fine del XV, risulta un legame storico tra la Chiesa di S. Maria del Sepolcro ed il Sepolcro di Cristo. Custodisce pregevoli tele, e sulla parete destra è presente il monumentale altare barocco della Reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo. Molte affinità ci sono con la Chiesa Madre di Ripacandida, che porta lo stesso titolo.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Rocco.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di San Rocco (Potenza).

Più a sud, nei pressi del Cimitero, ha sede l'antica chiesa di S. Rocco dove sono conservate delle antiche statue in legno raffiguranti San Vito e San Rocco, costruite a metà Ottocento.

Cappella del beato Bonaventura[modifica | modifica wikitesto]

Cappella di Bonaventura da Potenza.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cappella del beato Bonaventura.

La cappella del beato Bonaventura, Frate francescano beatificato nel 1775, era in origine la casa natale del beato. Successivamente venne trasformata in cappella. Essa presenta un portale di notevole rilievo artistico in pietra calcarea, al cui centro troviamo due teste di cherubini sovrastate da uno stemma francescano. Al suo interno, un unico locale diviso in due piccoli ambienti, si trovano vari ritratti, fra i quali uno di Michele Busciolano del 1907 che rappresenta l'estasi del beato Bonaventura.

Chiesa di Sant'Antonio la Macchia[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Antonio la Macchia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Sant'Antonio la Macchia.

Edificata al 1530, essa appartiene da quell'epoca ai cappuccini. La chiesa, ricostruita nel XX secolo, è caratterizzata da un'unica navata, un crocifisso ligneo e un arredamento molto semplice.

Chiesa della Santissima trinità[modifica | modifica wikitesto]

La prima documentazione che accerta l'esistenza della chiesa risale al 1178, anno in cui, secondo alcune tesi, la città fu rinnovata da un nuovo piano urbanistico. Rovinosamente danneggiata dal terremoto del 1857, venne riedificata con una planimetria diversa da quella originaria. La chiesa presenta un'unica navata con varie cappelle, un'abside semicircolare e un soffitto cassettonato.

Chiesa Santissima Annunziata di Loreto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa Santissima Annunziata di Loreto.

Dedicata alla Madonna di Loreto, questa chiesa presenta dimensioni ridotte e una struttura rimasta invariata nei secoli, ma caratterizzata dai molti restauri a causa dei molti terremoti. La chiesa ha un dipinto del pittore potentino Buonadonna del 1824 che ritrae l'Annunciazione.

Chiesa di Santa Lucia[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa Lucia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Lucia (Potenza).

La piccola chiesa di Santa Lucia venne costruita precedentemente al 1200. È formata da un'unica navata. Elementi di importanza artistici della chiesa sono una statua seicentesca di Santa Lucia, alcuni quadri del XVI e XVII secolo e un'acquasantiera del 1400 proveniente dalla chiesa di Santa Maria.

Pontificio seminario regionale minore di Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pontificio seminario regionale minore di Basilicata.

Seminario fondato nel 1925, per ordine di papa Pio IX.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo di Città. È un edificio storico della città, sede dell'Amministrazione Comunale della città. La costruzione del palazzo è da far risalire all'epoca angioina. Come quasi tutti gli edifici storici e le chiese di Potenza anch'esso è stato più volte restaurato e ricostruito in seguito ai molti terremoti che hanno colpito la Basilicata. Successivamente venne adibito a casa comunale. L'elemento artistico di rilievo è una facciata del 1882, con un arco a tutto sesto situato tra due grandi finestre e una grande balconata.
  • Palazzo Loffredo. Situato nella piazza Pignatari, nei pressi del duomo, è uno dei palazzi più antichi della città, che conserva le successioni avvenute nella città. Oggi è sede del Museo archeologico nazionale della Basilicata dedicato a Dinu Adameşteanu.
  • Palazzo Bonifacio. Si trova in piazza Beato Bonaventura ed è uno dei pochi palazzi storici ancora esistenti nel centro storico della città. Racchiude al suo interno un piccolo chiostro.
  • Palazzo Pignatari ex palazzo Ciccotti. Si trova in largo Pignatari, nelle immediate vicinanze del palazzo Loffredo. Notevole l'antico portale visibile dalla piazza.
  • Palazzo Castellucci era uno dei pochi palazzi importanti del centro storico che non era stato sventrato.Proprietà di una antica famiglia della città (un Castellucci è stato sindaco di Potenza) l'edificio si affacciava sull'omonimo larghetto, punto di passaggio obbligato per le persone che si recavano al vicino mercatino di porta di San Giovanni. Il palazzo è stato abbattuto negli anni sessanta.
  • Palazzo D’Amato ex palazzo Scardaccione era uno dei pochi palazzi nobili del centro storico. Si trovava in via Pretoria sul luogo ove fu costruito l'attuale palazzo della Banca d'Italia. Il palazzo fu acquistato da D. Ferrante De Amatis agli inizi del XVII sec., dalla famiglia Scardaccione. I D'Amatis erano un'antica famiglia della città (un Giacinto D'Amato era stato Sindaco nel 1812).
  • Monastero di San Luca, attualmente la caserma dei carabinieri, sita alla fine di via Pretoria in direzione della torre Guevara. In principio affidato alle suore cisternine dell'ordine delle benedettine, era l'unico monastero di donne in città. Successivamente passò alle suore clarisse o chiariste.
  • Caserma Lucania. Di antica costruzione, situata in via Ciccotti, a Santa Maria. Iniziata nel 1885 e terminata nel 1995, su progetto di Quaroni e Piacentini. Dal 1943 ospita il "91 battaglione Lucania"
  • Palazzo degli Uffici. Visibile da molti panorami, si trova in corso 18 agosto.
  • Palazzo Riviello. Un edificio costruito nel XVII secolo.
  • Palazzo del Fascio. Antico edificio del XV secolo. Vene riedificato in stile neoclassico durante il periodo fascista.
  • Palazzo de Bonis. Uno dei palazzi più antichi della città, risale al XII secolo.
  • Palazzo vescovile. Il palazzo episcopale della città, situata sulla sinistra della cattedrale di San Gerardo.
  • Cortile del Sacro cuore. Un cortile che si sviluppa a nord-ovest della cattedrale, cinto dal palazzo vescovile e la casa del clero.
  • Palazzo Giuliani. Antico palazzo storico, appartenuto nel corso dei secoli a varie nobili famiglie potentine.
  • Palazzo del Governo. Sede della prefettura di Potenza.

