Fondo Monetario Internazionale

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Coordinate: 38°53′56″N 77°2′33″W / 38.89889, -77.0425

Fondo Monetario Internazionale
(EN) International Monetary Fund

Fmi.gif
Bandiera del Fondo Monetario Internazionale

Lingua ufficiale Inglese
Direttore operativo Dominique Strauss-Kahn
Fondato il 14 dicembre 1950
Stati membri 186
Sede Washington, Stati Uniti
Sito internet www.imf.org
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Il Fondo Monetario Internazionale (International Monetary Fund, di solito abbreviato in FMI in italiano e in IMF in inglese) è, insieme al Gruppo della Banca Mondiale, una organizzazione privata parte delle organizzazioni internazionali dette di Bretton Woods, dalla sede della Conferenza che ne sancì la creazione. L'Accordo Istitutivo acquisì efficacia nel 1945 e l'organizzazione nacque nel maggio 1946. Attualmente gli Stati membri sono 186. L'FMI si configura anche come un Istituto specializzato delle Nazioni Unite.

Indice

[modifica] Fini statutari del FMI

Nell'articolo 1 dell'Accordo Istitutivo gli scopi del FMI sono così definiti:

  • promuovere la cooperazione monetaria internazionale;
  • facilitare l'espansione del commercio internazionale;
  • promuovere la stabilità e l'ordine dei rapporti di cambio, evitando svalutazioni competitive;
  • dare fiducia agli Stati membri rendendo disponibili, con adeguate garanzie, le risorse del Fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti;
  • in relazione con i fini di cui sopra, abbreviare la durata e ridurre la misura degli squilibri delle bilance dei pagamenti degli Stati membri.

In particolare l'F.M.I. dovrebbe regolare la convivenza economica e favorire lo sviluppo del sud del mondo (per sud si intendono i P.V.S.: paesi in via di sviluppo)

[modifica] Struttura del Fondo

Gli organi principali del FMI sono il Consiglio dei Governatori ('Board of Governors') a composizione plenaria, il Consiglio Esecutivo ('Executive Board'), composto dai 24 Direttori Esecutivi (Executive Directors) e il Direttore Operativo ('Managing Director').
Il Consiglio dei Governatori si riunisce di norma una volta l'anno e le sue funzioni sono in gran parte delegate al Consiglio Esecutivo, che siede permanentemente.
Dei membri del Consiglio Esecutivo 5 sono permanenti e appartengono ai 5 Stati che detengono la quota maggiore (Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia e Regno Unito) mentre gli altri sono eletti dal Consiglio dei Governatori sulla base di un sistema di raggruppamenti di nazioni (non necessariamente su base regionale).
Il Direttore Operativo viene eletto dal Consiglio Esecutivo e lo presiede.

Il FMI dispone di un capitale messo a disposizione dai suoi membri e il voto all'interno dei suoi organi è ponderato a seconda della quota detenuta. Questo fa sì che, considerato che per prendere le decisioni più importanti sono necessarie maggioranze molto alte (i 2/3 o i 3/4 dei voti) gli Stati Uniti e il gruppo dei principali paesi dell'Unione Europea si trovano ad avere un potere di veto di fatto, presi singolarmente (nel caso della maggioranza dei 3/4) o insieme (maggioranza dei 2/3).

[modifica] Ripartizione delle quote e dei voti

La tabella mostra i dati relativi alle quote e ai voti dei primi 21 Stati.

Stato membro del FMI Quota: Milioni di DPS Quota (%) Governatore Sostituto Governatore Numero di voti Percentuale di voti
Bandiera dell'Australia Australia 3236.4 1.49 Wayne Swan Ken Henry 32614 1.47
Bandiera del Belgio Belgio 4605.2 2.12 Jezreel Pattaguan Jean-Pierre Arnoldi 46302 2.09
Bandiera del Brasile Brasile 3036.1 1.4 Guido Mantega Henrique de Campos Meirelles 30611 1.38
Bandiera del Canada Canada 6369.2 2.93 Jim Flaherty David A. Dodge 63942 2.89
Bandiera della Cina Cina 8090.1 3.72 ZHOU Xiaochuan HU Xiaolian 81151 3.66
Bandiera della Francia Francia 10738.5 4.94 Christine Lagarde Christian Noyer 107635 4.86
Bandiera della Germania Germania 13008.2 5.99 Peer Steinbrück 130332 5.88
Bandiera dell'India India 4158.2 1.91 P. Chidambaram D. Subbarao 41832 1.89
Bandiera dell'Italia Italia 7055.5 3.25 Giulio Tremonti Mario Draghi 70805 3.2
Bandiera del Giappone Giappone 13312.8 6.13 Koji Omi Toshihiko Fukui 133378 6.02
Bandiera della Corea del Sud Corea del Sud 2927.3 1.35 Okyu Kwon Seong Tae Lee 29523 1.33
Bandiera del Messico Messico 3152.8 1.45 Agustín Carstens Guillermo Ortiz 31778 1.43
Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 5162.4 2.38 A.H.E.M. Wellink L.B.J. van Geest 51874 2.34
Bandiera della Russia Federazione russa 5945.4 2.74 Aleksei Kudrin Sergey Ignatiev 59704 2.7
Bandiera dell'Arabia Saudita Arabia Saudita 6985.5 3.21 Ibrahim A. Al-Assaf Hamad Al-Sayari 70105 3.17
Bandiera della Spagna Spagna 3048.9 1.4 Pedro Solbes Miguel Fernández Ordóñez 30739 1.39
Bandiera della Svezia Svezia 2395.5 1.1 Stefan Ingves Per Jansson 24205 1.09
Bandiera della Svizzera Svizzera 3458.5 1.59 Jean-Pierre Roth Hans-Rudolf Merz 34835 1.57
Bandiera del Regno Unito Regno Unito 10738.5 4.94 Alistair Darling Mervyn King 107635 4.86
Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti d'America 37149.3 17.09 Timothy Geithner Ben Bernanke 371743 16.79
Bandiera del Venezuela Venezuela 2659.1 1.22 Gastón Parra Luzardo Rodrigo Cabeza Morales 26841 1.21
altri 165 Stati 60081.4 29.14 ---- ---- 637067 28.78

[modifica] I Direttori Operativi del FMI

Nome Nazionalità Inizio carica Fine carica
Camille Gutt Bandiera del Belgio Belgio 6 maggio 1946 1951
Ivar Rooth Bandiera della Svezia Svezia agosto 1951 ottobre 1956
Per Jacobsson Bandiera della Svezia Svezia dicembre 1956 5 maggio 1963
Pierre-Paul Schweitzer Bandiera della Francia Francia 1º settembre 1963 1º settembre 1973
Johannes Witteveen Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 1º settembre 1973 17 giugno 1978
Jacques de Larosière Bandiera della Francia Francia 17 giugno 1978 16 gennaio 1987
Michel Camdessus Bandiera della Francia Francia 16 gennaio 1987 14 febbraio 2000
Horst Köhler Bandiera della Germania Germania 1º maggio 2000 4 marzo 2004
Anne Krueger Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 4 marzo 2004 4 maggio 2004
Rodrigo Rato Bandiera della Spagna Spagna 4 maggio 2004 31 ottobre 2007
Dominique Strauss-Kahn Bandiera della Francia Francia 1º novembre 2007 in carica

[modifica] Evoluzione e politica attuale

Le istituzioni di Bretton Woods erano state pensate per creare un sistema di coordinamento e controllo delle politiche economiche degli Stati a livello internazionale che evitasse il ripetersi di disastrose crisi economiche come quella del 1929. In particolare il Fondo Monetario doveva occuparsi di economia monetaria e la Banca Mondiale di ricostruzione e sviluppo.

Nella pratica il sistema progettato a Bretton Woods, che si basava su rapporti di cambio fissi tra le valute, tutte agganciate al dollaro il quale a sua volta era agganciato all'oro, crollò con la sospensione del gold standard (vale a dire la convertibilità del dollaro in oro) da parte di Richard Nixon nel 1971.

Questo ha portato a un ripensamento del ruolo del FMI, che oggi si occupa per lo più di concedere prestiti agli Stati membri in caso di squilibrio della bilancia dei pagamenti. Il FMI si occupa anche della ristrutturazione del debito estero dei paesi del cosiddetto Terzo Mondo. Il FMI impone di solito a questi paesi dei piani di aggiustamento strutturale come condizioni per ottenere prestiti o condizioni più favorevoli per il rimborso del debito che costituiscono l'aspetto più controverso della sua attività. Questi piani sono infatti modellati su una visione neoliberista dell'economia e sulla convinzione che il libero mercato sia la soluzione migliore per lo sviluppo economico di questi paesi. Tra i punti principali essi di solito comprendono la svalutazione della moneta nazionale, la riduzione del deficit di bilancio da conseguire con forti tagli alle spese pubbliche e aumento delle imposte (e quindi privatizzazioni massicce), l'eliminazione di qualsiasi forma di controllo dei prezzi.

[modifica] Maggiori prestiti erogati dal FMI

[modifica] Critiche

Il Fondo Monetario Internazionale è fortemente criticato dal movimento no-global e da alcuni illustri economisti, come il Premio Nobel Joseph Stiglitz, che lo accusano di essere un'istituzione manovrata dai poteri economici e politici del cosiddetto Nord del mondo e di peggiorare le condizioni dei paesi poveri anziché adoperarsi per l'interesse generale.

Il sistema di voto, che chiaramente privilegia i paesi "occidentali", è considerato da molti iniquo e non democratico. Il FMI è accusato di prendere le sue decisioni in maniera poco trasparente e di imporle ai governi democraticamente eletti che si trovano così a perdere la sovranità sulle loro politiche economiche.

Nel suo libro Globalization and Its Discontents (La Globalizzazione e i suoi oppositori Einaudi, Torino) uscito nel 2002, e in una serie di interviste ed articoli, Joseph Stiglitz, dimessosi da poco dalla vicepresidenza della Banca Mondiale, accusa il Fondo Monetario di aver imposto a tutti i paesi una "ricetta" standardizzata, basata su una teoria economica semplicistica, che ha aggravato le difficoltà economiche anziché alleviarle.

Stiglitz fornisce una serie dettagliata di esempi, come la Crisi finanziaria asiatica e la transizione dall'economia pianificata al capitalismo in Russia e nei paesi ex-comunisti dell'Europa orientale: i prestiti del FMI in questi paesi sono serviti a rimborsare i creditori occidentali, anziché aiutare le loro economie. Inoltre il FMI ha appoggiato nei paesi ex-comunisti coloro che si pronunciavano per una privatizzazione rapida, che in assenza delle istituzioni necessarie ha danneggiato i cittadini e rimpinguato le tasche di politici corrotti e uomini d'affari disonesti. Stiglitz osserva che i risultati migliori in materia di transizione sono stati conseguiti proprio da quei paesi, come la Polonia e la Cina, che non hanno seguito le indicazioni del FMI, mentre in Asia il modello economico che ha permesso una massiccia crescita dell'economia di molti paesi si basa su un forte intervento statale, anziché sulle privatizzazioni.
Stiglitz sottolinea inoltre i legami di molti dirigenti del FMI con i grandi gruppi finanziari americani e il loro atteggiamento arrogante nei confronti degli uomini politici e delle elites del Terzo Mondo, paragonandoli ai colonialisti di fine XIX secolo convinti che la loro dominazione fosse l'unica opportunità di progresso per i popoli "selvaggi".

Negli anni '80 il Fondo Monetario Internazionale, assieme alla Banca Mondiale, ha cercato di promuovere l'industrializzazione nell'Africa sub-sahariana talvolta ottenendo buoni risultati, spesso fallendo. Difatti, in Senegal le politiche neoliberiste di eliminazione dei protezionismi doganali hanno contribuito alla scomparsa di interi settori industriali [1]

Le critiche nei confronti del FMI hanno trovato un ulteriore argomento quando nel 2001 l'Argentina, paese che i burocrati del FMI consideravano "l'allievo modello", è andata incontro ad una terribile crisi economica. Il FMI è stato accusato di avervi contribuito con le sue indicazioni o quantomeno di non aver fatto nulla per impedirla.

[modifica] Note

  1. ^ Capitolo 3, pagina 90, Jacques Giri. Africa in crisi, trent'anni di non-sviluppo, Società Editrice Internazionale, Torino 1991, ISBN 88-05-05161-6

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni