Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
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| Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band | ||
|---|---|---|
| Artista | The Beatles | |
| Tipo album | Studio | |
| Pubblicazione | 1 giugno 1967 | |
| Durata | 39 min : 43 s | |
| Dischi | 1 | |
| Tracce | 13 | |
| Genere | Rock psichedelico | |
| Etichetta | Parlophone, Capitol Records, EMI | |
| Produttore | George Martin | |
| Registrazione | Abbey Road Studios | |
| Note | Copertina apribile con foto stampata, testi delle canzoni sul retro. | |
| Premi | ||
| Dischi d'oro | 1 | |
| Dischi di platino | 11 (USA); 16 (UK) | |
| The Beatles - cronologia | ||
|---|---|---|
| Album precedente A Collection of Beatles Oldies (But Goldies!) (1966) |
Album successivo Magical Mystery Tour (1967) |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica | ||
Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band è l'ottavo album della discografia ufficiale dei Beatles.
Messo in commercio giovedì 1 giugno 1967, è fra i più famosi della storia del rock e uno dei primi concept album della musica pop. Sgt. Pepper occupa la prima posizione nella lista dei 500 migliori album di tutti i tempi pubblicata dalla rivista Rolling Stone. L'album vinse un Grammy Award nel 1968 come miglior album dell'anno.
[modifica] Il disco
L'idea di questo disco nasce nella primavera del 1967, quando i Fab Four - dopo aver deciso di rinunciare alle tournée - si trovano con tempo a disposizione per portare avanti progetti futuri. In vacanza nella West Coast statunitense, Paul McCartney e Neil Aspinall, futuro amministratore della Apple, trovano curiosi i nomi delle rock band di Los Angeles, piuttosto articolati e di contenuto assolutamente fantasioso.
Ispirato da tale episodio, McCartney scrive una canzone su un gruppo di musicisti classici con un nome da hippie, chiamata appunto "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", ovvero "la Banda del Club dei Cuori Solitari del Sergente Pepe".
Di ritorno a Londra, i due propongono agli altri Beatles l'idea di scrivere canzoni come se fossero cantate dal Sergente Pepe, seguendo la nuova moda del concept album resa famosa oltreoceano da Pet Sounds dei Beach Boys e Freak Out! di Frank Zappa. John Lennon e George Harrison inizialmente non accolgono favorevolmente l'idea; ma opposta è invece la reazione di Ringo Starr che si offre di cantare una canzone scritta dallo stesso McCartney, With a Little Help from My Friends, unico suo contributo come voce solista all'album.
Lennon insiste affinché tutte le sue canzoni già scritte facciano parte lo stesso dell'LP e di fronte ad una simile resistenza McCartney e Aspinall giungono ad un compromesso: la sostanza dell'album sarà semplicemente la raccolta di canzoni complete fino a quel momento, ma la copertina dovrà indicare un'opera unica, una costruzione omogenea. I brani contenuti hanno comportato 129 giorni e quasi 700 ore di registrazione, effettuata quasi interamente nello studio 2 della Emi. Ingegnere del suono, Geoff Emerick assistito da Richard Lush, le macchine di registrazione, una coppia di Studer a 4 tracce J39, primi registratori multitraccia con nastro da 1 pollice, uno dei quali è conservato come pezzo storico nel museo Studer; i microfoni erano Neumann a valvole. Per la prima volta si associa il termine "album" ad un disco in vinile, la doppia copertina faceva in modo che si aprisse come un libro e raffigurava una foto di loro 4 in primo piano.
[modifica] La copertina
La copertina di Sgt. Pepper's, realizzata da Jann Haworth e da Peter Blake e vincitrice del premio Grammy per la miglior copertina da album nel 1968, svolge un ruolo centrale nella nuova "prospettiva del mondo" proposta dai Beatles. I quattro artisti mettono insieme i loro personaggi simbolo, fra cui Albert Einstein, Marlon Brando, Karl Marx, Edgar Allan Poe, Sonny Liston, Lenny Bruce e Aleister Crowley. Questa celebre copertina fu in seguito parodiata da altri artisti tra i quali Frank Zappa nel suo We're Only in It for the Money, nonché da società operanti nel settore dell'intrattenimento audiovisivo, quali Warner Bros e Geffen Records. Tra i personaggi messi in lista da Lennon, poi scartati, anche Gesù, Adolf Hitler e Gandhi.
Anche il retro della copertina ha un suo significato. Per la prima volta un gruppo inseriva infatti nella copertina i testi delle sue canzoni. Inoltre il fatto che dei quattro solo Paul fosse fotografato di spalle fu una delle fantomatiche "prove" della teoria Paul is dead (che Paul fosse cioè morto durante le registrazioni dell'album). In realtà, la persona ripresa di spalle non era Paul ma un amico e collaboratore dei Beatles, Mal Evans, poiché Mc Cartney si era recato negli Stati Uniti per motivi personali durante le sessions e le tabelle di lavoro dei Beatles non ammettevano ritardi.
L'idea iniziale, inoltre, era quella di includere vari gadget insieme con l'album. Baffi finti, toppe di stoffa come quelle presenti sugli abiti dei Beatles in copertina. Ma i costi previsti per un'iniziativa del genere erano troppo alti, così si decise semplicemente di stampare gli oggetti che si volevano includere (baffi, gradi da sergente, il logo del Sgt Pepper's Lonely Hearts Club Band) su una pagina della copertina, che i fan avrebbero potuto in seguito ritagliare.
[modifica] Elenco completo dei personaggi presenti sulla copertina
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[modifica] Commento ai brani
L'album comincia con un brusio di sottofondo, apparentemente in un teatro, con voci di spettatori che attendono un'orchestra che accorda i suoi strumenti. Questo preludio introduce la finzione che guida l'album, ovvero che a suonare non siano i Beatles ma la "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", che si introduce al pubblico nel primo brano, title track dell'album. Il concept della banda del sergente Pepe permise ai Beatles di rompere gli schemi di composizione e di immagine in cui erano stati imprigionati dalla loro celebrità di "bravi ragazzi" e che tutti si aspettavano in un nuovo album. Invece, il look dei "Baronetti" lascia posto a lunghe barbe e baffi, capelli ancora più lunghi di prima, vestiti coloratissimi ed eccentrici, espressione di una nuova e più libera cultura.
Ma sono soprattutto i testi più profondi e incisivi ad esprimere i nuovi modi di vedere la cultura, la droga, la religione, come è evidente già nei prime due brani, la title-track e With a Little Help from My Friends ("Con un piccolo aiuto dai miei amici"), il cui titolo iniziale era Bad Finger Boogie ("il boogie del dito dolente").
Lucy in the Sky with Diamonds ("Lucy nel cielo con diamanti"), diventerà famosa per una presunta allusione all'LSD. Scritta da Lennon nel tentativo di emulare lo stile sognante di Lewis Carroll, sarà una delle canzoni censurate dalla BBC (all'uscita dell'LP saranno quattro). Lennon sostenne in seguito che il titolo del brano (le cui iniziali sono appunto "LSD") fosse ispirato da un disegno di suo figlio Julian, che aveva ritratto la sua compagna di classe (Lucy) nel cielo con dei diamanti. Anche a causa del suo presunto significato allusivo, Lucy divenne in seguito uno dei brani più citati dell'album (tra l'altro dagli stessi Beatles e dai Pink Floyd in A Saucerful of Secrets).
La quarta canzone è Getting Better ("Va meglio"): il titolo nasce da un modo di dire di Jimmy Nicol, batterista che sostituì Ringo Starr nel 1964. Fixing a Hole ("aggiustare un buco"), quinta canzone, fu interpretata come un riferimento all'eroina (che nessuno dei Beatles in realtà aveva ancora provato) e quindi censurata.
She's Leaving Home ("Lei se ne va di casa") è un inno degli anni sessanta al pari di America di Paul Simon e The Times They're a-Changin' di Bob Dylan. L'atmosfera e l'armonia melanconica è tra le più apprezzate dei Beatles, anche per via della particolare efficacia della collaborazione fra McCartney (autore della melodia principale e del testo) e Lennon (seconda voce). Gli arrangiamenti sono di Mike Leander.
Being For the Benefit of Mr. Kite! nacque dal tentativo scherzoso da parte di Lennon di trasformare in canzone un manifesto circense di età vittoriana che gli era capitato di vedere.
Within You Without You, scritta da George Harrison, è il secondo brano di Harrison chiaramente ispirato alla musica indiana, dopo Love you To sull'album Revolver.
La nona canzone When I'm Sixty-Four ("quando avrò sessantaquattro anni"), garbato esercizio vagamente dixieland di un McCartney ancora ventiquattrenne, ripulito per l'occasione e reso "adulto" da un basso particolarmente curato. Per la canzone McCartney si ispirò al padre - sessantaquattrenne all'epoca dell'uscita del disco - che in gioventù ebbe un complessino specializzato proprio in dixieland. Secondo Lennon, invece, venne scritta dal suo autore all'epoca del loro ingaggio al Cavern Club di Liverpool.
Lovely Rita ("bella Rita") è l'ennesima dimostrazione della versatilità di McCartney, scritta dopo uno scontro-incontro con una vigilessa. Secondo i sostenitori della leggenda della morte di Paul McCartney, Rita sarebbe l'autostoppista cui Paul diede un passaggio quel fatidico 9 novembre del 1966.
Good Morning Good Morning ("buon giorno buon giorno") di Lennon fu uno dei brani dell'album meno apprezzati dalla critica, e lo stesso Lennon in seguito ammise di non amarla; eppure ha un ruolo importante nell'introdurre il gran finale: il sergente Pepper riprende le vesti di gran cerimoniere e si lancia in un'infuocata reprise della title track, accelerata, che lascia poi spazio al brano che molti ritengono il capolavoro dell'album e il punto più alto della collaborazione Lennon-McCartney, ovvero A Day in the Life ("un giorno della vita"), il cui working title era In the Life Of.... Anche in questo brano molti lessero riferimenti alla droga in frasi che Lennon sostenne in seguito essere solo esercizi di nonsense: in particolare, molto noti sono i versi
| (EN)
« I read the news today, oh boy / 4000 holes in Blackburn, Lancashire / and though the holes were rather small / they had to count them all / now they know how many holes it takes to fill the Albert Hall »
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(IT)
« Ho letto il giornale oggi, ragazzi! / 4000 buchi a Blackburn, Lancashire / e sebbene i buchi fossero piuttosto piccoli / hanno dovuto contarli tutti / ora sanno quanti buchi ci vogliono per riempire l'Albert Hall »
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(da A day in the life)
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In seguito Lennon ammise che entrò in studio quel giorno con la strofa incompleta. Non sapeva che verbo mettere nella riga finale, e solo poco prima di registrare la parte vocale si decise, consigliato dall'amico Terry Doran, per "to fill" (riempire)
[modifica] Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
| Per approfondire, vedi la voce Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (brano musicale). |
È la prima canzone dell’album e ha la funzione di introdurre l’ascoltatore in un territorio costruito dalla genialità di Paul McCartney. La banda dei cuori solitari del Sergente Pepe, dietro la quale si cela il gruppo di Liverpool, vuole essere il mix fra una orchestrina di epoca edoardiana e una band californiana della fine degli anni sessanta. Perciò la trama musicale del brano - accattivante ma non fra le migliori produzioni dei Beatles - cede il passo al testo che è un invito in linguaggio spiritosamente arcaico e raffinato a presenziare allo spettacolo, e un ruolo chiave hanno le sovraincisioni di ottoni - quattro corni francesi - e ancora di più gli effetti sonori, in particolare quelli posti in testa al pezzo con lo scopo di creare l’atmosfera appropriata. I nastri di questi effetti, sovraincisi il 6 e 7 marzo – quando cioè cominciava a prendere forma il progetto di un album unitario[1] –, appartenevano alla collezione del tecnico di studio Stuart Eltham, che da più di dieci anni raccoglieva i suoni e i rumori più vari e disparati e a cui i Beatles faranno ricorso in più occasioni. In sequenza furono montati i suoni di un’orchestra che prima di iniziare accorda gli strumenti, il rumore del pubblico che parlotta e prende posto, poi applausi dopo la prima strofa cantata, una risata collettiva a seguire, altri applausi qua e là; e in coda, mentre il motivo sfuma nel pezzo seguente, le urla dei fan al concerto che i Beatles avevano tenuto alla Hollywood Bowl e la presentazione corale di Ringo introdotto come "Billy Shears".
[modifica] With a Little Help from My Friends
| Per approfondire, vedi la voce With a Little Help from My Friends (brano musicale). |
La composizione, originariamente intitolata Bad Finger Boogie, è frutto dell’impegno comune di Paul e John che la composero strimpellando il piano e con uno scambio continuo di battute che, ritoccate via via, andarono a formare i versi del testo della canzone. La voce solista sarebbe stata quella di Ringo, e perciò il pezzo venne fuori orecchiabile e adatto per essere accompagnato da cori, e non richiese che due sedute in studio di registrazione né particolari soluzioni sonore - tranne un campanaccio suonato da John.
Joe Cocker si esibì in una storica interpretazione del brano al festival di Woodstock.
[modifica] Lucy in the Sky with Diamonds
| Per approfondire, vedi la voce Lucy in the Sky with Diamonds. |
Lucy in the Sky with Diamonds fu da molti considerata un inno all’acido lisergico, tanto da essere bandita da diverse emittenti radio. Le iniziali delle parole del titolo – LSD – e le atmosfere psichedeliche del brano concorrevano a quell’interpretazione, e invano Paul e più ancora il suo autore John si affannarono a più riprese a smentirla[2]. In realtà, tutto era nato da un disegno che Julian, il figlio di John Lennon, aveva eseguito a scuola, e che raffigurava la compagna di banco di Julian, Lucy O’Donnell, che il bimbo aveva rappresentato contornata di stelle[3]. Secondo i ricordi di Paul[4], era incluso nel ritratto perfino il titolo, tracciato con grafia infantile probabilmente dal maestro di Julian. Portato a casa, il disegno aveva stimolato la fantasia di John che, per il testo, si era ispirato a Dietro lo Specchio di Lewis Carroll, in particolare al capitolo “Lana e acqua”[5].
Il 28 febbraio i Beatles provarono in studio il pezzo e il seguente 1° marzo furono incise le parti strumentali fra cui l’organo, suonato da Paul, adattato a sembrare una celesta che funge da apertura del brano, completato il giorno successivo con altre sovraincisioni. Non tutti apprezzarono il brusco passaggio segnato dalla batteria di Ringo dalle sognanti atmosfere psichedeliche in 3/4 alla parte centrale di rock in 4/4[6].
[modifica] Getting Better
| Per approfondire, vedi la voce Getting Better. |
“It’s getting better” era un’espressione usata frequentemente da Jimmy Nichol - il batterista che nel ’64 aveva temporaneamente sostituito Ringo Starr nelle tournée del gruppo in Danimarca e Australia - che così laconicamente rispondeva quando i tre Beatles, alla fine di ogni concerto, gli chiedevano come fosse andata.
La frase tornò alla mente di McCartney un giorno in cui, mentre passeggiava, vide il sole farsi largo fra le nuvole. Sulla scorta del titolo, Paul disegnò l’architrave melodico, poi lui e John costruirono una canzone carica di ottimismo con i testi che rievocavano i loro giorni da studenti, gli insegnanti chiusi e oppressivi e in generale la loro adolescenza travagliata, inserendo deliberatamente degli errori ortografici ("Me hiding me head in the sand").
La prima seduta di registrazione vide l’incisione delle parti strumentali, con George Martin che al piano percuote direttamente le corde dello strumento. Successivamente furono effettuate altre sovraincisioni, fino alla seduta conclusiva nella quale fu riregistrata la voce solista di Paul e vennero sovraincisi i bonghi di Ringo.
[modifica] Fixing a Hole
| Per approfondire, vedi la voce Fixing a Hole. |
Secondo la leggenda che si era subito diffusa, titolo e testo di Fixing a Hole alludevano obliquamente all’eroina. In alternativa, interpretando i versi letteralmente, si ritenne che la canzone parlasse di McCartney intento a riparare il tetto della sua fattoria in Scozia. Quest'ultima interpretazione è però smentita dallo stesso Paul, secondo cui l’intervento edilizio avvenne in seguito[7]. Ma Paul stesso darà del significato del brano altre due spiegazioni diverse - almeno in apparenza. Intervistato a proposito da Alan Aldridge, dichiarò ambiguamente: «Volevo dire che se c’è una crepa nel soffitto, o la stanza è troppo cupa, allora bisogna trovare un rimedio»[8]. In seguito definì il brano «un’ode all’erba», che egli consumava in quel periodo per sfuggire alla routine e per andare alla libera esplorazione di spazi aperti[9].
La registrazione avvenne in due giorni e in due luoghi diversi. Il 9 febbraio, al Regent Sound Studio, furono registrati tre nastri che includevano fra l'altro la parte vocale e il basso ad opera di Paul, la chitarra solista di George Harrison e un clavicembalo suonato da George Martin oppure da Paul McCartney (su questo punto i pareri degli esperti divergono). I nastri risultarono di eccellente fattura, sicché il 21 febbraio, di nuovo nel consueto studio 2 di Abbey Road, si trattò solo di fare qualche sovraincisione che ultimò il pezzo.
[modifica] She's Leaving Home
| Per approfondire, vedi la voce She's Leaving Home. |
La fuga degli adolescenti era un fenomeno in crescita nella Gran Bretagna di quel periodo, e si era già manifestato in modo preoccupante nella società statunitense come segnale di malessere giovanile anche sull’onda delle predicazioni di Timothy Leary, tanto che nel corso del 1967 l’FBI avrebbe denunziato la scomparsa negli USA di decine di migliaia di giovani[10].
Il 27 febbraio del 1967 il Daily Mirror aveva pubblicato la notizia di una diciassettenne, Melanie Coe, in procinto di sostenere gli esami finali, che era fuggita dopo aver abbandonato l’auto. L’incredulo padre della ragazza aveva candidamente dichiarato alla stampa: «Non capisco perché sarebbe dovuta scappare, qui ha tutto.»[11]
Paul e John, le cui composizioni si ispiravano spesso alla cronaca, presero spunto da questa notizia per scrivere la canzone. McCartney cominciò a comporre il brano, e fu Lennon a creare il controcanto che, riprendendo la dichiarazione del padre della scomparsa, intendeva esporre le ragioni dei genitori[12].
Il primo giorno in studio fu dedicato alla registrazione della partitura per archi (composta da Mike Leander) che vide l’esecuzione di quattro violini, due viole, due violoncelli, un contrabbasso e un’arpa diretti da George Martin. Il nastro 1, giudicato il migliore, fu leggermente ridotto e ricevette dopo tre giorni la sovraincisione della voce solista di Paul, assieme a quella di John che nel ritornello impersona il padre della ragazza scomparsa. Non vi fu nessun contributo strumentale da parte del gruppo.
[modifica] Being for the Benefit of Mr Kite!
| Per approfondire, vedi la voce Being for the Benefit of Mr. Kite!. |
Su una parete della casa di John Lennon campeggiava l’originale di un manifesto che pubblicizzava uno spettacolo circense in programma il 14 febbraio 1843 a Rochdale. Fu un gioco da ragazzi per John comporre i testi di una canzone ispirata al cartellone. Ricorda Paul[13]:
| « Mr Kite era un cartellone che John teneva in casa a Weybridge. Un giorno ci andai per una seduta e lui lo aveva appena appeso alla parete del salotto. C’era tutto, il trampolino, i salti mortali, le capriole nei cerchi, le giarrettiere, il cavallo. Era il circo di Pablo Fanque e diceva che era a “beneficio di Mr Kite”; quasi tutta la canzone fu scritta in base a quel cartellone. Ci sedemmo e la scrivemmo, tutto qui. Lo copiammo parola per parola e poi, con qualche raccordo, la mettemmo insieme […] era molto carina, si scrisse quasi da sola. » |
E dove non “si scrisse da sola” per ragioni metriche o di rima, provvide la fervida fantasia compositiva dei due a sostituire un toponimo (Bishopsgate anziché Rochdale) e ad alterare qualche dettaglio[14].
Ma la composizione era solo a metà. Per rendere l’atmosfera da circo, a Lennon venne infatti in mente di dare istruzioni al produttore George Martin affinché il pezzo finale esalasse “l’odore della segatura per terra”. Grande esperto in effetti speciali, Martin accettò la non semplice sfida e il suo contributo al pezzo fu di levatura eccellente[15]. Con l’aiuto prezioso del tecnico di studio Geoff Emerick, tagliò, mescolò e ricucì dei nastri di calliope così da ottenere il suono di ormai introvabili organi a vapore, aggiunse le armoniche a bocca suonate da Mal Evans e Neil Aspinall, registrò una turbinante parte d’organo, inserì qualche frammento di armonium che aveva suonato per ore fino allo sfinimento pur di catturare l’aroma di fiera paesana e per chiudere sovraincise il suono metallico di un glockenspiel e un altro organo. John rimase deliziato nel sentire quell’affresco sonoro che rispondeva ai suoi desideri. Su di esso, supportato da uno Starr in evidenza, Lennon incise la parte vocale completando la trasposizione musicale del manifesto.
[modifica] Within You Without You
| Per approfondire, vedi la voce Within You Without You. |
George Harrison era, dei quattro Beatles, il più coinvolto nelle filosofie orientali e quello che con maggior convinzione avrebbe seguito il corso di meditazione trascendentale che i Beatles avrebbero frequentato in India nel periodo febbraio-aprile 1968. Essendo un musicista, si interessava anche della musica indiana e dei tipici strumenti necessari per eseguirla. Il chitarrista aveva già composto - e inciso il 13 febbraio - una propria canzone dal titolo Only a Northern Song per l’album in preparazione, ma il pezzo era risultato poco convincente e pertanto era stato deciso di tenerlo fuori dal disco. Harrison era perciò sollecitato a non lasciare il monopolio compositivo di Sergeant Pepper ai soli John e Paul.
Una sera si trovava con la moglie Pattie a casa di Klaus Voormann, anch’egli musicista, conosciuto ad Amburgo nei primi anni sessanta e disegnatore di gran talento tanto da essere l’autore della copertina dell’album Revolver. Secondo Tony King - anch’egli presente quella sera - a un certo punto George abbandonò le profonde riflessioni cosmiche in cui erano immersi i presenti e si assentò andandosi a sedersi all’armonium a pedale di Voormann. King ricorda i primi goffi tentativi di Harrison fino a che, verso la fine, dallo strumento prese forma una melodia con delle sonorità che sono rintracciabili nella versione definitiva del pezzo[16].
La prima seduta di registrazione vide George Harrison con una serie di strumentisti indiani che suonavano dilruba (una specie di sitar suonato con l’archetto), tabla, swordmandel e tamburo - quest'ultimo suonato anche da George e da Neil Aspinall - e dopo una settimana furono aggiunte altre parti di dilruba.
Fin qui il pezzo aveva sonorità e armonie classiche della musica indiana. Fu a questo punto che George ebbe l’intuizione creativa di una mescolanza fra musiche orientali e occidentali, e per questa ragione chiese a George Martin di scrivere e dirigere una partitura per archi da poter amalgamare alle sonorità indiane. Il successivo 3 aprile, nello studio 1 di Abbey Road (che era decisamente più grande dello studio 2 dove abitualmente si ritrovavano i Beatles), Martin diresse l’esecuzione di tre violoncelli e otto violini che fu registrata e sovraincisa - e questa forma di contaminazione rappresenta uno dei tratti più significativi del brano. La seduta terminò con la registrazione di qualche nota di chitarra e una linea di sitar, entrambi suonati da Harrison, mentre il giorno seguente fu dedicato al trattamento del nastro con ADT[17] e all’aggiunta, in coda, di frammenti di risate che si percepiscono sullo sfondo mentre il pezzo sfuma. Come sostiene Geoff Emerick[18], dal punto di vista tecnico destarono grande stupore i risultati della registrazione degli strumenti a percussione. Nessuno degli altri Beatles partecipò attivamente ad alcuna fase dell'elaborazione ed esecuzione di Within You Without You.
[modifica] When I'm Sixty-four
| Per approfondire, vedi la voce When I'm Sixty-Four. |
Paul McCartney aveva composto la canzone a Liverpool, all’età di 16 anni, e il pezzo era già stato eseguito dal gruppo al Cavern durante le interruzioni tecniche dei concerti.
