Luciano Pavarotti

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Luciano Pavarotti
Foto di Luciano Pavarotti
Nazionalità Bandiera dell'Italia Italia
Genere Opera lirica
Operatic pop
Periodo di attività
1961 – 2006
Strumento {{{strumento}}}
Etichetta
Band attuale {{{band attuale}}}
Band {{{band precedenti}}}
Album pubblicati 110[1]
Studio
Live
Raccolte 23
Opere audiovisive pubblicate {{{numero opere audiovisive pubblicate}}}
Gruppi e artisti correlati {{{correlati}}}
Sito ufficiale
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica
« Penso che una vita per la musica sia una vita spesa bene ed è a questo che mi sono dedicato.[2] »
(Luciano Pavarotti)

Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935Modena, 6 settembre 2007) è stato un tenore italiano.

È stato tra gli artisti italiani più apprezzati in tutto il mondo grazie alle straordinarie qualità vocali, ad un'eccellente gestione della propria immagine mediatica, e per l'impegno profuso in campo sociale. Insieme a Franco Corelli e Carlo Bergonzi ha rappresentato l'ultimo dei grandi cantanti italiani che hanno saputo conquistare il mondo. Con il Pavarotti & Friends e le sue numerose collaborazioni (fra le quali è da ricordare in particolare la costituzione del gruppo de Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras), ha consolidato una popolarità che, anche al di fuori dell'ambito musicale, lo ha condotto in tutto il mondo[3].

Indice

[modifica] Carriera

« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali »
(Daniel Hicks, New York Times)
Matrimonio con Adua Veroni (1961)

Luciano era figlio di Fernando Pavarotti (19122002) e Adele Venturi (19152002) dal cui matrimonio nacque anche la sua sorella minore, Gabriella. Il padre era fornaio nell'esercito, cantante amatoriale nella «Corale Gioachino Rossini»[4] di Modena e trasmise al figlio la passione per l'opera lirica, trovando nel giovane altrettanto interesse.

Il giovane Pavarotti decise di non intraprendere fin da subito una carriera musicale vera e propria, evitando così il conservatorio di musica. Per un lungo periodo invece dedicò i suoi studi all'insegnamento, per diventare un maestro di educazione fisica ed insegnare in seguito alle scuole elementari per due anni, dopo essersi iscritto nell'istituto magistrale di Modena (la stessa scuola frequentata anche da Francesco Guccini).

Pur proseguendo la sua carriera nell'insegnamento, non aveva abbandonato gli studi di canto con il tenore Arrigo Pola (di cui manterrà canoni e principi nella sua futura carriera) e alla partenza di questi per il Giappone, tre anni dopo, proseguì la sua preparazione con il maestro Ettore Campogalliani, con il quale perfezionò la tecnica del fraseggio e della concentrazione. Per sua stessa ammissione, i due sono restati per sempre i suoi unici e onorati maestri.

Negli anni successivi, entrato a pieno regime nel mondo della lirica e sempre continuando i suoi studi canori, il giovane tenore ottenne un primo successo musicale in una delle sue esibizioni con il padre in Galles, nel corso del Festival di Llangollen dove si aggiudicò il primo premio[5].

[modifica] L'affermazione

Nel 1961 ottiene il primo riconoscimento personale, nel Concorso Internazionale Achille Peri. La vittoria di questo concorso consenti al giovane Pavarotti di esibirsi davanti al grande pubblico, come il 29 aprile 1961 quando ottenne la sua consacrazione artistica salendo sul palcoscenico del teatro dell'opera di Reggio Emilia per interpretare il ruolo di Rodolfo ne La Bohème di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli[6].

Per ammissione dello stesso tenore, l'opera pucciniana è rimasta quella più rappresentativa del suo repertorio, tanto che Rodolfo sarebbe divenuto nel corso della sua carriera una sorta di suo alter-ego sul palco.

Tenace come Calaf, dolce come Nemorino

Artista completo e sapiente comunicatore (nel senso moderno del termine), e soprattutto personaggio comunque unico all'interno del mondo dello spettacolo, ambasciatore nel mondo del belcanto all'italiana, amante della buona tavola come Rossini e impegnato nella solidarietà (che solo in parte ha bilanciato la caduta di immagine dovuta ai suoi problemi con il fisco[7], Pavarotti è stato riconosciuto da molta parte della critica come uno fra i migliori cantanti nel registro di tenore del XX secolo, un secolo che pure ha dato numerosi grandi protagonisti al mondo dell'opera lirica, alcuni dei quali, suoi coetanei o quasi, sono ancora in attività. Questo riconoscimento gli è venuto non soltanto per la particolare estensione vocale e padronanza tecnica dello strumento voce, uniti ad una capacità di interpretazione in grado di porlo nella condizione di andare in profondità nella lettura dei personaggi che andava a interpretare sul palcoscenico e nei solchi delle incisioni discografiche, ma anche anche in virtù di quello che il suo collega José Carreras ha definito naturale carisma, di cui Pavarotti era evidentemente dotato.
Tenace come il Calaf che doma la pucciniana principessa Turandot ed esorta le stelle ad un tramonto senza indugio in vista di un'alba che lo vedrà vincitore, e capace al tempo stesso di una tenerezza degna dell'ingenuo ed affabile Nemorino donizettiano de L'elisir d'amore (Una furtiva lacrima è una delle sue arie d'opera più conosciute), Pavarotti - per tutti, il Maestro - è stato al contempo il testimone di un'epoca e di una professione, quella di cantante, per la quale - secondo le sue stesse parole - non è sufficiente il solo talento se esso non è supportato da un'adeguata e talvolta faticosa opera di studio[8].

La messa in scena de La Bohème fu riproposta in diverse città d'Italia ed ebbe addirittura alcune richieste all'estero; Pavarotti interpretava inoltre il ruolo del Duca di Mantova nel Rigoletto, a Carpi, a Brescia e al Teatro Massimo di Palermo, dove, sotto la direzione del maestro Tullio Serafin, ottenne un buon successo e consacrò la sua figura di tenore in tutta Italia.

[modifica] I loggioni stranieri

Pavarotti a fine anni sessanta

Consolidata ormai la sua fama in patria, il passo successivo fu l'avvicinamento all'estero; nonostante qualche richiesta nei primi anni sessanta, il tenore fuori d'Italia era ancora poco conosciuto e difficilmente riceveva menzioni da critici.

La svolta arrivò di nuovo con La Bohème, che gli permise di mostrarsi al pubblico Inglese. Pavarotti ebbe molte richieste per delle repliche dell'opera pucciniana alla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, prima dell'arrivo di Giuseppe Di Stefano, ma a causa di un'improvvisa malattia del tenore siciliano fu costretto a sostituirlo (era il 1963) nella parte di Rodolfo. Lo rimpiazzò in teatro e anche al Sunday Night at the Palladium, un noto spettacolo televisivo inglese seguito da più di 15 milioni di telespettatori, il mezzo perfetto per affermarsi sulla scena mondiale.

Le prime incisioni dell'artista vennero presentate da lì a poco, per la casa discografica Decca Records, poco prima che egli venisse avvicinato dal giovane direttore d'orchestra Richard Bonynge, il quale gli richiese di esibirsi a fianco alla moglie, Joan Sutherland.

Con questo soprano, nel 1965, mise piede per la prima volta negli Stati Uniti, a Miami, dove ricoprì il ruolo di Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Donizetti sotto la direzione dello stesso Bonynge. La Sutherland lo accompagnò successivamente ne La sonnambula di Bellini alla Royal Opera House di Covent Garden e ne La traviata di Verdi.

[modifica] La Scala

Sempre del 1965 la sua interpretazione de L'elisir d'amore di Donizetti, e ancora nello stesso anno si ebbe il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano, dove il tenore fu espressamente richiesto da Herbert von Karajan per la La Bohème di Puccini; visto il successo, l'anno seguente Pavarotti fu chiamato nuovamente per la Messa da Requiem in memoria di Arturo Toscanini.

Nel periodo 1965-1966 sono da ricordare le interpretazioni de I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini sotto la direzione di Claudio Abbado e del Rigoletto di Verdi, diretto da Gianandrea Gavazzeni.

Dello stesso 1966 è l'esibizione alla Royal Opera House di Pavarotti e la Sutherland ne La Fille du régiment di Donizetti, opera che permetterà al tenore di trasformarsi in leggenda sei anni più tardi.

[modifica] La conquista dell'America, l'affermazione mondiale, dai palchi ai parchi

L'exploit arriva il 17 febbraio 1972, al Metropolitan Opera di New York[9], dove in occasione dell'esecuzione dell'opera sopracitata esegue nove do acuti[10], difficilissimi da emettere a voce piena, in maniera sciolta e naturale nell'aria "Ah, mes amis". Riceve una standing ovation senza precedenti che lo chiama al sipario per ben 17 volte, un record finora imbattuto[11].

Il nome di Pavarotti divenne noto al grande pubblico grazie alle esecuzioni sempre più di frequente riprese dalla televisione, come nel ruolo di Rodolfo ripreso dal vivo al Metropolitan di New York nel marzo 1977, assieme ad un'altra italiana, Renata Scotto, che raccolse le percentuali di audience più alte del tempo per un'opera teletrasmessa. All'artista sono andati diversi Grammy Award e dischi di platino e d'oro.

Nel maggio del 1984, si esibisce nel prestigioso Royal Opera House di Londra, e di fronte a Lady Diana e al marito Carlo d'Inghilterra oltre al pubblico di 2000 persone, celebra con una grandiosa interpretazione il concerto di beneficenza nella capitale inglese, ottenendo 5 minuti ininterroti di applausi dal pubblico e quattro chiamate in scena[12].

Pavarotti arriva nel giugno del 1986 ad esibirsi a Pechino, per un concerto attesissimo al teatro al Teatro delle Esposizioni. L'esibizione ottiene grande riscontro dal pubblico, che richiama il maestro in scena per un secondo spettacolo ripreso in diretta dalle tv cinesi, italiane ed americane[13]. Al primo spettacolo ne seguono altri nei giorni successivi (tra cui la Boheme[14]), tutti accolti e seguiti con grande entusiasmo dal pubblico orientale[15][16].

A partire dagli anni novanta, Pavarotti ha curato molto i concerti all'aperto, sfruttando stadi e parchi, che si sono rivelati dei buoni successi.

Nel luglio del 1991, davanti ad un pubblico record di 330.000 persone, Pavarotti si esibisce a Londra, ad Hyde Park, con spettatori ancora una volta Lady D e il marito Carlo[17]. Lo spettacolo colpì incredibilmente l'opinione pubblica inglese grazie alla carica di Pavarotti e alla sua incredibile voce, spingendo un gruppo di duecento tra artisti e personalità illustri inglesi a chiedere di conferire al tenore il titolo di Lord [18].

Nel dicembre del 1991, allo stadio Pacaembù di San Paolo in Brasile, oltre 50.000 spettatori paganti si radunarono per il concerto di Pavarotti, terminato con uno spettacolo pirotecnico [19].

Nel giugno 1993, oltre 200.000 si radunarono per ascoltarlo nel concerto gratuito Central Park (New York) , mentre in milioni seguirono lo spettacolo in diretta televisiva[20].

A settembre dello stesso anno, all'ombra della Torre Eiffel a Parigi, riunì oltre 70.000 persone per un concerto trasmesso anche in diretta tv da Canal Plus[21].

Nel luglio del 2001 l'artista modenese si esibisce per la seconda volta ad Hyde Park a Londra, davanti ad un pubblico di 70.000 persone[22].

Nel 2002, i dati di vendita delle produzioni di Pavarotti, indicavano oltre 65 milioni di copie vendute nei suoi oltre 30 anni di carriera[23].

[modifica] I Tre Tenori

Il 7 luglio 1990, in occasione della finale del campionato del mondo di calcio svoltasi a Roma, i «Tre Tenori» Luciano Pavarotti, José Carreras e Placido Domingo tennero un concerto alle Terme di Caracalla, diretti dal maestro indiano Zubin Mehta[24]. L'orchestra di 180 elementi era un ensemble di professori provenienti dalle orchestre del Teatro dell'Opera di Roma e dell'orchestra del «Maggio Fiorentino». Il successo si preannunciava clamoroso: furono richiesti per l'evento più di 200.000 biglietti sebbene le Terme di Caracalla avessero una capienza di circa 6.000 posti. I «Tre Tenori» cantarono in modo magistrale arie liriche tratte da opere famose, ma anche brani provenienti dal repertorio musicale di tutto il mondo (Cielito lindo, Oci Ciornie, La vie en rose, Memory, Amapola, Torna a Surriento, 'O sole mio, Core 'ngrato).

Dopo tale evento i tre grandi artisti hanno cantato ancora insieme in numerose altre occasioni; tra le più importanti si ricordano i concerti del 17 luglio 1994 a Los Angeles (finale del campionato mondiale di calcio USA '94[25][26]. Durante tale esibizione, poiché fra gli spettatori vi erano Frank Sinatra e Gene Kelly, i tre tenori dedicarono loro My Way e Singin' in the rain.

Nel 1998 si esibirono a Parigi in ooccasione della finale dei Mondiali di Francia[27] e nel 2002 a Yokohama sempre per la finale dei campionati mondiali di calcio, questa volta in Giappone e Corea[28].

[modifica] Le ultime esibizioni

L'ultima esibizione in assoluto del tenore, durante la cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali a Torino, il 10 febbraio 2006.

Nel 2004, in occasione dell'addio ufficiale all'opera[29], al Metropolitan Opera House dove recitava la «Tosca» ha ricevuto un'ovazione di 35 secondi dai 4.000 spettatori[30][31].

Nello stesso anno ha tenuto un concerto all'Arena di Pola in Croazia, dove due anni prima aveva anche cantato con Placido Domingo e José Carreras.

A febbraio del 2006 ha cantato durante la cerimonia di inaugurazione dei XX Giochi olimpici invernali, ultima esibizione dal vivo del Maestro[32], e nel luglio dello stesso anno è stato operato d'urgenza in un ospedale di New York per l'asportazione di un tumore maligno al pancreas[33].

[modifica] Pavarotti & Friends e l'impegno nel sociale

Dal 1992 al 2003 ha tenuto a Modena dei concerti a cadenza quasi annuale a scopo benefico. Chiamati Pavarotti & Friends, riunivano sul palco i più famosi artisti della scena musicale pop italiana ed internazionale chiamati a duetti con il tenore[34][35]. Lo scopo dell'iniziativa era quello di raccogliere fondi per sostenere iniziative di sostegno e sviluppo nelle zone povere del mondo, soprattutto in favore dei bambini[36].

Nelle varie edizioni si sono succeduti oltre 100 artisti a duettare con il maestro, e tra i più importanti sicuramente Sting, Zucchero, Lucio Dalla, Bob Geldof, Andrea Bocelli, Bono Vox e The Edge, Liza Minnelli e Céline Dion.

Nel 1986, con un concerto tutto esaurito a Torino, raccolse oltre mezzo miliardo di lire devoluti interamente alla lotta contro il cancro [37].

Nel dicembre 1995, insieme al direttore d'orchestra Riccardo Muti, ha tenuto un concerto a Forli per raccogliere fondi in favore di una comunità di recupero per tossicodipendenti[38].

[modifica] Vita privata

« Nella vita ho avuto tutto,davvero tutto. Se mi venisse tolto tutto con Dio siamo pari e patta.[39] »
(Luciano Pavarotti)

Pavarotti si sposò nel 1961 con Adua Veroni, sua fidanzata da 8 anni e conosciuta a 17 anni. Dall'unione con la moglie nascono tre figlie : Lorenza, Cristina e Giuliana.[40]

Nel 1993 iniziarono i rumors (specie sui media americani) circa una possibile relazione extraconiugale del maestro[41], che però smentì tutto asserendo che il rapporto con la giovane modella italiana Lucia Debrilli si limitasse all'amicizia[42][43].

Nel 1994 cominciano le indiscrezioni circa una sua relazione con la giovane segretaria, studentessa di Scienze Naturali[44], Nicoletta Mantovani, di 34 anni più giovane di lui[45]. La Mantovani diventa una vera e propria organizzatrice di molti eventi a lui collegati, a cominciare dal Pavarotti & Friends. La storia d'amore fra Pavarotti e la Mantovani fa scoppiare un vero e proprio scandalo, che culmina con un divorzio miliardario di Pavarotti dalla prima moglie e madre delle sue figlie, Adua Veroni[46].

Nel 2000, a Pavarotti venne contestata dal fisco italiano un'evasione fiscale, visto che il tenore aveva eletto domicilio a Monaco. Colpevole di evasione fiscale per una cifra superiore ai 40 miliardi di lire, il 27 luglio 2000 nelle stanze del ministero delle Finanze all'Eur, il tenore decise di saldare il debito con il fisco versando 24 miliardi di lire in rate da 500 milioni[47]. Sulla soluzione del patteggiamento commenterà il Ministro delle Finanze dell'epoca, Ottaviano Del Turco: "Ho chiesto all'amministrazione di avviare il dialogo con Pavarotti per chiudere questa vicenda quando mi sono reso conto che la persona era in buona fede e cercava di uscire fuori da una situazione nella quale lui stesso aveva dichiarato di non sentirsi a suo agio. Pavarotti ora ha sanato questa situazione e io credo che questo mostri anche la duttilità dell'amministrazione fiscale"[48]. Risolto il contenzioso con la magistratura tributaria, restò in piedi il processo penale che cominciò a Modena nel settembre 2001. Il 19 ottobre 2001 il giudice di Modena Carla Ponterio assolse Pavarotti perché il fatto non era più previsto dalla legge come reato[49].

Nel gennaio del 2002 perde la madre Adele[50] e nel maggio del 2002, a pochi giorni dall'edizione del Pavarotti & Friends, muore il padre Fernando[51].

Tra le numerose amicizie di Luciano Pavarotti, la Principessa Diana del Galles, moglie del principe Carlo del Galles, erede al Trono d'Inghilterra, con cui condusse una raccolta di fondi per la messa al bando delle mine antiuomo. Invitato a cantare in occasione della cerimonia funebre della principessa, egli declinò l'invito ad esibirsi e partecipò in veste di semplice amico della principessa, dal momento che riteneva che non avrebbe avuto la possibilità di cantare appropriatamente «col dolore in gola».

Il 13 gennaio 2003 la compagna di Pavarotti, Nicoletta Mantovani, dà alla luce Alice Pavarotti, sopravvissuta ad un parto gemellare in cui invece muore il figlio Riccardo[52] lasciando il tenore nello sconforto[53].

Il 13 dicembre 2003 Pavarotti sposa Nicoletta Mantovani con una sontuosa cerimonia nel teatro Comunale di Modena alla presenza di Bono, Zucchero, Ligabue e molti altri artisti[54].

[modifica] La morte e i funerali

Nel 2007 si stabilì nella sua villa di Modena, nel tentativo di condurre a buon fine la sua lotta personale contro il cancro. Una delle sue figlie rilasciò un'intervista a un settimanale affermando che il padre si stava ormai preparando all'ineluttabile decorso della malattia, (intervista succesivamente smentita[55]) peggiorata nell'agosto 2007, per la quale era stato anche ricoverato in ospedale[56]. Nel suo buen retiro emiliano Pavarotti ha continuato quasi fino all'ultimo a tenere lezioni di canto con alcuni allievi, riceveva amici e parenti[57], anche se costretto su di una carrozzina, e visibilmente dimagrito.[58]

Pavarotti si spense serenamente il 6 settembre 2007, alle cinque del mattino, all'età di quasi settantadue anni (che avrebbe compiuto il mese dopo)[59]. Al suo capezzale erano presenti la moglie, le figlie e la sorella. Il cordoglio viene espresso dai giornali quotidiani[60] e dalle istituzioni di tutto il mondo[61][62].

Ai funerali, celebrati nel Duomo di Modena dall'Arcivescovo Metropolita Mons. Benito Cocchi, erano presenti 50.000 persone, membri di istituzioni nazionali e internazionali ed artisti tra cui Bono, Zucchero, Gianni Morandi e Jovanotti [63]. Poco prima dell'inizio della cerimonia religiosa il soprano Raina Kabaivanska (autrice negli anni di grandi duetti con il maestro[64]) ha intonato l'Ave Maria di Verdi. Al momento della distribuzione della Comunione, Andrea Bocelli ha cantato l'Ave Verum Corpus di Mozart[65]. Viene poi diffuso il canto del Panis Angelicus di Cesar Frank, che Luciano Pavarotti con il padre Fernando intonarono la Notte di Natale del 1986 in un Duomo gremito di fedeli, durante la solenne celebrazione della Natività officiata dall'allora Arcivescovo Mons. Bartolomeo Santo Quadri[66].

Prima del rito di commiato, Romano Prodi, all'epoca Presidente del Consiglio, tiene l'orazione funebre. Il giorno precedente aveva reso omaggio al feretro e colloquiato con i familiari il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[67]. All'uscita della salma, gli rendono omaggio le Frecce Tricolori dipingendo il Tricolore italiano nel cielo di Modena[68].

Per sua espressa volontà, è stato sepolto nel piccolo cimitero di Montale Rangone, accanto ai genitori e al piccolo figlio Riccardo[69][70].

[modifica] L'eredità

Si ipotizzò che il patrimonio lasciato da Pavarotti agli eredi si aggirasse sui 200 milioni di euro, cifra mai confermata. Il tenore redasse diversi testamenti, al vaglio per stabilire l'entità reale dell'eredità ed i beneficiari ma anche causa di vertenze e polemiche:

Dopo la morte di Pavarotti scoppiarono continue polemiche e ipotesi sulla sua eredità; un'amica del tenore accusò la seconda moglie Nicoletta Mantovani di averlo raggirato a fini ereditari, di avergli impedito i contatti con i vecchi amici e con le figlie, di aver ricevuto questa disperata confessione da Pavarotti stesso, che le avrebbe chiesto di parlare solo dopo i suoi funerali[75].

A queste affermazioni, la Mantovani rispose con una querela ed una richiesta di risarcimento di 30 milioni di euro[76]. Nell'aprile del 2008, evitando così una lunga battaglia legale, le parti in causa (la Mantovani e due amiche del tenore) raggiunsero un accordo per ritirare la denuncia, che non portò ad alcun risarcimento danni, ma solo ad un chiarimento frutto di alcune lettere chiarificatrici[77].

L'inchiesta contro ignoti della Procura di Pesaro per circonvenzione d'incapace fu archiviata nel dicembre 2008[78].

Nicoletta Mantovani rispose pubblicamente solo una volta, il 27 ottobre 2007, nella trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio, in cui confessò anche di essere da tredici anni malata di sclerosi multipla[79][80].

Nel luglio 2008, Nicoletta Mantovani e le tre figlie del tenore frutto del matrimonio con la prima moglie, hanno raggiunto un accordo per la suddivisione di alcuni immobili interessati dalla questione dei testamenti[81].

[modifica] Celebrazioni e riconoscimenti

Nel 1990, in occassione di una serie di concerti a Covent Garden (Londra), viene inaugurata la statua di cera del tenore italiano (primo interprete d'opera a ricevere l'onore) al museo di Madame Tussauds[82].

Nel 1992 il ministro francese della cultura gli ha conferito la Legion d'Onore [83].

Il 19 giugno 1994 il Comune di Portomaggiore gli conferì la Cittadinanza onoraria in occasione della sua visita nella cittadina emiliana per l'inaugurazione di un busto a Mafalda Favero, soprano portuense che il Maestro ebbe modo di conoscere agli inizi della sua carriera[84] .

Nel 1998 è stato nominato Messagero di pace dalle Nazioni Unite[85][86].

Nel 1999 al tenorissimo è stato dedicato un asteroide, il 5203 Pavarotti[87][88].

Nel maggio 2001, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati conferisce a Luciano Pavarotti il Premio Nansen, per la sua opera di sostegno dei rifugiati del Pakistan[89]. Primo italiano a vincere il premio in vita, Pavarotti è stato definito dal UNHCR il privato cittadino che maggiormente ha contribuito a raccogliere fondi per l'agenzia[90].

L'8 febbraio 2006 riceve la Cittadinanza onoraria di Sarajevo, per l'impeno profuso dall'artista in favore dei bambini bosniaci[91].

Nel dicembre 2006 gli viene conferito il Premio Puccini, alla sua 36esima edizione[92], e nello stesso mese riceve a Bergamo, nell'ambito del Bergamo Music Festival il Premio Donizetti[93][94].

Il 4 settembre 2007 gli è stato conferito dal ministero dei Beni Culturali il Premio per l'eccellenza nella cultura, alla prima assegnazione[95]

[modifica] I Grammy Award

Pavarotti si è aggiudicato complessivamente 6 Grammy Award[96], 4 come artista singolo e altri 2 in collaborazione con altri artisti:

[modifica] Riconoscimenti ed eventi organizzati in memoria di Pavarotti

Il comune di Modena gli ha intitolato, il 6 dicembre 2007 con una cerimonia pubblica, il Teatro cittadino intitolandolo teatro comunale Luciano Pavarotti[99].

Nel febbraio del 2008, il Casinò di Sanremo espone nella sala incontri una statua di luce del tenore modenese creata da Marco Lodola[100].

Il 12 ottobre 2008 (giorno del suo compleanno) si è tenuto Salute petra, un concerto in onore del maestro a Petra (Giordania) e trasmesso in televisione. Hanno partecipato a questo appuntamento molti artisti fra cui i colleghi Placido Domingo e José Carreras (per la prima volta riuniti senza Pavarotti), Jovanotti, Sting, Zucchero, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Angela Gheorghiu, Roberto Alagna, Andrea Griminelli, Cynthia Lawrence, e molti altri[101]. Il concerto si è svolto per iniziativa della principessa Haya Hussein di Giordania e della vedova del maestro, Nicoletta Mantovani, entrambe presenti all'evento assieme alla figlioletta del maestro, Alice Pavarotti, al re Abd Allah II di Giordania con la moglie Rania, Regina di Giordania, al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, al ministro Andrea Ronchi, a Caterina Caselli e a molte altre autorità e amici del tenore.[102]

Sempre nel giorno del suo compleanno, anche il famoso motore di ricerca Google dedica un ricoscimento speciale a Pavarotti, inserendo nella sua homepage un'icona del maestro che riportava a tutte le pagine web a lui dedicate[103].

Nel 2009 è stata annunciata la realizzazione di un progetto a Dubai, gestito da un'azienda di Bergamo, che prevede la realizzazione di una torre denominata Luciano Pavarotti Tower, di 16 piani e con all'interno un museo dedicato al tenore italiano più famoso al mondo[104].

[modifica] Repertorio

L'elenco seguente riporta la lista del lungo repertorio di Luciano Pavarotti:

[modifica] Filmografia

Yes, Giorgio (1982) di Franklin J. Schaffner

[modifica] Onorificenze

[modifica] Curiosità

[modifica] Note

  1. ^ Il sito ufficiale di Luciano Pavarotti
  2. ^ Frase comparsa in lingua inglese ed in lingua italiana sul sito ufficiale il 6 settembre 2007, giorno della sua morte.
  3. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/09/17/big-luciano-piu-nel-mondo-che-in.html
  4. ^ Il sito della «Corale Gioachino Rossini».
  5. ^ http://www.lucianopavarotti.it/indexita.html#biografia
  6. ^ http://www.lucianopavarotti.it/indexita.html#biografia
  7. ^ Fonte: Ilgiornale.it.
  8. ^ Fonte: Media televisivi, 6 settembre 2007.
  9. ^ http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/persone/pavarotti-ricoverato/pavarotti-newyork/pavarotti-newyork.html
  10. ^ http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/5158416.stm
  11. ^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/06/pavarotti_scheda_carriera.shtml
  12. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1984/05/22/pavarotti-un-trionfo.html
  13. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/06/26/pechino-con-pavarotti.html
  14. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/05/su-raitre-in-diretta-pavarotti-da-pechino.html
  15. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/06/29/la-prima-della-boheme-appassiona-cinesi.html
  16. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/07/01/pavarotti-conquista-la-cina.html
  17. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/07/31/carlo-diana-fanno-pace-ascoltando-pavarotti.html
  18. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/08/01/date-pavarotti-il-titolo-di-lord.html.
  19. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1991/12/13/brasile-50mila-per-pavarotti.html
  20. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/06/27/pavarotti-re-central-park.html
  21. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/09/03/pavarotti-strega-parigi.html
  22. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/07/15/londra-70mila-per-pavarotti-al-concerto-di.html
  23. ^ http://archiviostorico.corriere.it/2002/agosto/06/Pavarotti_divento_gladiatore_co_0_0208067485.shtml
  24. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1993/agosto/08/Pavarotti_ancora_con_Domingo_Carreras_co_0_9308088412.shtml
  25. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/09/21/carreras-domingo-pavarotti-fanno-il-bis.html
  26. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1993/agosto/08/Pavarotti_ancora_con_Domingo_Carreras_co_0_9308088412.shtml
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[modifica] Voci correlate

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[modifica] Collegamenti esterni

Video Che gelida manina - due versioni a confronto interpretate da Luciano Pavarotti: