Trattamento legale della prostituzione
Lo status giuridico della prostituzione varia da Paese a Paese, dall'essere perfettamente legale e considerata come una qualsiasi altra professione, fino all'essere punibile con la pena di morte.
Le discipline legali adottate nei diversi ordinamenti rispetto al fenomeno della prostituzione sono riconducibili a tre modelli legislativi fondamentali: il Modello proibizionista, il Modello abolizionista ed il Modello regolamentarista.
Indice |
I tre modelli legislativi [modifica]
Il Modello proibizionista considera la prostituzione come una attività illegale in quanto vietata dalla legge e perseguita penalmente. Negli ordinamenti che seguono questo modello è reato offrire prestazioni sessuali a pagamento, in alcuni è reato anche acquistare prestazioni sessuali a pagamento. Sono anche punite tutte le attività di contorno alla prostituzione, come lo sfruttamento della prostituzione, l'induzione, il favoreggiamento. Una variante di questo modello è il c.d. Modello Neo-proibizionista adottato nell'ultimo decennio in Svezia, Norvegia e Islanda, nel quale è reato acquistare prestazioni sessuali a pagamento e costituiscono reato tutte le attività di contorno alla prostituzione, ma non è punito l'offrire prestazioni sessuali a pagamento. In pratica si sceglie di punire il cliente, ma non la prostituta, sull'assunto che questa sia la vittima del mercato della prostituzione e non l'artefice.
Il Modello abolizionista considera la prostituzione come una attività non lecita e che non può essere oggetto di una normale attività commerciale, ma al tempo stesso non punita penalmente. Negli ordinamenti che adottano questo modello non costituisce reato il prostituirsi, ossia l'offrire prestazioni sessuali a pagamento (salvo che sia fatto nelle forme dell'adescamento), così come non costituisce reato l'acquistare prestazioni sessuali a pagamento. Sono invece punite penalmente le attività tipicamente associate alla prostituzione, quali lo sfruttamento, il reclutamento e il favoreggiamento. Questo modello legislativo, che idealmente tenderebbe a estirpare il fenomeno della prostituzione senza far ricorso alla repressione penale a danno delle prostitute né dei clienti, si è affermato nel dibattito giuridico nel secondo dopoguerra. A livello di fonti internazionali, la "Convenzione per la repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione, adottata a New York il 21 marzo 1950" (ratificata dall'Italia con Legge 23 settembre 1966, n. 1173) è visibilmente ispirata alle politiche "abolizioniste". Il testo della Convenzione, infatti, impegna gli Stati aderenti a punire lo "sfruttamento della prostituzione di un'altra persona anche se consenziente", il "mantenimento, direzione o amministrazione o contributo a finanziare una casa chiusa". Mentre non richiede di punire la prostituzione in sé o il fruire di prostituzione. La Legge Merlin (Legge 20 febbraio 1958, n. 75) recepisce in pieno la filosofia di fondo della Convenzione e l'approccio "abolizionista".
Il Modello regolamentarista considera la prostituzione come una attività del tutto lecita e liberamente esercitabile come una qualsiasi attività commerciale e ne regolamenta attentamente le forme di esercizio per assicurare che non vi siano fenomeni di sfruttamento o costrizione e per fare in modo che sia tutelata la dignità di chi si prostituisce. Anche nel modello regolamentarista chiaramente resta vietata la prostituzione minorile e resta intensamente punita sul piano penale qualsiasi forma di costrizione o coartazione. Sul piano dei trattati internazionali, questo modello si presenta come coerente con i più recenti strumenti pattizi, il cui focus è incentrato sulla repressione di fenomeni come il trafficking, più che sul vietare la prostituzione in quanto tale. In tal senso, il Protocollo delle Nazioni Unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani, in particolar modo donne e bambini adottato a Palermo nel 2000, non fa più riferimento alla repressione della prostituzione in quanto tale, ma alla repressione del traffico di esseri umani attraverso coercizione.
Nei paragrafi che seguono, è indicato il trattamento legale che è apprestato al fenomeno della prostituzione nei vari ordinamenti del mondo, come riportato dal Rapporto annuale sui diritti umani 2008, pubblicato nel 2009[1].
Paesi che adottano il Modello proibizionista [modifica]
Nella maggioranza dei Paesi del mondo è seguito il Modello proibizionista che rende la prostituzione illegale. In molti di questi è punita la condotta di chi si prostituisce, ma non quella del "cliente" (chi acquista una prestazione sessuale a pagamento), in altri sono puniti sia chi si prostituisce sia il cliente. In tre Paesi del Nord Europa (Svezia, Norvegia ed Islanda) è seguito un particolare modello legislativo, noto come "Modello svedese" nel quale viene punito il cliente, ma non chi si prostituisce, sul presupposto che quest'ultimo soggetto è vittima di sfruttamento.
La sanzione prevista per la prostituzione varia sensibilmente da Paese a Paese: in taluni Paesi islamici, che adottano la Sharia, chi si prostituisce può essere punito con la pena di morte, in altri ordinamenti è un crimine punibile con severe sanzioni detentive, in altri costituisce una violazione amministrativa, punita con sanzioni amministrative.
La Prostituzione è illegale:
Al di fuori del mondo mussulmano:
- in Europa: la gran parte dei Paesi dell'Europa dell'Est (tranne Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Bulgaria). Inoltre, come si è detto, in Svezia, Norvegia e Islanda è illegale acquistare prestazioni sessuali a pagamento (si veda Prostituzione in Europa);
- in Nord America: in tutti gli stati degli Stati Uniti, escluso il Nevada;
- in Africa: Angola, Botswana, Zimbabwe, Swaziland, Burundi, Congo, Ruanda, Zambia, Uganda, Gabon, Mauritius, Camerun, Liberia, Ghana, Tanzania, Kenya, Sudafrica.