In cerca di materiale per l’album, Paul decise di rispolverare il motivo. Decisamente diverso dalla produzione corrente del gruppo, il pezzo si rifaceva agli stili musicali degli anni Venti e costituiva un omaggio al padre Jim McCartney, che quella musica aveva interpretato da giovane. Inoltre, si inquadrava nel recupero del filone musicale dal sapore di vaudeville e dalle sonorità da music hall che a metà degli anni Sessanta in Gran Bretagna veniva ripreso con discreto successo da gruppi come la New Vaudeville Band (Winchester Cathedral è un loro celebre successo del 1966), i Temperance Seven, la Bob Kerr’s Whoopee Band e la Bonzo Dog Doo Dah Band.
Indice della poliedricità del gruppo, When I’m Sixty-four fu registrato nelle pause di lavorazione di Strawberry Fields Forever, con cui è in radicale contrasto quanto a sonorità, ritmo, ricchezze armoniche e complessità tecniche. La prima seduta di registrazione risale al 6 dicembre 1966. Il nastro ricevette la base ritmica con Paul al piano e al basso, a cui fu aggiunta la linea vocale dell’autore due giorni dopo. Successivamente Ringo incise le percussioni fra le quali delle campane, John una parte di chitarra e dei cori assieme a George e l’ultimo giorno di lavorazione, seguendo una partitura di George Martin, tre clarinetti concorsero ad arricchire l’atmosfera. Durante i mixaggi del 30 dicembre, Paul volle accelerare il nastro in modo da innalzare l’originale di un semitono, allo scopo di ringiovanire la propria voce[19]. La canzone era pronta, e quando fu l’ora si incastrò con facilità nella trama musicale di Sgt Pepper.
[modifica] Lovely Rita
| Per approfondire, vedi la voce Lovely Rita. |
Gli automobilisti inglesi della metà degli anni Sessanta videro pian piano comparire per le strade urbane i parchimetri, oggetto al tempo stesso di curiosità e di astio. E assieme a questa novità videro anche sbucare le meter maids, le vigilesse addette al loro controllo.
Una sera Paul passeggiava nei pressi della casa del fratello, vicino a Liverpool, e ispirato dalla storia dei parchimetri buttò giù un testo intrigante e beffardo in cui, con linguaggio ironicamente ricercato, si faceva la corte stringente a una meter maid chiamata Rita - nome scelto perché era quello più assonante con meter. Rita era un personaggio di fantasia, e tuttavia spuntò fuori una Rita che affermò di essere la fonte dell’ispirazione di Paul. Un’altra versione[20] vuole invece che la vigilessa Meta Davis, un’addetta al controllo, avesse multato Paul per divieto di sosta; ed è probabile che il collegamento Meta-Rita-meter abbia risvegliato una qualche associazione creativa nella mente dell’autore.
La melodia della canzone risultò un motivo orecchiabile - e perciò considerata con sussiego da John. Il quale comunque in sala di registrazione si impegnò con fervore nel guidare i cori e aggiungere i gemiti e i sospiri che si odono verso la fine del brano. Rimangono nel nastro finale il rumore sul canale destro di pettini avvolti nella carta igienica e così suonati - altra eccentrica idea lennoniana - e, in bella evidenza nelle battute centrali, una parte di pianoforte di George Martin, con dei rudimentali accorgimenti tecnici applicati alla macchina dell’eco che diedero al piano un sapore tipicamente honky tonk[21].
[modifica] Good Morning Good Morning
| Per approfondire, vedi la voce Good Morning Good Morning. |
L’esistenza ritirata e monotona che John conduceva in quel periodo era scandita dalle pubblicità trasmesse dalla televisione sempre accesa in sottofondo. Fu da un messaggio pubblicitario che Lennon trasse ispirazione per il brano che parla della noia della vita casalinga. La Kellogg’s reclamizzava i fiocchi d’avena con un jingle che esordiva con “Good morning, good morning/the best for you each morning” ("Buon giorno, buon giorno/ogni mattina il meglio per voi")[22], e attorno a questa filastrocca l’autore costruì una canzone di cui egli stesso non rimase particolarmente soddisfatto tanto da stroncarla in seguito come “una schifezza”.
Le prime due sessioni di incisione di febbraio videro nascere la base del motivo. Dopo quasi un mese, Lennon provò a vivacizzare la base aggiungendo dei fiati. Per questo vennero arruolati alcuni musicisti del Sounds Inc. - originariamente chiamato Sounds Incorporated -, un valente e collaudato gruppo strumentale inglese, e il 13 marzo furono registrati e sovraincisi tre sassofoni, due tromboni e un corno francese. A fine marzo la canzone fu arricchita dall'aggiunta di effetti sonori, secondo la richiesta di John. Si tratta in larga parte di versi animali, tratti dalla preziosa collezione che Stuart Eltham conservava negli studi di Abbey Road. All’ascolto, i versi danno l’idea di tramestio e casualità. Il tecnico Geoff Emerick ricorda invece che John «voleva suoni che rappresentassero animali in fuga e che ogni animale avrebbe dovuto essere in grado di spaventare o divorare quello che lo precedeva! Per cui non sono effetti messi a caso, c’era stato a pensarci un bel po’»[23]. Conseguentemente, oltre al canto di un gallo in apertura del brano, si susseguono nel climax lennoniano che chiude il pezzo il pigolio di uccelli, il miagolio di un gatto, il latrato di un cane, il nitrire di cavalli, il belato di pecore, il ruggito di leoni, il barrito di elefanti fino all’apogeo costituito dal galoppo di cavalli in una caccia alla volpe in cui si distingue anche il corno, e infine galline che chiocciano. Lo smagliante assolo di chitarra - che ricorda quello di Taxman - è di Paul.
[modifica] Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (Reprise)
| Per approfondire, vedi la voce Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (brano musicale). |
Era giunto il momento di trovare una conclusione all’opera - a parte il sigillo finale già deciso. Considerato il progetto della Lonely Hearts Club Band, venne spontanea l’idea di chiudere con un pezzo speculare a quello introduttivo - cosa che creò l’illusione che Sgt Pepper fosse un concept album -, nel quale la banda del Sergente Pepe si accomiatava dagli spettatori augurandosi di averli intrattenuti con una performance divertente e piacevole. Ma, a differenza del brano iniziale, le sonorità sono qui decisamente più energiche anche grazie a una volitiva linea di chitarra. A creare nell'ascoltatore le aspettative per un pezzo vigoroso concorrono le due note iniziali di chitarra, il conteggio che prelude a un rock grintoso e l’attacco determinato della batteria di Ringo. L’entusiasmo dei Beatles permise di completare il brano nell’unica sessione del 1° aprile che terminò alle sei di mattina del giorno successivo.
[modifica] A Day in the Life
| Per approfondire, vedi la voce A Day in the Life. |
A Day in the Life è unanimemente riconosciuta come una delle vette compositive più alte dei Beatles, e non a caso risale a una fase in cui il gruppo attraversava un felicissimo momento creativo - lo stesso in cui germogliarono Penny Lane e Strawberry Fields Forever. Il brano, creazione di Lennon e di McCartney che vi lavorarono fianco a fianco, vuole essere una metafora della limitatezza di una visione "oggettiva" della realtà in contrapposizione alla percezione del mondo attraverso l’ampliamento sensoriale prodotto dall’assunzione dell’LSD.
Come d’abitudine, Lennon trasse l’ispirazione dall’esperienza che lo circondava. Il Daily Mail del 17 gennaio 1967 riportava in evidenza la cronaca dell’incidente mortale in cui era morto Tara Browne, ricco rampollo della famiglia Guinness, grande amico di Paul e frequentatore della scena underground londinese. La prima strofa del pezzo descriveva l’incidente ritraendo anche una folla smarrita - benché Paul in parte smentirà questa versione[24]. La seconda strofa riguardava l’esperienza di John come attore nel film How I Won the War. Infine, sempre sullo stesso quotidiano, c’era la notizia della riunione del Consiglio comunale di Blackburn in cui si denunciava lo stato di degrado nel quale versavano le strade rese insicure da tantissime buche. I due scelsero di mettere in fila i primi due quadri, poi nella registrazione si decise in un primo tempo di lasciare delle battute vuote che l’aiutante dei Beatles Mal Evans provvide a contare ad alta voce da 1 a 24[25] e che, come si sente nella versione finale sul canale sinistro, terminano al trillo di una sveglia che Evans aveva puntato per indicare la fine dell’ultima battuta. McCartney scelse questo momento per lasciare sul nastro un motivo che da un po’ di tempo gli ronzava in testa. Al termine, John inserì l’ultimo quadro su Blackburn, Lancashire. E le tessere del mosaico si incastrarono perfettamente.
Rimanevano le 24 battute vuote. Fu Paul ad avere l’idea di riempirle con un’orchestra di 90 elementi. Martin si oppose fermamente per questioni finanziarie, e i due giunsero al compromesso di convocare una quarantina di strumentisti il giorno 10 febbraio presso lo studio 1 di Abbey Road. I musicisti si trovarono immersi in un’atmosfera psichedelica: palloncini svolazzavano per la sala, gli invitati vestivano costumi colorati e in quell’occasione erano ospiti dello studio Brian Jones, Keith Richards, Mick Jagger, Marianne Faithfull, Graham Nash, Donovan e altri celebri personaggi della scena musicale della swinging London. Paul aveva dato istruzioni a Martin affinché l’orchestra si producesse in un crescendo, ovviamente fuori dai canoni tradizionali. Per questo Martin disse a ciascun musicista di partire dal suono più basso dello strumento fino a raggiungere quello più alto, innalzando progressivamente la tonalità e procedendo in maniera dissonante, ognuno per conto proprio senza curarsi di come stesse progredendo chi gli stava a fianco. Per dei professionisti provenienti in gran parte dalla London Symphony Orchestra e dalla Royal Philharmonic Orchestra, le istruzioni di Martin risultavano fortemente anomale, tuttavia i musicisti eseguirono il compito e con la sapienza tecnica di Geoff Emerick si raggiunse un risultato sorprendente del quale lo stesso Martin, in genere austero ed esigente con se stesso, si compiacque vivamente[26].
Altri due particolari ultimarono il brano. Alla fine del secondo crescendo era necessario un punto fermo e forte che lo chiudesse. Così il 22 febbraio, utilizzando tre pianoforti con il pedale destro di risonanza abbassato, John, Paul, Ringo e Mal Evans eseguirono con forza simultaneamente un accordo di Mi maggiore[27]. L’impressione fu così intensa che George Martin volle incidere e aggiungere anche il proprio armonium. Il tocco finale al pezzo - e quindi all’intero album - venne dato nell’ultima seduta, il 21 aprile. John fece inserire dopo l’accordo di piano il sibilo di un fischietto per cani usato dalla polizia - e perciò non udibile da orecchio umano perché di frequenza troppo alta. E come ultima aggiunta, dopo circa dieci secondi dallo sfumare dell'accordo, un loop ripete "Never Could Be Any Other Way" ("Non c’era altra maniera"). Questo frammento di nastro andò a ingrossare le file dei testi criptici che secondo alcuni confermerebbero la teoria della morte di Paul McCartney.
[modifica] Influenza e fortuna critica
Già pochi anni dopo l'uscita del disco, il critico letterario Guy Aston, dopo aver affermato che grazie a tale album "i Beatles sono riusciti a fare della musica pop qualcosa che si ascolta seriamente, e che si potrebbe trattare come qualsiasi altro tipo di espressione artistica", osserva che "l'influenza di Sergeant Pepper sul pop è stata enorme", in quanto questo disco avrebbe dato ispirazione a tutta una serie di album di altri musicisti, che ambiscono a proporsi come "discorsi definitivi sulla condizione umana", quali ad esempio Their Satanic Majesties Request dei Rolling Stones, After Bathing at Baxter's dei Jefferson Airplane e Tommy degli Who. Secondo questa lettura, Sergeant Pepper's Lonely Hearts Club Band sarebbe un album particolarmente ambizioso. "I Beatles erano sempre stati l'espressione di un mondo di adolescenti [...]: qui essi assumono volontariamente il ruolo che in un primo tempo era stato loro imposto dalla stampa, quello di capi spirituali. Sergeant Pepper è per molti aspetti un disco didattico per il pubblico; i Beatles hanno scoperto la 'liberazione spirituale' e vogliono estenderla al mondo. Sulla copertina sono vestiti in modo da ricordare una banda dell'esercito della salvezza [...] e sono circondati da visionari del passato e del presente". Nelle canzoni che compongono l'album, i Beatles cercherebbero di insegnare una via per "migliorare la vita" e "diminuire la solitudine [...] attraverso vari atti di liberazione psicologica, imparando ad avere visioni, ad amare". Solo l'ultima canzone, A Day in the Life, turberebbe, secondo questo critico, l'atmosfera ottimista dell'album, in quanto tale canzone, nel descrivere alcune esperienze di vita quotidiana di un individuo mentalmente liberato, le rappresenta come "fondamentalmente tragiche" e caratterizzate da un persistente e non eliminabile senso di solitudine e di alienazione[28].
