Torino

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Torino
comune
Città di Torino
Torino – Stemma Torino – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Un collage di Torino: in alto a sinistra c'è la Mole Antonelliana, seguita da una vista della città sotto la neve, piazza Vittorio Veneto, il Palazzo Reale di Torino e il Museo del Risorgimento (Palazzo Carignano).
Un collage di Torino: in alto a sinistra c'è la Mole Antonelliana, seguita da una vista della città sotto la neve, piazza Vittorio Veneto, il Palazzo Reale di Torino e il Museo del Risorgimento (Palazzo Carignano).
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Piero Fassino (PD) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°4′0″N 7°42′0″E / 45.06667°N 7.7°E / 45.06667; 7.7 (Torino)Coordinate: 45°4′0″N 7°42′0″E / 45.06667°N 7.7°E / 45.06667; 7.7 (Torino)
Altitudine 239 m s.l.m.
Superficie 130,34 km²
Abitanti 873 166[2] (30-11-2012)
Densità 6 699,14 ab./km²
Comuni confinanti Baldissero Torinese, Beinasco, Borgaro Torinese, Collegno, Grugliasco, Mappano, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Rivoli, San Mauro Torinese, Settimo Torinese, Venaria Reale
Altre informazioni
Cod. postale 10121-10156
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001272
Cod. catastale L219
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 617 GG[3]
Nome abitanti torinesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Torino
Posizione del comune di Torino all'interno della provincia omonima
Posizione del comune di Torino all'interno della provincia omonima
Sito istituzionale

Torino (IPA: [toˈriːno], Turin in piemontese) è un comune italiano di 873.166 abitanti[2][4], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Piemonte.

È il quarto comune italiano per popolazione dopo Roma, Milano e Napoli e costituisce il terzo polo economico del paese. L'agglomerato urbano che comprende i comuni vicino alla città torinese, si estende su una superficie di circa 1.100 km², creando così un'area urbana che secondo le stime dell'Eurostat conta 1.700.000 abitanti ed un'area metropolitana che l'OCSE stima attorno ai 2.200.000 abitanti.[senza fonte] Capitale del Ducato di Savoia dal 1563, del Regno di Sardegna dal 1720 e, quindi, prima capitale d'Italia dal 1861 al 1865[5], è uno dei maggiori centri universitari, culturali, turistici e scientifici del Paese. Sede nel 2006 dei XX Giochi olimpici invernali, è la capitale italiana dell'industria dell'automobile, nonché importante centro dell'editoria, delle telecomunicazioni, del cinema, della pubblicità, dell'enogastronomia, del design e dello sport.

Indice

Geografia fisica[modifica]

Territorio[modifica]

Turin.jpg

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Torino vista dalla Mole Antonelliana
La città di Torino; sullo sfondo, le Alpi

Torino sorge nella pianura delimitata dai fiumi Stura di Lanzo, Sangone e Po (quest'ultimo attraversa la città da sud verso nord), di fronte allo sbocco di alcune vallate alpine: Valle di Susa, che collega la città con la vicina Francia, Valli di Lanzo, Val Sangone. La città è anche bagnata dalla Dora Riparia, che scorre vicinissima al suo centro storico (Occorre rilevare che al momento della fondazione della città e fino al XVI secolo, il Po, la Dora Riparia ed il Sangone scorrevano al di fuori della cinta muraria cittadina).

Il fiume Po accentua la divisione tra la parte collinare della città e la parte di Torino collocata in pianura compresa tra i 220 e i 280 metri s.l.m. che scende andando da ovest verso est. Il punto più elevato del comune si trova al Colle della Maddalena a 715 m nei pressi del Faro della Vittoria. Nelle giornate invernali particolarmente limpide, suggestiva è la cinta creata dalle vicine Alpi che contornano tutta la parte nord-ovest della città con le loro cime innevate.

Dista 57 km da Asti, 79 km da Vercelli, 84 km da Biella, 93 km da Alessandria, 96 km da Novara, 98 km da Cuneo, 155 km da Verbania.

Clima[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Torino Centro, Stazione meteorologica di Torino Caselle e Stazione meteorologica di Torino Bric della Croce.

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Torino appartiene alla fascia Cfa: clima temperato delle medie latitudini con estate calda (temperatura media assoluta del mese più caldo non inferiore ai 22º), inverni freddi e senza stagione asciutta. Più precisamente, Torino ha un clima temperato sub-continentale, con inverni freddi e relativamente asciutti ed estati calde.

Il record assoluto del caldo spetta di diritto alla interminabile estate 2003, allorquando la continua ed incessante presenza di masse d'aria di origine sub-tropicale, convogliate verso l'Europa centro-occidentale da un anticiclone di matrice nord-africana, sospinse in alto la colonnina, con un valore estremo, mai rilevato prima di allora, pari a 39,7 °C il giorno 11 agosto 2003. La tendenza verso estati marcatamente più calde, al di là del caso "fuori scala" rappresentato dal 2003, si va affermando in modo progressivo negli ultimi decenni e gli anni 2000 hanno registrato molte estati decisamente più calde rispetto alla media climatologica storica.

Durante la stagione invernale la zona di Torino, così come tutto il Piemonte occidentale e meridionale è interessata dalla formazione del cosiddetto cuscinetto freddo, a seguito di afflussi di masse d'aria continentali, e che, grazie alla particolare conformazione orografica del catino padano occidentale, può resistere tenacemente ai venti miti che scorrono a quote medio-alte come lo scirocco, favorendo così, occasionalmente, ingenti nevicate denominate da addolcimento, per via della progressiva risalita termica in corso di evento precipitativo (episodi degni di nota nel gennaio 1985, 1986 e 1987, con accumuli nell'ordine di 40–60 cm).

Vanno inoltre considerate le varie ondate di freddo che hanno colpito la città nel corso degli anni. Nello storico febbraio 1956 si toccarono i valori più bassi assoluti nella serie climatologica: -22 °C a Torino-Caselle, -25 °C a Torino-Mirafiori, -26 °C a Lombriasco, nella pianura a Sud di Torino.

La recente ondata di freddo del febbraio 2012 ha portato valori di temperature particolarmente rigidi per molti giorni consecutivi, nell'ordine di grandezza simile al sopracitato evento del 1956: in particolar modo il 7 febbraio 2012 si è rilevato il valore di -23,9 °C presso la stazione di Candiolo (rete RAM) e diffusi valori tra i -20 °C ed i -22 °C sono stati toccati da molte stazioni della pianura torinese, soprattutto a Sud del capoluogo. In centro città, nei medesimi giorni, si sono raggiunti i -13 °C / -14 °C.

Un altro episodio invernale di particolare rilevanza occorse nel gennaio 1985. Il termometro scese in quell'occasione fino a -14 °C.

In tempi recenti si ricorda anche il 20-12-2009 con estremi termici(T.min, T.max) di -13 °C e -7°, ma con punte di -18 °C nella campagna circostante.

In definitiva però, per quanto riguarda strettamente il centro cittadino, in mancanza di altri dati attendibili, la temperatura più bassa mai raggiunta a Torino si attesta al valore di -19.1 °C, registrata il 3 febbraio 1754 da Ignazio Somis in via Po.

I periodi più piovosi sono il trimestre da aprile a giugno ed il mese di ottobre; il minimo più accentuato e duraturo delle precipitazioni è situato in inverno, ed è seguito dal minimo secondario di luglio. Le precipitazioni della tarda estate, che sulla carta sembrano rappresentare un ulteriore minimo secondario, sono molto variabili a seconda degli anni. I temporali, in media circa 20 per anno di cui 2 con grandine, si verificano quasi esclusivamente nei mesi da aprile ad ottobre e causano piogge meno durevoli ma ancora più intense: il 1º luglio 1987 caddero 60 mm in un'ora. Il 13 settembre 2008 l'osservatorio meteorologico di Caselle, 14 km a nord di Torino, ha registrato una pioggia temporalesca di 220 mm in sei ore, intensità senza precedenti noti nella pianura Torinese. La quantità di precipitazione annua (833 mm) si è conservata sostanzialmente immutata da metà Ottocento ad oggi.


Torino Centro (Uff. Idrografico) Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 5 7 13 17 21 25 28 27 23 17 11 7 6,3 17 26,7 17 16,8
T. min. mediaC) -3 -2 2 6 10 14 16 16 13 7 2 -2 -2,3 6 15,3 7,3 6,6
Precipitazioni (mm) 41 53 77 104 120 98 67 80 70 89 76 42 136 301 245 235 917
Giorni di pioggia 4 5 6 8 10 9 5 7 5 6 6 4 13 24 21 17 75
Radiazione solare globale media (centesimi di MJ/mq) 4 4 5 6 6 7 8 7 6 5 4 4 12 17 22 15 66

Storia[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Torino.
Porta Palatina e resti romani

Età antica[modifica]

Si ha notizia, riferita a uno o più villaggi, che nell'area dell'attuale Torino, a partire dal III secolo a.C., fosse insediato un popolo Celto-Ligure conosciuto con il nome di Taurini, che occupava anche le valli di Susa e di Lanzo. Secondo alcune fonti, uno di questi insediamenti (Taurasia) avrebbe ostacolato la marcia di Annibale nel suo attacco a Roma attraverso le Alpi, resistendogli per ben tre giorni.[senza fonte]

L'origine storica della città può essere comunque fatta risalire al castrum costruito durante le guerre galliche di Giulio Cesare. Nel 28 a.C. fu eretta a colonia con il nome di Julia Augusta Taurinorum, da cui deriverà poi il nome moderno: Torino. Nel 312, per la successione al potere imperiale, si svolse poco distante la Battaglia di Torino tra le truppe di Massenzio e quelle di Costantino che poi ne uscì vincitore.

Età medievale[modifica]

Dopo la caduta dell'Impero Romano Torino passò sotto il controllo degli Ostrogoti, dei Longobardi e dei Franchi di Carlo Magno (773).

Nel 940 fu fondata la Marca di Torino, controllata dalla cosiddetta dinastia arduinica che, attraverso il matrimonio tra Adelaide di Susa e Oddone, figlio di Umberto Biancamano (fondatore della casa Savoia), portò la città sotto l'influenza della dinastia sabauda.

Dopo alterne vicende che videro nei secoli seguenti anche l'elezione della città a libero comune, Torino venne inglobata definitivamente nei possedimenti dei Savoia.

Assedio di Torino del 1706. Carica del Principe d'Anhalt di
E. Knackfuss

Età moderna[modifica]

Nel 1559, dopo la Pace di Cateau-Cambrésis, la città divenne capitale del ducato di Savoia, che precedentemente aveva gravitato su Chambéry, e venne dotata di mura moderne e di una cittadella pentagonale.

Il XVII secolo vide la città ed il ducato ingrandirsi con l'acquisizione, da parte di quest'ultimo di Asti, del Monferrato e di uno sbocco sul mare, mentre la città usciva dal perimetro delle mura romane.

Nel 1706 avvenne l'Assedio di Torino da parte delle truppe franco-spagnole. La città e l'esercito piemontese resistettero per centodiciassette giorni e respinsero così l'assedio.

Nel 1713 i duchi di Savoia ottennero il titolo di re, prima di Sicilia e poi di Sardegna. Torino divenne la capitale del regno.

Palazzo Carignano, sede della Camera dei deputati italiana dal 1861 al 1865 e prima, dal 1848 al 1860, della Camera dei deputati del Regno di Sardegna.
Artiglieria semovente tedesca a Torino dopo l'annuncio dell'armistizio, nel settembre del 1943
Cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Torino 2006

Età contemporanea[modifica]

Il Congresso di Vienna e la Restaurazione diedero al Piemonte Genova e tutta la Liguria (allora Repubblica di Genova) gettando così, anche se involontariamente, le basi del processo che porterà in poco più di cinquant'anni all'Unità d'Italia. Torino fu la prima capitale del nuovo Stato unitario dal 1861 al 1865, dopodiché la capitale divenne Firenze e, dal 1870, Roma.

L'entrata in guerra dell'Italia nella prima guerra mondiale (1915-18) segnò pesantemente la popolazione. Nel 1919-20 si acuirono i conflitti sociali (il cosiddetto Biennio rosso), sulla spinta di un forte aumento dei prezzi. Molte fabbriche, in primis la FIAT, vennero occupate dagli operai che continuarono in alcuni casi la produzione autonomamente.

Nel 1922, con la marcia su Roma, il fascismo conquistò il potere. Questo periodo venne segnato da numerose aggressioni squadriste nei confronti degli oppositori. In città la più nota è conosciuta come la strage di Torino: ebbe inizio il 18 dicembre 1922 (da cui l'omonima piazza) e causò la morte di 11 antifascisti e l'incendio della Camera del lavoro della città, ad opera dei fascisti guidati da Piero Brandimarte.

Dopo l'entrata in guerra dell'Italia il 10 giugno 1940, Torino, fondamentale polo industriale, venne ripetutamente bombardata dagli Alleati: il primo attacco ebbe luogo l'11 giugno 1940, gli ultimi nel 1945 (la massima intensità fu raggiunta nel 1943). Nel 1943 ebbe inizio a Torino l'ondata di scioperi nella grande industria che coinvolse quasi tutta l'Italia settentrionale e segnò la ripresa del movimento antifascista. Dopo l'8 settembre Torino venne occupata dalle truppe naziste e repubblichine che si macchiarono di numerosi eccidi, come quello del Pian del Lot, esecuzioni e deportazioni. Furono altresì attive in città le formazioni partigiane dei Gruppi (GAP) e delle Squadre di azione patriottica (SAP).

Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale proclamò l'ordine di insurrezione generale e con esso i Partigiani presero il controllo della città ponendo fine all'occupazione nazifascista. Alcuni giorni dopo, il 3 maggio, giunsero anche le prime truppe alleate.

Dopo il secondo dopoguerra Torino fu il simbolo della crescita economica dell'Italia, tanto che riuscì ad attirare centinaia di migliaia di emigranti dal Sud dell'Italia per via delle richieste di manodopera negli stabilimenti automobilistici (circa mezzo milione nel ventennio 1951-1971). Nel 1974 la città raggiunse gli 1,2 milioni di abitanti. Il numero di immigrati fu tanto consistente che il sindaco Diego Novelli (1975–1985) definì Torino "la terza città meridionale d'Italia per popolazione dopo Napoli e Palermo".

Nel febbraio del 2006 la città ha ospitato i XX Giochi Olimpici Invernali ed il mese successivo i IX Giochi Paralimpici Invernali. In quell'occasione è stata inaugurata la prima linea della metropolitana di Torino.

Simboli[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stemma di Torino.
Stemma del Comune
Gonfalone del Comune

Lo stemma della Città di Torino, approvato dallo Stato con decreto del 11 agosto 1931, è costituito da uno scudo svizzero azzurro a cui è sovrapposto un toro rampante d'oro, con le corna d'argento e con la corona comitale a nove perle.

Onorificenze[modifica]

La città di Torino è la quinta tra le ventisette città decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni patriottiche che ebbero luogo nella città nel periodo del Risorgimento.

Città benemerita del Risorgimento nazionale - nastrino per uniforme ordinaria Città benemerita del Risorgimento nazionale
«Per commemorare le benemerenze civili e politiche della cittadinanza torinese nei mirabili fatti che iniziarono e compirono l'opera gloriosa della libertà e dell'unità della Nazione.[6]»

Tra le Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione essendo stata insignita della medaglia d'oro al valor militare il 29 maggio 1959 per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Capitale e cuore di una regione guerriera non piegò sotto l'urto ferrigno e per diciannove mesi oppose invitta resistenza all'oppressore sdegnando le lusinghe e ribellandosi alle minacce. Rifiutò compromessi, tregue e accordi indegni che avrebbero offuscato la limpidezza delle sue nobili tradizioni e si eresse, con la stessa fierezza dei padri, nuovo baluardo alla continuità e all'intangibilità della Patria. Centro pulsante di vitale linfa, alimentò le sue formazioni partigiane che, senza distinzione di parte, nel piano, sui monti e per le valli opposero i petti dei giovani figli alle dilaganti orde che non riuscirono a portare il ludibrio nelle contrade, nelle case, nelle officine, ove lavoro e onore erano atavico vessillo d'onesta fede e di sacro amore di Patria. Tutto il suo popolo in armi, dopo aver fieramente rifiutato, nonostante minaccia di nuovi massacri e distruzioni, il libero passo al nemico in ritirata, unito in un supremo sforzo che fece di tutti i cuori, un solo cuore pulsante del più nobile ardore, travolgeva ed abbatteva per sempre la tracotanza nazifascista. 11 impiccati, 271 fucilati, 12.000 arrestati, 20.000 deportati, 132 caduti e 611 feriti in fatti d'arme, sono il sublime contributo di sangue e di martirio sacro patrimonio alle generazioni future che ha infiorato la dura e radiosa via della redenzione e della libertà.[7]»
— 8 settembre 1943 - 25 aprile 1945

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica]

Torino medievale e rinascimentale[modifica]

A causa delle imponenti opere di pianificazione urbana effettuate a partire dal XVII secolo, rispetto alla maggior parte delle altre città italiane, Torino ha conservato pochissimi monumenti medioevali o rinascimentali. Fra i primi annoveriamo:

Fra i secondi i più importanti sono:

Dal '700 in avanti[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco delle ville e dei palazzi di Torino.

Tra i monumenti di Torino più noti anche all'estero sono da citare l'ottocentesca Mole Antonelliana, simbolo incontrastato della città, che ospita il Museo nazionale del Cinema (il principale d'Europa), il Palazzo Reale (antica dimora dei duchi ed in seguito dei re di Casa Savoia), la rinascimentale Cattedrale di San Giovanni Battista del XV secolo (celebre in quanto custode della Sacra Sindone), il Museo Egizio (il secondo più importante al mondo dopo quello del Cairo[8]), la Galleria Sabauda (significativa raccolta di dipinti), Palazzo Carignano (progettato da Guarini e sede della Camera dei deputati del Parlamento italiano) e l'imponente Palazzo Madama. Quest'ultimo in particolare merita attenzione in quanto situato nel vero centro sociale e geografico della città; le sue porzioni più antiche risalgono addirittura all'epoca romana (si tratta di due delle quattro torri, ora inglobate nella facciata).

La Casa Fenoglio-Lafleur, considerata uno dei maggiori esempi architettonici dello stile Liberty italiano nonché vero emblema della stagione del Stile floreale torinese.[9]
Il Caval ëd Brons, altro monumento simbolo della città. Sullo sfondo, gli eleganti portici di piazza San Carlo.

Originariamente si trattava della porta sud, trasformata in castello nel Medioevo con l'aggiunta di due torri; fu rimaneggiato più volte, in particolare all'inizio del Settecento, quando venne dotato di una facciata ad opera di Filippo Juvarra.

La città di Torino e i suoi dintorni sono abbelliti dalle numerose residenze sabaude, Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, come la Palazzina di caccia di Stupinigi, i castelli del Valentino, di Aglié, di Racconigi, di Rivoli e di Moncalieri, la Villa della Regina e la Reggia di Venaria.

Lo stile floreale[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Liberty a Torino.

Torino vanta anche cospicua presenza di edifici Liberty realizzati tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. Le importanti testimonianze architettoniche di quest'epoca sono ancora percepibili in alcune zone centrali del capoluogo come i quartieri del centro storico, la Crocetta, San Salvario, la collina) ma con un'assoluta predominanza nell'area circostante il primo tratto di corso Francia, comprendente i quartieri Cit Turin e San Donato. Sull'onda del crescente successo delle edizioni dell'Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa Moderna (culminato con quella del 1902), Torino venne infatti considerata la capitale italiana del Liberty e vide il proliferare di questo nuovo stile in ambito prevalentemente architettonico, con contributi dei maggiori autori dell'epoca.

I portici monumentali[modifica]

Una caratteristica di Torino è costituita dai portici che si sviluppano per oltre 18 km dei quali circa 12 sono interconnessi. I primi portici risalivano al Medioevo ma è a partire dal XVII secolo che si cominciò a costruire i portici monumentali tuttora presenti. La prima testimonianza è l'ordinanza di Carlo Emanuele I del 16 giugno 1606 in merito alla costruzione di piazza Castello secondo il progetto di Ascanio Vitozzi che comprendeva portici attorno a tutta la piazza. Anche nel progetto di piazza San Carlo di Amedeo di Castellamonte di qualche anno successivo erano previsti portici tutt'attorno. Negli stessi anni Filippo Juvarra costruì i portici di porta Palazzo. Nel 1765 Benedetto Alfieri ebbe l'incarico di rifare i portici di piazza Palazzo di Città mentre nel corso del XIX secolo si aggiunsero quelli dell'attuale piazza Vittorio Veneto, piazza Carlo Felice e piazza Statuto. Le due stazioni ferroviarie di Porta Nuova e Porta Susa vennero congiunte con un percorso porticato attraverso Corso Vittorio Emanuele II, corso Vinzaglio, via Sacchi, via Nizza, via Pietro Micca e via Cernaia.

Il portico che unisce piazza Castello con piazza Vittorio Veneto attraverso via Po sul lato sinistro fu progettato in modo tale da proseguire anche nell'attraversamento delle vie per permettere al re di giungere fino al Po senza bagnarsi anche in caso di pioggia.

Aree archeologiche[modifica]

Residenze sabaude[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Residenze sabaude in Piemonte.

Immagini di residenze sabaude[modifica]

Altre opere architettoniche notevoli[modifica]

Chiese e luoghi di culto[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Edifici di culto in Torino.
Il Duomo di Torino, d'epoca rinascimentale, sede delle varie Ostensioni della Sindone

Numerosi sono gli edifici di culto presenti nella città di Torino. Si tratta, nella stragrande maggioranza, di chiese cattoliche. Se si escludono le numerose chiese moderne costruite ex novo dopo la seconda guerra mondiale a seguito della forte espansione abitativa della città, conseguente il grande flusso immigratorio degli anni '50 e '60, la maggior parte delle chiese di Torino sono state costruite nei secolo XVII e XVIII; lo stile architettonico prevalente è il barocco ma non mancano esempi di stile rinascimentale e neoclassico o di commistioni fra uno di questi ed il barocco (tipo facciata neoclassica e corpo barocco).

Alla progettazione e realizzazione delle opere relative hanno contribuito architetti di chiara fama, fra i quali:

Cimiteri[modifica]

  • Cimitero Monumentale (già Cimitero Generale)
    sito in corso Novara 135 (zona nord di Torino), è il primo cimitero di Torino per dimensioni; contiene anche un Tempio Crematorio e un Cimitero Ebraico; vi sono numerosi monumenti funebri di personaggi famosi e di pregevole fattura
  • Cimitero Parco (detto anche "cimitero del Gerbido"), costruito nel 1972 nella zona all'estremo sud di Torino, è il secondo cimitero di Torino per dimensioni
  • Cimitero di Mirafiori
    è un piccolo cimitero sito in corso Unione Sovietica 650, nella zona Sud di Torino
  • Cimitero di Sassi
    sito nell'omonima strada al n. 24
  • Cimitero di Cavoretto
    sito nell'omonimo borgo collinare
  • Cimitero di Abbadia di Stura
    sito in Strada di Settimo 307, nella zona nord

Erano inoltre presenti in Torino i cimiteri, ora non più in uso:

  • Cimitero di San Pietro in Vincoli
    sito nell'omonima via del borgo Aurora, fu il primo cimitero della città, costruito nel 1777 sui disegni dell'architetto Dellala di Beinasco. Dimesso presto a causa delle dimensioni troppo esigue, venne chiuso nel 1829 e utilizzato poi per breve tempo come cimitero dei giustiziati, essendo situato molto vicino all'antica piazza della forca. Per questa ragione veniva popolarmente chiamato, San Pé dij còj (San Pietro dei colli). È tuttavia errata la tradizione orale che lo indica come il "cimitero degli impiccati". Trasferiti nel 1988 i resti delle sepolture nel Cimitero monumentale, attualmente l'area è adibita a luogo di eventi culturali. I condannati erano sepolti in fosse comuni fuori dalla cinta muraria cittadina: la localizzazione del cimitero è da indicarsi a circa 200 metri da San Pietro in Vincoli, nella direzione del fiume Dora.
  • Cimitero del Lingotto
    Era sito in via Passo Buole, circa a metà strada fra le vie Pio VII e corso Unione Sovietica. Già inattivo da prima della seconda guerra mondiale, il terreno su cui sorgeva è oggi adibito a parco.

Teatri[modifica]

Ingresso del Teatro Regio

Mercati[modifica]

Il Balon

A Torino sono presenti 49 mercati rionali.[10] Sebbene non sia la città che ne ospita il maggior numero, il record è tuttavia costituito dal fatto che sono fissi, aperti tutti i giorni e dislocati in tutti i quartieri. I più importanti per ampiezza e giro d'affari si svolgono in piazza Bengasi, in piazza Benefica, in corso Svizzera, in Corso Racconigi e in piazza Barcellona.

Il mercato più famoso è Porta Palazzo, (Pòrta Pila in Lingua piemontese), che è il mercato all'aperto più grande d'Europa.

Ogni sabato nei pressi si tiene il Balon, un grande mercato all'aperto dell'usato, che la seconda domenica di ogni mese diventa Gran Balon, in cui si vendono anche oggetti di antiquariato.

Nel 2011 il regista torinese Daniele Gaglianone ha realizzato il film documentario Uomini e mercati centrato sui mercati di Porta Palazzo, piazza Benefica e corso Spezia.[11]

Strade[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stradario di Torino.
Il Po

Aree naturali[modifica]

In contrasto ad una prima impressione della zona centrale ed ai molti pregiudizi sulla città grigia e industriale, Torino è la città italiana con più verde pubblico per abitante. Su una superficie cittadina di 130 km², vi sono infatti ben 19,05 km² di aree verdi: il che vuol dire che ogni abitante dispone di circa 21,1 m² di verde. In città sono presenti 60.000 alberi lungo le strade e 100.000 alberi nei parchi.[12]

È inoltre la prima città italiana con più di 500.000 abitanti per quanto riguarda la quota di raccolta differenziata dei rifiuti, giunta nel 2010 al 42,4%.[13]

L'igiene urbana e la raccolta rifiuti sono gestiti dal 1969 da Amiat, società che si occupa anche del recupero ambientale della Discarica Basse di Stura, di cui la parte più vecchia - esaurita nel 1983 e con una superficie complessiva di 300.000 m² - è diventata parco fluviale, nota come Parco urbano della Marmorina.[14].