Edicola di San Gerardo la Porta[modifica | modifica wikitesto]

Tempietto di San Gerardo.

L'Edicola di San Gerardo, rinominata dai potentini "Tempietto di San Gerardo" è un tempietto che ospita al suo interno la statua di San Gerardo, santo patrono della città. Situato in piazza Matteotti, stando all'epigrafe sulla lastra al lato destro del Santo, il tempietto sarebbe stato ultimato nel 1865, probabilmente dallo scultore potentino Antonio Busciolano (1823 - 1871). L'edicola ripropone la facciata di un edificio a cupola, con pianta semicircolare, chiusa sul retro. Sul basamento formato a gradoni, poggiano cinque colonne con il fusto scanalato, decorato con il capitello a foglie. Le colonne sorreggono degli architravi decorati da angioletti e rose. Il retro è costituito da una parete continua, divisa in tre parti: il settore centrale è costituito da una vetrata policroma a raggi, sulla quale poggiano due colonne scalanate che inquadrano la statua del santo, lateralmente invece, sono poste due iscrizioni, quella a destra ricorda l'edificazione dell'edicola e la dedica di esso, mentre quella a sinistra ricorda due momenti importanti della città: l'invasione dei briganti nel 1809, e l'insurrezione del 18 agosto 1860.

Villa romana[modifica | modifica wikitesto]

La villa romana di Malvaccaro è situata in una traversa della moderna Via Parigi nel quartiere di Poggio Tre Galli. Qualche anno fa si rinvennero in quella località degli ambienti appartenuti ad una villa d'epoca romana. Le strutture presentano dei mosaici e un'aula absidata attorno alla quale si sviluppano cinque ambienti. I dati acquisiti ci indicano una datazione post-Costantiniana, con arte musiva tendenziale che parte dal III secolo d.C. Della villa si sono trovati i muri perimetrali a Nord-Ovest e a Nord-Est e altre strutture verso Sud.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Torre Guevara[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre Guevara.

In piazza Beato Bonaventura, sull'estremità est del centro storico della città, si possono ammirare i resti del Castello. Costruito probabilmente dai Longobardi intorno all'anno 1000 e costituì la vera "piazza" delle varie dominazioni di Potenza. Gli ultimi proprietari, ovvero Carlo Loffredo e Beatrice Guevara donarono ai frati cappuccini l'intero edificio, ad eccezione della Torre. In seguito il castello fu adibito a lazzaretto, dedicando una cappella a San Carlo: divenne, così, la sede dell'Ospedale San Carlo per alcuni anni, almeno fino al 1935, quando l'ospedale si trasferì in una struttura più moderna, nel rione Santa Maria. A metà secolo scorso, un decreto ne dispose l'abbattimento permettendo di salvare la torre, cilindrica, dominante la valle del Basento. Tutto intorno, i diversi alberi nel piazzale, definiscono la zona come un Belvedere. Dopo il sisma del 1980, fu restaurata e adibita a galleria d'arte.

Le porte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Le Porte di Potenza.

Le Porte di Potenza, rappresentano le antiche entrate al centro storico della città, intorno alle mura di cinta che la racchiudevano per la difesa dagli assalti nemici. Attualmente quelle "visibili" sono soltanto tre, e sono:

  • Porta San Giovanni in via Caserma Lucana
  • Porta San Luca in via Manhes
  • Porta San Gerardo in largo Duomo

Le altre porte furono abbattute nel corso dei secoli, per la modernizzazione del nucleo urbano della città, e sono:

  • Porta Salza in via Portasalza
  • Porta Amendola in largo Sinisgalli
  • Porta Trinità in piazza Duca della Verdura
Vista dall'alto del Duomo sulla destra e del Museo Nazionale sulla sinistra (Palazzo Loffredo) di Largo Pignatari.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Recentemente rinvenuto nella zona Gallitello, il sito archeologico risulta essere il più importante sito mai scoperto nell'ambito urbano di Potenza. Grazie agli scavi per la costruzione del Nodo complesso del Gallitello, è stato possibile confermare la presenza di un complesso abitativo, ubicato presso la confluenza del torrente Gallitello con il fiume Basento. Allo stato attuale delle indagini questo insediamento sembrerebbe svilupparsi in almeno sei ambienti rettangolari di cui si conservano parzialmente i muri perimetrali, occupando un'area di circa 300 metri quadrati. Si tratterebbe di un'antica fattoria funzionale allo sfruttamento agricolo dell'area. L'esame dei manufatti ceramici e degli altri reperti rinvenuti fa ipotizzare una datazione tra la fine del IV ed i primi decenni del III secolo a.C., quindi da mettere in relazione con il sistema insediativo dei Lucani in un momento precedente la romanizzazione del territorio. Il complesso, che rappresenta uno dei pochissimi rinvenimenti effettuati ad oggi nel sottosuolo cittadino, è ancora in corso di scavo, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i beni archeologici della Basilicata[11].

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Piazze, larghi, strade e vicoli[modifica | modifica wikitesto]

Il centro storico della città, è ricco di vicoletti, angoli e larghi suggestivi che hanno segnato la storia della città o di qualche importante famiglia regnante e non nella città.

