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Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion

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Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion
Theendofevangelion.jpg
Copertina del DVD italiano
Titolo originale 新世紀エヴァンゲリオン劇場版 Air/まごころを、君に
Paese di produzione Giappone
Anno 1997
Durata 87 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione
Regia Hideaki Anno, Kazuya Tsurumaki
Soggetto Gainax
Sceneggiatura Hideaki Anno, Shinji Higuchi
Art director Hiroshi Kato
Animatori Studio Gainax, Project EVA, Production I.G, TV Tokyo, SEGA, Toei
Montaggio Sachiko Miki
Musiche Shiro Sagisu
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion (新世紀エヴァンゲリオン劇場版 Air/まごころを、君に Shin Seiki Evangerion Gekijō-ban: Air/Magokoro o, Kimi ni?) è un film d'animazione giapponese del 1997 diretto da Hideaki Anno e realizzato come conclusione alternativa della serie televisiva Neon Genesis Evangelion.

La storia costituisce il seguito degli eventi narrati in Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth e come il lungometraggio precedente anche The End of Evangelion è diviso in due parti: episodio 25' e 26' rispettivamente, sostitutivi degli episodi 25 e 26 della serie originale. Il film è edito in Italia in versione DVD da Panini Video e con un secondo doppiaggio da Dynit in Neon Genesis Evangelion: The Feature Film, edizione che raccoglie i due lungometraggi in un unico film.

L'opera ha ricevuto valutazioni contrastanti da parte di pubblico e critica, ma si è aggiudicata il premio all'Anime Grand Prix del 1997 indetto dalla rivista Animage[1], insieme ad altri premi e riconoscimenti.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Episodio 25': Air / Love is Destructive[modifica | modifica wikitesto]

Shinji Ikari è devastato dalla morte di Kaworu Nagisa e implora aiuto ad Asuka Soryu Langley che si trova però in ospedale in stato di incoscienza. Dopo aver accidentalmente rimosso la vestaglia della ragazza, il giovane si masturba di fronte a lei.

Con la sconfitta di tutti gli Angeli e il definitivo smascheramento del tradimento di Gendo Ikari, la Seele invia le Forze di autodifesa giapponesi ad infiltrare il Geofront e prendere possesso della Nerv. Ritsuko Akagi è liberata dalla sua detenzione per installare un firewall nel Magi System e contrastare un eventuale tentativo di hackeraggio. Le Jieitai entrano nel quartier generale e uccidono la maggior parte dello staff dipendente, dando la massima priorità alla cattura degli Evangelion e all'uccisione dei loro piloti. Misato Katsuragi ordina ad Asuka di entrare nell'Unità 02 e di posizionarsi nel lago nei pressi del Geofront, poi la donna salva uno Shiji in stato catatonico dalle truppe Jieitai. Determinata a fargli pilotare l'Unità 01, Misato conduce il giovane alla sala degli Evangelion, ma è ferita mortalmente durante l'attacco di alcuni soldati. Dopo aver convinto Shinji a pilotare l'Eva un'ultima volta, la donna lo bacia e lo fa salire sull'ascensore.

Gendo giunge alla conclusione che la sconfitta della Nerv è inevitabile e, insieme a Rei Ayanami, si ritira nel Terminal Dogma per avviare il Third Impact. Nel frattempo Asuka riattiva l'Unità 02 e sconfigge facilmente le Forze di autodifesa, nel combattimento le viene reciso l'umbilical cable e quindi la carica elettrica esterna. Seele manda allora in campo la Serie Eva, che attacca l'Unità 02.

Nel Terminal Dogma Ritsuko affronta Gendo e Rei, decisa a far esplodere il quartier generale per impedire all'uomo di portare a termine il suo piano. Tuttavia il suo ordine è bloccato da Casper (uno dei supercomputer del Magi) e la donna viene uccisa da Gendo. Nel frattempo Shinji non è in grado di soccorrere Asuka dal momento che l'Unità 01 è bloccata in un ammasso di bachelite solidificata. Nonostante in un primo momento appaia vittoriosa, Asuka e l'Eva 02 sono crudelmente uccisi dalla Serie Eva. Successivamente l'Unità 01 si libera automaticamente dalla bachelite e, con Shinji nella cabina di pilotaggio, esce dalla sede della Nerv ormai in rovina, giungendo al Geofront. La vista della Serie Eva che trasporta i resti mutilati dell'Unità 02 lo fanno scoppiare in un urlo di rabbia.

Episodio 26': Per te, tutto il mio essere / ONE MORE FINAL: I need you[modifica | modifica wikitesto]

Rei/Lilith con in mano parte dell'LCL che raccoglie le anime di tutta l'umanità.

Nel Terminal Dogma Gendo tenta di fondersi con Rei per dare inizio al Third Impact. Tuttavia Rei prende il controllo del processo e si riunisce con Lilith, il secondo Angelo. Le due formano un essere luminescente in rapida crescita, con la pelle di Lilith e le sembianze di Rei. La Serie Eva crocifigge l'Unità 01 e comincia il rituale per inizializzare il Third Impact. Rei/Lilith, ormai di dimensioni gigantesche, fuoriesce dal Terminal Dogma e assorbe l'Eva 01.

Dopo alcune scene contemplative, incluso un violento confronto con Asuka, Shinji arriva alla conclusione di essere solo e indesiderato senza nessuno che gli voglia bene e che tutti gli altri debbano morire, pronunciando così le parole, da la sua sentenza all'umanità "morte a tutti!". In risposta, Rei/Lilith crea un Anti AT Field di dimensioni globali, che annulla l'AT Field di tutti gli abitanti del mondo e causa la dissoluzione dei loro corpi nell'LCL, un liquido primordiale che raccoglie le anime dell'intera umanità. Mentre gli spiriti dell'umanità formano un'unica coscienza collettiva, Rei/Lilith cede ancora una volta il controllo a Shinji. La sua sofferenza e solitudine lo spingono ad accettare questa nuova forma, convinto che non vi possa essere più felicità nel mondo reale. Dopo una serie di monologhi e viaggi introspettivi, Shinji realizza che è necessario stare con gli altri e che vivere pienamente significa provare gioia così come dolore. Il Third Impact viene quindi interrotto e Rei/Lilith decade e muore, interrompendo l'Anti AT Field e permettendo nuovamente la comparsa di singoli individui. Asuka e Shinji sono rimaterializzati dal mare di LCL su di una spiaggia, con una vista del capo reciso di Rei/Lilith e in sottofondo un paesaggio apocalittico.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Genesi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

La conclusione della trasmissione della serie TV Neon Genesis Evangelion lasciò molti spettatori insoddisfatti del finale, in particolare degli ultimi due episodi. Essa era infatti avvertita dai fan come incompleta, a causa della quasi totale assenza di azione e del mancato sviluppo delle linee narrative portate avanti fino a quel punto[2]. I motivi di questa scelta stilistica sono principalmente imputabili alla scarsità economica e di tempo che colpì lo studio Gainax nel corso della realizzazione dell'opera, ma dipesero anche dalla curiosità sviluppata dal regista Hideaki Anno nei confronti della psicologia e delle malattie mentali e dalla volontà di creare un anime che fosse in grado di esplorare nuovi linguaggi artistici[3].

Nonostante si fosse dichiarato in più occasioni soddisfatto degli episodi finali della serie[4], a causa delle pesanti critiche[5], Anno decise di ritornare sull'opera con un lungometraggio che avrebbe trattato gli avvenimenti degli ultimi due episodi dell'anime da un punto di vista più tradizionale, offrendo in questo modo un finale alternativo alla serie[6].

Il film era inizialmente previsto come OAV, ma in corso di realizzazione si decise di trasmetterlo invece nei cinema. Si pensò di dividere il lungometraggio in due parti, in cui la prima avrebbe riassunto gli eventi della serie TV e la seconda avrebbe portato la storia a conclusione con il nuovo finale. Tuttavia il contenuto dell'opera oltrepassò di molto le previsioni e si decise di creare due film. Il materiale prodotto fino ad allora venne inserito in Neon Genesis Evangelion: Death & Rebirth che venne trasmesso al cinema il 15 marzo 1997 e che raccoglieva la parte di riassunto e un'introduzione al continuo degli eventi; mentre il finale dell'opera fu raccontato in Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion che uscì il 19 luglio dello stesso anno[7].

Realizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Hideaki Anno si occupò della regia e scrisse la sceneggiatura insieme a Shinji Higuchi. Il character design fu assegnato a Yoshiyuki Sadamoto, che aveva ricoperto lo stesso incarico nella serie originale, la direzione artistica venne affidata a Hiroshi Kato. Le animazioni vennero realizzate congiuntamente da Gainax e Production I.G. Diverse scene, come lo scontro con la Serie Eva, erano già state filmate per essere incluse nella serie televisiva, ma non furono utilizzate allora mentre trovarono spazio nel film[7].