Il critico musicale Ian MacDonald, a proposito dell'accoglienza riservata all'album, rileva che "quando Sergeant Pepper fu pubblicato [...] fu un grande evento culturale. [...] L'album era circondato da un timore riverente, quasi religioso[29]". MacDonald sostiene inoltre che "il suono dell'album - in particolare il suo impiego di varie forme di eco e di riverbero - rimane la più genuina simulazione acustica mai creata dell'esperienza psichedelica[30]". Per questo critico, l'ultima traccia dell'album, A Day in the Life, è la migliore canzone dei Beatles in assoluto; pur non condividendolo, MacDonald riporta inoltre (senza indicarne l'autore) un significativo giudizio formulato su tale canzone: "La terra desolata della musica pop[31]".
[modifica] Cronologia
Nella sessione di registrazione iniziata nel novembre del 1966 e terminata nel marzo 1967 furono registrate 16 canzoni. L'ingegnere di registrazione è Geoff Emerick assistito da Richard Lush.
- Strawberry Fields Forever- inizio 24 novembre 1966, studio2 di Abbey Road
- Penny Lane - inizio 29 dicembre 1966, studio2 di abbey Road
- Only a Northern Song - inizio 13 febbraio 1967, studio2 di Abbey Road
- When I'm Sixty-Four - inizio 6 dicembre 1966, studio2 di Abbey Road, versione contenuta nell'album, la "take"4, oltre a Emerick e Lush, Phil Mc Donald
- A Day in the Life - inizio 19 gennaio 1967, studio2 di Abbey Road, la versione contenuta nell'album è un mix tra le "take" 6 e 7, oltre a Emerick e Lush, Phil Mc Donald
- Sgt. Pepper's Lonely Hearts' Club Band - inizio 1 febbraio 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album, la "take" 10
- Good Morning Good Morning - inizio 8 febbraio 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album, la "take" 11
- Being for the Benefit of Mr. Kite! - inizio 17 febbraio 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album, la nona take (versione)
- Fixing a Hole - inizio 21 febbraio 1967, iniziata al Regent Studios di Tottenham Court (Londra), completata ad Abbey Road,
- versione nell'album, la terza versione, oltre a Emerick e Lush, Adrian Ibbeston.
- Lovely Rita - inizio 23 febbraio 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album, la "take" 11
- Lucy in the Sky with Diamonds - inizio 1 marzo 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album, la "take" 8
- Getting Better - inizio 9 marzo 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album, la quindicesima versione, oltre a Emerick e Lush, Malcom Addley, Key Townsend, Peter Vincer, Graham Kirby, Keith Slaughther.
- She's Leaving Home - inizio 17 marzo 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album, la nona versione
- Within You Without You - inizio 22 marzo 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album la "take" 2
- With a Little Help from My Friends - inizio 29 marzo 1967, studio2 di Abbey Road, versione nell'album, la "take" 11
- Sgt. Pepper's Lonely Hearts' Club Band (reprise) - inizio 1 aprile 1967, studio1 di Abbey Road, versione nell'album, la quarta versione
[modifica] Tracce
[modifica] Lato A
- Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band
- With a Little Help from My Friends
- Lucy in the Sky with Diamonds
- Getting Better
- Fixing a Hole
- She's Leaving Home
- Being for the Benefit of Mr. Kite!
[modifica] Lato B
- Within You Without You
- When I'm Sixty-Four
- Lovely Rita
- Good Morning Good Morning
- Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (Reprise)
- A Day in the Life
[modifica] Formazione
- John Lennon - voce, chitarra ritmica, organo Hammond, pianoforte, armonica, tamburello, maracas
- Paul McCartney - voce, basso, chitarra ritmica, pianoforte, organo Hammond
- George Harrison - chitarra solista, voce, armonica, maracas
- Ringo Starr - batteria, congas, tamburello, maracas, campane tubolari; voce in With a Little Help from My Friends
[modifica] Altri musicisti
- Neil Aspinall - tamboura, armonica
- Mal Evans - allarme della sveglia
- Matthew Deyell - tamburello
- George Martin - harmonium; clavicembalo in Fixing a Hole; organo Hammond in With a Little Help from My Friends; pianoforte in Getting Better e Lovely Rita
- James W. Buck, Neil Sanders, Tony Randall, John Burden - corno
- Erich Gruenberg, Derek Jacobs, Trevor Williams, Jose Luis García, Alan Loveday, Julien Gaillard, Paul Scherman, Ralph Elman, David Wolfsthal, Jack Rothstein, Jack Greene - violino
- John Underwood, Stephen Shingles - viola
- Dennis Vigay, Alan Dalziel, Reginald Kilbey, Allen Ford, Peter Beavan - violoncello
- Orchestra di swordmandel e dilruba
- Gordon Pearce - contrabbasso
- Sheila Bromberg - arpa
- Robert Burns, Henry Mackenzie, Frank Reidy - clarinetto
- Barrie Cameron, David Glyde, Alan Holmes - sassofono
- John Lee e altri - trombone
- Sezione di corni
- Orchestra di 40 elementi
[modifica] Cover
Nel 2007 Fabio Koryu Calabrò ha realizzato Sergio Pepe e l'orchestrina cuori solitari, cover del disco interamente in italiano[32]
[modifica] Curiosità
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- Nell'aprile 2007 il canale radio 2 della BBC ha annunciato l'inizio di una serie di registrazioni in studio delle tredici tracce che compongono l'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band ad opera di artisti britannici degli anni novanta-duemila, come Oasis, Travis, Kaiser Chiefs, Killers, Razorlight, James Morrison, Fratellis. L'operazione - che è stata patrocinata da Bob Geldof - prevede che le registrazioni, effettuate con le stesse strumentazioni tecniche negli studi di Abbey Road sotto l'occhio attento dei tecnici ed ingegneri del suono del tempo, George Martin e Geoff Emerick, vengano irradiate il 2 giugno, cioè il giorno successivo del quarantennale dall'uscita dell'album[33].
- Secondo una stima ufficiale delle vendite in Gran Bretagna dei dischi musicali, Sgt. Pepper's è il secondo album più venduto nella storia con più di 32 milioni di copie vendute.
- Tre giorni dopo l'uscita del disco, Jimi Hendrix aprì il proprio concerto suonando una sua versione di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band". Tra il pubblico erano presenti anche degli increduli George Harrison e Paul McCartney.
- Il 30 novembre 1974, ad Afar, in Etiopia, Donald Johanson e Tom Gray rinvennero i resti di un esemplare di femmina adulta di Australopithecus afarensis. Questa venne chiamata Lucy in onore di "Lucy in the Sky with Diamonds" che andava in onda alla radio proprio durante gli scavi.
[modifica] Collegamenti esterni
- (IT) Recensione del disco a cura di Walter Gatti, nella ottava puntata dello speciale de ilsussidiario.net: Ritorno ad Abbey Road
- (IT) Recensione
[modifica] Note
- ^ Sergeant Pepper fu all’inizio considerato un concept album. Che lo sia o no è questione controversa. Probabilmente chi trova la giusta prospettiva è George Martin: «In realtà, se le ascolti, le canzoni non hanno alcun collegamento l’una con l’altra. Non si trattava affatto di un concept album; lo sembra e basta, perché io cercai di legare i brani l’uno con l’altro più che potevo» in Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze 1997, pag. 123.
- ^ «[…] come le iniziali di “Lucy in the Sky with Diamonds”: giuro su Dio, su Mao o su chi vi pare, non avevo intenzione di riferirmi all’LSD.» In John Lennon ricorda - Intervista integrale a ‘Rolling Stone’ del 1970, White Star, Vercelli 2009, pag. 130.
- ^ George Martin ricorda: «Lucy in the Sky with Diamonds non parlava di LSD. Il titolo ebbe origine quando Julian, il figlio treenne di John, tornò a casa dall’asilo con un disegno di una bimba della sua classe. John gli chiese come era intitolato e Julian rispose: “È Lucy, nel cielo, con dei diamanti”», in Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road , Arcana Editrice, Milano 1990, pag. 211. La stessa versione compare in Bob Spitz, The Beatles. La vera storia, Sperling & Kupfer, Milano 2006, pag. 426, e anche Paul McCartney conferma sostanzialmente la testimonianza di George Martin in Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pagg. 242-3.
- ^ Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pagg. 242-3.
- ^ Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze 1997, pag. 126.
- ^ Ian MacDonald, The Beatles. L'opera completa (Revolution in the Head, Fourth Estate, London 1994), Mondadori, Milano 1994, pag. 232.
- ^ Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pag. 246.
- ^ in Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze 1997, pag. 129.
- ^ Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pag. 245.
- ^ Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze 1997, pag. 129.
- ^ Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pag 246.
- ^ Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pag. 246.
- ^ Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pag. 248.
- ^ Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze 1997, pagg. 132-3.
- ^ «Pochi produttori musicali hanno saputo dare sfoggio di un decimo dell’inventiva qui dimostrata [da George Martin]», Ian MacDonald, The Beatles. L'opera completa (Revolution in the Head, Fourth Estate, London 1994), Mondadori, Milano 1994, pag. 229.
- ^ La descrizione della serata è tratteggiata in Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarab, Firenze 1997, pag. 134.
- ^ L’ADT (Automatic Double Tracking o anche Artificial DT) è una tecnica di incisione che consiste nel raddoppiare la traccia registrata e quindi sovrapporre le due tracce con uno sfasamento di un quinto di secondo. Cfr. Ian MacDonald, The Beatles. L'opera completa (Revolution in the Head, Fourth Estate, London 1994), Mondadori, Milano 1994, pag. 471.
- ^ «I tabla non erano mai stati registrati così. Tutti rimasero stupefatti quando sentirono per la prima volta dei tabla con i microfoni messi così vicini, in modo da mantenere tutto il tessuto sonoro e quelle magnifiche risonanze» in Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road , Arcana Editrice, Milano 1990, pag. 217.
- ^ Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road , Arcana Editrice, Milano 1990, pag. 186.
- ^ Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pag. 250.
- ^ Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road , Arcana Editrice, Milano 1990, pagg. 215 e 221.
- ^ Steve Turner, La storia dietro ogni canzone dei Beatles, Tarabooks, Campobasso 1997, pag. 138.
- ^ Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road, Arcana Editrice, Milano 1990, pag. 223.
- ^ «Tutti hanno pensato a Tara Browne, erede della Guinness, ma non credo che sia il caso, sicuramente mentre lo scrivevamo io non pensavo a Tara dentro di me. Forse poteva averlo pensato John (…) ma nella mia mente non aveva nulla a che fare con quell’episodio.» In Barry Miles, Paul McCartney – Many Years From Now, Rizzoli, Milano 1997, pag. 253-4.
- ^ La voce di Evans è pesantemente trattata con effetti acustici già nei primi nastri, cfr. The Beatles Anthology 2, 2° CD, traccia 5 - Apple Records 1996.
- ^ «È dannatamente meraviglioso!», in Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road , Arcana Editrice, Milano 1990, pag. 202.
- ^ Mark Lewisohn, Beatles - Otto anni ad Abbey Road , Arcana Editrice, Milano 1990, pag. 208.
- ^ Guy Aston, A proposito dei Beatles, in "Paragone", anno XXIV, numero 280, giugno 1973, pp. 107-118. Questo articolo, apparso su una rivista piuttosto autorevole, fu probabilmente una delle prime analisi letterarie dei testi dei Beatles pubblicate in Italia.
- ^ Ian MacDonald, op. cit., p. 239.
- ^ Ian Mac Donald, op. cit., p. 240.
- ^ Ian MacDonald, op. cit., p. 220. MacDonald, tuttavia, reputa tale giudizio una "sciocchezz[a]" nonché una errat[a] interpretazion[e]" (ibid.).
- ^ http://www.musicclub.it/musicclub/jsp/gruppi/default_one.jsp?id_gruppo=11728319246490
- ^ Fonte: Kw.Musica.Kataweb.it e la Repubblica del 7 aprile 2007.