Wolfenstein: The New Order

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Wolfenstein: The New Order
WolfensteinTheNewOrder.jpg
Sviluppo MachineGames
Pubblicazione Bethesda Softworks
Data di pubblicazione Microsoft Windows, Xbox 360, Xbox One, Playstation 3 e Playstation 4:
ColoredBlankMap-World-10E.svg 20 maggio 2014

[1][2]

Genere Sparatutto in prima persona
Tema Fantascienza, distopia, horror, seconda guerra mondiale, ucronia
Modalità di gioco Giocatore singolo
Piattaforma Microsoft Windows, PlayStation 3, Xbox 360, PlayStation 4, Xbox One
Motore grafico id Tech 5
Periferiche di input Tastiera, mouse, gamepad
Preceduto da Wolfenstein

Wolfenstein: The New Order è uno sparatutto in prima persona di genere fantastorico-horror sviluppato da MachineGames e pubblicato da Bethesda Softworks.

Il gioco è stato annunciato il 7 maggio 2013[3], tramite un trailer con tema musicale All Along the Watchtower eseguita da Jimi Hendrix, e segue gli eventi della saga reboot iniziata con Return to Castle Wolfenstein (2001) e Wolfenstein (2009). Il gioco utilizza il motore grafico sviluppato da id Software, l'id Tech 5.[4]

Il gioco era previsto per l'ultimo trimestre del 2013[4], ma slittò al 2014.[5]Il 19 febbraio Bethesda Softworks rivelò che la data di rilascio per il gioco sarebbe stata il 20 maggio in Nord america ed il inizialmente il 23 maggio in Europa[6]; spostata poi, nel mese di marzo, al 20 maggio.

Gameplay[modifica | modifica wikitesto]

The New Order è principalmente incentrato su una trama particolarmente approfondita, e non conta su una modalità multiplayer.[7] Bethesda Softworks ha inoltre dichiarato di non aver criticato in nessun modo questa scelta di MachineGames, e neanche di averli spinti a cambiare le loro decisioni.[8] Pete Hines ha certificato che si tratta di uno sparatutto in prima persona non convenzionale,[9] e che il livello di difficoltà è stato spinto ai massimi livelli, come i precedenti capitoli, senza però allo stesso tempo creare situazioni troppo ostiche per il giocatore.[10]

Vi è inoltre il ritorno dell'Obergruppenführer Wilhelm Strasse, noto come Deathshead, antagonista principale dei due precedenti capitoli, Return to Castle Wolfenstein e Wolfenstein.[11]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'agente William J. Blazkowicz si sveglia misteriosamente in Polonia, nel 1946 senza alcun ricordo in un aereo della sua unità durante un assalto, che però sarà un fallimento. Anya, un’infermiera polacca lo salverà e lo porterà in un manicomio, dove "B.J." trascorrerà i successivi quattordici anni in uno stato di coma causato da un colpo alla testa. Quando si sveglierà, nel 1960, si troverà davanti un mondo completamente stravolto e trasformato dall'ordine nazista.[12]

Infatti contrariamente a quanto accaduto nella realtà, in seguito agli eventi di Wolfenstein, la Germania nazista è infine riuscita a porre fine alla seconda guerra mondiale, vincendola nel 1948 e prendendo sotto controllo anche città come Londra, Mosca e New York; nella quale le truppe naziste hanno addirittura distrutto la Statua della libertà e l'Empire State Building, sganciando una bomba atomica sulla città.[4] Nel 1954 i nazisti hanno anche eseguito un'allunaggio, e grazie ad una nuova tecnologia hanno sviluppato dei mecha autonomi da combattimento, inoltre l'esercito Nazista ha anche avviato un'inesorabile invasione del continente Africano, accelerata dalla superiorità militare dei Nazisti e dalla costruzione di un ponte su Gibilterra che facilità lo spostamento di truppe e mezzi.[12]

Colonna Sonora[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del gioco è composta da brani della Neumond Records, casa di produzione fittizia che domina l'intera scena discografica. I brani possono essere sentiti alle radio o in certi momenti del gioco.

Alcuni dei gruppi che si possono sentire sono delle versioni parallele di gruppi realmente esistenti, come i Käfer che altro non sono che la versione nazista dei Beatles (infatti "Käfer" in tedesco significa appunto "Scarabeo"); secondo la Neumond Records, a quattro ragazzi inglesi provenienti da Liverpool venne fatta una proposta: o avrebbero cominciato a cantare in tedesco o sarebbero morti per mano dei Nazisti; la canzone "Haus Abendrot" che si vede anche nel trailer è versione nazista di House of the Rising Sun eseguita dagli Animals.

I brani che si possono sentire sono:

  • "Berlin Boys and Stuttgart Girls" di Viktor & Die Vokalisten
  • "Toe the Line" dei The Bunkers (Parodia delle canzoni dei The Kinks)
  • "Mein Kleiner VW" di Hans (Parodia di Summertime Blues di Eddie Cochran)
  • “Ich bin überall” degli Schwarz-Rote Welle
  • "Weltraumsurfen" dei Comet Tails (Parodia delle canzoni dei Beach Boys)
  • "Zug nach Hamburg" dei Die Schäferhunde (Cover di Last Train to Clarksville dei The Monkees)
  • “Tapferer Kleiner Liebling” di Karl und Karla (Versione nazista di Paul and Paula)
  • "Mond, Mond, Ja, Ja" dei Käfer
  • "Boom! Boom!" di Ralph Becker (Cover di Boom Boom di John Lee Hooker)
  • "Nowhere to Run" delle Partei Damen (Cover di Nowhere to Run, di Martha and the Vandellas)
  • "Haus Abendtor" di Wilbert Eckart und seine Volksmusik Stars (Cover di House of the Rising Sun degli Animals)

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]