- in Asia: Corea del Sud[5], Corea del Nord[6] Cina, eccetto Hong Kong e Macao,[7], Repubblica di Cina[8], Vietnam[9], Laos[10], Mongolia[11], Filippine[12], Thailandia[13], Birmania[14], Sri Lanka[15], Giappone (parzialmente)[16]
- nella Regione Caraibica: Bahamas[17], Barbados[18], Repubblica Dominicana[19], Haiti[20], Giamaica[21], Trinidad e Tobago[22], Antigua e Barbuda[23], Grenada[24], Saint Kitts e Nevis[25], Santa Lucia[26]
- in Oceania: alcuni Paesi insulari: Papua Nuova Guinea[27], Figi[28], Samoa[29] Isole Salomone[30], Isole Marshall[31], Nauru[32], Palau[33], Tuvalu[34], Vanuatu[35], Stati Federati di Micronesia[36]
Paesi che adottano il Modello abolizionista [modifica]
Una gran parte dei Paesi occidentati hanno adottato nel corso del '900 il Modello abolizionista. In questi ordinamenti la prostituzione non è proibita, né è proibito l'acquisto di prestazioni sessuali a pagamento. Sono invece punite tutta una serie di condotte collaterali alla prostituzione (favoreggiamento, induzione, reclutamento, sfruttamento, gestione di case chiuse, prostituzione tra i 16 e i 18 anni, etc.), allo scopo di scoraggiare la prostituzione senza una proibizione diretta.
Questo modello è seguito:
- in Europa: dalla maggioranza dei Paesi dell'Unione Europea, comprese Italia, Francia e Regno Unito (si veda Prostituzione in Europa).
- nella Regione Caraibica: Cuba
- in Sud America: la gran parte dei Paesi, tra cui Brasile, Cile e Argentina, adottano questo modello (ad eccezione di quei paesi nei quali la prostituzione è legale e regolamentata).
- in Africa: Burkina Faso[38], Repubblica Centrafricana[39] Costa d'Avorio[40] Etiopia[41], Madagascar[42], Malawi[43]
- in Asia: India[44], Hong Kong[45] e Macao[46], territori autonomi della Cina, Timor Est[47], Israele, Kazakhstan, Giappone (in parte)[48] ed altri paesi minori
- in Oceania: negli Stati di South Australia, Northern Territory, Tasmania e Western Australia dell'Australia, in alcuni Paesi insulari: Kiribati[49], Tonga[50]
Paesi che adottano il Modello regolamentarista [modifica]
Una ridotta minoranza di Paesi lo status giuridico della prostituzione segue il Modello regolamentarista. Negli ordinamenti che adottano questo modello la prostituzione è legale ed è regolamentata da norme pubblicistiche. La legalizzazione sovente include l'imposizione di tasse e restrizioni, più o meno ampie, nell'esercizio della prostituzione anche con l'individuazione di luoghi preposti all'esercizio dell'attività e la prescrizione di controlli sanitari obbligatori per prostitute e prostituti per la prevenzione e il contenimento delle malattie veneree e l'obbligo di segnalare attività e residenza.
La prostituzione è legale e regolamentata:
- in Europa: in otto diversi Paesi dell'Europa tra i quali Germania, Ungheria, Paesi Bassi, Svizzera e, recentemente, Spagna (si veda: Prostituzione in Europa);
- in Nord America: nello Stato del Nevada degli Stati Uniti ed in Messico
- in Africa: Senegal;
- in Oceania: negli stati di Queensland, New South Wales, Victoria e nel Territorio della capitale australiana in Australia ed in Nuova Zelanda.
Note [modifica]
- ^ 2008 Country Reports on Human Rights Practices
- ^ dove è illegale ma viene tollerata di fatto; a Tunisi esiste un noto quartiere a luci rosse non perseguito dalla legge
- ^ Guyana
- ^ Suriname
- ^ Corea del Sud
- ^ Corea del Nord
- ^ Cina
- ^ Repubblica di Cina
- ^ Vietnam
- ^ Laos
- ^ Mongolia
- ^ Filippine
- ^ Thailandia
- ^ Birmania
- ^ Sri Lanka
- ^ tranne la prostituzione tramite sesso orale, che è libera
- ^ Bahamas
- ^ Barbados
- ^ Repubblica Dominicana
- ^ Haiti
- ^ Giamaica
- ^ Trinidad e Tobago
- ^ Antigua e Barbuda
- ^ Grenada
- ^ Saint Kitts e Nevis
- ^ Saint Lucia
- ^ Papua Nuova Guinea
- ^ Figi
- ^ 2008 Human Rights Report
- ^ Isole Salomone
- ^ Isole Marshall
- ^ Nauru
- ^ Palau
- ^ Tuvalu
- ^ Vanuatu
- ^ 2008 Human Rights Report: Federated States of Micronesia
- ^ Canada
- ^ Burkina Faso
- ^ Repubblica Centricana
- ^ Costa d'Avorio
- ^ Etiopia
- ^ Madagascar
- ^ Malawi
- ^ India
- ^ Hong Kong
- ^ http://www.state.gov/g/drl/rls/hrrpt/2008/eap/119037.htm#macau Macao]
- ^ Timor Est
- ^ solo sesso orale
- ^ Kiribati
- ^ Tonga