« Questa era via Pretoria, la strara chiù vecchia e cunusciura della Lucania: sta murenn, si nunn'è gia morta, no p' lu scarpesio giurnaliero, bensì da quann tutt' lu sistema sociale è accumenza' a cagna'. »
(Pubblicato su ‘Cronache di Potenza' dell' 11.3.1982[12])

Via Pretoria[modifica | modifica wikitesto]

Il nome e l'origine di via Pretoria sono molto remoti, sulla loro origine le notizie che si hanno sono ancora poche e frammentarie. Le più probabili si possono ricavare dagli scritti dello storico antico potentino, Emanuele Viggiano. Da questi scritti si desume che al tempo di Silla e delle sue guerre civili contro Mario, egli vinse quest'ultimo e ridusse a colonie militari romane sei delle città Lucane, tra cui Potenza. In ognuna di queste città Silla vi stabilì il Pretorio, Comando dei Romani, e l'accampamento dei Pretoriani. Dunque doveva esistere un collegamento viario fra l'accampamento romano e il loro Comando che, con poca fantasia, venne chiamato Via Pretoria. Questa via, che nel corso degli anni non ha mai cambiato il suo nome ed è sempre rimasta lì, anche di fronte a tutte le distruzioni che la città ha dovuto subire, si estende per tutto il centro storico a partire dal Largo di Portasalza fino alla Torre Guevara, in quel piccolo tratto di strada, che fu aggiustato nel 1809, e che, secondo le legende, doveva essere chiamato Via Manhes, anziché via Pretoria. Questo però, mancando dei veri e propri atti comunali che lo testimoniassero, venne comunque rinominato via Pretoria, seguendo la scia e il basolato della strada principale.

Vicoli, strade e ponti[modifica | modifica wikitesto]

  • Vico San Luca in prossimità della cantina "Triminiedd". Oggi questo vicolo non esiste più, è profondamente cambiato ed anche la famosa cantina, oggi ristorante, non si trova più nel centro storico.
  • Vico Corrado è uno dei tanti vicoli scomparsi della Potenza antica quando ancora c'era il rione Addone. Oggi esiste una via Corrado profondamente modificata. Essa divide l'edificio delle Poste dai primi isolati di largo Pignatari. Il vico finisce su via Pretoria all'altezza della caserma dei carabinieri.
  • Via Ciccotti nei pressi della villa comunale di Santa Maria e della Caserma dei Militari, il lungo edificio, a tre piani, costruito nel 1898. Il prospetto principale si affaccia sulla strada e mostra le pareti con paramento esterno in pietra, aperte da file sovrapposte di bifore. Al suo interno si sviluppano i cosiddetti quartieri di "accasermaggio” e gli spazi destinati alla vita comune ed alle esercitazioni militari.
  • il Viadotto dell'Industria o Ponte Musmeci. Realizzata dall'ingegnere Sergio Musmeci, la monumentale struttura, unica nel suo genere, mette in comunicazione la città con la tangenziale in direzione Salerno o Taranto. Concepita come vera e propria opera d'arte, fu progettata a partire dal 1967 e completata nel 1975.[13] Il Ponte, un'unica volta di 30 centimetri di spessore e quattro campate di circa settanta metri di luce ciascuna, è, secondo gli esperti, la massima espressione di quella filosofia della progettazione dove la forma è il frutto di un processo di ottimizzazione del regime statico. La plasticità della forma fa della struttura un gigantesco e raffinato oggetto scultoreo a scala urbana.
  • Il Ponte di San Vito. La data di costruzione del Ponte è da porre attorno al 305 a.C. Dell'originaria struttura sono rimasti i soli piloni, mentre tutta la parte superiore porta i segni di vari interventi di restauro avvenuto in epoca medioevale e nelle successive. Il Ponte è a tre luci, a pianta rettilinea; poggia su due piloni centrali fondati nell'alveo del fiume. I piloni, legati tra loro con grappe di ferro, sono costituiti da grandi blocchi di notevole spessore, che sopportano la spinta delle acque con speroni triangolari a monte e semicilindrici a valle. Anticamente chiamato S. Aronzio, il Ponte San Vito era parte integrante dell'antico percorso della via Erculea che, attraversando la Lucania, toccava anche la città di Potenza. La denominazione del Ponte, stando alla tradizione, si ricollega al ricordo del martirio di S. Aronzio che, giunto dall'Africa con i fratelli Onorato, Fortunaziano e Sabiniano, non volendo abiurare la propria fede cristiana, subì con essi, tra il 238 ed il 288 d.C., l'estremo supplizio presso il fiume Basento[14].

Piazze e larghi[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Mario Pagano.
  • Piazza Mario Pagano. I lavori per la realizzazione della Piazza iniziarono nel 1839, per volontà dell'Intendente Winspeare, con l'abbattimento delle casette con sottani abitate da contadini ed artigiani, ma furono completati solo tra il 1842 ed il 1847 ad opera dell'Intendente Duca della Verdura. In origine chiamata Piazza del Mercato (vi si svolgeva il mercato della domenica), divenne successivamente Piazza dell'Intendenza (poiché vi si affacciava il Palazzo del Governo, sede dell'Intendente) e Piazza Prefettura (dopo l'insurrezione di Potenza del 18 agosto 1860 e la sostituzione dell'Intendente col Prefetto). Intorno al 1870, fu intitolata a Mario Pagano, giurista nato a Brienza nel 1778, giustiziato nel 1799 per la sua attiva partecipazione alla Costituzione della Repubblica Partenopea negli anni infuocati della Rivoluzione Francese. La piazza è stata soggetta ad opera di re-styling nel 2012 da parte dell'architetto Gae Aulenti.
  • Piazza Duca della Verdura. Piccolo e grazioso slargo incastonato tra gli edifici, è collegato da scalinate alla Via Pretoria, da un lato, alla sottostante Via del Popolo, dall'altro. Un tempo era chiamato Largo Tassiello o Porta della Trinità per la presenza della posterula alla termine della scalinata di congiungimento con la Via Pretoria (ancora visibile nel 1857). Dal 1845, il Regolamento di Polizia Urbana e Rurale stabilì che vi si dovesse svolgere la vendita della carne, del pesce e del baccalà. La Piazzetta, priva di pavimentazione, polverosa e invasa dalla spazzatura e dai resti delle macellazioni, fu ridotto a luogo malsano ed inospitale, fino a quando Francesco Benso Duca della Verdura, Intendente a Potenza dal 1847, ne dispose la bonifica e la pavimentazione. Agli inizi del secolo scorso, per una evidente incomprensione della denominazione derivante dal nome dell'antico Intendente della città, determinata anche dalla destinazione d'uso dello slargo, la Piazzetta divenne per i potentini la Piazzetta del Pesce o Piazza della Verdura. Fino alla ristrutturazione a seguito del terremoto del 1980, erano visibili, al centro della stessa, due file parallele di banconi in pietra, coperti da un'unica grande tettoia, destinati appunto allo svolgimento del mercatino di generi alimentari. La Piazzetta ha conservato, in parte, l'antica destinazione commerciale; ma nei mesi estivi si trasforma in spazio culturale, ospitando rassegne cinematografiche e manifestazioni musicali.
  • Piazza Giacomo Matteotti. L'antica denominazione di Piazza Sedile (mutata nel secolo scorso in Piazza del Fascio e, dopo il 1944, in Piazza Giacomo Matteotti) rivela la sua originaria destinazione politica. Qui sorgeva il Seggio dell'Università, dove si riuniva il popolo in occasione delle assemblee elettorali, probabilmente risalente nel suo impianto originario all'epoca Angioina. Sulla piazza si affacciavano botteghe e taverne, e, per Decreto Regio del 1810, vi si svolgeva il mercato alimentare. Sul lato meridionale, lì dove oggi sorgono il Muraglione ed il Tempietto di S. Gerardo, c'erano la cappella di S. Domenico, con la vicina Torre, i locali della cosiddetta neviera (dove si raccoglieva la neve), la Porta ed il Vicolo della Beccheria (dove avveniva la macellazione degli animali e la vendita delle carni). In occasione della festa del Patrono della città, S. Gerardo, nella piazza veniva innalzata la cassa armonica, per le esibizioni della banda musicale[14].

Parchi comunali e aree verdi attrezzate[modifica | modifica wikitesto]

  • La villa comunale di Santa Maria, storico parco della città. La sua origine è da far risalire a un decreto del governo francese del 1810, secondo il quale ogni provincia doveva avere un orto botanico sperimentale. Successivamente a questo decreto venne edificata la villa di Santa Maria.
  • Il parco di Montereale, al centro del quale si innalza un monumento ai caduti. La sua costruzione avvenne nei primi anni del Novecento.
  • Il parco del Seminario, ristrutturato nel 2006.
  • La villa del Prefetto, annessa al palazzo della Prefettura. Inizialmente appartenente al monastero dei Padri conventuali di San Francesco nel settecento ed utilizzati per scopi puramente agricoli, la villa vera e propria venne edificata solo nell'Ottocento.
  • Il parco Baden Powell, sito nei pressi di Viale Firenze, nel quartiere di Don Bosco, dove spesso vengono tenute manifestazioni di tipo musicale. Il parco risale al 1930 circa. Al suo interno sorge un edificio risalente al 1942, il quale svolse per molti anni la funzione d'ospedale. Attualmente l'edificio ha funzione scolastica.
  • Il Parco dell'Europa Unita, sito nel quartiere Poggio Tre Galli, inaugurato nell'estate del 2007, è un'isola verde strappata ad anni di incuria e degrado.
  • Parco Elisa Claps, nel moderno quartiere di Macchia Romana.
  • Il parco Miralles, situato nel rione Cocuzzo (noto come "Il Serpentone").
  • Il Parco Giochi Mariele Ventre nel rione Cocuzzo.
  • Parco Santa Lucia, sito nel noto Vallone di Santa Lucia, il quale costeggia le omonime scale mobili.
  • Parco di Sant'Antonio la Macchia.

Intorno alla città sono inoltre presenti molte aree verdi, boschi e foreste, attrezzate e fruibili:

  • Parco Rossellino, alle porte della città, circonda il palazzetto dello sport, il "Palapergola";
  • il Lago Pantano, a 5 chilometri dal nucleo urbano verso Sud, è frequentatissima d'estate dagli amanti dello sport e delle passeggiate, sede di numerosi impianti sportivi, piscine, campi volo per ultraleggeri, campetti da calcio etc., ricca di pizzerie, ristoranti, locali giovanili; vi è l'Oasi del WWF, sede di un percorso di Bird Watching e di una clinica di riabilitazione per rapaci.
  • Il bosco di Pallareta, alle porte della città.
  • Il bosco di Rifreddo, con alberghi ristoranti, impianti per equitazione, impianti per il tiro al piattello. Stazione turistica montana.
  • La foresta della Sellata a 21 km dalla città, ricca di percorsi natura, percorsi ciclistici (bike park), stazione sciistica invernale, alberghi, ristoranti, agriturismo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto Potentino.

Insieme ai dialetti di alcuni comuni limitrofi (Tito, Vaglio Basilicata, Pignola, Picerno) quello potentino appartiene ai cosiddetti Dialetti gallo-italici di Basilicata.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ospedale San Carlo.
  • L'Azienda Ospedaliera "Ospedale San Carlo" di Potenza, è uno degli impianti ospedalieri più importanti e più grandi d'Italia, ed è situato nel quartiere di Macchia Romana. Il Polo Ospedaliero, con il vicinissimo Polo Universitario, è ben servito da numerosi parcheggi, e collegato al resto della città e area metropolitana, oltre che con la metropolitana, anche con numerose linee urbane ed extraurbane che fanno scalo o capolinea presso l'ospedale.
  • La Clinica Luccioni, situata in Corso Mazzini, in pieno centro, è una struttura privata, dotata di 60 posti letto, che garantisce la diagnosi e la cura di patologie acute pertinenti alla: chirurgia generale e ortopedia traumatologica. Inoltre nella Clinica è molto attivo il settore della Diagnosi per Immagini.
  • L'Istituto Ospedaliero Centro di Riabilitazione "Opera Don Uva" fu fondato a Potenza nel 1954 e si trova nei pressi dell'Ospedale San Carlo, in via Ettore Ciccotti. Conta 514 posti letto suddivisi tra Unità Alzheimer, Centri di Riabilitazione Intensiva ed Estensiva, Centro Diurno Polivalete, Residenze Sanitarie e Centro Socio Sanitario di Riabilitazione. Il Centro di Riabilitazione ha anche altre sedi distaccate a Bisceglie, Foggia, Buenos Aires e Paraná (Argentina).
  • Il Polo Sanitario "Madre Teresa di Calcutta" (Azienda Sanitaria Locale n.2 di Potenza), situato in via del Gallitello, di recente costruzione, offre servizi di poliambulatorio tra cui Neuropsichiatria Infantile.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca Nazionale
  • Biblioteca Provinciale
  • Biblioteca per l'infanzia

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Nella città di Potenza sono presenti la maggior parte degli istituti scolastici superiori, ai quali sono iscritti gran parte degli studenti della Provincia. La città è la sede legale dell'Università degli Studi di Basilicata, oltre ad ospitare anche una sede distaccata dell'Università Cattolica del Sacro Cuore e della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Elenco delle scuole:

Università[modifica | modifica wikitesto]

Università degli Studi della Basilicata[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli Studi della Basilicata.

A Potenza sono operative due sedi universitarie:

  • L'UniBas Francioso, situata in via Nazario Sauro, è la sede più antica ed ospita le facoltà di Farmacia e Lettere e filosofia e il Centro Linguistico di Ateneo.
  • L'UniBas Macchia Romana, situata in Viale dell'Ateneo Lucano, la nuova zona del quartiere Macchia Romana, nei pressi dell'Ospedale S.Carlo, dedicata all'Ateneo, con una sede imponente di moderna costruzione. Qui sorgono le restanti facoltà di Ingegneria, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Agraria ed Economia.

Università Cattolica del Sacro Cuore[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università Cattolica del Sacro Cuore.

L'Azienda ospedaliera Ospedale San Carlo di Potenza ospita, dall'anno accademico 1996/1997, i Corsi di laurea delle professioni sanitarie, in convenzione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, in particolare con la facoltà di medicina e chirurgia di Roma e Campobasso, ed in attuazione del protocollo d'intesa sottoscritto con la Regione Basilicata. Presso i poli formativi della Regione Basilicata l'Università Cattolica ha attivato corsi paralleli di laurea triennale delle professioni sanitarie. La struttura universitaria lucana mantiene totale autonomia per quanto concerne aspetti organizzativi e logistici, gli orari dei corsi, le prenotazioni degli esami di verifica, ecc.

Università degli Studi di Napoli "Parthenope"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università degli Studi di Napoli "Parthenope".

La città di Potenza è anche sede distaccata della Facoltà di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope". Nel 1980 l'ISEF di Napoli stipulò una Convenzione con l'Amministrazione Comunale potentina, avviando la sede distaccata di Potenza, in Via Enrico Toti, 2 (Francioso), che presto divenne sito di riferimento anche per le regioni limitrofe, convenzione rinnovata a seguito della sua trasformazione in facoltà universitaria.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo archeologico nazionale della Basilicata.
  • Il Museo archeologico nazionale della Basilicata dedicato a Dinu Adameşteanu inaugurato nel 2005 presso palazzo Loffredo è sito nei pressi del duomo.
  • Galleria Civica, inaugurata nel 2005 nello stesso palazzo del Museo archeologico nazionale "Adameşteanu".
  • Museo archeologico provinciale, sito nel Polo della Cultura al quartiere S.Maria, in via Ettore Ciccotti (via Lazio).
  • Pinacoteca provinciale, sede di mostre di importanza nazionale, è sito in un palazzetto di inizio Novecento ubicato nel Polo della Cultura, al quartiere S. Maria.
  • Area espositiva del Covo degli Arditi, ricavato nel tunnel di collegamento dell'antico ospedale Psichiatrico, al quartiere S.Maria nel Polo della Cultura, interessanti le scritte e i graffiti sui muri che risalgono alla Seconda guerra mondiale, quando il tunnel era usato come rifugio durante i bombardamenti. Nel Covo degli Arditi hanno sede mostre itineranti a tema variabile, dalle automobili d'epoca, alle mostre storiche.
  • Museo diocesano

Media[modifica | modifica wikitesto]

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

Potenza è sede di redazioni giornalistiche locali e areali:

  • Sede dell'ANSA di Basilicata.
  • Sede della redazione regionale della Rai, da Potenza si trasmettono il TGR Basilicata, e i radiogiornali.
  • Sede della redazione di Basilicata della Gazzetta del Mezzogiorno e della Gazzetta di Basilicata.
  • Sede della redazione del Quotidiano della Basilicata.
  • Sede della redazione del quotidiano La Nuova del Sud.
  • Sede della redazione di Basilicata della televisione Telenorba.
  • Sede della redazione del mensile Totem Magazine.
  • Sede della redazione del mensile Il Lucano Magazine.
  • Sede delle agenzie di stampa della Regione Basilicata e della redazione del Portale web Basilicatanet.
  • Sede della redazione del portale web Lucanianet.it
  • Sede della redazione del settimanale Controsenso[16]
  • Sede del settimanale Il Balcone del Conte.
  • Sede degli studi di Radio Red*Azione.
  • Sede degli studi di Radio Potenza Centrale, Radio Eva, Radio Idea e della collegata Telecento.
  • Sede degli studi di Radio Tour Basilicata.
  • Sede degli studi della radio on line RadioStudioWeb.
  • Sede dell'agenzia lucana di cultura, arte, musica e spettacolo Artè, portale artepress.it.

