Proxima Centauri

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Proxima Centauri
Proxima Centauri (al centro). 2MASSProxima Centauri (al centro). 2MASS
Classificazione Nana rossa
Classe spettrale M5.5Ve[1]
Tipo di variabile Stella a brillamento
Periodo di variabilità 3 giorni
Distanza dal Sole 4,23 a.l.[2]
Costellazione Centauro
Coordinate
(all'epoca J2000.0)
Ascensione retta 14h 29m 43,0s [1]
Declinazione −62° 40′ 46″[1]
Lat. galattica −0,71°
Long. galattica 315,78°
Dati fisici
Diametro medio 201 550 km
Raggio medio 0,145[3] R
Massa
2,193 × 1029 kg
0,123[3] M
Periodo di rotazione 83,5 giorni[6]
Temperatura
superficiale
3 042 K[3] (media)
Luminosità
0,00138[4] L
Indice di colore (B-V) U-B=1,43[1];
B-V=1,90[1]
Età stimata 4,85 miliardi di anni[5]
Dati osservativi
Magnitudine app. 11,05[1]
Magnitudine ass. 15,454[7]
Parallasse 768,7 ± 0,3 mas[8]
Moto proprio AR: −3775,40[1] mas/anno
Dec: 769,33[1] mas/anno
Velocità radiale −21,6 km/s
Nomenclature alternative
α Cen C, V645 Cen[1], CCDM J14396-6050C, GCTP 3278.00, GJ 551, HIP 70890, LFT 1110, LHS 49, LPM 526, LTT 5721, NLTT 37460

Proxima Centauri (dal latino Proxima, col significato di "prossima", "la più vicina"[9]), spesso abbreviata in Proxima, è una stella nana rossa di classe spettrale M5 Ve,[10][1] posta a circa 4,2 a.l. in direzione della costellazione del Centauro; fu scoperta da Robert Innes, il direttore dell'Union Observatory, in Sudafrica, nel 1915. Probabilmente parte del sistema di α Centauri, è la stella più vicina al Sole.[5]

Grazie alla sua vicinanza, il suo diametro angolare può essere misurato direttamente; le misurazioni indicano che il suo raggio equivale a circa un settimo di quello solare.[5] La massa equivale a circa un ottavo di quella solare, mentre la densità è 40 volte superiore a quella del Sole.[11] Sebbene Proxima possieda una luminosità molto bassa, è soggetta a improvvisi e casuali brillamenti, causati dalla sua attività magnetica.[12] Il campo magnetico di questa stella è alimentato dai moti convettivi che avvengono nel suo interno e il brillamento che ne risulta periodicamente genera un'emissione a raggi X simile a quella prodotta dal Sole.[13] La composizione di Proxima, il suo basso tasso di produzione di energia e le sue dinamiche indicano che resterà nella sequenza principale per almeno altri 4 000 miliardi di anni, ossia per circa 300 volte l'età attuale dell'Universo.[14]

Le ricerche di corpi orbitanti attorno a Proxima Centauri non hanno finora prodotto alcun risultato, sebbene questi esiti potrebbero solo aver escluso la presenza di nane brune o pianeti supermassicci.[15][16] Data la sua natura di nana rossa e di stella a brillamento, la possibilità che in un suo eventuale pianeta possa svilupparsi la vita è ancora da accertare.[17][18] La sua vicinanza a noi fa di questa stella una delle mete ideali di un ipotetico futuro viaggio interstellare.[19]

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

A causa della sua declinazione fortemente australe, Proxima Centauri, come del resto anche le componenti primarie del sistema di α Centauri, resta invisibile da gran parte delle aree dell'emisfero boreale; soltanto in prossimità del Tropico del Cancro le componenti maggiori diventano visibili, mentre Proxima, trovandosi quasi due gradi più a sud, si leva sull'orizzonte meridionale soltanto a partire dal 27º parallelo nord, equivalente alla latitudine della Florida, dell'Alto Egitto e dell'India settentrionale.[20] Per contro, da gran parte dell'emisfero australe, questa stella si presenta circumpolare e può essere osservata durante tutto l'anno.