I parchi[modifica]

Parco del Valentino
Borgo medioevale di Torino e Rocca Medioevale nei pressi del parco del Valentino

Torino dispone di 51 parchi nell'area urbana. Ricordiamo di seguito i più significativi:

I parchi più grandi e frequentati della città sono: il Parco del Valentino, il Parco della Pellerina, il Parco Colletta, il Parco Rignon e il più recente Parco Colonnetti. Attorno alla città, ad anello, vi sono il Parco della Mandria ed il Parco della Reggia di Stupinigi, antiche riserve di caccia dei Savoia, e quelli situati sulla collina torinese. Nei vari quartieri della città sono presenti molti piccoli parchi, in cui sono presenti 240 aree gioco per bimbi. Il sindaco Amedeo Peyron realizzò, agli inizi degli anni sessanta, il primo giardino in Italia dotato di giochi per bambini. Secondo un rapporto di Legambiente del 2007, Torino è la prima città italiana per strutture e politiche dedicate all'infanzia.[15]

Alberi monumentali e secolari[modifica]

Torino ospita diversi grandi alberi. Dal grande platano del Parco della Tesoriera (660 cm di circonferenza del tronco, oltre due secoli di vita) ai platani del Parco del Valentino, dalle metasequoie del Giardino Roccioso inaugurato nel 1961 agli alberi più annosi dell'Orto Botanico fondato nel 1729, adiacente alle mura del Castello del Valentino. Torino ospita anche alberi esotici secolari come le sequoie costali (Sequoia sempervirens) dei parchi collinari di Villa Genero e Giacomo Leopardi, i numerosi esemplari di Noce del Caucaso (Pterocarya fraxinifolia) che costeggiano il Po e compaiono in parchi pubblici come i Giardini Cavour, il giardino Sambuy, i Giardini Reali Bassi (lungo corso San Maurizio), il parco Millefonti. Due spettacolari esemplari di carpino bianco (Carpinus betullus) arricchiscono il grande Parco della Rimembranza che si dispiega lungo il Colle della Maddalena.[16]

Viali e corsi[modifica]

I viali sono una caratteristica di Torino: essi rappresentano un prototipo che precede persino i grandi boulevard parigini. Se questi ultimi risalgono alla sistemazione urbanistica degli anni sessanta del XIX secolo, ad opera di Haussmann, l'ideazione di quelli torinesi risale al 1808, secondo un piano generale che riprende i viali seicenteschi che collegavano tra loro le residenze sabaude.[17] I viali torinesi hanno una lunghezza complessiva di 320 km.

Società[modifica]

Evoluzione demografica[modifica]

A partire dal secondo dopoguerra, in particolare nel decennio 1951-1961, la popolazione della città conobbe un'improvvisa e repentina espansione (306.000 abitanti in più nel 1961 rispetto al 1951), dovuta alla migrazione interna dal Mezzogiorno, dal Veneto e, seppur in misura minore, dalle vallate e dalle campagne di tutto il Piemonte, da dove la gente si spostava in cerca di lavoro nelle fabbriche cittadine (segnatamente la FIAT). Questa improvvisa e smisurata crescita, arrivata peraltro in un momento di precario equilibrio sociale in un Paese appena uscito da un disastroso conflitto, portò naturalmente a notevoli problemi di natura sociale ed urbanistica, che solo durante l'ultimo ventennio hanno iniziato a trovare una seppur lenta e graduale risoluzione.

Nel 1974 la popolazione torinese ha toccato il suo massimo con 1.202.846 abitanti.[18][19] Da quando la città ha raggiunto il suo apice, la popolazione del Comune di Torino è diminuita, secondo una tendenza simile a quella di tutte le principali metropoli italiane. Ciò non dipende soltanto dal ritorno di molti immigrati del Mezzogiorno nelle loro regioni di origine, in città ne restano infatti ancora più di 200.000, ma dagli spostamenti avvenuti da Torino verso l'area metropolitana, determinando così l'espansione dei comuni della seconda e della prima cintura: questi ultimi, infatti, sono ormai uniti al capoluogo in un unico agglomerato di 1,7 milioni di abitanti.

Considerando i dati definitivi del censimento ISTAT 2011, la popolazione della città è di 872.000 abitanti, evidenziando un sensibile aumento rispetto al censimento del 2001. Il saldo positivo è dovuto in maniera rilevante alle migrazioni da altre parti d'Italia e, soprattutto, da Paesi dell'Est, del Maghreb e dell'Africa sub-sahariana.

Abitanti censiti (migliaia)[20]

Etnie e minoranze straniere[modifica]

Il 31 dicembre 2010 risedevano a Torino 127.717 stranieri, con un incremento di 4.771 rispetto all'anno precedente[21]. In termini percentuali, gli immigrati costituiscono il 14,1% della popolazione totale, valore molto più elevato rispetto alle medie regionale (8,5%) e nazionale (7,5%)[21].

Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[22]:

  1. Romania Romania, 51.918
  2. Marocco Marocco, 19.185
  3. Perù Perù, 8.715
  4. Albania Albania, 5.649
  5. Cina Cina, 5.437
  6. Moldavia Moldavia, 4.147
  7. Egitto Egitto, 3.983
  8. Nigeria Nigeria, 3.180
  9. Filippine Filippine, 3.159
  10. Brasile Brasile, 2.056

Istituzioni, enti e associazioni[modifica]

La città è sede di importanti centri dell'ONU[23], ospitati in un unico campus nella zona sud di Torino. Essi sono:

  • l'UNICRI (United Nations Interregional Crime and Justice Research Institute): fondato nel 1968 a Roma, ma trasferito a Torino nel 2000, si occupa di prevenzione del crimine e giustizia criminale
  • l'ITCILO per la formazione dei funzionari dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, l'organizzazione che si occupa della giustizia sociale e dei diritti del lavoro
  • lo United Nations System Staff College o UNSSC, organizzazione che si occupa della formazione dei funzionari dell'ONU.

Cultura[modifica]

Istruzione[modifica]

Biblioteche[modifica]

La città ospita alcune importanti biblioteche: la Biblioteca nazionale universitaria e la Biblioteca Reale di proprietà dello Stato, la Biblioteca Civica Centrale e molte collezioni specializzate come la Biblioteca Internazionale di Cinema e Fotografia "Mario Gromo", la Biblioteca Nazionale del Club Alpino Italiano, la Biblioteca della Fondazione Luigi Einaudi, le biblioteche d'arte della Galleria civica d'arte moderna e contemporanea e dell'Accademia Albertina di Belle Arti.

La rete delle biblioteche civiche comprende, oltre alla Civica centrale, altre 23 istituzioni analoghe (17 biblioteche civiche diffuse sul territorio, 2 biblioteche situate presso le carceri e 4 punti di lettura).

A queste si aggiungono le biblioteche centrali e dipartimentali delle università: l'Università degli Studi ne dispone di 50, tra cui spicca la Biblioteca Interdipartimentale di Scienze Religiose Erik Peterson. Il Politecnico dispone di 17 biblioteche. La consultazione dei volumi è libera per tutti, ma il prestito è riservato ai soli iscritti alle varie facoltà.

Ricerca[modifica]

Immagine storica del Palazzo dell'Accademia delle Scienze

A Torino hanno sede importanti cenacoli e istituti di ricerca scientifica e tecnologica, che sono la testimonianza di una tradizione culturale improntata sulla sperimentazione e sull'innovazione, tanto che la città viene anche definita la città-laboratorio . In essa, infatti si trovano:

Scuole Statali[modifica]

Università Statali[modifica]

Castello del Valentino, sede della facoltà di Architettura del Politecnico di Torino
Porticato del Rettorato dell'Università degli Studi di Torino

Il polo universitario torinese è uno dei principali in Italia. Nei due principali atenei, l'Università degli Studi di Torino e il Politecnico, risultavano iscritti, nel 2006, quasi 100.000 studenti. Nel luglio 2011 l'Università degli Studi di Torino conta 67000 iscritti mentre il Politecnico quasi 27000[24] a cui sono da aggiungere gli iscritti alle facoltà degli atenei minori.

I principali istituti di studi superiori, oltre all'Università e al Politecnico, sono:

A Torino ha inoltre sede uno dei cinque campus europei della prestigiosa business school ESCP Europe, famosa per il suo Master in Management (classificato nel 2010 dal Financial Times come il migliore al mondo[25]). Gli altri campus europei di questa Grande École sono: Parigi, Londra, Berlino e Madrid.

Musei[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musei di Torino.
Una sfinge nel Museo Egizio di Torino, il più importante al mondo dopo quello del Cairo
Palazzo Carignano, sede della Camera dei deputati del Regno di Sardegna dal 1848 al 1860 e poi del Regno d'Italia dal 1861 al 1865, oggi sede del Museo nazionale del Risorgimento italiano
Foto d'epoca dell'Armeria Reale di Torino

Torino, dal 2009 inclusa nella prestigiosa Michelin Guide Main Cities of Europe, è sicuramente la città italiana con il maggior numero di musei artistici, storici e scientifici. Vi sono quattro musei nazionali (Museo del cinema, Museo dell'Automobile, Museo della Montagna, il Museo del Risorgimento) e numerosi altri musei di rilevanza nazionale ed internazionale come il Museo Egizio, il Museo d'Arte Orientale, l'Armeria Reale, il Museo dell'Astronomia e Planetario.

Alcuni musei sono stati ampliati e rinnovati negli ultimi anni (ad esempio il Museo del Cinema, il Museo Egizio ed il Museo dell'Automobile) o sono in corso di rinnovamento: tra questi, il Museo di anatomia, il Museo di antropologia ed etnografia, ed il Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso, che verranno unificati in un unico Museo dell'Uomo, all'interno del "Palazzo degli Istituti Anatomici" di corso Massimo d'Azeglio.

L'imponente scalinata progettata da Juvarra, Palazzo Madama

Molto importanti sono le collezioni artistiche della città: vi si trovano infatti opere di Leonardo da Vinci, Antonello da Messina, Beato Angelico, Andrea Mantegna, ma anche di Van Eyck, Rembrandt, Van Dyck. Per l'arte figurativa è da citare la Galleria Sabauda (una delle più importanti pinacoteche d'Italia), che ospita dipinti per il periodo che va dal XII al XVIII secolo. Per l'arte moderna e contemporanea vi sono la GAM - Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea, (il secondo museo di arte moderna in Italia, con 5.000 dipinti e 400 sculture), il Museo Civico d'Arte Antica di Palazzo Madama, la Fondazione Sandretto Rebaudengo contenente esposizioni degli artisti contemporanei provenienti da tutto il mondo e la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli e la Fondazione Merz. Considerando che la vicina Rivoli ospita nell'omonimo castello il Museo di Arte Contemporanea, Torino può essere considerata come il più importante polo museale italiano per l'arte contemporanea.

Le collezioni di arte antica, la cui raccolta fu iniziata dal duca Emanuele Filiberto I nella seconda metà del Cinquecento, sono conservate nel Museo di antichità, che raccoglie anche le principali testimonianze archeologiche piemontesi dal Paleolitico al Tardo Medioevo. Dal Museo di Antichità furono separate, negli anni quaranta del Novecento, le collezioni egizie che costituirono il Museo Egizio, il più importante d'Europa, in quanto custode della seconda collezione di arte egizia del mondo per vastità e importanza dopo quella del museo del Cairo.[8]

Inoltre, l'apertura del MAO - Museo d'Arte Orientale nel dicembre 2008 ha permesso di ospitare ricche collezioni provenienti dal Vicino Oriente, dall'India, dalla Cina e dal Giappone, oltre che dall'Asia Centrale.

La Fondazione Accorsi è una ricca collezione privata, ora aperta al pubblico, di opere collezionistiche. Mostre temporanee di rilievo si tengono a Palazzo Bricherasio e a Palazzo Madama.

Importanti sono poi dal punto di vista storico il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, presso Palazzo Carignano, e il Museo Nazionale della Montagna, presso il Monte dei Cappuccini, sulla riva destra del Po. Testimonianze della storia di Torino sono a disposizione presso l'Istituto Storico della Resistenza che gestisce inoltre il Museo diffuso della Resistenza, della deportazione, della guerra, dei diritti e della libertà.

Per quanto riguarda le scienze, è sicuramente da ricordare il Museo Regionale di Scienze Naturali, tra i maggiori in Italia dello specifico settore, e il Museo della Sindone, che illustra al visitatore le scoperte scientifiche sul telo sindonico.

Da ricordare, il Museo dell'Astronomia e Planetario di Torino, che sorge accanto dell'Osservatorio astronomico di Torino di Pino Torinese, ridente cittadina collinare nei pressi immediati del capoluogo piemontese.

Tra le curiosità, infine, è la preparazione di un Museo del cioccolato che sarà allestito nel quartiere storico di Porta Palazzo.

Nel 2009 ha aperto i battenti il Museo delle Olimpiadi invernali di Torino 2006, ospitato nei locali del Museo Regionale di Scienze Naturali.

In città ha sede lo Share Festival, un festival dedicato all'arte e alla cultura digitale.