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

  • Teatro F. Stabile
  • Auditorium del Conservatorio di Musica Gesualdo da Venosa
  • CineTeatro Don Bosco
  • "CineTeatro Due Torri"
  • Teatro Nuovo del Seminario
  • "U-Platz Spazio civico e teatrale"
  • "Piccolo Teatro Principe di Piemonte"
  • "Sotteatro"

Persone legate a Potenza[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Persone legate a Potenza.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel mese di maggio si tiene il MiniMusicMarket, un festival musicale che ha lo scopo di rappresentare anno per anno la situazione musicale nell'intera regione Basilicata. La manifestazione produce un cd antologico distribuito in tutta la Basilicata.
  • Agli inizi di settembre, si tiene presso la località San Luca Branca (Potenza-Est), la gara di fuochi pirotecnici, chiamata Fuochi nel Basento, alla quale partecipano concorrenti provenienti da gran parte dell'Italia. Questo evento raccoglie ogni anno migliaia di cittadini provenienti dall'area urbana e dalla provincia di Potenza.
  • Solitamente ogni mese di maggio si tiene presso uno dei tre piazzali della Regione, a Poggio Tre Galli, la Giornata dell'Arte e della Creatività Studentesca, che vede protagonisti tutti gli alunni degli istituti superiori, licei e anche non appartenenti al rango scolastico, in competizioni di ambito artistico e musicale, con stand organizzati dai ragazzi stessi.

Il maggio potentino[modifica | modifica wikitesto]

Il Maggio Potentino identifica una serie di eventi che il Comune di Potenza organizza in concomitanza con le festività in onore del santo patrono della città, San Gerardo. Si caratterizza da un mese e anche più di manifestazioni, mostre culturali, eventi particolari di ambito variabile. Ogni anno, il 29 e 30 maggio, si prepara la festa cittadina. Il 29 caratterizza la classica Sfilata dei Turchi, sfilata in costume che rispecchiano la tradizione della città, seguita dal Palio dei Cavalli, allo Stadio Alfredo Viviani[17]. Mentre il 30 corrisponde al giorno in cui si venera il Santo Patrono, San Gerardo.

La Sfilata dei Turchi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sfilata dei turchi.

Ogni 29 maggio si tiene a Potenza la rappresentazione chiamata "Sfilata dei Turchi". La manifestazione popolare rientra in una serie di eventi culturali, popolari e devozionali che si succedono durante le festività in onore del santo patrono della città, San Gerardo.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Potenza è trafficata giornalmente da più di 100.000 utenti, ed è questo uno dei motivi che creano disagi alla città, in quanto le arterie cittadine non sono capaci di sostenere un tale numero di autovetture, in termini di spazio, e perciò si creano grossi nodi di traffico quasi ad ogni ora della giornata. La stragrande maggioranza di strade è a senso unico, imponendo così un circolo obbligato al flusso di vetture.

La Dynamic Metropolitan Area di Potenza comprende i comuni di Pignola, Tito, Picerno, Vaglio, Avigliano, Ruoti, Brindisi di Montagna e Pietragalla (Comuni contigui), e i comuni di Abriola, Albano, Anzi, Baragiano, Bella, Campomaggiore, Cancellara, Castelmezzano, Filiano, Laurenzana, Oppido, Pietrapertosa, San Chirico Nuovo, Satriano, Savoia, Tolve, Tricarico, Trivigno, Vietri[18]. Tricarico risulta l'unico comune della provincia di Matera facente parte dell'area. Il comune più vicino alla città è quello di Pignola, ormai contiguo i cui centri cittadini distano solo 6 km. Ad oggi si verifica uno "spopolamento" della città di Potenza, in quanto gran parte delle famiglie si sposta nella zona residenziale del Lago Pantano, distante 3 km dal nucleo urbano, immersa nel verde e lontana dal caoticità cittadina. La città sorgeva inizialmente sul quartiere Murate, un po' più a sud rispetto al centro storico, e più in basso in termini di altitudine sul livello del mare. Successivamente la popolazione si spostò più in alto dove sorge l'attuale Centro storico. Le maggiori zone di espansione della città sono Gallitello, Poggio Tre Galli e Macchia Romana, i quartieri più moderni e più importanti della città. A partire dal 2008, nuove costruzioni stanno interessando la zona di Rossellino, dove sono in costruzione nuovi Poli Commerciali e Direzionali, e nuove attività industriali.

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zone di Potenza.

La città di Potenza è raggruppata in 12 comitati (sul modello delle municipalità, come nella città di Milano, Napoli e Roma) aventi un Presidente di Quartiere eletto direttamente dalla popolazione del Quartiere, secondo la Delibera di Consiglio n. 3 del 29.01.2009, e la legge 142/90 art. 6 - Statuto Titolo III sul Regolamento alla Partecipazione Popolare. Attualmente i comitati sono così suddivisi:

Comitato Siti d'interesse
I Centro Centro - Piazza Mario Pagano e Via Pretoria - Teatro Stabile - Duomo - Chiese: S. Michele,S.Francesco,Trinità,S.Lucia - Casa e Cappella del Beato Bonaventura - Le Porte - Museo nazionale - Palazzo Loffredo
II Murate Murate - Montereale - Parco di Montereale - Piscina Comunale
III Lucania rione Lucania - Giardini di Via Racioppi e Via Nitti - Parco Tre Fontane
IV Cerreta Cerreta - Dragonara - Seminario Nuovo - Teatro Nuovo del Seminario
V Malvaccaro Malvaccaro - Macchia Giocoli - Centro Sociale - Chiesa del Beato Bonaventura - Campo Sportivo Macchia Giocoli
VI Cocuzzo Cocuzzo - Gallitello - Polo Commerciale di via del Gallitello - Poliambulatorio Madre Teresa - Biblioteca Nazionale
VII Poggio Tre Galli Poggio Tre Galli - Centro Direzionale Regionale - Polo Studentesco (Città-Studi)
VIII Macchia Romana Macchia Romana - Zona Ospedaliera - Istituto Psichiatrico Don Uva - Parco di Sant'Antonio la Macchia
IX Betlemme Betlemme - Penitenziario Maschile - Tribunale per i Minori - Carcere Minorile - Biblioteca Provinciale -
X Rossellino Rossellino - Parco di Rossellino - Palazzetto dello Sport - Bosco di Rossellino - Polo Commerciale di via della Tecnica
XI Botte Botte - Piani del Mattino
XII Lavangone Lavangone - Palabasento

Non tutte le zone della città, però, sono riuscite ad ottenere la classificazione a comitato secondo le norme stabilite dalla legge, dunque di seguito sono elencate le zone della città, nello specifico, e nei loro servizi:

  • Betlemme
    Penitenziario Maschile e Minorile - Tribunale dei Minori
  • Bucaletto
  • Centro storico
    Sinnbild Innerorts.svg - Italian traffic signs - ospedale.svg
  • CEP (Centro Edilizia Popolare - Viale Firenze)
  • Cocuzzo
    ► - Scale Mobili Santa Lucia
  • Don Bosco
  • Francioso
    ► - Università - Palazzo di Giustizia
  • Via del Gallitello
    Italian traffic signs - ospedale.svg - Polo Commerciale
  • Libertà
    Stazione Centrale - Scale Mobili Viale Marconi - Scale Mobili Basento - RWB Stadion.svg Stadio Viviani
  • Lucania
    Parco Nove Luci
  • Macchia Giocoli
  • ► Nuovo Cimitero
  • Macchia Romana
    Italian traffic signs - ospedale.svg - Stazione FS - Università - Ospedale S. Carlo
  • Malvaccaro
    Centro Sociale
  • Mancusi
    ► Linea Scale Mobili Due Torri - Piazza Zara
  • Murate
  • Parco Aurora
  • Poggio Tre Galli
    Centro Direzionale Regionale
  • Rossellino - Presidenti della Repubblica
    Università 3
  • San Rocco
    Civico Cimitero
  • Santa Croce
    Italian traffic signs - ospedale.svg - Azienda Santiaria Locale 2
  • Santa Maria
    Principe di Piemonte - Stazione FS
  • Sant'Oronzio
    RWB Industriegebiet.svg Zona Industriale - Terminal Viale del Basento

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Importante centro industriale della Basilicata, Potenza è un mercato per i prodotti del circostante territorio agricolo, con industrie alimentari (molini, frantoi, produzione di formaggi e di vini), calzaturiere e del legname. Negli anni precedenti ha anche avuto uno sviluppo industriale, ma ultimamente le industrie vanno spostandosi dalla città alla vicina zona industriale di Tito. Grande importanza per la città ha il settore terziario. Si vanno sviluppando, infatti, numerose zone adibite al commercio, delle quali la più importante è via del Gallitello, dove è in costruzione un centro direzionale, a pochi passi dal palazzo della Regione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Rete Tangenziale della Città di Potenza.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città di Potenza presenta due arterie che fungono da tangenziale alla città. La prima, negli ultimi chilometri del Raccordo Potenza - Sicignano, e la seconda nella strada denominata tangenziale Nord di Potenza che collega la città alla Potenza-Melfi-Foggia, partendo dalla zona ospedaliera di Macchia Romana, fino alla zona di Tiera. I progetti sviluppano altre due arterie: il tratto tangenziale Nord - Dragonara, e il tratto Dragonara - tangenziale Sud, in modo da creare un vero anello viario, per eliminare le problematiche relative al traffico in città. Per il momento questi due tratti restano in progetto mentre quelli già esistenti presentano 9 uscite:

  • uscita 1 - Potenza Ovest
  • uscita 2 - Laurenzana ► SS92 dell'Appennino Meridionale
  • uscita 3 - Potenza Centro
  • uscita 4 - Bucaletto
  • uscita 5 - Potenza Est
  • uscita 6 - Melfi ► SS658 Foggia - SS407 Metaponto
  • uscita 7 - Potenza Nord
  • uscita 8 - Cugno delle Brecce
  • uscita 9 - Piani del Mattino

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città è un nodo ferroviario di importanza regionale, essendo servita dalle linee Salerno-Brindisi e Foggia-Potenza, gestite da RFI, e dalla Altamura-Potenza delle Ferrovie Appulo Lucane, percorsa anche da treni per Bari.

Vi sono diverse stazioni e fermate, tra le principali gestite da RFI, sono:

Mentre tra le principali, gestite da FAL, troviamo:

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

La città non possiede un proprio aeroporto e si serve di quelli posti nelle regioni limitrofe, l'aeroporto di Napoli (150 km) e di Bari (160 km). In particolare la città adotta un servizio di autobus-navetta che la collega all'aeroporto di Napoli giornalmente[19].

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi servizio ferroviario metropolitano di Potenza e COTRAB.

Data la posizione della città, era necessario fornire ai cittadini un servizio che permettesse loro di non dover usare le automobili per gli spostamenti, così si crearono alcune linee di Scale Mobili, che collegano i quartieri a valle con il centro storico, e linee di autobus che servono gran parte del territorio urbano ed extraurbano.

  • 1 Viale Marconi ↔ Via del Popolo (Ascensori)
  • 2 Via Armellini ↔ Via Due Torri
  • 3 Via Francesco Tammone ↔ Via Mazzini
  • 4 Stazione Centrale ↔ Mobility Center (Centro Direzionale, Via Nazario Sauro)
  • 5 Università - Via Cavour ↔ Centro Storico (in progetto)
  • COTRAB 21 Linee Urbane - 5 Linee extraurbane - 7 Linee Speciali
SM1 FAL GallitelloOspedale (Ospedale San Carlo, Università, Macchia Romana)
SFM di Potenza
White dot.svg  Potenza Inferiore Scalo
Metropolitana di Milano Treno.svg FS White dot.svg  Potenza Inferiore
White dot.svg  Potenza San Rocco
White dot.svg  Potenza Città
White dot.svg  Potenza Rione Mancusi
Metropolitana di Milano Treno.svg FS White dot.svg  Potenza Santa Maria
Metropolitana di Milano Treno.svg FS White dot.svg  Potenza Macchia Romana
Lim. tratta urbana -
White dot.svg  Tiera
Metropolitana di Milano Treno.svg FS White dot.svg  Avigliano Lucania
White dot.svg  Moccaro
White dot.svg  Avigliano Città

ZTL (Zona Traffico Limitato)[modifica | modifica wikitesto]

In occasione dell'apertura delle scale mobili di Via Armellini e del Ponte Attrezzato, è stata attuata una zona a traffico limitato (ZTL) in tutta l'area del centro storico per l'intera giornata, con l'eccezione di Via del Popolo, in maniera tale da eliminare l'elevato tasso di autovetture passanti nei vari vicoli. La ZTL è entrata in funzione il 23 gennaio 2012 ed è stata messa in discussione da alcuni cittadini, dai commercianti del centro storico e anche da alcuni consiglieri comunali come lo stesso Salvatore Lacerra, che aveva inizialmente appoggiato la decisione del sindaco[20][21][22][23]. Passato il periodo di prova, nonostante le lamentele, la ZTL continua ad essere una realtà, ma per mettere a tacere le critiche e le polemiche, il Sindaco in data 7 aprile 2012, tramite delibera della giunta comunale[24], ha reso note le disposizioni del mantenimento della ZTL con delle modifiche, quali il transito libero su tre varchi in giorni e ore determinati, esclusi Piazza Duomo e Largo Pignatari, il cui accesso è consentito ai soli autorizzati[25].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Potenza.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Potenza Sport Club.

La principale squadra di calcio della città è stato il Potenza Sport Club. Fondato nel 1919 con il nome di Sport Club Lucano e attiva anche nell'atletica leggera, nella stagione 1933-'34 prese parte al primo torneo ufficiale di calcio. Negli anni sessanta disputò sei stagioni consecutive nel campionato di serie B. Dopo i fallimenti del 1986 e del 1994, nel campionato 2011-2012 la squadra non prende parte all'Eccellenza ed è stata esclusa dai ruoli federali.

Attualmente la principale squadra di calcio della città è il Città di Potenza S.S.A.R.L. Dilettantistica: la società è stata fondata nel 2000 con la denominazione Lucania Team partendo dal campionato di terza categoria Basilicata.

Nel 2009 ha cambiato denominazione in A.S.D. Atletico Potenza.

In sole tre stagioni (2009-2010, 2010-2011 e 2011-2012) ha conquistato altrettante promozioni consecutive dalla Prima Categoria alla Serie D. Con l'approdo nella massima competizione dilettantistica che disputerà nella stagione 2012-2013 la società si trasforma in una srl ed assume la denominazione A.S.D. Città di Potenza.[26]

L'altra squadra di calcio della città e F.C.D. Rossoblu Potenza che milita nell'Eccellenza.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Potenza è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

  • La squadra di basket maschile Potenza 84 milita nel campionato di A dilettanti. Quella di basket femminile Basilia Codra Mediterranea partecipa al campionato di B d'eccellenza.
  • Hanno sede a Potenza due squadre femminili di volley: la Sepim - LoreLei Polizia Municipale Volley, in serie B1 girone D, e la Supermercati PickUp, in serie B2 girone G. Per la pallavolo maschile la città è rappresentata dalla Virtus Potenza che disputa il campionato di B2 girone G.
  • L'Accademia scacchi Potenza ha militato nel massimo campionato scacchistico nazionale, giungendo per tre volte fra le prime quattro; attualmente[quando?] disputa il campionato di serie B.
  • L'A.S.D CyberLions Softair Potenza disputa attività agonistica a livello interregionale.
  • È già presente nel territorio comunale l'A.S.D. "Ghost Soldiers Potenza" che si occupa della pratica e della diffusione del softair.
  • l'A.S.D. Biker lucani in vacanza - Associazione sportiva dilettantistica di mountain bike con lo scopo di diffondere la bellezza naturalistica della Basilicata che ha territorio ideale per la pratica di questo sport.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio cittadino, sito in viale Marconi, è intitolato ad Alfredo Viviani, fondatore del primo sodalizio calcistico lucano.

Le strutture sportive cittadine comprendono anche il Palazzetto Antonello Pergola ex Palarossellino, sito nel parco Rossellino, il complesso sportivo Via Roma, sito in via Roma (rione Risorgimento), la palestra Caizzo e la palestra CONI, sita nel parco di Montereale, ed il nuovissimo PalaBasento in contrada Lavangone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dati di riferimento alla superficie
  2. ^ a b dato Istat - Bilancio demografico Anno 2014.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 22 maggio 2013.
  5. ^ Comuni lucani per popolazione
  6. ^ Comuni lucani per superficie
  7. ^ http://www.comune.potenza.it/index.php/scale-mobili/2165-scale-mobili-da-primato
  8. ^ Protezione Civile - Rischio Sismico. http://www.comune.potenza.it/index.php?option=com_content&view=article&id=586:sismico&catid=179:rischi&Itemid=351
  9. ^ http://www.comune.potenza.it, sezione La Città - La Storia.
  10. ^ [1]
  11. ^ Resoconto tratto da Metropolisinfo.it sezione della Provincia di Potenza.
  12. ^ Via Pretoria
  13. ^ http://www.aising.it/docs/atticonvegno/p1143-1152.pdf
  14. ^ a b Fonte: basilicata.cc
  15. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ sito ufficiale Controsenso
  17. ^ Dal 2008 la Manifestazione è cambiata. Oltre all'introduzione di alcuni sbandieratori nella sfilata, per un totale di 600 figuranti, il Palio delle Sei Porte è stato abolito e sostituito dalla Quadriga di San Gerardo che si tiene in Piazza Don Colucci (Viale Dante Alighieri)
  18. ^ http://www.iermb.uab.es/RePEc/doc/wpierm0901.pdf
  19. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Potenza ora prende l'aereo ... da Napoli
  20. ^ Ztl Potenza, interviene Coordinamento cittadino Pdl
  21. ^ Ztl Potenza, interviene Lacerra (Mal – Mpa)
  22. ^ Sergio Potenza (Popolari Uniti): Sbagliato istituire la ztl in mancanza di alcune condizioni
  23. ^ Zona a Traffico limitato
  24. ^ La Gazzetta del Mezzogiorno.it | Potenza, nuova Ztl traffico «libero» dalle 18.30 alle 9
  25. ^ ZTL
  26. ^ Nasce Città di Potenza srl. URL consultato il 14-08-2012.

Fonti e Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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