Nel film si fa ricorso ad alcune sequenze live action, in particolare subito all'inizio e durante i monologhi di Shinji nel Third Impact. Alcune riprese mostrano delle vedute di Tokyo, altre i personaggi come persone reali. In seguito, viene mostrato un cinema pieno e poi vuoto. Tutte queste sequenze sono state otticamente distorte[8]. Anche la computer grafica, realizzata da Production I.G e Omnibus Japan, trovò largo impiego, soprattutto per le scene del Third Impact nella seconda metà del film[7]. Vengono inoltre mostrate in dei fotogrammi alcune delle lettere ricevute da Anno dopo la conclusione della serie TV e la realizzazione di Death & Rebirth. Oltre ai ringraziamenti per la sua opera si trovano anche numerose critiche e minacce di morte[9].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Colonne sonore di Neon Genesis Evangelion#The End of Evangelion OST.

La colonna sonora di The End of Evangelion è stata composta da Shiro Sagisu. Il film presenta una vasta selezione di brani di Johann Sebastian Bach. L'episodio 25 è intitolato Air, come il secondo movimento della celebre Suite per orchestra n. 3 (Aria sulla quarta corda) che viene utilizzata nel corso dell'episodio. Tra gli altri pezzi si segnalano la Suite n. 1 per violoncello solo, il decimo movimento della cantata Herz und Mund und Tat und Leben e il Canone di Pachelbel.

Altri brani utilizzati sono Komm, süsser Tod, che si sente all'inizio della sequenza del Third Impact, Thanatos—If I can't be yours, suonata durante i titoli di coda e basata su Thanatos, un brano facente parte della colonna sonora della serie, e Dream On, singolo degli Aerosmith. Un'altra canzone, Everything You've Ever Dreamed è stata registrata per il film da Arianne, la stessa cantante di Komm, süsser Tod, ma non ha trovato spazio nella versione definitiva del lungometraggio. È stata tuttavia inclusa nell'album Refrain of Evangelion.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il dividere questo film in due episodi distinti entrambi dotati di sigla di coda generò un po' di confusione nelle sale cinematografiche del Giappone nel momento in cui venne trasmesso: alcuni fan, vedendo i titoli di coda scorrere alla fine di Air, si alzarono e se ne andarono, credendo che fosse effettivamente finito tutto. In realtà dopo i titoli di coda di Air cominciava il vero ultimo episodio Per te, tutto il mio essere.

Altra particolarità dei due episodi è che sono stati trattati esattamente come fossero due episodi televisivi, quindi dotati come questi ultimi del doppio titolo giapponese e inglese, che appaiono il primo in un punto libero prima della metà e il secondo a metà episodio, proprio come nei 26 episodi originali.

All'ingresso dei cinema, prima della proiezione, veniva consegnato ai fan un libretto, il Red cross book, una specie di enciclopedia ufficiale di Evangelion, all'interno della quale è possibile trovare il significato di ogni termine utilizzato nella serie e nei film, in modo da chiarire ulteriormente i punti che ancora fossero oscuri e dare una conclusione più chiara a questo enorme fenomeno dell'animazione giapponese.

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Le date di uscita internazionali sono state[10]:

  • 19 luglio 1997 in Giappone (新世紀エヴァンゲリオン劇場版 Air/まごころを、君に)
  • giugno 2002 negli Stati Uniti (The End of Evangelion)
  • giugno 2005 in Italia (Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion)
  • agosto 2005 in Germania (Neon Genesis Evangelion: The End of Evangelion)

Divieti[modifica | modifica wikitesto]

Il film è vietato ai minori di 12 anni in Francia; vietato ai minori di 13 anni in Québec; vietato ai minori di 14 anni in gran parte del Canada e in Italia; vietato i minori di 15 anni in Giappone e nel Regno Unito; vietato ai minori di 16 anni in Germania e a Singapore e vietato ai minori di 18 anni in Ontario, in Finlandia e in Corea del Sud[11].

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicati in Italia nell'estate 2005 da Panini Video, i film conclusivi di Evangelion presentano un cast di doppiatori in gran parte uguale a quello che aveva precedentemente lavorato alla serie televisiva doppiata da Dynamic Italia. Tra i pochi cambi effettuati, il più importante (l'unico riguardante un protagonista) è stato quello della doppiatrice di Misato Katsuragi. Ulteriori cambi si sono avuti con i doppiatori di Shigeru Aoba e Kaworu Nagisa.

Sono comunque da segnalare alcune differenze di adattamento rispetto a quanto fatto con la serie televisiva:

  • Il nome della dottoressa Ritsuko Akagi, correttamente pronunciato /'a:kadʒi/ nella serie TV, è ora pronunciato /a'ka:ʒi/ in favore di una scorretta italianizzazione del termine.
  • Il nome delle bombe N², correttamente pronunciato bombe "enne quadro" nella serie TV, è ora pronunciato "enne due" a causa di un'erronea interpretazione della sigla che le contraddistingue.
  • Le urla di Shinji e Asuka che si possono udire nel corso dei film non sono state ridoppiate dai doppiatori italiani poiché si è preferito mantenere intatte quelle dei doppiatori giapponesi.
  • Il nome del Diciassettesimo Angelo, Kaworu Nagisa, pronunciato "Kaòru" nella serie, viene pronunciato in modo scorretto, ossia come "Kauàru".

Il nuovo doppiaggio di Neon Genesis Evangelion: The Feature Film edito nel 2009 da Dynit recupera i doppiatori della serie tv ed è privo degli errori sopramenzionati.

Riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Psicoanalisi[modifica | modifica wikitesto]

Sigmund Freud, fondatore della psicoanalisi.

La pellicola contiene numerosi riferimenti alla psicoanalisi. La sigla di chiusura di Air, Thanatos - If I can't be yours, è un riferimento ai concetti freudiani di Eros e Thanatos. Thanatos è il dio che personifica la morte nella mitologia greca. Le teorie psicoanalitiche di Sigmund Freud ipotizzano che l’istinto di morte sia un tratto umano fondamentale opposto all'istinto sessuale, il quale cerca di conservare ed unificare. Di conseguenza, Freud afferma che la dicotomia tra Eros e Thanatos sia una condizione umana universale[12].

Nell'episodio 26, quanto Makoto Hyuga verifica lo stato dell’Eva-01, conferma che la destrudo del pilota, Shinji Ikari, si sta materializzando. La destrudo è l’energia dell’impulso autodistruttivo ipotizzata dallo psicoanalista Edoardo Weiss[13]. Molte sequenze del film potrebbero essere interpretate come rappresentazioni della destrudo o della libido di Shinji.

Religione ed esoterismo[modifica | modifica wikitesto]

Il film è permeato da riferimenti biblici e cabalistici. Un membro della Seele nell'episodio 26' cita la Cerimonia di Purificazione della Terra rossa, quando il Geofront viene rivelato come l'Uovo di Lilith, la "Luna Nera". "Misogi" (in origine, "cerimonia di purificazione della terra rossa" è 赤き土の禊 (Akaki tsuchi no misogi?)), è una cerimonia religiosa in cui il corpo viene purificato con un bagno nell'acqua, e quindi per estensione si riferisce ad ogni mezzo usato per purificare o benedire un certo oggetto. Ci sono teorie sull'etimologia del nome di "Adamo", il progenitore della razza umana, che pare derivi da "rosso" o "terra"[13].

Fuyutsuki, nel film, cita l'arca (方舟, Hakobune), un'imbarcazione rettangolare menzionata nella Bibbia. Nel libro dell'Esodo del Vecchio Testamento è scritto che Noè ricevette da Dio la rivelazione di caricare tutti gli animali, a coppie, in una gigantesca Arca, salvando quindi tutte le specie da un'inondazione globale. Inoltre, durante la pellicola la serie degli Eva forma un gigantesco Albero delle Sephirot セフィロト の 樹 (Sefiroto no ki?) nel cielo[13]. In base alle parole dette da Fuyutsuki nell'episodio 26', aprire la Sala del Gaf significa aprire la porta per l'inizio e la fine del mondo. Quando questa porta è aperta, la superficie terrestre è trasformata in L.C.L., e le persone non sono più in grado di esistere come forme di vita individuali, riducendosi ad L.C.L. Anche Ritsuko parlò della Sala del Gaf nell'episodio 23[13][14].

Uno dei membri della Seele nell'episodio 26' cita le stimmate; questo termine indica i segni sanguinolenti apparsi su entrambe le mani dell'Eva-01. La parola "stimmate" o "stigmate" originariamente si riferiva alle marchiature a fuoco sul bestiame o sugli schiavi. In ambito Cattolico, si riferisce al fenomeno in cui le stesse ferite di cui soffrì Cristo durante la crocifissione (mani, piedi, costato e fronte) appaiono su una persona per motivi inspiegabili[13]. Altri riferimenti sono diretti verso l'Albero della Vita, il Frutto della Conoscenza del Bene e del Male, e il Frutto della Vita[15].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Poco fa, ho finalmente visto la versione cinematografica di Evangelion (sto scrivendo questo nel mese di agosto). Era ovvio che le persone che l'hanno creata non hanno amato la storia od i personaggi, quindi sono un po' deluso. Ma la drammatizzazione, il movimento e l'editing sono stati superbi.[...] Non so se alla maggior parte delle persone è piaciuto, ma come scrittore, sono stato in grado di portarne a casa qualcosa.

Nobuhiro Watsuki.[16]

Nel 1998 il film raggiunse il primo posto nel sondaggio annuale sul miglior anime del momento compiuto dalla nota rivista giapponese Animage all'intero dell'Anime Grand Prix, mentre il brano di chiusura della prima parte del film, Thanatos - If I Can't Be Yours emerse in quarta posizione nella categoria relativa ai migliori brani musicali[1].

Lo scrittore Patrick Macias ha posto The End of Evangelion nella sua personale top 10 dei film migliori di tutti i tempi[17], decretandolo il film d'animazione giapponese più importante degli anni novanta[18]. Similmente, la rivista cinematografica giapponese CUT lo posto al terzo posto nella sua lista dei 30 film anime più grandi di sempre[19]. Lo scrittore e critico Mark Schilling, sostiene che l film «manda così tanti dati visuali e narrativi al suo pubblico [..] che la comprensione totale è quasi impossibile», tanto da affermare che «l'esperienza è simile alla visione di un bambino che gioca al videogioco di Final Fantasy a velocità di curvatura o che sfoglia una striscia a fumetti di Shonen Jump in una sfocatura»; a suo parere infatti, lo stile visivo del film «sfida la facile comprensione, pur esercitando un fascino ipnotico»[20]. Analogamente, dal punto di vista di Michael Johnson del sito web Games.monstersatplay.com, la pellicola esplora con «fascino ipnotico e bizzarro» il concetto di estinzione dell'umanità, ed è un «potente pezzo di cinema». In particolare, Johnson ha apprezzato particolarmente le animazioni e lo stile visivo di «ipnotica qualità» del lungometraggio, e lo ha paragonato, assieme all'editore di Viz Media Carl Gustav Horn[21], al film Akira[22].

Nel 2014, il regista Wes Anderson ha posizionato il film tra le sue 10 pellicole animate preferite[23], ed il Time Out New York lo ha inserito al 65º posto nella sua top 100 film d'animazione; in proposito, il critico Keith Uhlich lo descrive come un finale alternativo «immensamente soddisfacente» della serie animata, «che aumenta l'orgiastica violenza robot-contro-mostri di dieci volte», mentre «raddoppia le inebrianti allusioni filosofiche e spirituali»[24]. Will Raus di Thingasian.com ha scritto che il finale proposto nel film «è abbastanza deprimente»[25], mentre secondo Steven Lochran di Thecheers.corg «The End of Evangelion è un esempio di film d'animazione che non è per bambini»; Lochran descrive il film come un «poema epico nel più ampio senso della parola», tanto che: «C'è così tanto in questo film da dare molto da rimuginare e analizzare ai professori di college ed ai tutori universitari»[26].

Molto critica nei confronti della pellicola è invece la recensione di Carlos Ross di ThemAnime.org, il quale sostiene di non sapere se considerare Evangelion «un capolavoro o la rovina di Anno». Secondo lui, la seconda metà del film «è così incoerente e ottusa che perde il pubblico mainstream» che la serie originale aveva attirato in precedenza, e anzi «qualsiasi tipo di pubblico». Ross sostiene che The End of Evangelion «va oltre il film artistico, e oltre l'anime», e che così facendo, superi la capacità d'intrattenimento «e comprensione del pubblico»[27]. Similmente, il sito Anime-planet.com sostiene che il film è «crollato sotto il proprio peso filosofico»; il recensore infatti critica aspramente l'uso di «simbolismo ampolloso» nel film, e a suo parere tentare di interpretare gli eventi della pellicola è «uno sforzo inutile», apprezzando tuttavia il lato tecnico, come il characters design, il sonoro e l'animazione, e concludendo la recensione con: «Pretenzioso e deludente, End of Evangelion è certamente tra alcuni dei peggiori anime che abbia mai visto»[28]. In contrasto, il recensore Chris Beveridge di Mania.com giudica positivamente quest'aspetto particolare del film, dacché «le interpretazioni variano notevolmente, e questo per me è un segno di un buon film»[29].

