Swift Gamma Ray Burst Explorer

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Explorer 84 - Swift
Il satellite Swift
Proponente: NASA
Destinazione: orbita polare
 Lanciatore  razzo Delta II
Lancio

20 novembre 2004, 17:16:00 UTC da Cape Canaveral

Massa 1.470 kg
Potenza 1.040 W
Strumenti

3 telescopi

Esito

in orbita

Swift Gamma Ray Burst Explorer, citato sovente semplicemente come Swift ed a volte come Explorer-84, è un satellite artificiale messo in orbita dalla NASA nell'ambito del Programma Explorer. È dedicato allo studio dei lampi gamma. Dopo IMAGE e WMAP, è la terza missione della serie Midex.

Lanciato alle 17:16 UTC del 20 novembre 2004 dalla base di Cape Canaveral usando come vettore un razzo Delta II 7320-10C, è stato posizionato su un'orbita caratterizzata da un apogeo di 604 km, un perigeo di 585 km, un periodo di 96,6 minuti e un inclinazione di 21°.[1] La missione, la cui durata era stata stabilita inzialmente in due anni[2], è stata successivamente prolungata di quattro anni[3].

Il satellite è frutto di una collaborazione tra l'americana NASA, l'italiana ASI e il britannico PPARC. La principale base terrestre è il Centro spaziale Luigi Broglio, mentre l'archivazione dei dati è svolta al Goddard Space Flight Center. Lo studio scientifico dei dati è svolto al Goddard Space Flight Center, all'università di Leicester e all'Osservatorio di Brera. L'ASI ha contribuito anche nella strumentazione.

Contrariamente a quanto comunemente accade per i satelliti, il nome non è un acronimo ma si rifà al nome inglese del rondone, uno degli uccelli dal volo più agile e veloce, ed è stato scelto per richiamare la rapidità di puntamento del satellite[4] garantita da un sistema giroscopico controllato da motori elettrici.

Indice

[modifica] Il satellite e la strumentazione

Il corpo principale del satellite ha un diametro di circa 2,7 m e un'altezza di 5,7 m; nella configurazione di massimo dispiegamento raggiunge una larghezza di 5,4 m. Il peso complessivo è di 1,47 tonnellate. È dotato di batterie Ni-H2 (al nickel-idrogeno) ricaricate da pannelli solari. La stabilizzazione e il puntamento sono controllati da 6 giroscopi.

Swift è equipaggiato con tre telescopi allineati tra loro:

  • BAT (Burst Alert Telescope, lett. Telescopio per l'allerta lampo)[5]: individua i lampi e ne determina le coordinate astronomiche. Copre 1 steradiante a scansione completa e 3 a scansione parziale. Entro 15 secondi determina, con un'approssimazione di 1÷4 arcominuti, la posizione che viene trasmessa a terra per permettere il puntamento di altri telescopi. Basato sul principio della stenoscopia, poiché non è possibile far convergere con lenti i raggi gamma in una focale, il telescopio consta di 52.000 piastrine di schermatura da 5 mm in piombo casualmente distribuite ad una distanza di un metro dalle 32.768 piastrine da 4 mm in CZT (una lega di cadmio, zinco e tellurio) per la rilevazione dei raggi X duri. A livello energetico copre l'intervallo tra i 15 e 150 keV.
  • XRT (X-ray Telescope, lett. Telescopio a raggi X)[6]: fotografa e analizza lo spettro del code di emissione dei lampi, determinado una così una migliore localizzazione della sorgente con un'approssimazione di 3,5 arcosecondi. Lo studio della coda può protarsi per giorni o settimane in funzione dell'intensità del lampo. È costruito sul principio del telescopio Wolter di tipo I e copre l'intervallo tra 0,2 e 10 keV.
  • UVOT (Ultraviolet/Optical Telescope, lett. Telescopio ultravioletto/ottico)[7]: a riposizionamento avvenuto, studia la coda di emissione nelle frequenza del visibile e dell'ultravioletto (170–650 nm). Ha una risoluzione inferiore all'arcosecondo.

Il sistema di controllo automatico permette rapide correzioni di puntamento innescate dalla rilevazione di un lampo ad opera del BAT. Entro 20 secondi inizia l'azione di correzione che porta l'XRT a puntare verso il lampo entro i 70 secondi dal rilevamento iniziale. L'UVOT inquadra la sorgente del lampo entro i 4 minuti. [8],[9]

[modifica] Principali risultati scientifici

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ I dati orbitali dal sito NASA
  2. ^ Scheda della missione dal sito della NASA
  3. ^ Articolo annunciante il prolungamento
  4. ^ La spiegazione del nome dal sito ufficiale
  5. ^ Le specifiche di BAT dal sito ufficiale
  6. ^ Le specifiche di XRT dal sito ufficiale
  7. ^ Le specifiche di UVOT dal sito ufficiale
  8. ^ Opuscolo divulgativo di Swift
  9. ^ Schema del funzionamento del sistema di autocorrezione del puntamento
  10. ^ Articolo dell'Osservatorio di Brera sull'evento del 19 marzo 2008.
  11. ^ Articolo della NASA sull'evento del 13 settembre 2008.
  12. ^ Articolo della NASA sull'evento del 23 aprile 2009.
Programma Explorer
Lancio di explorer 1
1 I 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 (AE-A) | 18 (IMP-A) | 19 (AD-A) | 20 | 21 (IMP-B) | 22 | 23 | 24 (AD-B) | 25 (Injun-4) | 26 | 27 | 28 (IMP-C) | 29 (GEOS A) | 30 (Solrad 8) | 31 | 32 (AE-B) | 33 (IMP-D) | 34 (IMP-F) | 35 (IMP-E) | 36 (GEOS B) | 37 (Solrad 9) | 38 (RAE-A) | 39 (AD-C) | 40 (Injun-5) | 41 (IMP-G) | 42 (Uhuru) | 43 (IMP-I) | 44 (Solrad 10) | 45 | 46 | 47 (IMP-H) | 48 (SAS-2) | 49 (RAE-B) | 50 (IMP-J) | 51 (AE-C) | 52 (Injun-F) | 53 (SAS-3) | 54 (AE-D) | 55 (AE-E) | 56 (ISEE 1) | 57 (IUE) | 58 (AEM-A) | 59 (ICE) | 60 (AEM-B) | 61 (Magsat) | 62 (DE-1) | 63 (DE-2) | 64 (SME) | 65 (CCE) | 66 (COBE) | 67 (EUVE) | 68 (SAMPEX) | 69 (RXTE) | 70 (FAST) | 71 (ACE) | 72 (SNOE) | 73 (TRACE) | 74 (SWAS) | 75 (WIRE) | 76 (TERRIERS) | 77 (FUSE) | 78 (IMAGE) | 79 (HETE-2) | 80 (WMAP) | 81 (RHESSI) | 82 (CHIPSat) | 83 (GALEX) | 84 (Swift) | 85-89 (THEMIS) | 90 (AIM) | 91 (IBEX)
Voci correlate: Esplorazione spaziale