Le nane rosse come questa sono in realtà troppo deboli, anche quando sono vicine, per poter essere osservate ad occhio nudo; basta pensare che da un ipotetico pianeta orbitante attorno ad una delle due stelle centrali del sistema, Proxima sarebbe soltanto di quinta magnitudine, ossia al limite della visibilità ad occhio nudo.[21][22] La sua magnitudine apparente è pari a circa 11, così per poter essere osservata occorre un telescopio con un'apertura di almeno 80-100 mm ed un cielo in condizioni atmosferiche ottimali, possibilmente senza Luna e con Proxima non rasente l'orizzonte.[23]

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

Posizione di Proxima Centauri rispetto alle stelle luminose più vicine.

Robert Innes fu il primo a scoprire, nel 1915, che Proxima Centauri possiede lo stesso moto proprio del sistema di α Centauri;[24] egli suggerì anche quello che poi sarebbe diventato il suo nome proprio attuale.[25] Nel 1917, l'astronomo olandese Joan Voûte, nel Royal Observatory del Capo di Buona Speranza misurò la parallasse trigonometrica della stella, scoprendo che Proxima Centauri si trovava ad una distanza dal Sole simile a quella di α Centauri; inoltre all'epoca Proxima era anche la stella con la più bassa luminosità assoluta conosciuta (MV = 15,5).[26] Nel 1951, Harlow Shapley annunciò che Proxima Centauri era in realtà una stella a brillamento: uno studio comparato delle lastre fotografiche antecedenti aveva infatti mostrato che la stella si mostrava più luminosa in circa l'8% delle immagini, diventando così la stella a brillamento più attiva conosciuta.[27]

La sua vicinanza consentì inoltre di studiare i suoi brillamenti molto dettagliatamente; nel 1980 l'Osservatorio Einstein produsse una curva precisa dell'energia dei raggi X rilasciata durante i brillamenti. Ulteriori osservazioni dell'attività della stella sono stati compiuti dai satelliti EXOSAT e ROSAT, mentre le emissioni minori, simili a quelle solari, sono state osservate dal satellite giapponese ASCA nel 1995.[28] Proxima Centauri è stata anche oggetto di ricerca da parte dei principali osservatori a raggi X, fra cui XMM-Newton e Chandra.[29]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nana rossa.

Proxima Centauri è classificata come una nana rossa, ossia una stella di classe spettrale M (a cui corrisponde un colore rosso) che si trova nella fase di sequenza principale nel diagramma HR; in seguito è stata classificata come M5.5, ossia una nana rossa al limite inferiore di massa.[5] La sua magnitudine assoluta, ossia la magnitudine apparente che la stella avrebbe se posta ad una distanza di 10 pc è 15,5;[7] la sua luminosità totale, comprendendo tutte le lunghezze d'onda, è pari allo 0,17% di quella del Sole,[4] sebbene se osservata alle lunghezze d'onda della luce visibile possieda solo lo 0,0056% della luminosità solare.[30] Oltre l'85% dell'energia irradiata dalla stella si osserva infatti alle lunghezze d'onda dell'infrarosso.[31]

Illustrazione che mostra le dimensioni (da sinistra a destra) del Sole, di α Centauri A, di α Centauri B e di Proxima Centauri

Nel 2002 l'interferometro ottico del Very Large Telescope permise di misurare direttamente il diametro angolare della stella, equivalente a 1,02±0,08 mas; rapportato alla distanza, emerge che il diametro effettivo di Proxima Centauri è circa un settimo di quello solare, o 1,5 volte maggiore di quello di Giove;[24] la massa della stella è stata stimata in appena il 12,3% di quella solare, pari a 129 volte quella di Giove.[5] Dato che la densità media di una stella di sequenza principale è inversamente proporzionale alla massa della stella stessa,[32] la densità di Proxima Centauri è comunque maggiore di quella del Sole: 56 800 kg/m³ contro 1 409 kg/m³.[11]

A causa della sua piccola massa, la struttura interna di Proxima è costituita interamente da una zona convettiva, che provoca un movimento di energia dall'interno all'esterno soltanto tramite un movimento fisico del plasma, anziché attraverso una zona radiativa; ciò implica che l'elio prodotto dalla fusione nucleare dell'idrogeno non si accumula nel nucleo, ma viene messo in circolo in tutta la stella. A differenza del Sole, che brucerà soltanto il 10% del suo idrogeno disponibile prima di uscire dalla sequenza principale, Proxima Centauri consumerà quasi totalmente la sua riserva di idrogeno prima di evolvere.[33]

La convezione è associata alla generazione e alla persistenza di un campo magnetico stellare; l'energia magnetica che proviene da questo campo viene rilasciata sulla superficie tramite i brillamenti, che aumentano brevemente la luminosità complessiva della stella. I brillamenti possono far sì che una porzione della superficie della stella possa raggiungere temperature fino a 27 milioni di K,[29] sufficienti per emettere raggi X.[34]

La cromosfera di questa stella è attiva e il suo spettro mostra una forte linea di emissione tipica del magnesio monoionizzato, alla lunghezza d'onda di 280 nm.[35] Circa l'88% della superficie di Proxima Centauri potrebbe essere attiva, una percentuale molto più alta di quella del Sole quando è al picco del ciclo solare. Anche durante i periodi di quiescenza con pochi o nessun brillamento, quest'attività costante aumenta la temperatura della corona fino a 3,5 milioni di K, mentre quella solare raggiunge al massimo i 2 milioni.[36] Tuttavia, il livello totale di attività di questa stella è considerato relativamente basso rispetto ad altre stelle nane di classe M,[13] che è comunque elevato se rapportato all'età stimata della stella, dato che ci si aspetta che il livello di attività di una nana rossa cali costantemente nel corso dei miliardi di anni, come il tasso di rotazione stellare diminuisce.[37] Il livello di attività sembra pure variare con un periodo di circa 442 giorni, dunque in un lasso di tempo più breve del ciclo solare, che dura 11 anni.[38]

Proxima Centauri possiede anche un vento stellare, relativamente debole, consistente in non più del 20% del tasso di perdita di materia tipico del vento del nostro Sole. Poiché la stella è molto più piccola del nostro astro, tuttavia, il tasso di perdita per unità di superficie di Proxima Centauri risulta essere in proporzione fino a otto volte più elevato di quello della superficie solare.[39]

Una nana rossa con la massa di Proxima Centauri rimarrà nello stadio di sequenza principale per circa altri 4 bilioni (4 × 1012 ) di anni; come l'abbondanza di elio aumenta a seguito dei processi di fusione dell'idrogeno, la stella diventerà più piccola e più calda, cambiando il suo colore da rosso a blu, diventando così una nana blu evoluta. Quando il suo ciclo vitale sarà quasi al termine, diventerà pure più luminosa, raggiungendo il 2,5% della luminosità solare e riscaldando eventuali corpi orbitanti attorno ad essa per un periodo di diversi miliardi di anni. Una volta che la riserva di idrogeno si sarà esaurita, Proxima Centauri evolverà verso lo stadio di nana bianca (senza passare la fase di gigante rossa), esaurendo progressivamente la sua energia termica.[33]

Distanza e moti spaziali[modifica | modifica wikitesto]

Proxima Centauri come appare nel programma di simulazione astronomica Celestia.

Basandosi sulla parallasse di 772,3±2,4 millisecondi d'arco, misurata da Hipparcos (e l'ancor più precisa misurazione ottenuta utilizzando il Telescopio Spaziale Hubble, pari a 768,7±0,3[8] millisecondi d'arco), Proxima Centauri si trova a circa 4,2 anni luce di distanza da noi, pari a 270 000 volte la distanza fra la Terra e il Sole. Dal nostro Sistema solare Proxima si trova a 2,18°[40] da α Centauri, equivalente in termini apparenti a quattro volte il diametro angolare della Luna;[41] Proxima possiede anche un elevato moto proprio, pari a circa 3,85 secondi d'arco all'anno.[42] La velocità radiale è di 21,7 km/s.[1]

Fra le stelle finora conosciute, Proxima è la stella più vicina a noi da circa 32 000 anni e resterà tale per almeno altri 33 000 anni, dopo i quali la stella più vicina diventerà Ross 248, un'altra nana rossa.[43] Proxima continuerà ad avvicinarsi al Sole per i prossimi 26 700 anni, quando raggiungerà una distanza di appena 3,11 anni luce.[44] La stella orbita nella Via Lattea ad una distanza dal centro che varia fra 8,3 e 9,5 kpc, con un'eccentricità pari a 0,07.[45]

Fin dalla scoperta di Proxima, fu ipotizzato che si trattasse di una possibile compagna del sistema di α Centauri; trovandosi ad una distanza di appena 0,21 a.l. (15 000 UA),[46] Proxima Centauri potrebbe orbitare attorno alla coppia principale, con un periodo orbitale dell'ordine di 500 000 anni o più. Per questa ragione, Proxima è talvolta indicata con la sigla α Centauri C. Stime moderne, che considerano anche la piccola separazione e la relativa velocità delle stelle, suggeriscono che le possibilità che quest'allineamento di stelle con simili moti spaziali sia solo casuale è data di circa una su un milione.[47] I dati raccolti dal satellite Hipparcos, combinati con le osservazioni condotte a terra, confermano l'ipotesi che le tre stelle siano effettivamente parte di un unico sistema. Pertanto Proxima sarebbe attualmente vicino al suo apoastro, ossia il punto più lontano dell'orbita rispetto al sistema centrale. Per confermare queste ipotesi occorrerebbero però delle misure più accurate della velocità radiale dei tre astri.[46]

Se Proxima fosse legata ad α Centauri fin dalla formazione del sistema, le stelle avrebbero probabilmente la stessa composizione chimica; l'influenza gravitazionale di Proxima potrebbe aver anche disperso un eventuale disco protoplanetario. Ciò potrebbe aver aumentato il rilascio di sostanze volatili come l'acqua; un eventuale pianeta roccioso del sistema potrebbe dunque essere stato arricchito da questo tipo di sostanze.[46]

Sei singole stelle, due sistemi binari ed una stella tripla mostrano un moto comune a quello del sistema di α Centauri attraverso lo spazio; le velocità spaziali di questo gruppo di stelle sono tutte comprese entro i 10 km/s rispetto al moto mostrato da α Centauri. Ciò farebbe pensare che si possa trattare di un'associazione stellare, che indicherebbe pertanto pure un punto di origine comune,[48] come avviene negli ammassi aperti. Se dovesse venire determinato che Proxima Centauri non fa parte del sistema di α Centauri, l'ipotesi di un'associazione stellare potrebbe aiutare a spiegare i moti comuni e la vicinanza fra di loro.[49]

Possibilità di corpi celesti associati[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abitabilità dei sistemi planetari delle nane rosse.
Massa superiore
limite del compagno[15]
Periodo
orbitale

(giorni)
Separazione
(UA)
Max.
massa
(× Giove)
50 0,13 3,7
600 0,69 8,3
3000 1,00 22

Se un pianeta massiccio orbitasse attorno a Proxima Centauri, la sua presenza disturberebbe il moto della stella ad ogni orbita; se poi il piano orbitale del pianeta non fosse perpendicolare alla linea di vista dalla Terra, questi disturbi causerebbero dei periodici cambiamenti nella velocità radiale della stella. Il fatto che le numerose misurazioni della sua velocità radiale non abbiano indicato alcuno spostamento ha abbassato il limite massimo della massa che un eventuale corpo celeste orbitante attorno alla stella può possedere.[15][8] Sfortunatamente, il livello di attività della stella aggiunge dei disturbi alle misurazioni della velocità radiale, limitando così le possibilità di trovare dei corpi compagni tramite questo metodo.[50]

Nel 1998, un'indagine di Proxima Centauri tramite lo spettrografo di bordo del Telescopio Spaziale Hubble aveva mostrato delle evidenze di un compagno orbitante attorno alla stella alla distanza di circa 0,5 UA;[51] tuttavia una ricerca successiva utilizzando la Wide Field Planetary Camera 2 non riuscì ad individuare alcun compagno.[16] Proxima Centauri, assieme alle componenti centrali di α Centauri, sono uno dei più probabili obiettivi di una futura missione NASA nota come Space Interferometry Mission, che sarebbe in teoria in grado di individuare dei pianeti con un minimo di tre volte la massa terrestre entro due UA dalla stella madre.[52]

Un'immagine d'artista di una nana rossa. illustrazione NASA.

Un ipotetico pianeta in orbita attorno ad una nana rossa come Proxima Centauri che sia in grado di ospitare la vita dovrebbe trovarsi molto vicino alla sua stella, dato che la zona abitabile si trova in uno spazio compreso fra 0,023 e 0,054 UA da essa; un pianeta così vicino avrebbe un periodo di rivoluzione molto breve[53] e la sua rotazione sarebbe bloccata dalla forza di marea della stella, costringendolo a mostrare ad ogni rotazione sempre la stessa faccia alla stella stessa (come avviene per la Luna con la Terra). Tuttavia, la presenza di un'atmosfera sarebbe in grado di ridistribuire l'energia ricevuta dalla faccia esposta a quella sempre in ombra.[17]

Mentre alcuni scienziati affermano che la variabilità di Proxima Centauri potrebbe costituire un ostacolo alla presenza di un'atmosfera in un pianeta della fascia abitabile, altri sostengono che questo problema può essere aggirato. Infatti, una forte ondata di particelle cariche proveniente da un brillamento della stella sarebbe in grado di strappar via l'atmosfera di un eventuale pianeta molto vicino; tuttavia, se il pianeta possedesse un campo magnetico questo sarebbe in grado di deviare le particelle lontano dall'atmosfera. Anche se il pianeta possedesse una bassa velocità di rotazione mostrando sempre la stessa faccia alla stella, questa sarebbe tuttavia in grado di generare un campo magnetico, almeno finché la parte interna del pianeta resterà allo stato fuso.[54]

Altri scienziati, specialmente i sostenitori dell'ipotesi della rarità della Terra,[55] non concordano sul fatto che eventuali pianeti delle nane rosse possano ospitare la vita; la rotazione marealmente bloccata potrebbe generare un momento magnetico planetario relativamente debole, comportando una forte erosione atmosferica a causa delle forti espulsioni di massa coronali di Proxima Centauri.[18]

Possibile meta di un viaggio interstellare[modifica | modifica wikitesto]

Proxima Centauri è stata spesso suggerita come destinazione logica per il primo viaggio interstellare dell'umanità[19] nonostante le stelle a brillamento non siano particolarmente ospitali. In ogni caso, la velocità massima che un veicolo può raggiungere con le attuali tecnologie è sufficiente solo per raggiungere la stella dopo ben 110 000 anni.[56] Tuttavia, sfruttando l'effetto fionda, una sonda spaziale può superare questa velocità, arrivando a raggiungere i 17 km/s, a fronte degli 8,3 km/s delle missioni Apollo. Le sonde Voyager 1 e Voyager 2 si stanno allontanando dal nostro sistema solare a questa velocità.[57] Un più probabile viaggio di una sonda spaziale in grado di accelerare continuamente, con un motore atomico a ioni, fino al 30% della velocità della luce, con una analoga decelerazione nella parte finale del viaggio, impiegherebbe poco meno di 100 anni, più 4 anni necessari perché il segnale radio giunga fino a noi. Il Sole da Proxima Centauri apparirebbe come una stella di magnitudine apparente 0,4, in direzione della costellazione di Cassiopea, in una posizione leggermente diversa rispetto a come apparirebbe dalle stelle centrali del sistema di α Centauri.[58]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k SIMBAD query result: V* V645 Cen -- Flare Star, Centre de Données astronomiques de Strasbourg. URL consultato l'11 agosto 2008. — alcuni dati sono reperibili sotto "Measurements".
  2. ^ Piero Bianucci, Distanze cosmiche: ultime notizie da Hipparchos, La Stampa.it, 7 febbraio 2008. (archiviato dall'url originale il 2 luglio 2009).
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  4. ^ a b Vedi Table 1, J. G. Doyle, Butler, C. J., Optical and infrared photometry of dwarf M and K stars in Astronomy and Astrophysics, vol. 235, 1990, pp. 335-339, Bibcode:1990A&A...235..335D. e p. 57, P. J. E. Peebles, Principles of Physical Cosmology, Princeton, New Jersey, Princeton University Press, 1993, ISBN 0-691-01933-9.
  5. ^ a b c d e Kervella, Pierre; Thevenin, Frederic, A Family Portrait of the Alpha Centauri System: VLT Interferometer Studies the Nearest Stars, ESO, 15 marzo 2003. URL consultato il 9 luglio 2007.
  6. ^ Benedict, G. Fritz et al, Photometry of Proxima Centauri and Barnard's Star Using Hubble Space Telescope Fine Guidance Sensor 3: A Search for Periodic Variations in The Astronomical Journal, vol. 116, nº 1, 1998, pp. 429–439, DOI:10.1086/300420. URL consultato il 9 luglio 2007.
  7. ^ a b K. W. Kamper, Wesselink, A. J., Alpha and Proxima Centauri in Astronomical Journal, vol. 83, 1978, pp. 1653–1659, DOI:10.1086/112378. URL consultato il 3 agosto 2008.
  8. ^ a b c Benedict, G. Fritz et al, Interferometric Astrometry of Proxima Centauri and Barnard's Star Using HUBBLE SPACE TELESCOPE Fine Guidance Sensor 3: Detection Limits for Substellar Companions in The Astronomical Journal, vol. 118, nº 2, 1999, pp. 1086–1100, DOI:10.1086/300975. URL consultato il 21 luglio 2007.
  9. ^ Latin Resources, Joint Association of Classical Teachers. URL consultato il 215 luglio 2007.
  10. ^ M indica le stelle con un colore tendente al rosso, 5 (su una scala da 1 a 9) indica una temperatura superficiale media rispetto alla gran parte delle stelle di classe M, mentre il numero romano V indica che la stella si trova sulla sequenza principale; la e indica che la stella presenta forti linee di emissione nel suo spettro.
  11. ^ a b la densità (ρ) è data dalla massa diviso il volume. Per il Sole pertanto la densità è:
    \rho = \begin{smallmatrix}\frac{M}{M_{\odot}} \times \left( \frac{R}{R_{\odot}} \right)^{-3} \times \rho_{\odot}\end{smallmatrix}
    = 0,123 × 0,145−3 × 1,413 kg/m³
    = 40,3 × 1,413 kg/m³
    = 5,684 kg/m³

    dove \begin{smallmatrix}\rho_{\odot}\end{smallmatrix} è la densità media solare Vedi anche Munsell, Kirk; Smith, Harman; Davis, Phil; Harvey, Samantha, Sun: Facts & Figures in Solar System Exploration, NASA, 11 giugno 2008. URL consultato il 12 luglio 2008.

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  55. ^ Peter D. Ward, Brownlee, Donald, Rare Earth: Why Complex Life is Uncommon in the Universe, Springer, 2000, ISBN 0-387-98701-0.
  56. ^ la distanza di Proxima Centauri è:
    (4,22 a.l.) × (9,4612 km/a.l.) = 4,013 km
    L'Apollo 10 raggiunse la velocità record di 11 km/s. (vedi anche: Richard W. Orloff, APOLLO 10, The Fourth Mission: Testing the LM in Lunar Orbit, 18 May–26 May 1969 in Apollo by the Numbers, NASA, 27 settembre 2005. URL consultato il 30 giugno 2008.) Il viaggio di questa sonda sarebbe dunque completabile in:
    tempo = distanza/velocità = (4,013 km)/(11 km/s) = 3,612 s
    Un anno è circa 3,27 secondi, dunque il viaggio richiederebbe 1,15 anni.
  57. ^ Vedi anche Voyager - Mission - Overview.
  58. ^ Le coordinate del Sole sarebbero diametralmente opposte a Proxima, ad α=02h 29m 42,9487s , δ=+62° 40′ 46,141″. La magnitudine assoluta Mv del Sole è 4,83, così alla parallasse π di 0,77199 la magnitudine apparente m è data da:
    \begin{smallmatrix}m\ =\ M_v\ -\ 5 (\log_{10} \pi + 1)\ =\ 4,83\ -\ 5(\log_{10}\ 0,77199\ +\ 1)\ =\ 0,40.\end{smallmatrix}
    Vedi anche: Roger John Tayler, The Stars: Their Structure and Evolution, Cambridge University Press, 1994, p. 16, ISBN 0-521-45885-4.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Testi generici[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Martin Schwarzschild, Structure and Evolution of the Stars, Princeton University Press, 1958, ISBN 0-691-08044-5.
  • (EN) Robert G. Aitken, The Binary Stars, New York, Dover Publications Inc., 1964.
  • A. De Blasi, Le stelle: nascita, evoluzione e morte, Bologna, CLUEB, 2002, ISBN 88-491-1832-5.
  • M. Hack, Dove nascono le stelle. Dalla vita ai quark: un viaggio a ritroso alle origini dell'Universo, Milano, Sperling & Kupfer, 2004, ISBN 88-8274-912-6.
  • C. Abbondi, Universo in evoluzione dalla nascita alla morte delle stelle, Sandit, 2007, ISBN 88-89150-32-7.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II: The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0, 2ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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