Chris Luedtke di Passportcinema.com, paragonando il film alla conclusione proposta dagli episodi finali della serie televisiva, sostiene che la storia «è molto più matura» rispetto all'originale, e che la pellicola «ha tutto: riferimenti biblici, azione, trama complessa, personaggi originali e finale epico»[30]. Mike Crandol di Anime News Network ha apprezzato particolarmente la scena della battaglia di Asuka con i Mass Production Model ed il doppiaggio dei doppiatori nordamericani della serie, oltre le «immagini grottesche» della pellicola, le quali sono «in possesso di un tipo di bellezza terribile»[31].

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Michael Peterson di Slant Magazine, sottolineando l'importanza degli aspetti religiosi per la trama dell'anime, per quanto concerne l'utilizzo dell'immagine dell'Albero della Vita nella pellicola, sostiene: «Shinji viene presentato nella posizione della Sephirah di Tiferet - la sfera che corrisponde a Cristo sulla croce, e quindi anche al luogo dove il sacro incontra il profano - al momento del suo "sacrificio"»[32]. In particolare, Peterson dà una sua personale interpretazione alla scena in cui appare Shinji da bambino in un parco giochi immaginario con altre due bambine, dicendo[32]:

« Così come gli strati della mente di Shinji sono scavati dall'interno, appaiono sempre più "dietro le quinte" immaginarie, e la scena è illuminata da due fari teatrali al posto del sole. Le colline sullo sfondo e la piazza della sabbiera del parco giochi forniscono immagini deliberatamente sessuali - il giovane Shinji è sia nel grembo materno che intrappolato in una vagina, a seconda dei punti di vista - e quando Shinji costruisce un "castello di sabbia" con le bambine, un'altalena si muove avanti e indietro come un pendolo, indicando il passaggio del tempo. Le ragazze lo lasciano, così come tutte le donne sembrano lasciare Shinji, e lui si erge sulla sua creazione - una piramide che rappresenta la sede della Nerv, la quale porta sentimenti complicati sia di casa che di prigione, e serve come immagine fallica che si trova in contrappunto con un'immagine vaginale. Ma Shinji non può sopporttare il dolore, e il bambino schiaccia il "castelo" con il piede. Non appena lo distrugge, l'altalena rallenta fino a fermarsi, segnalando la morte. [..] [Inoltre,] i volti delle ragazze [accanto a Shinji] [..] si sono rivelati delle grottesche parodie delle protagoniste femminili dello show. »

Peterson ipotizza inoltre che il tentativo di strangolare Asuka da parte di Shinji in cucina durante la pellicola sia accaduto veramente, siccome in un episodio della serie originale viene mostrata un'inquadratura di caffè versato in cucina come la scena in questione[32]. Mariana Ortega della rivista accademica Mechademia ha interpretato Lilith nel film come una figura materna «simbolo del desiderio edipico», e Shinji e Asuka, nella scena finale, come «due nuovi Adamo ed Eva»[33]. Similmente, John G. Nettles di Popmatters.com ritiene che ogni Eva rappresenti l'archetipo dell'animus del rispettivo pilota[34]. Gli scrittori Martin Foster e Kazuhisa Fujie sostengono inoltre che il climax del lungometraggio sia considerabile un conflitto freudiano tra la libido e la destrudo di Shinji[35]. Molte scene del film, come la distruzione della piramide di sabbia di Shinji o l'apparizione di disegni infantili di animali morti, sarebbero interpretabili come «illustrazioni dell'impulso di morte interiore» di quest'ultimo, mentre altre, come la scena di Misato e Kaji insieme nel letto, della sua libido, il desiderio sessuale e vitale[36]. Nella prima parte del film Shinji ha perso il desiderio di vita, e nel momento in cui egli afferma, prima del Third Impact, di volere la morte di tutti, risulta evidente come il suo ego propenda verso il desiderio di morte, di distruzione e di ritorno a uno stato primitivo. In particolar modo, la generazione dell'anti AT Field sembra essere connessa proprio a quest'ultimo impulso, dacché con l'Anti AT Field di Lilith le anime ritornano al Guf, il luogo in cui essere risiedevano prima della nascita. Il desiderio di "ritorno al nulla di Shinji" difatti corrisponde al ritorno di «ogni cosa alla propria origine» a causa del Third Impact[37]. Inoltre, dai dialoghi finali di Yui e Rei verso la conclusione della pellicola si evince che la Terra, ritornata ad uno stato originario a causa della destrudo di Shinji, può essere ricostruita grazie al desiderio di vita, la libido.[38]. L'importanza del concetto di destrudo nella pellicola è illustrata, dal loro punto di vista, dalle sue colonne sonore, Thanatos—If I can't be yours e Komm, süsser Tod[39].

Davide Taró invece scrive, per quanto concerne la scena nella seconda parte del film in cui appaiono gli spettatori del film precedente di Evangelion, Death&Rebirth, che gli spettatori «potevano ammirare loro stessi, discutersi, proprio come faceva Shinji con sé stesso, forse una auspicabile rinascita per tutti.»[40]. In un saggio sulla pellicola e la serie originale, Manabu Tsuribe scrive[41].

« Quando il "Progetto per il perfezionamento dell'Uomo" - un'alienazione delle personalitá individuali, o l'integrazione organica di tutte le persone - si stava realizzando, Shinji rifiuta l'attraente fusione con Rei-sua madre, e sceglie di voler essere con Asuka, l'altro di cui non potrá "diventare una cosa sola" [...] Per Shinji, Asuka é ora l'altra persona che mostra una fredda opinione di lui. [...] Secondo il mio punto di vista, "The End of Evangelion" si conclude nella fase in cui Shinji, l'eroe, riconosce Asuka come l'altro. Per Shinji, Asuka é un'esistenza ambigua. [...] che va oltre il suo controllo - l'altro che non potrá mai essere interiorizzato. [...] In un contesto filosofico, il lavoro di Evangelion rassomiglia a "L'esistenza e il nulla", di Jean-Paul Sartre. In "L'esistenza e il nulla", Sartre prova ad introdurre il soggetto individuale e accidentale nella sua filosofia, relazionandolo con l'altro - che non potrá mai interiorizzare (concepire). [...] In "The End of Evangelion", Asuka dice a Shinji: "Se non puoi essere solo mio, allora non ti voglio affatto", e Shinji cerca di strangolarla poiché non lo ha trattato teneramente e va molto oltre il suo controllo. I loro rapporti, sono, in breve, tutto-o-niente. Ció che Sartre chiama "conflitto" - tra lo stesso e l'altro - è cosí una situazione. È una relazione in cui ognuno cerca di trattare l'altro come una "cosa" di sua proprietá. In questo contesto, il "Progetto per il perfezionamento dell'uomo" corrisponde al sistema della filosofia di Hegel. È un sistema ad anello, in cui l'inizio è la fine e la fine è l'inizio. »

Lo scrittore Dani Cavallaro, in merito al Progetto per il perfezionamento, scrive che «End [of Evangelion] presenta la lotta dell'umanità per superare la solitudine e l'inevitabile dolore paralizzante generato da tale condizione, nella forma di una metamorfosi cosmica progettata dalla Seele come un nuovo stadio dell'evoluzione umana». Inoltre[42]:

« Rafforzando il messaggio comunicato dal finale della controversa serie televisiva, [End of Evangelion] propone [l'idea] che accettare la propria separazione dagli altri è il presupposto per l'interazione umana e che quest'ultima, a sua volta, è il presupposto per l'esistenza autocosciente. Questa consapevolezza è segnalata dalla decisione di Shinji di rinunciare alla pseudo-identità conferitagli dal Perfezionamento. [...] La negazione di barriere personali, anche se sembra portare gli uomini ad essere intimamente insieme, non permette un'interazione autentica, per ciò [quest'ultima] è possibile sempre e solamente finché può essere percepita una distanza tra sé stessi e le altre persone - anche se, inevitabilmente, questa percezione deve pur sempre coesistere con quella gemella della possibilità che noi stessi e le altre persone [...] ci tradiremo [costantemente] gli uni con gli altri. »

Molto dibattuta tra gli appassionati è la sequenza finale, in cui Shinji strangola Asuka su una spiaggia dopo il Third Impact. Il sito Animenation.net ne dà una propria personale interpretazione. Le parole di Asuka, «che schifo», paiono essere collegate al discorso di Asuka che pronuncia in bagno in solitudine nell'episodio 22, che inizia con le stesse parole, situazione nella quale emerge che Asuka sia nauseata e disgustata dall'idea di dover «condividere sé stessa con gli altri». Asuka rappresenterebbe il «desiderio di isolamento»[43]:

« [...]il Third Impact riduce tutta la vita in una singola entità - una sorta di brodo primordiale in cui tutte le anime e le individualità sono condivise. Il concetto di "solitudine" cessa di esistere. Ma Shinji continua a identificare sé stesso come tale e Asuka come Asuka. In tal modo, Shinji ed Asuka rimangono individui. Shinji strangola Asuka per dimostrare a sé stesso che Asuka è distinta e separata da lui. Lei è l'"altro". [...] Così nello stesso tempo Shinji riconosce che esiste ancora un essere umano ancora separato e distinti da sé, e Asuka si rende conto che un esiste un altro umano. È questa consapevolezza, più di ogni altra cosa, che disgusta [Asuka] [...] Il desiderio sublimato di Asuka di assoluta "solitudine", non isolamento, ma essere letteralmente l'unico essere esistente, è stato negato. Insomma, le parole finali di Asuka sono una sua versione della famosa citazione di Jean-Paul Sartre, "L'inferno sono gli alti". »

Nel testo di una figurina prodotta dalla Bandai sul film è riportato[43]:

« Shinji ha rinunciato al mondo in cui tutti gli animi si sono fusi in uno ed ha accettato l'altro incondizionatamente. Il suo desiderio... di vivere con gli "altri" - altri animi che a volte lo respingono, altre volte lo rinnegano. Ecco perché la prima cosa che ha fatto dopo essere ritornato in sé è stata quella di mettere le mani intorno al collo di Asuka. Per sentire l'esistenza di un "altro". Per confermare il rifiuto e la negazione. »

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) 第20回アニメグランプリ [1998年6月号], Animage.jp. URL consultato il 7 luglio 2014.
  2. ^ Camp, Davis, p. 19
  3. ^ (EN) Lawrence Eng, In the Eyes of Hideaki Anno, Writer and Director of Evangelion in Protoculture Addicts, vol. 43, novembre 1996. URL consultato il 13 giugno 2013.
  4. ^ (EN) Anno's Roundtable Discussion in Animerica, vol. 4, nº 9, Viz Media, 1996.
  5. ^ Saito, p. 25
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  14. ^ «Per la mitologia ebraica la Camera del Gaf è il luogo in cui sono radunate le anime egli uomini che ancora devono nascere. Se dovesse svuotarsi inizierebbero a nascere bambini senz'anima. Questo viene considerato il presagio della fine del mondo. Prima del risveglio di Adam in Antartide si è tentato di aprirla. Nella serie la Camera del Gaf viene nominata anche in relazione alla nascita di Rei Ayanami, in quanto la sua sarebbe stata l'ultima anima ancora presente in quello spazio». Alessandra Poggio, Cristian Giorgi, Neon Genesis Evangelion Enciclopedia, Granarolo dell'Emilia, Dynit, 2008, p. 68.
  15. ^
    « «Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!» (Genesi [cap.3 v.20]) Gli esseri umani hanno mangiato il Frutto della Conoscenza ed hanno guadagnato la conoscenza - la "Scienza". Ma questo è anche un potere maledetto. Gli esseri umani prosperano per la loro conoscenza, ma questa li porterà anche alla morte?

    D'altro canto, ci furono anche esseri umani che mangiarono il Frutto della Vita a quel tempo. Questi erano gli Angeli - un'altra possibilità che combatterà per il futuro; un'altra forma di essere umano. Ma se i frutti posseduti da entrambi potessero essere ottenuti allo stesso tempo... questo era il Progetto per il Perfezionamento - un'incantesimo per far evolvere gli esseri umani ad un nuovo livello.

    La Seele ha unito il Frutto della Conoscenza con quello della Vita, ed ha riportato l'Eva 01 all'Albero della Vita. La Luna Nera appare, Rei e l'Eva si assimilano, le persone che hanno perso i loro A.T. Field - la barriera dell'animo - ritornano al mare primordiale della vita, croci di luce riempiono la superficie della Terra. Il Perfezionamento dell'Uomo è iniziato... »

    ( Red Cross Book (Note), 1997, Gainax. URL consultato il 2 aprile 2015.)
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