Media[modifica]

Radio[modifica]

Torino è stata per decenni la sede dell'EIAR e poi della RAI e perciò è la città da cui partiva la maggior parte delle trasmissioni radiofoniche nell'epoca in cui non c'era ancora la televisione (1927-1954).

Le principali emittenti radiofoniche cittadine sono: Radio GRP, Radio Flash, Radio 2000 Blackout, Radio Centro 95, Radio Veronica One, Radio Torino International.

Stampa[modifica]

Torino ha una storica tradizione in campo editoriale. Nel capoluogo piemontese sono nate importanti case editrici come:

La concentrazione di case editrici in città è superiore alla media nazionale e tutt'oggi il 50% delle case editrici scolastiche e universitarie italiane ha sede a Torino, con un'incidenza del 30% del mercato librario scolastico nazionale. A Torino è concentrato oltre il 90% della produzione editoriale nazionale a edizioni a grandi lettere per ipovedenti. Torino è anche luogo di sperimentazione tipografica.

Dal 1988 a Torino si organizza la Fiera internazionale del libro.

Periodici

Sede in passato di importanti quotidiani nazionali come la Gazzetta del Popolo e Stampa Sera, adesso hanno sede nel capoluogo piemontese:

In città hanno anche sede le redazioni locali de La Repubblica e Il Giornale. Vi si pubblicano anche le edizioni locali di alcuni free press quotidiani quali Epolis, Metro, City e Leggo, il settimanale Però, il mensile Torino Magazine ed il bimestrale Extratorino. Il Comune di Torino, dal 2004, pubblica il periodico CittAgorà.[26]

Romanzi ambientati a Torino
Copertina del romanzo Cuore di Edmondo de Amicis

Cinema[modifica]

Torino è la città italiana in cui fu per prima stabilita l'industria cinematografica, in ragione della storica vicinanza geografica e culturale con la Francia dei fratelli Lumière. Proprio nel capoluogo piemontese, nel marzo 1896, gli inventori del cinematografo esibirono la prima proiezione di un film in Italia ed in via Po, a novembre, la prima davanti ad un pubblico pagante.[27]

I primi studi cinematografici italiani aprirono a Torino nel 1907. Giovanni Pastrone vi girò uno dei primi kolossal della storia del cinema: Cabiria del 1914.

Le produzioni delle principali case, come l'Ambrosio Film, l'Itala Film, l'Aquila e gli studi Fert,[28] proseguirono fino al 1937, anno di inaugurazione di Cinecittà a Roma.

La vocazione cinematografica di Torino non cessò. Nel 1956 venne aperto il Museo Nazionale del Cinema, dapprima ospitato a Palazzo Chiablese e poi, dal 2000, nell'imponente sede della Mole Antonelliana. Negli anni ottanta un gruppo di professori universitari e critici cinematografici torinesi diede luogo, con il sostegno degli enti locali, alla rassegna cinematografica Festival Cinema Giovani che dal 1997 assunse la denominazione di Torino Film Festival, conquistandosi un punto di riferimento a livello internazionale specialmente per il cinema sperimentale e giovanile, secondo in Italia soltanto allo storico Festival di Venezia.

A Torino si svolgono il Torino GLBT Film Festival - Da Sodoma a Hollywood, il Festival Internazionale Cinema delle Donne, il Sottodiciotto Film Festival legato ai temi dell'adolescenza, CinemAmbiente, la VIEW Conference (in precedenza Virtuality, manifestazione interamente dedicata alla realtà virtuale) ed il Piemonte Movie-gLocal Film Festival, dedicato alla cinematografia regionale.

Oggi Torino è tra le principali sedi di realizzazioni cinematografiche e televisive in Italia, grazie al ruolo della Torino Film Commission che vi riporta la produzione di molti lungometraggi, sceneggiati e spot.

Nel 2002 vennero riaperti gli studi Fert con la nuova denominazione di Virtual Reality & Multi Media Spa[29] e la Lumiq Studios[30] iniziò la sua attività.

Sono nati a Torino il primo cinema d'essai italiano (il Romano nella Galleria Subalpina, nel 1971), la principale associazione cinematografica nazionale (l'Aiace) e la prima multisala del Paese (l'Eliseo, nel 1983).

A San Giusto Canavese è presente un importante centro di produzione cine-televisiva i Telecittà Studios, mentre a Torino c'è il Cineporto una struttura riservata alle società di produzioni cinematografiche che vengono in città a girare film.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Film girati a Torino.
Citazioni cinematografiche

La città viene citata nel film American Gigolo. Il protagonista, Julian Kay, interpretato da Richard Gere, dopo un breve dialogo in francese con una bella sconosciuta (Lauren Hutton) dice di essere nato a Torino e di aver studiato a Nantes[31].
Nel film Io sono leggenda, quando il protagonista sta guardando le registrazioni di vecchi telegiornali, viene mostrata Piazza San Carlo. Quella utilizzata nel film è infatti una reale registrazione di un collegamento avvenuto durante i XX Giochi olimpici invernali del 2006. Nella parte iniziale del film La Pantera Rosa 2 viene mostrato un panorama di Torino e l'interno del duomo in cui viene rubata la Sindone. In realtà il panorama non è quello reale e neanche la chiesa. Nel film fanno vedere che la sindone è tenuta in una teca di vetro, anche se nella realtà non è così.

Soap opera

Televisione[modifica]

Torino è tra le sedi principali del Centro di Produzione Televisiva RAI, come quelli di Roma, Milano e Napoli. Assieme a queste tre sedi, da quando ha iniziato i suoi programmi nel 1954, il centro di Torino è stato anche il primo dell'azienda televisiva.[32] Torino, inoltre, prima che si trasformasse in RAI, già ospitava il centro di direzione dell'EIAR dal 1927.

Altre emittenti, a diffusione regionale, sono Quartarete TV, GRP Televisione, TST, Quinta Rete, Videogruppo, Rete7 Piemonte e Telesubalpina. Una delle più importanti produzioni ambientate a Torino è la soap opera Centovetrine che utilizza la gran parte delle location esterne per le case dei protagonisti, il commissariato Franco Balbis, il carcere, l'ospedale e le principali piazze. Nel 2012 approda su Rai 1 la fiction Questo nostro amore, ambientata a Torino. Il 21 dicembre 2012 è stato trasmesso su Canale 5 il film per la televisione Natale a 4 zampe con Massimo Boldi, dove gran parte delle riprese cinematografiche sono state girate a Torino.

Musica[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Musica a Torino.

A Torino vi è una ricca offerta musicale. Viene eseguita dal vivo ogni tipo di musica e, oltre ai principali teatri e sale da concerto per la musica classica, dopo le recenti olimpiadi sono aumentati i Palazzetti dove avvengono concerti ed esibizioni di musica leggera. Tra questi, i più frequentati sono:

Inoltre vi si svolgono due eventi periodici annui:

  • Settembre Musica: rassegna musicale che si tiene ogni anno a settembre in vari luoghi, unendo concerti di musica classica, jazz, etnica e pop. Fondata nel 1978, dal 2007 si svolge in gemellaggio con Milano
  • Club to Club: festival internazionale di musica e arti elettroniche che dal 2006 coinvolge, con la sezione "Club Europa", un'importante città europea, con scambio di pubblico, artisti, iniziative.

Torino nella musica[modifica]

  • Torino è l'unica città italiana (oltre a Napoli) citata nel titolo di una canzone americana con il nome non tradotto: per la precisione, il cantautore texano Shawn Phillips nel suo album del 1970 Second Contribution apre il lato A con un brano dal titolo lunghissimo, She was waitin' for her mother at the Station in Torino and you know I love you baby but it's getting too heavy to laugh (Stava aspettando sua madre alla stazione di Torino e tu sai che ti amo tesoro ma sta diventando troppo duro ridere).
  • Il gruppo Turin Brakes cita nel proprio nome la città di Torino. Per ammissione della band, le due parole non abbinano alcun significato e il loro accostamento è volutamente privo di senso.[33]
  • Torino è anche la città natale di moltissimi DJ. Fra i più noti dj torinesi ricordiamo Gabry Ponte e Gigi D'Agostino.

Magia e occultismo[modifica]

Statua della Fede posta a lato della Chiesa della Gran Madre di Dio

La città è anche conosciuta per la tradizione di magia e occultismo.[34] Effettivamente, Torino non è soltanto la sede della Sindone e dei santi sociali del XIX secolo come Giovanni Bosco o Giuseppe Benedetto Cottolengo. Leggende popolari, partendo dal fatto che la città fu una munitissima piazzaforte nel XVII secolo, affermano che Torino sia attraversata da una fittissima rete di gallerie e sotterranei, utilizzata dai Savoia e dai nobili per spostamenti in incognito.[35] Nel 1556 a Torino ha soggiornato Nostradamus[36][37][38], e qui ha vissuto un singolare personaggio come Gustavo Adolfo Rol.[37] Gli esperti di occultismo sostengono che Torino è il vertice di due triangoli magici: il primo, quello bianco, con Lione e Praga, mentre il secondo, quello nero, assieme a Londra e San Francisco.[36][37][39]

La Fontana del Frejus di Piazza Statuto

Da un punto di vista strettamente storico, l'origine di questa tradizione va ricercata nel Risorgimento[40] e nella massiccia campagna di discredito organizzata contro la città dalla Curia Romana che era contraria all'unità nazionale.[41] In questo clima di contrapposizione circoli massonici, associazioni teosofiche, furono tollerate e sostenute dallo Stato e dalla corte. Libertà di pensiero ed un certo spirito anticlericale furono poi rinfocolati, dopo l'Unità d'Italia, dal progressismo positivistico e dal nascente movimento operaio. Simboli massonici sono presenti in molti palazzi[42] ed in alcune tombe del Cimitero monumentale di Torino.[43] Da qualche tempo vi sono in città dei tour operator che organizzano anche visite guidate sui misteri di Torino.[44]

Per gli esoteristi la magia positiva di Torino nasce dal cuore bianco di piazza Castello, dal Duomo che custodisce la Sacra Sindone alla Grande Madre di Dio e fino alla Mole Antonelliana, che indica il cielo. Ai lati della scalinata che conduce all'ingresso della chiesa della Gran Madre di Dio troviamo le due statue raffiguranti la Fede e la Religione, dove lo sguardo della statua della Fede indicherebbe il nascondiglio del Santo Graal.[senza fonte]

La Fontana del Frejus di Piazza Statuto fu ideata dal conte Marcello Panissera per ricordare l'inaugurazione dell'omonimo traforo. Indicata dagli esoteristi il cuore nero della città per due motivi: perché si trova ad occidente e quindi in posizione infausta per il tramonto del sole e perché qui vi era la vallis occisorum, luogo di uccisione e di sepoltura.[37][39] Ospitava infatti il patibolo che rimase per secoli in piazza Statuto e che venne poi spostato dai francesi all'incrocio tra corso Regina Margherita e Via Cigna: il Rondò della forca.[37] La tradizione racconta che l'angelo che sovrasta l'obelisco sia Lucifero, in effetti l'angelo più bello, e che quindi in Piazza Statuto, sotto la Fontana de Frejus si trovi la porta dell'inferno.[senza fonte]

Cucina[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina torinese.

La cucina tipica torinese è una cucina ricca ed elaborata. Nonostante questo, è profondamente radicata nel territorio. Essa infatti nasce da un connubio fra la sua origine contadina e le esigenze raffinate della corte sabauda, entrambe aperte, oltretutto, alle influenze della cucina francese.

Luci d'artista: Monte dei Cappuccini
Luci d'artista a Torino: "Regno dei fiori" di Nicola De Maria
Luci d'artista a Torino: "Luì e l'arte di andare nel bosco" di Luigi Mainolfi

Personalità[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personalità legate a Torino.

Scienziati[modifica]

Sotto la Mole sono nati o hanno operato illustri scienziati. Nel XVIII secolo sono nati a Torino il matematico Joseph-Louis Lagrange e Amedeo Avogadro. Nel secolo successivo operano in città Ascanio Sobrero, che nel 1846 sintetizza la nitroglicerina e Cesare Lombroso, lo psichiatra e antropologo famoso per la sua opera L'uomo delinquente, scritta nel 1876. Lombroso fonda, inoltre, a Torino, il Museo di antropologia criminale. Sempre nell'Ottocento sono attivi Galileo Ferraris e Giancarlo Vallauri, ingegneri ed elettrotecnici. La tradizione di ricerca prosegue anche nel Novecento. Tra gli studiosi più illustri vi sono il matematico Giuseppe Peano e il biologo e medico Giuseppe Levi, che nell'ateneo torinese è stato titolare della cattedra di istologia e il primo in Italia a dedicarsi alla cultura in vitro dei tessuti. Suoi allievi sono tre futuri premi Nobel: Salvador Luria, Renato Dulbecco e Rita Levi-Montalcini.

Filosofi[modifica]

Nell'ateneo torinese, fondato nel 1404 dal duca Amedeo VIII, si segnala la laurea di Erasmo da Rotterdam, nel 1506. Tuttavia, è solo a partire dal XIX secolo che nel capoluogo si avviano contatti con le principali scuole europee. Prevale l'impostazione idealistica e, segnatamente, hegeliana. Il pensiero positivistico è influenzato dai numerosi scienziati attivi in quel periodo a Torino, come Cesare Lombroso. Alla fine dell'Ottocento è di passaggio Friedrich Nietzsche, che rimane affascinato dalla città a tal punto da trasferirvisi. Qui il filosofo compone Ecce homo, L'Anticristo, Il crepuscolo degli idoli e i manoscritti che saranno raccolti ne La volontà di potenza, e qui manifesta il 3 gennaio 1889 la prima crisi di follia in pubblico: mentre si trova in piazza Carlo Alberto, vedendo un cavallo adibito al traino di una carrozza fustigato a sangue dal cocchiere, abbraccia l'animale e inizia a piangere, per poi buttarsi a terra urlando in preda a spasmi. Tra le due guerre mondiali insegnano all'università di Torino due insegnanti: Augusto Guzzo e Nicola Abbagnano. Il primo è influenzato dal pensiero gentiliano, il secondo dall'esistenzialismo di Heidegger, ma anche dall'apporto del pensiero pragmatistico di John Dewey e della cultura scientifica, donde il nome della corrente che in seguito prenderà il nome di neoilluminismo. Per iniziativa di Abbagnano, oltre che di Ludovico Geymonat Eugenio Frola e Norberto Bobbio, avrà luogo in città il Centro di Studi metodologici di Torino, sodalizio metadisciplinare dal quale avrà origine nel dopoguerra una delle principali esperienze di radicale rinnovamento della filosofia italiana. Luigi Pareyson, allievo di Guzzo, fonderà a Torino la prima cattedra italiana di estetica. Suoi allievi sono Gianni Vattimo, Giuseppe Riconda, Umberto Eco e Sergio Givone. Dalla scuola di Abbagnano, invece, provengono Carlo Augusto Viano, Ludovico Geymonat, Pietro Rossi. Hanno insegnato a Torino anche Pietro Chiodi, Augusto Del Noce, Vittorio Mathieu e Giorgio Colli. Quest'ultimo, assieme al suo allievo Mazzino Montinari, condusse la prima edizione critica delle opere di Nietzsche.

Politici[modifica]

Con il Risorgimento, la città di Torino diventa la patria della lotta per l'unificazione italiana. Dapprima tale disegno fu perseguito, in funzione antimazziniana, da parte di un gruppo di moderati piemontesi di ispirazione cattolica e fedeli alla monarchia: tra questi vi furono Vincenzo Gioberti, Cesare Balbo e Massimo D'Azeglio, convinti che all'unità d'Italia si dovesse giungere attraverso una federazione guidata dal Papa e sostenuta dall'esercito di Carlo Alberto. Tale era il programma dei neoguelfi, frustrato da lì a pochi anni dal comportamento di Pio IX. A riprendere una parte delle loro idee, ma in direzione chiaramente liberale e progressista, è stato Camillo Benso conte di Cavour il quale, sebbene rifiutasse la visione insurrezionale e democratica di Mazzini, era fautore di un programma di riforme economiche e sociali che portassero prima il Piemonte e poi l'Italia, attraverso l'alleanza dei gruppi dirigenti della Penisola, ai livelli delle nazioni più avanzate. Al programma neoguelfo di Gioberti, Cavour oppose la formula «libera Chiesa in libero Stato» e alla passività verso gli eventi europei di Balbo egli, una volta diventato capo del governo, si mosse verso un sistema di alleanze con Napoleone III e l'Inghilterra guidata da governi liberali. Nonostante non ritenesse di giungere alla realizzazione del suo programma attraverso la partecipazione del popolo, tuttavia Cavour incoraggiò la libertà di associazione, le società di mutuo soccorso e l'istruzione popolare. Inoltre, egli contribuì a trasformare lo Statuto albertino, attraverso la prassi, in una Costituzione parlamentare. L'operato di Cavour richiamò da altre parti d'Italia alcuni ex mazziniani, delusi dalle fallite insurrezioni, che trovarono rifugio a Torino. Tra questi vi furono Francesco De Sanctis e Niccolò Tommaseo, che proprio a Torino compose il primo Dizionario della lingua italiana.

Un rinnovamento del pensiero liberale si ebbe con il nuovo secolo, a causa di un'accresciuta partecipazione delle masse nella vita politica e della crescita del movimento operaio, ad opera di Piero Gobetti. Questi, negli anni venti, aveva fondato a Torino la rivista La Rivoluzione liberale e, successivamente, Il Baretti, in cui aveva collaborato anche Eugenio Montale, di cui Gobetti era stato il primo editore della raccolta Ossi di seppia. Oltre a Montale, Gobetti riuniva attorno alla riviste una generazione di giovani torinesi, come Leone Ginzburg, Franco Antonicelli, Lionello Venturi, Felice Casorati, Carlo Levi, Augusto Monti, Giacomo Debenedetti, Natalino Sapegno e Mario Fubini. Gobetti condannava la classe dirigente liberale che aveva portato al fascismo, pur ritenendosi erede del pensiero sia di Cavour che di Carlo Cattaneo. Tuttavia, Gobetti individuava nel proletariato e non nella borghesia il motore del rinnovamento morale e politico della nazione.

Sempre a Torino, subito dopo la Prima guerra mondiale, Antonio Gramsci, Palmiro Togliatti, Angelo Tasca e Umberto Terracini avevano dato vita alla rivista L'ordine nuovo, che avrebbe costituito il nucleo di quello che nel 1921 sarebbe diventato il Partito Comunista Italiano. Tale rivista condannava la linea riformistica dei socialisti, individuando nei Consigli di fabbrica e nell'esperienza sovietica la linea di lotta politica.

Fondamentale per la cultura politica italiana è stato l'apporto di numerosi intellettuali torinesi nel secondo dopoguerra, tra gli altri il gruppo di studenti e professori che militò nelle file di Giustizia e Libertà e del Partito d'Azione, eredi del pensiero gobettiano (tra gli altri, Cesare Pavese, Massimo Mila, Natalia Ginzburg, Alessandro Galante Garrone, Vittorio Foa e Norberto Bobbio).

Tra le associazioni preposte allo studio del pensiero storico e politico, che hanno sede a Torino, sono da menzionare: la Fondazione Gramsci, il Centro studi Piero Gobetti, l'Istituto Gaetano Salvemini, il Centro Pannunzio, la Fondazione Rosselli, la Fondazione Luigi Einaudi e la Fondazione Luigi Firpo - Centro di Studi sul Pensiero Politico.

Artisti[modifica]

Rimasto un borgo per lungo tempo, nel 1559 il duca Emanuele Filiberto di Savoia ne fa la capitale dei suoi domini. Nel periodo barocco Torino diventa una corte importante e i duchi hanno l'ambizione di trasformare la città in una splendida capitale. Per questo motivo operano in città degli artisti di grande levatura, soprattutto architetti e urbanisti, come Carlo di Castellamonte e il figlio Amedeo, che riprendono il tracciato del castrum romano per la nuova capitale e costruiscono splendidi edifici, Guarino Guarini e, nel XVIII secolo, Filippo Juvarra e Benedetto Alfieri.

Per quanto riguarda la pittura e le arti figurative, Torino diventa un punto di riferimento soprattutto nel Novecento. Negli anni venti opera il pittore Felice Casorati, il quale ispira una serie di allievi, denominati Il gruppo dei sei di Torino, tra cui Carlo Levi, Enrico Paulucci, Gigi Chessa, Francesco Menzio, Nicola Galante e Jessie Boswell. In questo ambiente si formano due importanti artisti: lo scultore Umberto Mastroianni e l'architetto Carlo Mollino.

Tra gli anni sessanta e settanta Torino diviene il centro internazionale dell'arte povera, per la presenza in città di artisti come Alighiero Boetti, Mario Merz, Giuseppe Penone, Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto. In quegli anni è forte l'influenza artistica di un noto designer, Armando Testa, il fondatore dell'omonima agenzia pubblicitaria. Attualmente operano in città artisti affermati, come Ugo Nespolo.

Scrittori[modifica]

Luogo angusto e provinciale per molti secoli, Torino ha iniziato ad attrarre scrittori solo dopo l'insediamento della corte del Ducato di Savoia.
Il più noto del XVII secolo è il padre del marinismo, Giambattista Marino, che nel 1608 si trasferì presso la corte di Carlo Emanuele I; il suo non fu questo un soggiorno fortunato, perché subì un tentativo di assassinio da parte di un suo rivale, Gaspare Murtola, e in seguito fu messo in carcere per un anno a causa di maldicenze che aveva detto e scritto contro il duca, e forse per questo motivo nel 1615 lasciò Torino e si trasferì in Francia.
Sempre nell'epoca barocca operano a Torino Emanuele Tesauro e Alessandro Tassoni; nel secolo successivo, invece, vive per parecchi anni il poeta astigiano Vittorio Alfieri. Diversa è la situazione nell'Ottocento, soprattutto da quando la città diventa un punto di riferimento per la l'unificazione italiana e, successivamente, la capitale del Regno d'Italia. Infatti, in quegli anni vi soggiornano Tommaseo, Settembrini e Giovanni Prati. Una letterata e donna di cultura di quel tempo è stata Olimpia Savio.
Decaduta dal ruolo di capitale, ma già avviatasi verso l'industrializzazione, a Torino vivono e lavorano, dall'inizio del Novecento agli anni che precedono l'avvento del fascismo, Guido Gozzano, Edmondo De Amicis ed Emilio Salgari. Tra le due guerre hanno molta risonanza internazionale i romanzi di Dino Segre, conosciuto con lo pseudonimo di Pitigrilli.
Torino riveste un ruolo molto importante a partire dal Secondo Dopoguerra: a fare da catalizzatore è la casa editrice fondata da Giulio Einaudi, che coinvolge Cesare Pavese, Italo Calvino, Vitaliano Brancati, Primo Levi, Natalia Ginzburg, Fernanda Pivano, Beppe Fenoglio, Carlo Fruttero e Franco Lucentini. Negli anni più recenti si segnalano Giovanni Arpino, Nico Orengo, Giuseppe Culicchia, Margherita Oggero, Laura Mancinelli, Alessandra Montrucchio, Alessandro Perissinotto, Guido Quarzo, Piero Soria e Alessandro Baricco. Alessandro Baricco è stato anche tra i fondatori della Scuola Holden, dedicata all'insegnamento delle tecniche della scrittura. Nel teatro spicca la figura di Antonio Tarantino, autore già ampiamente riconosciuto in Italia, Portogallo, Francia e Germania.

Eventi[modifica]

Eventi periodici[modifica]

  • "Luci d'Artista": diverse installazioni luminose di artisti contemporanei nei principali luoghi di Torino, per addobbare la città durante il periodo di Natale e anche oltre. Si svolge in collaborazione con il comune di Salerno.
  • "ARTissima": fiera dedicata all'arte contemporanea che si tiene al Lingotto verso novembre.
  • "Salone Internazionale del Libro": fiera dell'editoria in Italia, che si tiene ogni maggio al Lingotto
  • "Share Festival": evento internazionale di arti e culture digitali che si tiene a novembre al Museo di Scienze Naturali.
  • "Festival internazionale Terra Madre": festival biennale fondato nel 2004 da Slow Food presso l'Oval Lingotto sui temi dei modelli di produzione agro-alimentare sostenibili e della salvaguardia della biodiversità, della qualità organolettica ma anche del rispetto dell'ambiente e delle persone. Sempre al Lingotto, in contemporanea, si svolgono il "Salone del gusto" ed il "Salone del vino".
  • "Settembre Musica" (vedi sez. Musica)
  • Club to Club (vedi sez. Musica)
  • "Biennale Democrazia", manifestazione prevista ogni due anni nel mese di aprile a partire dal 2009, dedicata alla riflessione e al confronto sui temi della democrazia, della cultura politica, dello sviluppo e dell'ambiente.
  • "Festival delle colline torinesi": festival di teatro contemporaneo che si svolge a Torino dal 1996 impegnando fra luglio e agosto diversi spazi della città.
  • "Torino Comics": salone e mostra mercato del fumetto, nata nel 1994, che si svolge in primavera al Lingotto Fiere di Torino.

Eventi recenti[modifica]

  • Dal 10 al 26 febbraio 2006 a Torino si sono svolti i XX Giochi olimpici invernali
  • Biennale dei Leoni 2006 (15 luglio - 30 settembre): mostra itinerante che celebra il legame con la città di Lione. Disseminate per le vie e le piazze cittadine, le opere di 69 artisti di diversi paesi che raffigurano il toro ed il leone, simboli delle due città.
  • Torino Capitale Mondiale del Libro: dopo Alessandria d'Egitto, Madrid, Nuova Delhi, Anversa e Montreal, l'UNESCO ha conferito a Torino, con l'appoggio di Roma, il titolo di capitale mondiale del libro per il periodo che andava dal 23 aprile 2006 al 22 aprile 2007. Il riconoscimento ha premiato l'attività di promozione della lettura svolta dalla città attraverso la Salone Internazionale del Libro.
  • Torino 2008 World Design Capital: la città nel 2008 è stata la prima "capitale mondiale del design". Il titolo, conferito a Copenaghen dall'ICSID (International Council of Societies of Industrial Design), è stato creato appositamente per la città di Torino per riconosciuti meriti e competenze presenti sul territorio. Contemporaneamente a tale occasione, da 30 giugno al 2 luglio, al Lingotto Fiere si è svolto il "XXIII congresso mondiale degli architetti", accompagnato dalla mostra "Architetture sensibili, inaugurata il 26 luglio nel Castello di Rivara.
  • European Athletics Indoor Championships 2009: dal 6 all'8 marzo 2009 ha ospitato i Campionati europei di atletica leggera indoor.[45]
  • 100ª edizione dei campionati mondiali di pattinaggio di figura (22-28 marzo 2010).
  • Torino 2010 European Youth Capital: Torino Capitale Europea dei Giovani 2010.
  • Torino 2010 ISU World Figure Skating Championships.[46]
  • Ostensione della Sindone.

Eventi legati a Italia 150[modifica]

  • Italia 150: il Comitato Italia 150 prepara il programma Esperienza Italia per la realizzazione di un grande evento internazionale volto a celebrare il 150º anniversario dell'Unità d'Italia con mostre, esposizioni, spettacoli e dibattiti tra il 17 marzo e il 20 novembre 2011.[47] L'evento è un'occasione per riflettere sul passato, dibattere sul presente ma soprattutto guardare al futuro dell'Italia. Il comitato è presieduto a rotazione dal Sindaco di Torino, dal Presidente della Provincia e dal Presidente della Regione.

Suddivisioni amministrative[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Circoscrizioni e quartieri di Torino.
Vista della città dal Monte dei Cappuccini.
Vista aerea del centro cittadino

La città di Torino è suddivisa in 92 Zone Statistiche e relativi Quartieri cittadini.
Questi ultimi sono raggruppati in 10 macro-zone amministrative, chiamate Circoscrizioni, con i rispettivi centri civici.[48]

Le 10 Circoscrizioni hanno i rispettivi centri civici e a loro volta comprendono più quartieri storici:
borghi, rioni, borgate e zone.

Qui di seguito sono riportati alcuni dei principali.

N° Circoscrizione Residenti Superficie Unità urbanistiche comprese
I Circoscrizione 80.316 ab. 7 km²
II Circoscrizione 104.485 ab. 7 km²
III Circoscrizione 130.788 ab. 9 km²
IV Circoscrizione 96.271 ab. 9 km²
V Circoscrizione 123.624 ab. 16 km²
VI Circoscrizione 105.421 ab. 25 km²
VII Circoscrizione 87.853 ab. 23 km²
VIII Circoscrizione 58.289 ab. 16 km²
IX Circoscrizione 76.268 ab. 7 km²
X Circoscrizione 39.279 ab. 11 km²

Economia[modifica]

Torino è il terzo polo economico del paese e fa parte del triangolo industriale insieme a Genova e Milano.

Con la sua provincia è ai vertici dell'export italiano, piazzandosi al secondo posto tra le province italiane per valore delle esportazioni.[49]

Hanno sede a Torino e nella sua provincia alcune tra le più importanti aziende del paese, tra le quali spiccano Fiat SpA, Fiat Industrial, Alpitour, Olivetti, Lavazza, Fondiaria Sai, Reale Mutua Assicurazioni, Alleanza Toro, Italdesign Giugiaro, Bertone, Pininfarina, Seat Pagine Gialle, Martini & Rossi, Avio, Basic Net, Carlo Pignatelli, Gruppo Armando Testa. Anche a livello bancario la città ha forti tradizioni, nel capoluogo subalpino c'è la sede legale di Intesa Sanpaolo, la prima banca del paese di cui la Compagnia di San Paolo è la prima azionista, mentre la Fondazione CRT è tra le principali in Unicredit.

Foto aerea d'epoca dello stabilimento Fiat Mirafiori, la fabbrica più grande d'Italia nonché la più antica in Europa ancora in funzione.[50]

Negli anni la città ha attraversato una lunga fase di riconversione industriale, sia per la crisi dell'industria metalmeccanica, sia per la tendenza delle manifatture dei paesi avanzati a trasferire le loro produzioni nei paesi in via di sviluppo. Dagli anni ottanta Torino ha visto il peso dell'industria ridursi a favore del terziario, pur rimanendo uno dei principali centri industriali italiani ed europei. Parecchie aziende sono state attratte in città tra cui General Motors che ha deciso di tenere nel capoluogo piemontese un'importante base di ricerca per la sperimentazione dei motori diesel; in un settore come quello della componentistica per auto in forte crescita. Con una rete di oltre 350 aziende, la Camera di Commercio di Torino ne ha selezionate 145. Grazie al progetto From Concept to Car, dal 2002 mira a promuovere le eccellenze del settore in tutto il mondo.[51]

Rampa per le automobili al Lingotto, oggi importante centro del settore terziario

Negli ultimi anni vi è stato un boom del settore informatico ed elettronico. Alla già preesistente attività di ricerca del Politecnico di Torino, dell'Istituto Mario Boella, dell'Istituto Galileo Ferraris e del Centro di Ricerche FIAT, si è affiancata l'attività del distretto informatico Torino Wireless che appartiene alla rete dei distretti italiani riconosciuti dal Ministero dell'Università e della Ricerca. Nato per coordinare tutte le attività di ricerca e di produzione del settore ICT dell'area torinese, attualmente sono impegnate circa 6000 imprese. Tra le aziende della comunicazione che hanno scelto Torino come base di ricerca ci sono Reply, Telecom Italia, e Microsoft. Un'altra operazione importante è stata la riconversione di una parte della superficie occupata dalla fabbrica di Mirafiori, sostenuta dal progetto Torino Nuova Economia[52] che grazie alla collaborazione con il Politecnico, ospitano il Centro del design, e nel futuro anche un polo delle tecnologie per la mobilità dell'auto.

L'evento olimpico del 2006 ha contribuito a diminuire il ristagno economico. Grandi opere pubbliche come quelle per il Passante Ferroviario, la Metropolitana e le Spine hanno ridisegnato e stanno ridisegnando il volto della città.

Patria del cinema italiano al quale è anche dedicato un museo all'interno della Mole Antonelliana, grazie all'associazione Torino Film Commission è diventata da circa un decennio un'apprezzata quinta per l'ambientazione e la produzione di film, pubblicità e video musicali. Dov'è nato il cinema in Italia, presso gli ex stabilimenti cinematografici Fert, (adesso Virtual Reality & Multi Media Spa) si trovano i Lumiq Studios, in cui si realizzano produzioni per cinema, televisione e pubblicità ad alto contenuto tecnologico; inoltre a Torino è attivo il Cineporto, una struttura polifunzionale dedicata alle produzioni cinematografiche.

Infrastrutture e trasporti[modifica]

Aeroporti[modifica]

Aeroporti di Torino[modifica]

Attualmente la città di Torino dispone di due scali aerei internazionali: l'Aeroporto di Torino-Caselle e l'Aeroporto di Torino-Cuneo Levaldigi.

  • Torino-Caselle - Torino è servita dall'Aeroporto internazionale Sandro Pertini (Codice IATA: TRN - Codice ICAO: LIMF) situato a Caselle Torinese e collegato direttamente alla città tramite la ferrovia Torino-Ceres, e dal Raccordo autostradale 10 che si connette alla Tangenziale Nord ed a Corso Grosseto, uno dei maggiori assi di scorrimento interno. L'aeroporto è stato aperto nel 1953 per sostituire come scalo aereo cittadino l'aeroporto Aeritalia ed ha subito nel tempo due radicali ricostruzioni dei terminal, tra le quali dei lavori di ampliamento per i Giochi olimpici invernali del 2006. L'aeroporto di Torino-Caselle si è aggiudicato per due anni consecutivi, nel 2007 e 2008, il premio ACI Europe Best Airport Awards nella categoria da 1 a 5 milioni di passeggeri.[53] Nel 2011 l'aeroporto ha registrato un movimento di oltre 3,7 milioni di passeggeri.[54]
  • Torino Aeritalia - Inaugurato nel 1916 (Codice ICAO: LIMA). Situato in corso Marche è tuttora attivo ma, dopo la costruzione dell'aeroporto di Caselle, è rimasto in uso come struttura di aviazione generale e da turismo, affiancata ad una scuola di volo per aerei ed elicotteri, e più recentemente, alla sede dei velivoli di elisoccorso e Protezione Civile.

Aeroporti dismessi[modifica]

Autostrade[modifica]

Collegamenti autostradali[modifica]

Su Torino convergono sei autostrade (tra cui è particolarmente importante quella in direzione della Francia) ed un raccordo autostradale:

Tangenziali[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tangenziale Est di Torino.

Le periferie nord, ovest e sud sono costeggiate da un sistema tangenziale di complessivi 57,5 km chiamato A55 costituito da:

Il sistema autostradale urbano di Torino comprende inoltre il raccordo all'A4 Torino-Milano ed alla S.S.11 di 3,13 km.

Collegamenti ferroviari[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazioni ferroviarie di Torino e Servizio ferroviario metropolitano di Torino.

Torino è il terzo nodo ferroviario italiano. La rete ferroviaria all'interno dei suoi confini è costituita principalmente da linee ferroviarie RFI ma anche da linee locali GTT.

La tratta urbana di competenza della GTT è quella che parte da Torino Dora e che va sino alla periferia Nord al confine con il comune di Venaria Reale (direzione Caselle Torinese - Aeroporto Sandro Pertini - Ceres).

Le linee ferroviarie principali che si dipartono da Torino sono quelle che vanno verso Genova (via Asti e Alessandria), verso Milano (via Novara e Vercelli) e verso la Francia (via Bardonecchia e il Traforo ferroviario del Frejus) e Ventimiglia (via Cuneo e il Traforo ferroviario del Colle di Tenda). Ci sono poi linee minori verso Ivrea-Aosta, Mondovì-Savona, Pinerolo-Torre Pellice, Trofarello-Chieri, Cirié-Lanzo Torinese-Ceres e Rivarolo Canavese-Cuorgnè-Pont Canavese.

Passante ferroviario[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Passante ferroviario di Torino.

Al momento sono state completate cinque delle nove linee ferroviarie metropolitane previste per l'attraversamento della città (Servizio ferroviario metropolitano) tramite il Passante ferroviario di Torino.

Tram cittadino in piazza Castello

Trasporti urbani[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti a Torino, GTT (Torino), Rete tranviaria di Torino e Associazione Torinese Tram Storici.

La rete di trasporti di Torino è gestita dal GTT, acronimo di Gruppo Torinese Trasporti, nato nel 2003 dalla fusione di ATM e SATTI.

Parcheggi[modifica]

I parcheggi a Torino sono gestiti dalla società di trasporto pubblico GTT. Nella zona centrale della città (ed anche in parte del pre-centro ed in prossimità di alcune zone di particolare rilevanza) i parcheggi in superificie sono a pagamento, per un totale di circa 50.000 posti auto. Sono inoltre presenti 25 parcheggi a barriera o in struttura interrata o in superficie, sempre a pagamento, situati in centro città, nelle vicinanze degli ospedali e lungo le principali arterie di accesso, per consentire l'interscambio con il trasporto pubblico urbano. Le principali aree di parcheggio sono:

  • Bacigalupo: parcheggio non custodito in vicinanza degli ospedali Sant'Anna, CTO e Molinette. Dispone di 305 posti auto, di cui 6 riservati alle persone disabili.
  • Bixio: parcheggio non custodito con 508 posti auto, di cui 10 riservati alle persone disabili.
  • Caio Mario: parcheggio non custodito all'ingresso Sud della città. Dispone di 694 posti auto, di cui 16 per le persone disabili e 6 per i camper; ha una tariffa agevolata per l'interscambio con i mezzi pubblici. È servito dalle linee: 2, 4, 10, 18, 38, 39, 40, 41, 43, 62, 63b.
  • D'Azeglio/Galilei: parcheggio non custodito, dispone di 229 posti auto, 6 dei quali riservati alle persone disabili. È servito dalle linee: 42, 45, 45b, 66, 67.
  • Fermi: parcheggio non custodito all'ingresso Ovest della città. Dispone di 390 posti auto più 8 riservati alle persone disabili; per chi ha un abbonamento del trasporto pubblico mensile o annuale il parcheggio è gratuito. È servito dalle linee: Metropolitana, 33, 37, 76, CO1.
  • Fontanesi: parcheggio non custodito nelle immediate vicinanze dell'ospedale "Gradenigo". Il parcheggio dispone di 366 posti auto, 8 dei quali riservati alle persone disabili. Lasciando l'auto nel parcheggio è possibile utilizzare gratuitamente le linee Star 1 e Star 2 che viaggiano in ZTL. È servito dalle linee: Star 1, 3, 15, 30, 55, 75, 77.
  • Cittadella: parcheggio non custodito all'interno della ZTL, dispone di 134 posti auto. È servito dalle linee: 5, 5b, 13, 29, 51, 52, 55, 56, 59, 59b, 67, 72, Star 2.
  • Molinette
  • Nizza/Carducci
  • Palagiustizia
  • Racconigi
  • Re Umberto
  • Roma/S. Carlo/Castello
  • Santo Stefano
  • Sofia
  • Stura
  • V Padiglione
  • Valdo Fusi
  • Venchi Unica

Metropolitana[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Metropolitana di Torino.

A Torino è in funzione la prima metropolitana automatica d'Italia veicoli leggeri, frequenti e senza conducente per ridurre al minimo i tempi d'attesa e adattare il servizio alle esigenze delle diverse fasce orarie. Si rivelano anche particolarmente sicuri, dato che l'accesso ai vagoni è consentito solo in fase di effettiva presenza del treno, mentre per il resto del tempo le rotaie sono del tutto inaccessibili. 23 treni VAL208-Torino viaggiano sotto corso Francia e corso Vittorio Emanuele II; 9,6 km da percorrere in 15 minuti, collegando il parcheggio di interscambio di Fermi (Collegno) al “cuore” di Torino e alle stazioni ferroviarie di Porta Susa e di Porta Nuova.

Il 4 febbraio 2006, in concomitanza con l'inizio dei XX Giochi olimpici invernali, è stata inaugurata la linea 1 della metropolitana sul percorso Fermi (Collegno)-XVIII dicembre (Porta Susa), per un totale di 11 stazioni e 7,5 km di percorso. Il tempo medio di percorrenza tra le stazioni XVIII Dicembre e Collegno è di circa 11 minuti e la frequenza massima di passaggio è di circa 2 minuti nelle ore di punta, con una media di circa 40 km/h.

Dal 5 ottobre 2007 la linea è arrivata fino a Porta Nuova, portando le stazioni a 14 e il percorso complessivo a 9,6 km.

Nel 2006 sono iniziati i lavori di prolungamento della metropolitana fino al Lingotto, con l'aggiunta di sei nuove stazioni. La nuova tratta è stata inaugurata il 6 marzo 2011.[55] Venerdì 9 settembre 2011 è stata inaugurata la nuova fermata Porta Susa che si collega direttamente alla stazione ferroviaria omonima.

Servizio idrico[modifica]

Il Torèt, la tipica fontanella di Torino

L'approvvigionamento di acqua potabile, nonché la raccolta trattamento delle acque reflue, sono gestite dalla Società Metropolitana Acque Torino (SMAT) che ha in carico questi servizi anche per vari altri comuni dell'area metropolitana. Le fontane pubbliche sono molto numerose: sono i tipici Torèt (piemontese per "toretti" o "torelli"), fontanelle a forma di toro collocate in parchi, giardini e nelle principali vie e piazze.

L'originale campanile della Chiesa di Nostra Signora del Suffragio realizzato da Francesco Faà di Bruno

Altre infrastrutture di rilievo[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Costruzioni più alte della città di Torino.

La tendenza nella città di Torino, così come nella maggior parte delle città italiane ed europee, è quella di non disporre di edifici o costruzioni particolarmente alti.

Esistono tuttavia progetti già approvati che daranno a Torino una sorta di skyline più significativo. Ad oggi i dieci edifici più alti della città sono i seguenti:

Amministrazione[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Amministrazione di Torino.
Bandiera ufficiale di Torino, risalente all'assedio del 1706

Gemellaggi[modifica]

Torino è gemellata[57] con:

Torino ha accordi di collaborazione con:

Sport[modifica]

Torino 2015 Capitale Europea dello Sport[modifica]

Alla Città è stato assegnato il titolo di Capitale Europea dello Sport 2015[60] in quanto eccellenza nel panorama sportivo europeo. La candidatura[61] vede la Città fortemente impegnata per l'aumento della pratica sportiva e all'avanguardia nelle nuove tecnologie grazie all'intesa[62] firmata con la Scuola Universitaria in Scienze Motorie per la diffusione del progetto We-Sport[63].

Arti marziali[modifica]

Nella città è presente la Federazione italiana judo lotta karate arti marziali (FIJLKAM). Il Comitato regionale piemontese del settore judo si trova in via Giordano Bruno 191. Torino vanta 21 società di judo.

Baseball[modifica]

Nella città sono presenti due società: la Grizzlies Torino 48 militanti il campionato di serie C1 e la Juve 98 BC militante il campionato di serie B. La prima gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Passo Buole, situato nell'omonima via, avente capienza di 200 posti.[64]

Calcio[modifica]

Calcio a 11 maschile[modifica]

Torino è la città in cui fu fondata, il 15 marzo 1898[65], la Federazione Italiana Gioco Calcio (allora denominata Federazione Italiana Football) e in cui si disputò il primo campionato ufficiale, l'8 maggio 1898 al Velodromo Umberto I.[66] Su quattro squadre partecipanti, tre erano di Torino: Internazionale, Reale Ginnastica e F.C. Torinese, oltre al Genoa. Complessivamente, le squadre torinesi hanno conquistato 36 scudetti, al pari delle società di Milano, 14 Coppe Italia e 4 Supercoppe Italiane, il che ne fa la seconda città più vittoriosa d'Italia, dopo Milano.

In città hanno sede due società professionistiche: la Juventus e il Torino, entrambe militanti in Serie A.

La Juventus, fondata nel 1897, è la società calcistica più vittoriosa e celebre d'Italia nonché una delle più titolate e prestigiose al mondo.[67][68] Famosa in tutto il mondo col soprannome di Vecchia Signora, la Juventus è il club con il più alto numero di sostenitori nella penisola e fra i maggiori a livello internazionale.[69] Attualmente l'ottava squadra più titolata al mondo e la quarta in Europa a livello di trofei internazionali vinti e riconosciuti dalla FIFA[70], è stata la prima società calcistica a livello planetario – e rimane tuttora l'unica – al mondo ad avere conquistato almeno una volta tutti i trofei ufficiali a livello confederale.[71]

Il Torino, fondato nel 1906 ad opera di alcuni soci dissidenti della Juventus, conobbe il suo maggior periodo d'esplendore durante gli anni 1940, ottenendo cinque campionati consecutivi ed stabilendo, tra altri primati, il record di imbattibilità casalinga nel campionato di massima serie (88 incontri), ancora vigente. Dopo anni travagliati da seri problemi economici che la condussero alla Serie B, nel 2006 fu promosso in Serie A, militando nella massima divisione d'allora. La squadra granata disputa con Vecchia Signora l'incontro cittadino più antico del Paese, il Derby della Mole.

La storia calcistica cittadina è segnata da tre tragici episodi, tuttora particolarmente sentiti dalle tifoserie locali.

Il 4 maggio 1949 l'intera squadra di calcio del Grande Torino, allora la più forte d'Italia, perì tragicamente in un incidente aereo schiantandosi sul retro della Basilica di Superga di ritorno da un'amichevole giocata a Lisbona. Simbolo indiscusso di quella squadra era Valentino Mazzola, padre di Ferruccio e Sandro Mazzola, entrambi affermati calciatori. La tragedia commosse tutto il mondo e il Torino divenne presto una leggenda, la leggenda degli "invincibili".

Il 15 ottobre 1967, il giocatore del Torino Luigi Meroni, dopo aver giocato una partita contro la Sampdoria e vinta dai granata per 4-2, venne tragicamente investito da un'auto mentre attraversava il corso Re Umberto. Oggi sul luogo dell'incidente una lapide ricorda il grande giocatore.

Il 29 maggio 1985, prima dello svolgimento della finale di Coppa dei Campioni allo stadio Heysel di Bruxelles, nella quale dovevano sfidarsi la Juventus FC ed il Liverpool, in seguito alle cariche dei tifosi inglesi e al cedimento di parte delle tribune, morirono 39 tifosi, di cui 32 italiani.

Tra le altre squadre di calcio della città ci sono: l' A.S.D. Cenisia, terza squadra della città che ha conosciuto il momento di maggior successo militando in Lega Pro Seconda Divisione ed attualmente milita nel girone B piemontese e valdostano di Promozione, l' A.S.D. Atletico Torino che milita nel girone B piemontese e valdostano di Promozione, G.S.D. Iveco 2005 Calcio che milita nel girone E piemontese e valdostano di Seconda Categoria, la Polisportiva Rapid Torino che milita nel girone H piemontese e valdostano di Seconda Categoria, L' A.S.D CitTurin LDE che milita nel girone E di Prima Categoria e l' A.S.D. Michelin Sport Club che milita nel girone L piemontese e valdostano di Seconda Categoria.

G.S.D. Iveco 2005 Calcio è nato nel 2005.

Calcio a 5 maschile[modifica]

Calcio femminile[modifica]

Ciclismo[modifica]

Ivan Basso. vincitore della cronometro di Torino nel Giro d'Italia 2005

Dopo quattro anni di interruzione dal 2008 al 2011 è stata riproposta nel 2012 la Milano-Torino, classica del ciclismo di circa 200 km. Fino al 2004 la corsa, insieme al Giro del Piemonte, chiudeva la stagione agonistica da tradizione, a seguito di una modifica dei calendari si è svolta a marzo dal 2004 al 2007, per poi tornare a settembre nel 2012. Si tratta della competizione più antica d'Italia, la cui prima edizione risale al 1876. Attualmente la corsa è organizzata dal quotidiano La Gazzetta dello Sport.

Il 27 maggio 2005 la 18ª tappa del Giro d'Italia 2005, una cronometro individuale, si è conclusa a Torino con la vittoria di Ivan Basso.

Il 20 maggio 2009 la 20ª tappa del Giro d'Italia 2009 è partita dal centro di Torino. L'arrivo era posto ad Arenzano ed il primo a tagliare il traguardo è stato Mark Cavendish.

Il 7 maggio 2011 ha invece ospitato l'arrivo della tappa inaugurale del Giro d'Italia 2011, una cronometro a squadre di 19,3 km., partita da Venaria Reale e vinta dalla squadra statunitense HTC-Highroad

A Torino ha sede inoltre il Motovelodromo "Fausto Coppi", inaugurato nel 1920 ma attualmente adibito ad altre attività per motivi di agibilità nonché per l'apertura del più moderno impianto di San Francesco al Campo.[72] Nelle immediate vicinanze della struttura di corso Casale, per volontà dell'ex corridore torinese Nino Defilippis, nel 2002 è stato inaugurato un monumento bronzeo in onore di Fausto Coppi, corredato da diversi massi provenienti direttamente dai luoghi che hanno contribuito a consacrare la leggenda del Campionissimo.[73]

Canottaggio e pallanuoto[modifica]

Nel 1888 venne fondata la Federazione Italiana Canottaggio con il nome di Rowing Club Italiano, seguita il 25 giugno 1892 dalla Fédération Internationale des Sociétés d'Aviron (FISA), la federazione internazionale di canottaggio.[74] Numerose sono le società di canottieri, tra cui si possono ricordare la più antica: la Reale Società Canottieri Cerea. Oltre a questa a Torino sono anche presenti la Società Canottieri Esperia-Torino, la Società Canottieri Armida e la Canottieri Caprera.

Negli anni ottanta, Torino ebbe una forte squadra di pallanuoto che poi ha subì la stessa sorte della pallavolo e del basket.

La pallanuoto torinese è ritornata ad alti livelli nel 2007 quando la squadra Torino 81, allenata da Bruno Bodrone, è stata promossa in serie A2. In questa categoria la società torinese ha disputato un ottimo campionato nella stagione 2007-2008.

Football americano[modifica]

Hockey[modifica]

Una partita di hockey su ghiaccio durante le Olimpiadi di Torino 2006

Hockey su prato:

Hockey su ghiaccio:

Hockey in-linea:

Lacrosse[modifica]

Hit Ball[modifica]

Torino è la città natale dell'Hit ball, sport ideato nel 1986 e attualmente in espansione sul territorio nazionale.

Korfball[modifica]

Pallamano[modifica]

  • Città Giardino Pallamano Torino serie B
  • G.P.B. Regio Parco Torino storica rivale del città giardino, negli anni passati si è sempre distinta nel settore giovanile, raggiungendo il torneo nazionale (nel quale partecipano le squadre vincitrici nel campionato della propria regione).

Pallavolo e pallacanestro[modifica]

Nel passato grande importanza hanno avuto le squadre di pallavolo del CUS Torino (vincitrice di quattro campionati italiani e della Coppa dei Campioni nel 1980) e dell'Auxilium Pallacanestro Torino. La squadra di volley dopo un glorioso passato adesso milita in serie B2, mentre nel basket la società che si sta mettendo in luce è la PMS nata dalla fusione della Pallacanestro Moncalieri e del San Mauro Basket.

Rugby[modifica]

La prima partita di rugby sul territorio italiano venne disputata a Torino nel 1910 tra il Racing Club de Paris e il Servette di Ginevra. La Ginnastica Torino vinse il titolo italiano nel 1947 e il Cus Torino Rugby fu vice-campione italiano nel 1957. Attualmente i club torinesi di rugby sono principalmente due: il C.U.S. Torino (che ha stretto un accordo di collaborazione con il Volvera R.F.C. che milita in serie A2 e ha il proprio impianto al Centro Sportivo "Albonico" di Grugliasco) ed il Settimo Rugby Torino (VII Rugby Torino) che ha cambiato molti nomi: Ambrosetti Rugby Club, Going Rugby Torino, Ginnastica Torino. L'attuale campo è situato nel comune di Settimo Torinese. La Ginnastica Torino abbandonò la Federazione Italiana Rugby nel corso del campionato 1949-50 per dare origine ad una federazione di rugby a 13 che sopravvisse per alcuni anni.

Negli anni settanta il Rugby Torino, sponsorizzato dalla Ambrosetti, disputò alcuni campionati in serie A.

Tennis tavolo[modifica]

Sono attive numerose società di tennis tavolo a Torino. Tra queste spicca il CUS Torino (sezione tennis tavolo), che ha conquistato il 31 maggio 2011 il titolo di squadra campione d'Italia, vincendo la finale dei playoff nel campionato italiano di serie A1. Nel campionato di serie A1 2009/2010 si era classificato terza dopo essere stato sconfitto in semifinale. Il CUS Torino tennistavolo è inoltre impegnato nella promozione di questo sport nell'università e nelle scuole. Altra società di rilievo nel panorama cittadino è il TT Torino, sede di molti tornei cittadini e regionali.

Altri sport[modifica]

Nel 2006 si sono svolte a Torino le Olimpiadi degli scacchi, i Campionati mondiali universitari di golf arrivati all'undicesima edizione, i Campionati mondiali di scherma e i Mondiali assoluti di nuoto pinnato. Sono stati inoltre assegnati alla città piemontese i Campionati Europei "Torino 2008" di tiro con l'arco, i Campionati Europei di ginnastica ritmica del 2008, i Campionati europei di atletica leggera indoor del 2009 ed i Campionati mondiali di pattinaggio di figura del 2010.

A Torino esistono forti tradizioni in sport minori quali tiro con l'arco, bocce e pallone elastico. Ci sono anche diversi club di scherma.

XX Giochi olimpici invernali[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi XX Giochi olimpici invernali.

Torino è stata la sede dei XX Giochi olimpici invernali, svoltisi il 10-26 febbraio del 2006, seguiti a marzo dalle Paralimpiadi. Nel gennaio 2007 è stata la volta delle Universiadi invernali.

Altre manifestazioni sportive[modifica]

Il braciere olimpico di Torino 2006

Negli anni successivi alle olimpiadi invernali del 2006, a Torino si sono svolte le seguenti manifestazioni sportive:

Impianti sportivi[modifica]

PalaOlimpico durante un concerto

Grazie alla solida tradizione sportiva della città, Torino dispone di impianti sportivi e di intrattenimento all'avanguardia. Il parco impianti è stato recentemente implementato grazie all'avere ospitato i XX Giochi Olimpici Invernali.

Questi sono gli impianti di Torino, ordinati per capienza e con a fianco il quartiere che li ospita:

Ultimato nel 1933, venne inaugurato ospitando i Giochi Littoriali dell'anno XI ed intitolato a Mussolini. Fu una delle sedi del Mondiale 1934. Dismesso nel 1990 in seguito alla costruzione dello Stadio delle Alpi, è stato ristrutturato nel 2005 dal Comune per ospitare le cerimonie di apertura e chiusura di Torino 2006. Dal 2006 al 2011, per cinque stagioni, le squadre cittadine di calcio vi hanno svolto le loro partite interne. Dal 2011 solo il Torino vi disputa le proprie gare interne. L'impianto viene utilizzato anche come sede di concerti.

Inaugurato nel 2005, è stato il palazzo dello sport centrale di Torino 2006 e, attualmente, è l'arena coperta più capiente d'Italia. Impianto polivalente ha già ospitato, oltre alle manifestazioni sportive delle Olimpiadi, anche diversi concerti rock, manifestazioni culturali, spettacoli e conventions.

Già "Stadio Ruffini", è immerso nell'omonimo parco. Lo stadio è utilizzato per partite di calcio e gare di atletica. Ogni anno ospita il Meeting IAAF Internazionale Città Di Torino - Primo Nebiolo. È stato ristrutturato nel 2000 per coprire la Tribuna Centrale ed è intitolato a Primo Nebiolo.

È un impianto polivalente degli anni novanta, costruito di fianco allo Stadio Delle Alpi. adatto per manifestazioni concertistiche ma non ad eventi sportivi, è attualmente inattivo.

Uno degli edifici simbolo del distretto di Italia '61, è stato ristrutturato in occasione di Torino 2006.L'impianto ospita competizioni e spettacoli di pattinaggio su ghiaccio.

Costruito negli anni sessanta richiama, in piccolo, le strutture del PalaLottomatica di Roma. È immerso nell'omonimo parco. Recentemente ristrutturato e riaperto nel 2005.

Altro gioiellino di Torino 2006, sostituisce la storica pista di pattinaggio Rolling di Corso Tazzoli. Fu originariamente concepito per diventare il nuovo ed unico Palasport del Ghiaccio di Torino.

È uno stadio per il calcio di proprietà della Juventus che è stato inaugurato Giovedì 8 settembre 2011 con una cerimonia durata circa 2 ore e con un'amichevole tra la stessa Juventus ed il Notts County Football Club squadra inglese di cui ha ereditato la maglia a strisce verticali bianche e nere. Domenica 11 settembre 2011 nello Juventus Stadium è stata disputata la prima partita di campionato di serie contro il Parma Football Club con la vittoria della Juventus per 4 a 1

  • Stadium, 70.000 posti (demolito nel 1938)

Si chiamava Stadium, era lo stadio più grande d'Italia (forse del Mondo) e fu costruito nell'ex Piazza D'armi. Copriva un'area di 100.000 metri quadrati e aveva 40.000 posti a sedere e 30.000 posti in piedi. Venne inaugurato il 30 aprile del 1911 davanti ai Sovrani e a 70.000 spettatori. Lo si volle più grande addirittura di quello di Atene e di Londra. Fu progettato da Carlo Ceppi e dai suoi collaboratori architetti Vittorio Ballatore di Rosana e Ludovico Gonella. In stile greco-romano fu costruito in cemento armato dalla ditta Porcheddu. L'ovale misurava 361 metri di lunghezza per 204 di larghezza, (circa il doppio dello "Stadio Comunale"). Intorno al campo c'erano tre piste: una grande esterna da 730 metri per le gare ciclistiche, una per le corse dei cavalli e una terza di 500 metri per i podisti. Sotto le gradinate c'erano locali per buffet, spogliatoi, dormitori, sale destinate alla scherma, alla ginnastica femminile. L'opera fu totalmente finanziata da fondi privati e fu costruita in meno di un anno. Questo stadio era troppo grande per le partite di calcio, infatti fu usato solo per 2 campionati e 3 incontri della nazionale. Lo stadio fu usato anche per serate pirotecniche, saggi ginnici, concorsi ippici internazionali, mostre di cani, gare di bici, auto e moto e per proiezioni cinematografiche estive. Nel 1923 fu teatro della rappresentazione della "Passione di Cristo" che coinvolse oltre 2000 comparse. Sempre nel 1923 ospitò la mostra delle invenzioni e delle industrie, che si sarebbe poi strasformata nel Salone della Meccanica e successivamente, della Tecnica. Nel 1928 ospitò il "Carosello Storico Sabaudo" che fu lungo corteo di comparse con costumi medioevali e risorgimentali attraversò la città e si concluse sul prato dell'arena. Lo stadio non fu più utilizzato e nel 1938 fu demolito per far posto al Politecnico.

Curiosità[modifica]

  • Torino è stata la seconda città italiana a finire su un videogioco, ma la prima (sempre d'Italia) come città vera e propria dov'era possibile girare liberamente per le vie. Nel 2001, infatti la Rockstar Games creò The Italian Job, ispirato al film The Italian Job girato in parte a Torino nel 1969. Anche se la città era ben diversa dalla realtà, erano comunque presenti il tram numero 13, il Po e molti edifici storici realmente esistenti. La prima città italiana ad apparire su un videogioco fu Venezia in Tomb Raider II, ma c'erano solo i pochi edifici necessari per completare i 3 livelli (2,3 e 4) ambientati in questa città. Ispirandosi sempre al film del 1969 ed utilizzando tre Mini Cooper, la band gallese degli Stereophonics ha girato il video di Pick a part that's new a Torino.
  • Alla città di Torino è stato dedicato un asteroide 9523 Torino perché in una conferenza tenutasi in questa città e stata presentata la scala di pericolosità degli asteroidi.
  • A Torino è presente, dal 13 ottobre 2012, in via Roma angolo via Bertola l' Apple Store più grande d'Italia.
  • A Torino è dedicata l'automobile della Ford Gran Torino, un modello coupé molto in voga negli USA durante gli anni settanta : si tratta della vettura utilizzata dall'agente Starsky nella serie televisiva Starsky & Hutch. Lo stesso nome compare nel film omonimo Gran Torino, diretto ed interpretato da Clint Eastwood nell'anno 2008 .

Note[modifica]

  1. ^ ISTAT 2012
  2. ^ a b [1]
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
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  7. ^ Onorificenze della Presidenza della Repubblica
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  9. ^ Mila Leva Pistoi, 1969, op. cit., pp. 176-180
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  33. ^ Inoltre ricordiamo le band Torinesi punk piu' conosciute a livello internazionale quali Blue Vomit e Nerorgasmo capitanate da Luca Bortolusso, Simone Cinotto ed Enrico Falulera.Anne Carlini - Exclusive Magazine
  34. ^ Uno dei primi autori che parlò di un'origine insolita di Torino fu Emanuele Thesauro in Della Historia della città di Torino, 1678, opera dedicata a Madama Reale Maria Giovanna Battista di Savoia-Nemours. Vedi inoltre I Savoia di Gianni Oliva, Oscar Mondadori, 1998, Milano,(riguardo l'interesse per l'alchimia di Emanuele Filiberto). Lo storico Cibrario narra che nel 1648 venne scoperto un complotto che utilizzava la magia nera, avente lo scopo di uccidere Maria Cristina di Francia: i responsabili, un monaco di nome Gandolfi, l'aiutante di camera Gioia e il senatore Sillano vennero arrestati. Vedi inoltre: Danilo Tacchino, Torino,Storia e misteri di una provincia magica, Roma, Edizioni Mediterranee, 2007
  35. ^ AAVV., I segreti di Torino sotterranea Torino, Editrice il Punto, 1996 e AAVV., I Misteri del Piemonte sotterraneo , Torino, Editrice il Punto, 2001
  36. ^ a b Renzo Rossotti, Curiosità e misteri di Torino, Roma, Newton & Compton Editori, 2005
  37. ^ a b c d e Danilo Tacchino, Torino, Storia e misteri di una provincia magica, Roma, Edizioni Mediterranee, 2007
  38. ^ Danilo Tacchino, Torino Esoterica, Roma, Newton & Compton Editori, 2009
  39. ^ a b Renzo Rossotti, Torino Esoterica, Roma, Newton & Compton Editori, 2009
  40. ^ Francesco Cognasso, Storia di Torino, Gruppo Editoriale Giunti, 2002; Enrico Nassi, La Massoneria, Roma, TEN, 1994. Per l'anticlericalismo dell'eroe dei due mondi: Le mie memorie di Giuseppe Garibaldi, Rizzoli editore, 1982.
  41. ^ A titolo d'esempio, il 4 maggio 1850 l'arcivescovo di Torino, monsignor Luigi Fransoni, venne arrestato per il rifiuto di comparire in tribunale, colpevole di aver invitato i parroci del Regno di Sardegna a resistere all'attuazione delle leggi Siccardi. Il 10 aprile il nunzio apostolico a Torino, per protesta, aveva abbandonato la città
  42. ^ Relazioni: Viaggio nella Torino magica
  43. ^ Leonardo Bistolfi, scultore e politico, fu affiliato alla massoneria
  44. ^ Visita Torino - Varie
  45. ^ Pagina sull'evento
  46. ^ [3]
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  69. ^ Juventus Football Club S.p.A: Obiettivi e Strategie - www.juventus.com.
  70. ^ Con undici trofei in bacheca la Juventus è – insieme al Liverpool – la quarta squadra europea per numero di titoli ufficiali vinti a livello internazionale (alle spalle di Milan con 18 trofei vinti, Real Madrid con 15 trofei e Barcellona con 14). Nel mondo è l'ottava squadra col maggior numero di trofei internazionali ufficiali vinti e riconosciuti da ciascuna delle sei confederazioni affiliate alla FIFA ex æquo con il club inglese già citato ed alle spalle del Boca Juniors (18), dell'Independiente (16), dei citati Real Madrid, Milan e Barcellona, dell'Al-Ahly (16) e del São Paulo (12).
  71. ^ (PDF(ES) La primera final italiana, in «La Vanguardia», 15-5-2003, p. 55. URL consultato in data 15/11/2009.
  72. ^ Motovelodromo San Francesco al Campo
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Bibliografia[modifica]

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  • Norberto Bobbio, Trent'anni di storia della cultura a Torino (1920-1950), Roma, Einaudi, 2002.
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  • Beatrice Bolandrini, I Somasso e i Papa. Due dinastie di stuccatori a Torino nel Sei e nel Settecento, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.

Voci correlate[modifica]

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]

Città che hanno organizzato i Giochi olimpici invernali Bandiera olimpica

1924 - Chamonix | 1928 - St. Moritz | 1932 - Lake Placid | 1936 - Garmisch-Partenkirchen | 1948 - St. Moritz | 1952 - Oslo | 1956 - Cortina d'Ampezzo | 1960 - Squaw Valley | 1964 - Innsbruck | 1968 - Grenoble | 1972 - Sapporo | 1976 - Innsbruck | 1980 - Lake Placid | 1984 - Sarajevo | 1988 - Calgary | 1992 - Albertville | 1994 - Lillehammer | 1998 - Nagano | 2002 - Salt Lake City | 2006 - Torino | 2010 - Vancouver 
Future città organizzatrici: 2014 - Soči  2018 - Pyeongchang